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La battaglia dello Jutland: l’ultima grande battaglia della storia ad essere combattuta dalle corazzate

Reading Time: 9 minutes

livello elementare
.
ARGOMENTO: STORIA NAVALE

PERIODO: XX SECOLO
AREA: OCEANO ATLANTICO 
parole chiave: Von Scheer, Von Hipper, Jellicoe, Beatty

Sono passati ormai più di 100 anni da quel mercoledì 31 maggio del 1916 giorno in cui le due più grandi flotte europee dell’epoca, quella britannica e quella tedesca, si affrontarono per uno scontro che avrebbe dovuto decidere i destini dell’Europa e forse del mondo.

In realtà vedremo che la battaglia navale più grande di tutti i tempi, che avrebbe dovuto annichilire la potenza navale dell’avversario, si risolse con un nulla di fatto. All’epoca la Marina Imperiale germanica, sotto la guida illuminata dell’ammiraglio Alfred von Tirpitz, era molto temuta dall’Ammiragliato britannico. Il 23 febbraio 1916 Reinhard Von Scheer, ammiraglio in capo della Hochseeflotte, presentò al Kaiser un piano per rompere il blocco navale britannico e ribaltare il rapporto delle forze navali in favore della Germania. L’idea era di compiere una sortita verso le coste inglesi per attrarre parte della Grand Fleet verso il grosso della flotta tedesca ed annientarla. 

Reinhard Von Scheer, ammiraglio comandante della Hochseeflotte

Il piano comprendeva l’impiego di tutte le risorse della marina tedesca. I sommergibili avrebbero dovuto attendere l’uscita della flotta inglese per attaccarla prima che venisse impegnata dalla Hochseeflotte, mentre la flotta di dirigibili avrebbe fornito la necessaria ricognizione aerea sui movimenti del nemico. L’operazione, sebbene iniziata il 17 maggio, fu rinviata per problemi tecnici, fattore non da poco in quanto aveva come data limite il 31 maggio, a causa dell’autonomia dei battelli in mare. Inoltre, i dirigibili, a causa delle sfavorevoli condizioni meteo, non erano disponibili e contribuirono a far rinviare il piano al giorno seguente.

Quello che Von Scheer non era a conoscenza era l’esistenza di un analogo piano britannico. L’Ammiraglio John Jellicoe aveva studiato un piano per attirare la flotta tedesca fuori da Wilhemshaven, condotto dalle forze da ricognizione appoggiate a distanza da tutta la Grand Fleet. 

Adm. John Jellicoe

L’Ammiragliato inglese, il 30 maggio, decifrando gli ordini di Von Scheer, diede l’ordine di intercettare la flotta tedesca. Questo fu possibile grazie al possesso del codice segreto delle comunicazioni radio tedesche, che era caduto nelle mani inglesi nell’agosto del 1914, in seguito alla  cattura del piccolo incrociatore Magdeburg. Decrittati i messaggi dell’ammiragliato tedesco, l’ammiraglio Jellicoe ordinò a tre squadre di navi di linea di dirigere alla massima velocità con l’obiettivo di affrontare la flotta tedesca nello stretto dello Jutland. Ovviamente Von Scheer ignorava che i Britannici fossero in possesso del codice.

Uno scontro tra titani
La battaglia dello Jutland (Skagerrak per i Tedeschi) avvenne fra il 31 maggio e il 2 giugno 1916, coinvolgendo le principali flotte da guerra operative della prima guerra mondiale: la Royal Navy britannica e la Kaiserliche Marine tedesca. Il vantaggio britannico, in termini numerici, era evidente: la Grand Fleet disponeva di 28 corazzate e 10 incrociatori da battaglia, mentre la Hochseeflotte, disponeva di 16 corazzate e 5 incrociatori da battaglia. Inoltre, gli incrociatori da battaglia britannici erano leggermente più veloci degli omologhi tedeschi, un vantaggio che vedremo si dimostrò non consistente. Inoltre potevano contare sulla possibilità di intercettare le comunicazioni tedesche in maniera occulta, anche se questo si dimostrò alla fin fine poco producente. 

La battaglia
Intorno alle 22:00 del 30 maggio 1916, la Grand Fleet, allertata dalle decrittazioni dei messaggi tedeschi, uscì dalle basi navali di Scapa Flow, Cromarty e Rosyth. Il mattino del 31 il I Gruppo tedesco da ricognizione, comandato dall’ammiraglio di divisione Von Hipper, si diresse verso lo Skagerrak a una velocità di sedici nodi.

Vice Adm. Von Hipper

Un’ora e mezzo dopo, la Hochseeflotte composta da sedici navi da battaglia al comando dell’ammiraglio Von Scheer lasciò lo Jade. I sommergibili tedeschi, che erano appostati in prossimità delle basi britanniche, non riuscirono però ad intercettare le navi da battaglia inglesi, ed inviarono informazioni poco chiare che indussero Von Scheer a credere che solo alcune unità della Grand Fleet fossero in mare.

