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Naval boarding party: dall’arrembaggio collaborativo al boarding con elicotteri – parte III di Marco Bandioli

livello elementare
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ARGOMENTO: SICUREZZA MARITTIMA 
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: MONDO
parole chiave: pirateria, maritime security, boarding, abbordaggi

 

team ispettivo Marina olandese – photo credit RNL Navy

Se il Boarding è collaborativo, sarà la stessa Nave Bersaglio a far calare sino al battello una biscaggina, o abbasserà una passerella, per permettere al BParty di salire a bordo. Se il Boarding non è collaborativo, il BParty se la deve vedere da solo sul come salire a bordo, o meglio, come arrampicarsi a bordo. E quindi viene impiegata la tecnica con il “rampino d’arrembaggio”, o lanciato a mano con una sagola o proteso con una apposita lunga asta telescopica.

tipologia di rampino di arrembaggio – cortesia Apollo military

Infatti, una volta che il battello pneumatico si affianca alla murata della nave, vi deve rimanere “incollato” anche con nave in movimento e con mare grosso, in modo tale da consentire il lancio di un rampino (per il successivo aggancio di apposita biscaggina/biscaglina) o l’aggancio di un’asta dotata di pioli o l’aggancio di una scaletta che, una volta fatta presa sulle sovrastruttura della nave, permetterà ad un operatore del BParty di salire a bordo e di mettere lui in sicurezza “l’attrezzatura di salita” per consentire la successiva salita all’intero gruppo. Tutto questo avviene, ovviamente, con la “copertura” fornita dalla Boarding Ship, da un elicottero o da un altro battello.

Le varie tecniche sono direttamente correlate con le attrezzature impiegate per l’“aggancio e salita” e si possono riassumere come segue: impiego diretto di una apposita asta telescopica già fornita di ganci e gradini per l’immediato aggancio e salita (THBR: Telescopic Hooked-up Boarding Rod), impiego diretto di scaletta telescopica con ganci (THBRL: Telescopic Hooked-up Boarding Rigid Ladder), lancio di rampino d’arrembaggio (HGH: Handled Grappling Hook) o impiego di una asta telescopica con rampino (TGH: Telescopic Grapnel Hook) per il successivo fissaggio della biscaggina (FHL: rope or aluminium Flexible Hanging Ladder), impiego di un apposito fucile lanciasagola/lancia rampino (GHG: Grapnel Hook Gun / ALM: Assault Launcher Max). Le tecniche di salita/arrampicata si possono riassumere come segue: arrampicata con fune in tecnica alpinistica (Climbing techniques), arrampicata con apparecchiatura “ascensore/discensore” a fune (TAAD: Tactical Assault Ascender-Descender/ACTSTA: ACT Safe Tactical Ascender), arrampicata tramite biscaggina (Ladder / Jacob’s Ladder), salita tramite scaletta metallica fissa (Fixed Pilot Ladder),salita tramite passerella (Gangway).

Boarding effettuato con uno o più elicotteri
L’impiego di elicotteri per infiltrare e/o esfiltrare uomini in/da un’area considerata ostile o nemica è stato ampiamente verificato nei contesti bellici del Vietnam e delle isole Falkland/Malvinas. Da tali esperienze sono state selezionate 4 tecniche: STABO, SPIE e HRST in due versioni (Rappelling/Abseiling e Fast Rope). Per quanto riguarda le operazioni di Boarding, la tecnica più appropriata è sicuramente la Fast Rope, definita in italiano come “Barbettone” o “Canapone”: è una tecnica che non richiede imbracature o moschettoni in quanto si tratta di una semplice unica grossa fune sintetica (Rope), di adeguato spessore (diametro non inferiore a 4.4 cm.), sulla quale farsi scivolare rapidamente, tenendosi saldi con mani e piedi, sino a terra (o sulla tolda di una nave o su un container). Con un elicottero in volo stazionario, ad una altezza che può variare dai 5 ai 15 metri dal ponte di una nave, tale tecnica consente, in una manciata di secondi, una discesa molto veloce e su una unica fune, di un intero BTeam. Inoltre il peso della fune stessa garantisce anche una certa stabilità di discesa nel turbinoso vortice di aria generato dalle pale dell’elicottero.

Per questioni didattiche, si illustra ora un generico Boarding collaborativo la cui finalità risulta essere una ispezione a bordo di una nave mercantile portacontainer, in navigazione in alto mare, alla ricerca di un presunto carico illegale/pericoloso stivato all’interno della nave stessa. Il concetto tattico si sviluppa nei seguenti punti: viene attivato il BParty che va ad armarsi per poi dividersi in BTeams che si dirigono all’imbarco su RHIB ed elicottero; viene contattata via radio la nave da abbordare e vengono fornite le istruzioni per effettuare il Boarding.

In tale momento si può già intuire se sarà un Boarding collaborativo o meno; si brandeggiano e si orientano le armi di bordo (cannoni, mitragliere e mitragliatrici), pronte ad effettuare dei colpi di avvertimento, fuoco di copertura o fuoco incapacitante; si invita il comandante a rimanere in plancia solo con il timoniere, a far lasciare in sala macchine solamente il direttore di macchina e un tecnico e a far accentrare tutto l’equipaggio in un unico locale facilmente controllabile (generalmente nella zona della mensa facendosi temporaneamente consegnare tutti i telefoni cellulari); viene dato il via alle operazioni di Boarding; i BTeams, una volta a bordo, si suddivideranno ulteriormente per controllare la plancia, la sala macchine, la sala radio, il locale dove è teoricamente accentrato tutto l’equipaggio e per ispezionare l’intera nave.

I BTeams procederanno a ispezionare accuratamente i vari locali della nave attenendosi alle procedure di copertura e movimento tattico sul terreno che sono generalmente impiegate nella perlustrazione dei centri abitati, e pronti comunque anche ad un eventuale combattimento corpo a corpo; a ispezione ultimata, l’esfiltrazione avviene reimbarcando generalmente l’intero BParty sui RHIBs che procedono poi al rientro sulla Boarding Ship.

 

Marco Bandioli 
ammiraglio aus MMI
esperto di sicurezza 

articolo pubblicato originariamente su Difesaonline (foto: web)

 

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