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U-boote UC 1, un arma di successo dimenticata

livello elementare
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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: MARINA TEDESCA
parole chiave: sommergibili, posamine, mine navali 

 

Ci sono alcuni sistemi d’arma della Prima Guerra Mondiale poco conosciuti pur essendo stati tra quelli di maggior successo. Oggi parliamo degli U-boot della classe Tipo UC I, composta da sommergibili costieri della Kaiserliche Marine che furono ideati e progettati  ad un compito specifico e particolare: la posa delle mine.

L’equipaggio di un tedesco UC-1 classe di sottomarini sul ponte. Introdotti nel 1915, i sottomarini di questa classe furono impiegati principalmente come posamine. I Sommergibili tedeschi affondarono 1.845.000 tonnellate di naviglio alleato e neutrale nelle loro spedizioni tra febbraio e aprile 1917. — Data e autore sconosciuto

Probabilmente fu questo impiego che li rese poco popolari, non tanto per la lor efficienza che fu notevole, ma perché questo tipo di guerra (l’uso delle mine) era considerato inviso nei corridori dello Stato Maggiore. Un errore che si perpetuò nei conflitti successivi in tutte le Marine da guerra, dove il loro uso era accettato a denti stretti e poi rapidamente abbandonato. Dal 1915, la Marina tedesca costruì tre classi di battelli UC caratterizzati dalla presenza di pozzetti verticali per l’alloggiamento di una dozzina di mine. Racconterò oggi la storia della I serie.

Sebbene il sottomarino russo Krab fu varato in precedenza (1912), i sottomarini costieri tipo UC I furono i primi posamine subacquei veramente operativi al mondo. Ne furono costruiti quindici con un design che potremmo definire per l’epoca innovativo ma anche semplice ed estremamente efficace. Il metodo di posa era elementare. Giunti sulla posizione, il sommergibile apriva i contenitori e le mine scivolavano, posate come uova, verso il basso. Arrivate sul fondo, l’ancora rilasciava il cavo di ormeggio e la mina si posizionava alla giusta quota.

metodo di funzionamento. La mina, dopo essere arrivata sul fondo, per un gioco di pesi,  legato al rilascio dei bracci laterali, veniva liberata dalla cassa e portata alla quota prevista dal cavo di ormeggio. da Hi Sutton 

Furono progettati dal Dr. Werner dell’Ispettorato Torpedini, e basati sui piccoli sottomarini costieri di tipo UB I. Werner rimodellò la sezione di prua in modo da poter ospitare dei tubi inclinati di cui vedremo poi l’impiego. Inoltre potenziò i motori per compensare l’aumento del dislocamento e la forma più tozza del battello. Inizialmente l’unico armamento erano sei tubi interni con dodici mine, ma gli ultimi modelli (dal 1916) furono modificati introducendo anche un tubo lanciasiluri.

Si trattò di un nuovo design che si dimostrò particolarmente efficace, nonostante la rapidità dello sviluppo ingegneristico. Il primo battello, UC-1, fu ordinato nel novembre 1914, varato solo sei mesi dopo, nell’aprile 1915, e messo in servizio nel luglio 1915. Meno di un mese dopo rivendicò la sua prima vittima, la HMS Lightning, un cacciatorpediniere della classe Janus.

La necessità di introdurli rapidamente in attività belliche comportò inizialmente un certo numero di problemi con il sistema di posa delle mine in quanto, in alcuni casi, le mine si armavano prima di uscire dai loro tubi e potevano esplodere prematuramente. Questi problemi furono però risolti con relativo successo.  I sommergibili, costruiti dai cantieri AG Vulcan Stettin e dal AG Weser Brema, avevano un dislocamento di 168 tonnellate in superficie e 183 tonnellate in  immersione con un complemento di quattordici uomini. L’armamento di superficie era una mitragliatrice MG-08 da 8 millimetri. Avevano una lunghezza complessiva di 33,99 m con una larghezza di 3,15 metri. I sommergibili erano alimentati da un motore diesel a sei cilindri, quattro tempi, da 105 cv, con una potenza di 50-90 cv, ed un motore elettrico che produceva 175 hp trasmessi all’unica elica. Erano in grado di operare fino ad una profondità di 50 metri, più che sufficienti per posare gli ordigni in sicurezza.