Alle 15:34, la squadra di Von Hipper avvistò la flotta d’incrociatori da battaglia dell’ammiraglio Beatty. Le navi tedesche aprirono il fuoco per prime alla distanza di 14000 metri. Quando le navi britanniche risposero al fuoco, errori di comunicazione fra gli incrociatori da battaglia britannici portarono il New Zealand ed il Tiger a ingaggiare insieme il Moltke. Ma i telemetristi britannici sbagliarono la distanza delle navi tedesche e la prima salva cadde alcune miglia dietro ai bersagli. Alle 16:52, il Moltke colpì il Tiger con due proietti dei cannoni principali, senza infliggere danni significativi. Il Moltke sparò quindi un ulteriore salva di quattro proietti, due dei quali colpirono, simultaneamente, le torrette centrale e poppiera, mettendole entrambe fuori uso.

Poco dopo anche l’incrociatore da battaglia HMS Indefatigable fu colpito e distrutto dal fuoco del Von der Tann. A questo punto, gli incrociatori da battaglia di Von Hipper entrarono nel raggio d’azione del 5th Battle Squadron, formata dalle moderne navi da battaglia della classe Queen Elizabeth dotate di cannoni da 381 mm.

Alle 17:06, la HMS Barham, la HMS Valiant, la HMS Malaya, e la HMS Warspite, concentrarono il loro fuoco sulla Von der Tann e sulla Moltke ma le unità tedesche cambiarono rapidamente rotta e velocità, sfuggendo al fuoco britannico. Nel frattempo il Seydlitz ed il Derfflinger colpirono il HMS Queen Mary, provocando una catastrofica esplosione che distrusse la nave.

l’affondamento del HMS Queen Mary

Beatty, dopo l’avvistamento delle navi di Von Scheer, ordinò alla sua squadra di invertire la rotta verso nord, cercando di attirare la flotta tedesca verso la Grand Fleet al completo, inseguita dalla squadra di Von Hipper. In realtà Von Scheer stava considerando di ritirarsi prima del tramonto per evitare gli attacchi notturni delle torpediniere. L’incontro delle sue avanguardie con la Grand Fleet, pose fine alla questione, rendendogli impossibile la ritirata a meno di sacrificare le più lente corazzate della IIª squadra da battaglia, o coprirne la ritirata con le sue unità migliori, rischiando però la superiore potenza di fuoco avversaria. Von Scheer decise quindi di accostare in modo da portare le corazzate pre-dreadnought sul lato opposto del fuoco avversario.  Le navi della classe Kaiser colpirono il HMS Nomad e lo affondarono rapidamente.

unità della HochseeFlotte

Gli incrociatori di Von Hipper, che avevano subito duri colpi, ebbero un momento di respiro, e le incertezze sulla posizione e la rotta delle navi di Von Scheer portarono l’ammiraglio Jellicoe a dirigere le sue navi verso est, per intercettare quella che era la probabile rotta di fuga delle navi tedesche. La flotta tedesca, che stava dirigendosi verso ovest, ordinò un’inversione di rotta per portarsi verso il centro della flotta britannica. Sotto l’intenso fuoco delle navi britanniche, Von Scheer inviò la Moltke, il Von der Tann, il Seydlitz, e il Derfflinger contro la linea britannica, tentando di spezzare la formazione e guadagnare tempo per poter ritirarsi.

Le navi britanniche avvistarono il Lützow e il Derfflinger e iniziarono a colpirli. In otto minuti, l’incrociatore da battaglia HMS Invincible centrò con otto proietti il Lützow. Contemporaneamente il Lützow ed il Derfflinger concentrarono il tiro sul proprio avversario e, alle 19:31, la santabarbara di prua del HMS Invincible esplose e la nave fu distrutta da una sequenza di esplosioni.

HMS Lyon … al centro il contrammiraglio Beatty

La flotta tedesca si rischierò in ordine inverso e, alle 21:00, le avanguardie leggere tedesche entrarono in contatto con quelle britanniche. Il rinnovato scambio di artiglieria fu segnalato al contrammiraglio Beatty, che inviò i suoi incrociatori verso est. L’attacco britannico colse di sorpresa Von Hipper, ma le navi tedesche risposero al fuoco con tutti i calibri disponibili e alle 21:32 colpirono sia il HMS Lion che il HMS Princess Royal. Alle 21:40 la squadra di David Beatty cessò il fuoco.

Radm. David Beatty, uno dei protagonisti della battaglia dello Jutland, aveva uno stile decisamente personale che includeva l’indossare un’uniforme non standard, con sei bottoni invece degli otto  regolamentari sulla giacca, Inoltre indossava sempre il berretto inclinato come mostra la fotografia 

Entrambe le flotte evitarono lo scontro notturno: la flotta tedesca si  disimpegnò dirigendosi verso i propri porti, quella britannica si diresse verso Sud nel tentativo di intercettare la flotta avversaria il mattino dopo. Per le 22:15, Hipper fu finalmente in grado di trasferirsi sulla Moltke, e ordinò alle sue navi di dirigersi a 20 nodi verso la testa della linea tedesca. Solo la Moltke e la Seydlitz furono in grado di obbedire; la Derfflinger e la Von der Tann rimasero indietro. Il contrammiraglio Ludwig von Reuter decise quindi di attirare gli incrociatori britannici verso il Moltke ed il Seydlitz, ma gli incrociatori britannici, gravemente colpiti, si ritirarono.

