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Naval boarding party: le tecniche di arrembaggio – parte II di Marco Bandioli

livello medio
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ARGOMENTO: SICUREZZA MARITTIMA 
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: MONDO
parole chiave: pirateria, maritime security, boarding, abbordaggi

 

Vediamo ora le tecniche di abbordaggio
Un’azione di boarding si può sviluppare principalmente in due possibili situazioni che vengono individuate dall’atteggiamento, amichevole o meno, dimostrato dal naviglio che sta per essere oggetto di un abbordaggio. L’azione si può quindi svolgere, in termini dottrinali, di un contesto definito “collaborativo” (Compliant Boarding), o in un contesto definito “non collaborativo o ostile” (Non Compliant/Non Permissive Boarding – Hostile Environment). In caso di un “contesto ostile” è sperabile di poter contare su Regole di Ingaggio che consentano di procedere direttamente con l’assalto della nave… senza tanti complimenti.

MARSOC boarding

Dal punto di vista tattico, il “Boarding” può essere effettuato mediante diverse modalità di esecuzione che sono principalmente determinate dalle condizioni meteomarine (mare, vento, pioggia, visibilità), dai mezzi a disposizione (unità navale, battelli pneumatici a carena rigida ed elicotteri), dalla tipologia e dalle caratteristiche del naviglio da abbordare (funzione, tipo di carico, altezza del bordo libero, sovrastrutture presenti, massima velocità esprimibile, tipo di propulsione e organi di governo) e dal tempo a disposizione per attuare l’intera operazione. La scelta tra le diverse modalità di esecuzione è inoltre influenzata dalla possibilità di impiegare i mezzi a seconda dell’opportunità/necessità tattica, nonchè di eventuali vincoli, che faranno propendere verso diverse configurazioni operative a seconda di chi fornisce protezione di fuoco (unità navale, elicottero od ambedue) e del mezzo/i con cui si effettua il Boarding (uno o più battelli pneumatici, uno o più elicotteri).

L’unità navale dalla quale si gestisce il Boarding, ovvero dalla quale si esercitano il comando ed il controllo tattico dell’intera operazione, dalla quale parte il BParty e dalla quale viene sempre fornita la protezione di fuoco tramite le armi di bordo, viene definita “Boarding Ship”. Tale unità ha la prerogativa di stabilire altresì le modalità di avvicinamento alla nave da abbordare (la “Target Ship” -TS- ovvero la Nave Bersaglio) il proprio eventuale preposizionamento, l’eventuale contatto via radio, in caso di Boarding collaborativo, con la Nave Bersaglio (in alternativa, a lampi di luce o con il megafono), sia che quest’ultima in navigazione (underway/steaming) oppure ferma in mezzo al mare (static/floating).

I membri della squadra di imbarco dei Royal Marines dell’HMS Westminster conducono una visita di verifica della bandiera su un Dhow durante un’operazione di sicurezza marittima nell’Oceano Indiano sotto il comando diretto dell’UKMCC e della Combined Task Force 151 

La prima vera difficoltà, tralasciando le condizioni meteomarine che potrebbero rendere inattuabile un Boarding, è quella in cui si incorre quando la nave da ispezionare non intenda fermarsi e farsi abbordare rientrando, a pieno titolo, in una situazione “non collaborativa”. A questo punto, sono necessari dei “Colpi di avvertimento” (WS: Warning Shots) impiegando i cannoni, le mitragliere o le mitragliatrici di bordo. Qualora la detta nave non si fermi, bisogna in qualche modo bloccarla per poi abbordarla.