Una foto curiosa che ritrae il sottomarino UC 5 dopo la sua cattura nel 1916. UC 5 era un U-boat tedesco di tipo UC I e commissionato il 19 giugno 1915 ad Amburgo. Ha prestato servizio nella prima guerra mondiale sotto il comando di Herbert Pustkuchen (giugno 1915 – dicembre 1915) e Ulrich Mohrbutter (dicembre 1915 – aprile 1916). UC 5 ebbe una carriera impressionante con 29 navi affondate per un totale di 36.288 tonnellate su 29 missioni. Si incagliò su Shipwash Shoal mentre era in pattugliamento il 27 aprile 1916. Il suo equipaggio fu catturato dal cacciatorpediniere HMS Firedrake e il sommergibile fu esposto al Temple Pier sul fiume Tamigi, e successivamente a New York per scopi di propaganda.

La loro velocità massima di superficie era di circa 6,5 nodi con una velocità massima in immersione di circa 5,5 nodi. Una volta immersi potevano operare per 50 miglia nautiche a 4 nodi mentre in superficie avevano un’autonomia di circa 850 miglia nautiche a 5 nodi. Per la sua funzione di posamine, Werner progettò i sei tubi posamine inclinati da 100 centimetri che portavano dodici mine UC 120 (due per ogni tubo).

Imbarco di una mina su un posamine tedesco classe UC II IWM photograph Q 20345.

L’alloggio dell’equipaggio era molto spartano. Cosa comprensibile in quanto avevano solo bisogno di svolgere brevi missioni di pochi giorni alla volta. La loro  missione tipica era  di attraversare il Mare del Nord fino alle trafficate rotte marittime al largo della costa orientale dell’Inghilterra e deporre le loro mine. La loro furtività permetteva di posare uno sbarramento di mine in maniera occulta, spesso proprio al di fuori dei porti britannici. Una classe di successo. Ad esempio solo l’UC 1, il primo modello, collezionò 36 navi affondate per un totale di 55869 tonnellate di cui 5 da guerra per un totale di 3067 tonnellate, e 9 danneggiate (52899 tons). Le ultime unità furono dotate di un tubo lanciasiluri posteriore con un siluro.

UC 12
Tra i 15 battelli, l’UC-12 prestò servizio presso la Pola Flotilla di Cattaro, nell’Adriatico, operando come posa mine con sette missioni in questo ruolo. Le mine posate dall’UC-12 affondarono sei navi tra cui anche il Marechiaro, una nave a vapore italiana requisita come nave ospedale durante la prima guerra mondiale. Il 21 febbraio 1916 fu affondata nei pressi di Capo Laghi, vicino al porto albanese di Durro da una mina posata dall’U-Boot tedesco UC-12. Due pescherecci armati britannici, l’Hasting Castle e Selina, salvarono 104 uomini dall’acqua, mentre 33 rimasero uccisi. Altre fonti citano oltre 200 vittime. Le due navi inglesi erano utilizzate per la posa e la vigilanza delle reti antisommergibili dello sbarramento del canale d’Otranto. Il 16 marzo l’UC 12 venne affondata dalla detonazione di una delle sue mine mentre posava un campo di sbarramento di mine al largo del porto di Taranto. Subito dopo l’affondamento, il relitto venne individuato da palombari della Regia Marina a 1700 metri dalla riva e si decise di tentarne il recupero, visto che giaceva in acque basse (31 metri di profondità) e che la divisione in due parti, avvenuta a causa dell’esplosione, facilitava l’opera di sollevamento del relitto. Il relitto fu recuperato con l’impiego di un pontone a gru semovente in circa due settimane; il 4 aprile entrambi i tronconi del relitto furono recuperati e, trasportato in bacino di carenaggio nell’Arsenale di Taranto, ne fu decisa la ricostruzione. 

Entro un anno dal recupero il sommergibile, ribattezzato X 1, entrò in servizio come primo sommergibile posamine della Regia Marina. Destinato a Venezia, inquadrato nella I Squadriglia Sommergibili, con temporanee dislocazioni a Porto Corsini, svolse il 25 ottobre 1917, la sua prima missione, posando un campo minato nei pressi dell’isola di Unie. Il 20 maggio 1918 (al comando del tenente di vascello Aldo Castellani) fu inviato al largo di Porto Cigale per effettuare la posa di un altro campo di dodici mine. Nel novembre 1918 penetrò anche nel Golfo del Quarnaro, attraversando i campi minati austroungarici, per posare un altro sbarramento di mine. Pochi mesi dopo il termine della guerra fu radiato ma le esperienze maturate non furono perdute.

 

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