Nella confusione, attorno alle 23:00, le rotte delle due flotte s’incrociarono inconsapevolmente, non incontrandosi che per poche decine di minuti. Mentre le flotte maggiori si sganciavano, le squadre di cacciatorpediniere che seguivano la flotta britannica incontrano la flotta tedesca. Il primo a essere illuminato dalle fotoelettriche delle navi da battaglia tedesche, attorno alle 23:03, fu il HMS Tipperary, inquadrato e affondato in pochi istanti dalla SMS Westfalen.

I cacciatorpediniere britannici si ritirarono per riorganizzarsi e tornare in rotta con la Grand Fleet ma, alla mezzanotte, incapparono di nuovo nella flotta tedesca; l’HMS Fortune venne inquadrato dalle fotoelettriche e distrutto dal fuoco delle navi nemiche. Attorno alle 01:10, anche l’incrociatore corazzato HMS Black Prince, rimasto isolato, subì la stessa sorte. La Thüringen e la Nassau illuminarono l’incrociatore che venne colpito ripetutamente dalle batterie principali, affondando in breve tempo. L’ultima unità britannica affondata fu il caccia HMS Ardent, colpita dalla Westfalen. Alle 02:47, l’incrociatore da battaglia Lützow fu evacuato dall’equipaggio e venne affondato con due siluri dalla torpediniera G38 circa a 30 miglia a nord-est del faro di Horns Rev.

Al termine dello scontro, la marina tedesca aveva affondato ben tre incrociatori da battaglia, 3 incrociatori corazzati e 8 cacciatorpediniere per un totale di 115.025 tonnellate mentre gli inglesi persero un incrociatore da battaglia, un pre-dreadnought, 4 incrociatori leggeri e 5 torpediniere per un totale di 61.180 tonnellate. La tragedia fu il numero di morti: 6945 inglesi contro i 2921 tedeschi. Ma la Grand Fleet era praticamente intatta ed il blocco britannico era rimasto saldo come prima. Rifiutando di impegnare seriamente le sue possenti corazzate, l’ammiraglio Jellicoe aveva preferito rinunciare a vincere una battaglia, lasciando aperta la prospettiva di vittoria finale.

affondamento del HMS Invincible

immagine sonar scan del relitto del HMS Black Prince

Analisi
Da un punto di vista numerico la proporzione fra le due flotte era rimasta inalterata. L’obiettivo di Von Scheer di riaprire la via dell’Atlantico era fallito non essendo riuscito ad intaccare sufficientemente la potenzialità della flotta inglese. Dall’analisi della battaglia emerge chiaramente come gli incrociatori da battaglia tedeschi (sulla carta meno veloci e con calibri inferiori nei cannoni di quelli inglesi) si erano dimostrati nettamente superiori a quelli inglesi affondandoli con relativa facilità e reggendo anche i calibri da 381 delle corazzate inglesi. Di fatto fu la sola grande battaglia della storia ad essere combattuta dalle corazzate; una nuova minaccia si affacciava dal cielo e il futuro avrebbe visto come protagonista una nuova  classe di unità, le portaerei. 

La battaglia navale dimostrò la superiorità delle artiglierie tedesche, soprattutto del loro munizionamento, e la loro maggior efficienza rispetto a quelle britanniche. Col senno del poi la Hochseeflotte avrebbe potuto tornare in mare e ricercare il combattimento, ma i Tedeschi non seppero cogliere i frutti di questo importante successo. Il Kaiser giudicò eccessive le perdite subite, in rapporto ai mediocri risultati raccolti, nulla valsero le richieste dell’ammiraglio Von Scheer di ottenere maggior libertà d’azione. In seguito gli unici danni portati dalla marina tedesca alle navi e al commercio britannico vennero dai sommergibili, il cui uso venne intensificato nell’anno successivo, riaprendo, dal 1 febbraio 1917, la campagna sottomarina, questa volta senza restrizioni, contro le navi dirette ai porti inglesi.

La Hochseeflotte venne quindi amaramente sigillata all’interno della base di Jade e poté uscire solo per qualche piccola sortita. L’inattività forzata compromise il morale e la fiducia dei marinai e degli ufficiali verso le istituzioni, aprendo di fatto la strada ai violenti moti rivoluzionari comunisti dei primi mesi del 1919. Ma questa è un’altra storia.

 

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2 commenti

  1. Ugo Strazzera Ugo Strazzera
    21/08/2020    

    L’articolo contiene diversi errori; il Derffflinger non venne distrutto nella battaglia e la foto si riferisce al suo autoaffondamento a Scapa Flow. Non mi risulta siano state affondate tre corazzate inglesi, ma solo incrociatori da battaglia. Cordiali saluti, Strazzera

    • 21/08/2020    

      Effettivamente è stato un errore e fu l’HMS Invincible ad esplodere .. grazie della sua segnalazione che ha permesso la correzione dell’articolo
      la redazione

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