If you save the Ocean You save the Planet

Eventi

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti- Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile. Crediamo che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo con la speranza che la classe politica comprenda l'emergenza in cui siamo, speriamo con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

La formazione di un nuovo oceano è già iniziata

livello elementare
.
ARGOMENTO: GEOLOGIA
PERIODO: XXI SECOLO – 5 MA
AREA: AFRICA
parole chiave: Afar, placche. depressione dancalica

 

Immaginatevi di arrivare sulla Terra fra milioni di anni, il pianeta sarà sicuramente diverso da come o vediamo oggi al punto da non poterlo riconoscere … i continenti ed i mari che li circondano avranno morfologie diverse e, forse, anche le la vita potrebbe non essere più simile a quella attuale. La storia della Terra ha infatti visto il rincorrersi di eventi geologici di lunga durata che hanno cambiato la morfologia della sua crosta più volte. Oggigiorno siamo in grado di ricostruire geologicamente il passato e ipotizzare con maggior precisione quello che potrebbe avvenire sul Pianeta fra milioni di anni.

la grande depressione con la catena vulcanica di Erta Ale

Sulle news internazionali è apparsa la notizia di quanto sta avvenendo in uno dei luoghi più caldi della Terra, l’Afar, una regione dell’Africa orientale tra le più calde del pianeta dove le temperature diurne possono raggiungere i 54 gradi Celsius (130 Fahrenheit), scendendo, si fa per dire, a 35 gradi durante la notte. In quella regione inospitale è possibile trovarsi nel punto esatto in cui, nel profondo, il continente africano si sta lentamente separando.

Che sta succedendo nell’Afar?
Abbiamo parlato in diversi articoli dei movimenti delle placche tettoniche che, in certe regioni, interagiscono piuttosto violentemente, causando terremoti a volte catastrofici. Molti di questi fenomeni avvengono nelle profonità degli oceani, sulle spaccature continentali e sulle dorsali oceaniche. Vedremo che ciò che sta accadendo in Etiopia è simile a quello che sta accadendo in fondo all’oceano ed offre la possibilità di poter osservare con maggiore facilità l’interazione tra tre placche.

Negli ultimi 30 milioni di anni, la placca araba si è allontanata dall’Africa, un processo che ha generato ampie aree marine come il Mar Rosso e il Golfo di Aden. Nello stesso tempo la placca somala nell’Africa orientale si sta allontanando anche da quella nubiana, staccandosi lungo la Rift Valley dell’Africa orientale, che si estende attraverso l’Etiopia e il Kenya. Nel punto di incontro delle tre placche, troviamo la depressione della Dancalia o depressione di Afar, una regione del Corno d’Africa che comprende lo Stato di Gibuti e parte dell’Eritrea e dell’Etiopia.

la grande spaccatura (credito University of Rochester)

Nella depressione di Afar si trova il punto più basso dell’Africa, il lago Assal, che si trova a una quota di -155 m sul livello del mare. Il terreno è composto principalmente di lava basaltica che viene generata dalla risalita in superficie da una catena di vulcani tra i più attivi del mondo, l’Erta Ale. Fra di essi il più famoso porta il nome della catena stessa,  ed è caratterizzato da un lago di lava permanente. Solitamente la temperatura di 1200º Celsius consente il mantenimento dello stato liquido della lava sulla cui superficie si possono osservare pezzi basaltici galleggianti come iceberg, uno straordinario e spettacolare fenomeno. Invece dello spessore di 35 chilometri tipico della crosta continentale, la crosta sotto Afar sembra avere uno spessore inferiore a 20 chilometri. Ciò include strati di basalto vulcanico che si sono riversati nell’area per milioni di anni. I geologi ritengono che questo complesso processo geologico tra milioni di anni spaccherà l’Africa orientale in due, creando un nuovo bacino oceanico.

il vulcano Erta Ale all’alba, un lago di lava 

Il “destino” tettonico del continente africano è stato studiato per diversi decenni, ma le immagini offerte dai satelliti hanno permesso di valutare con maggiore precisione il processo geologico, offrendo immagini preziose per studiare la nascita del nuovo oceano. Nel tempo sarà possibile osservare come la spaccatura continentale porterà alla nascita di un mare. I tempi sono ovviamente non umani, in quanto è stato stimato che questo nuovo oceano impiegherà almeno dai 5 ai 10 milioni di anni per formarsi, ma la posizione fortuita della regione di Afar, ai confini delle placche nubiana, somala e araba, rende l’area un unicum dal punto di vista geologico. Per ora, l’evidenza visiva più ovvia è una falda di 35 chilometri nel deserto etiope.

Negli ultimi anni, le analisi di spostamento del terreno ottenuto grazie a strumenti GPS differenziali con precisioni centimetriche hanno consentito agli scienziati di misurare quantitativamente i movimenti del suolo nelle tre dimensioni. Ma ci sono ancora alcune grandi incognite, incluso ciò che sta causando la spaccatura del continente. Alcuni pensano che possa trattarsi di un enorme pennacchio (plume) di rocce surriscaldate che si solleva dal mantello sotto l’Africa orientale, favorendo ed accelerando la spaccatura continentale della regione. Alcune delle ricerche sul campo si sono concentrate sulla gigantesca crepa di 35 miglia che si è aperta nel deserto etiope nel 2005.

La forte spaccatura è avvenuta in pochi giorni ed è stata equivalente, in termini di spostamento, a diverse centinaia di anni di scorrimento della placca tettonica. Secondo gli scienziati questo processo di rifting non è sempre regolare e costante, ma a volte può mostrare scatti intensi lungo la sua strada che potrebbero essere generati dall’accresciuta pressione del crescente magma nella regione di Afar.

Uno studio, pubblicato su Geophysical Research Letters, suggerisce che i confini vulcanici altamente attivi lungo i bordi delle placche oceaniche tettoniche potrebbero improvvisamente spezzarsi in grandi sezioni, anziché a poco a poco come si credeva prevalentemente, spinti da plume lavici. Sembrerebbe che ogni linea di confine tra le placche nella regione di Afar si stia muovendo a velocità diverse (quella araba si sta allontanando dall’Africa ci circa 2,5 cm all’anno), ma le forze combinate di queste placche di separazione stanno creando un sistema di cresta medio oceanico che porterà fra qualche milione di anni alla formazione di un nuovo oceano.

fra 5 – 10 milioni di anni la morfologia potrebbe essere decisamente diversa

In pratica le acque del Golfo di Aden e del Mar Rosso sommergeranno la regione di Afar e la Rift Valley dell’Africa orientale formando un nuovo oceano. Nel contempo la parte meridionale si staccherà dall’Africa orientale creando un piccolo nuovo continente separato da quello africano. 

 

PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE

print

(Visited 255 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Translate:

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della stessa

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro e la pubblicazione e qualunque altro utilizzo del presente articolo e delle immagini contenute è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore che può essere contattato tramite

infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettimi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

3 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
marine militari
Materiali
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia Navale
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

I più letti di oggi

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

Share