I metodi per fermare una nave, senza doverla danneggiare eccessivamente, devono necessariamente agire o sugli organi di governo (timoni, eliche o i loro rispettivi assi) o sugli organi di propulsione (motori, turbine, sala macchine, centrali elettriche). Al riguardo, vengono impiegati due metodi. Primo metodo: bloccare le eliche con un “cavo intrappolatore” (PERT: Propeller Entangler Rope Technique). La Boarding Ship, che avrà già opportunamente approntato e “abbisciato” a poppa un cavo di rafia (propeller entangler rope), o una verrina d’acciaio (propeller entangler steel-wire), di adeguata lunghezza (almeno 100/200 metri), dovrà manovrare ad elevata velocità per tagliare la rotta della nave da bloccare , passando a brevissima distanza, e dovrà contemporaneamente “filare a mare” il cavo intrappolatore. La nave da abbordare, anche contromanovrando, non potrà evitare di finire con le eliche sul cavo che, avvolgendosi velocissimo almeno ad un asse dell’elica, andrà a bloccare l’asse stesso, e quindi la propulsione. Peraltro, liberare l’asse di un’elica avvolto strettamente da un cavo è una bella impresa, anche in condizioni di mare calmo. Se poi il cavo risulta essere una verrina d’acciaio, bisogna avere anche a disposizione personale subacqueo specializzato per l’utilizzo di specifica cesoia idraulica o strumenti da taglio (taglio ossielettrico, lancia termica, sega). Secondo metodo: sparare per danneggiare gli organi di governo e/o di propulsione; tale tecnica si chiama appunto “Fuoco incapacitante” (DF: Disabling Fire) e si effettua dalla Boarding Ship o da un elicottero in volo stazionario (in hovering), impiegando mitragliere o fucili anticarro/antimateriale sparando sulla Nave Bersaglio per colpire direttamente la zona motori e/o i timoni. Per inciso, tale tecnica non viene chiamata “Fuoco d’arresto” per non essere confusa con una specifica azione di fuoco difensivo svolta con armi a tiro teso nelle operazioni terrestri (eccezionalmente anche nei tiri di artiglieria).

forze speciali di Singapore abbordano un mercantile per esercitazione

Per quanto riguarda invece le azioni di avvicinamento e di “inserzione” nell’area dell’operazione dei BTeams, vengono impiegate due tipologie di mezzi: i battelli pneumatici a carena rigida (“Rigid Hull Inflatable Boat” – RHIB) e gli elicotteri, tutti opportunamente configurati per il Boarding e predisposti per la cosiddetta “inserzione verticale” dei BTeams: inserzione dal basso verso l’alto per quanto riguarda la salita dai battelli pneumatici alla nave (HCBT: Hook and Climb Boarding Techniques, ovvero Tecniche di Boarding in arrampicata con aggancio), e dall’alto verso il basso per quanto riguarda la discesa dagli elicotteri sulla nave (VIBT: Vertical Insertion Boarding Techniques, ovvero Tecniche di Boarding con inserzione verticale).

Il gruppo di imbarco del MAS Arunta si prepara a salire a bordo di un dhow che contrabbanda narcotici illegali nella regione del Medio Oriente.  HMAS Arunta opera come parte delle forze marittime combinate multinazionali, principalmente incaricate di supportare la Combined Task Force 150 per le operazioni di antiterrorismo e di sicurezza marittima.

Come già accennato, ci sono due tipologie di Boarding che vengono individuate dai presunti “Tipi di Collaborazione” che possono essere forniti dalla Nave Bersaglio: Boarding Collaborativo (Compliant Boarding – CB) o Boarding Non Collaborativo (Non Compliant Boarding – NCB). Per completezza di informazione, a tali tipi di collaborazione, si dovrebbero considerare 4 possibili “Livelli di Resistenza”: Collaborazione/Non resistenza (Livello 1), Non Collaborazione (Livello 2), Non Collaborazione Complessa (Livello 3), Opposizione/Ostilità (Livello 4). Alcune Marine inseriscono queste supposizioni in una matrice che dovrebbe fornire un aiuto alla decisione del Boarding da effettuare. Tutto sommato, i risultati forniti da tale matrice possono essere ampiamente superati con l’uso del buon senso! Sicuramente un importante fattore da considerare è l’altezza della fiancata della nave da abbordare, ovvero se presenta una murata alta (bordo libero alto, High Freeboard, se maggiore di 25 piedi) o una murata bassa (bordo libero basso, Low Freeboard, se inferiore a 25 piedi).

Marines statunitensi assegnati al plotone di ricognizione del 26th Marine Expeditionary Unit (MEU) in addestramento scendono in fast rope da un SH-60 Seahawk sul ponte di una nave (U.S. Marine Corps foto di Lance Cpl. Andre Dakis / 26 MEU Combat Camera / photo credit USNMC rilasciato)

Ovviamente un conto è dover abbordare un sambuco da pesca (il famoso “dhow”) di una trentina di metri e di qualche centinaio di tonnellate di stazza con un bordo libero di forse 3 metri ed un altro conto e dover abbordare una nave portacontainer lunga qualche centinaio di metri, di centinaia di migliaia di tonnellate di stazza e con un bordo libero di oltre 8 metri (25 piedi). Il Boarding si può attuare con i RHIBs, con gli elicotteri o con l’impiego, generalmente simultaneo, di entrambi i mezzi…più un eventuale elicottero per il fuoco di copertura.

fine parte II

Marco Bandioli 
ammiraglio aus MMI
esperto di sicurezza 

articolo pubblicato originariamente su Difesaonline (foto: web)

 

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