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Cold case: la storia di una nave che forse non è mai esistita, la SS Ourang Medan

livello elementare
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ARGOMENTO: MISTERI DEL MARE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: OCEANO PACIFICO
parole chiave: ghost ship, Ourang Medan, Silver Star 
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Tra i tanti misteri degli oceani vi è la storia di una nave fantasma che, secondo varie fonti dell’epoca, affondò nelle acque delle Indie orientali olandesi in circostanze sospette. La nave si chiamava Ourang Medan e la sua storia è uno dei tanti casi irrisolti del mare. Sebbene resoconti dell’incidente della nave apparvero in vari articoli, la loro veridicità, col senno del poi, è quanto meno dubbia al punto che, a distanza di tanti anni molti si chiedono se l’evento sia mai accaduto.

Ourang Medan, la nave fantasma
Ma se fosse vero, che cosa accadde quel giorno a bordo dell’Ourang Medan prima che scomparisse nel fondo dell’oceano? Cosa sappiamo di quel mercantile, i cui dettagli sulla sua costruzione sembrano scomparsi? 

La prima apparizione della storia fu una serie di tre articoli nel giornale De locomotief: Samarangsch handels- en advertentie-blad (olandese-indonesiano) apparsi tra febbraio e marzo del 1948. Negli articoli si raccontava una storia da brivido su una nave  soccorsa da una nave statunitense il cui nome non era però mai menzionato.

Secondo l’articolo, la posizione del drammatico evento era stimata a circa 400 miglia nautiche a sud-est delle Isole Marshall. In un secondo e terzo articolo vennero  descritte le esperienze dell’unico marinaio sopravvissuto dell’equipaggio del Ourang Medan, che era stato ritrovato su una spiaggia dell’atollo di Toangi nelle Isole Marshall da un missionario italiano e dai nativi. L’uomo, di nazionalità tedesca, prima di morire, aveva raccontato al missionario che la nave trasportava un carico di acido solforico. A causa di un errato stivaggio, il materiale tossico si era poi riversato nell’ambiente, causando la morte di molti membri dell’equipaggio a causa delle sue emanazioni velenose. Secondo quanto descritto nell’articolo la Ourang Medan stava dirigendo in incognito da un piccolo porto cinese verso la Costa Rica. Sembrerebbe poi che la storia di questo evento drammatico venne anche raccontata dal missionario ad un certo Silvio Scherli, che ne scrisse un articolo su “Export Trade” di Trieste il 28 settembre 1959.  Purtroppo la mai ricerca dell’articolo non ha avuto successo, come quella sul Scherli, un personaggio decisamente misterioso al punto che alcuni ritengono non sia mai esistito.  

La storia raccontata
Secondo quanto descritto negli articoli citati, nel giugno 1947 due navi americane che navigavano nello stretto di Malacca, la Città di Baltimora e la Silver Star, raccolsero diversi messaggi di soccorso da una nave mercantile olandese, l’Ourang Medan. L’operatore radio a bordo della nave in difficoltà inviò il seguente messaggio in codice Morse: “ S.O.S. from Ourang Medan * * * we float. All officers including the Captain, dead in chartroom and on the bridge. Probably whole of crew dead * * *“. messaggio seguito da punti e trattini confusi in codice Morse. Più tardi, due parole furono chiaramente pronunciate. “I die“. Dopo quel messaggio agghiacciante, non si sentì più nulla.

In seguito, per rispondere alla chiamata di soccorso, la Silver Star si diresse verso l’ultima nota  e localizzò la nave. Il Comandante inviò quindi un team di ispezione a bordo , che la trovò disseminata di cadaveri (compresa la carcassa di un cane). Uno spettacolo da film del terrore. Ovunque si vedevano cadaveri distesi sulla schiena con le braccia rivolte verso l’alto, con il viso congelato con una smorfia di orrore, con la bocca spalancata e gli occhi fissi davanti a sé. Durante l’ispezione tutti notarono che la temperatura della plancia era molto più fredda di quella dei ponti sottostanti.

Mentre la Silver Star si approntava per rimorchiare la sfortunata nave verso il porto più vicino, improvvisamente un incendio scoppiò nella stiva n. 4, costringendo l’immediato abbandono della nave. Poco dopo, la Ourang Medan esplose ed affondò. La posizione dell’affondamento come tutti i dati ufficiali non furono mai trovati nei giornali di chiesuola delle navi coinvolte.

Teorie
Ammesso che il fatto sia veramente accaduto, alcuni ipotizzano che l’Ourang Medan potrebbe essere stato coinvolto in operazioni di contrabbando di sostanze chimiche, come cianuro di potassio e nitroglicerina o persino scorte di agenti nervini del tempo di guerra. Secondo questa teoria, l’acqua di mare sarebbe entrata nella stiva della nave, reagendo con il carico per rilasciare gas tossici, uccidendo poi l’equipaggio per asfissia o avvelenamento. Più tardi, l’acqua di mare avrebbe reagito con la nitroglicerina, causando l’incendio e l’esplosione che causò l’affondamento del mercantile. Un’altra teoria è che la nave trasportava gas nervino immagazzinato in Cina durante la guerra dai Giapponesi e che fu consegnato ai militari statunitensi alla fine della guerra. Nessuna nave degli Stati Uniti poteva trasportarla in incognito per cui fu imbarcato su una nave non registrata per il trasporto verso gli Stati Uniti. Questo potrebbe essere comprovato dal fatto che non fu trovata nessuna registrazione per una nave con quel nome.

La SS Silver Star cambiò in seguito il nome in Santa Juana

Un’altra cosa strana è che l’identità della Silver Star, coinvolta nel fallito tentativo di salvataggio, fu stabilita con alta probabilità ma nei suoi registri di bordo non esistevano menzioni di tentativi di salvataggio. Un’altra teoria, meno misteriosa, suggerì un mortale avvelenamento da monossido di carbonio (CO) dovuto ad un malfunzionamento delle caldaie della nave. In seguito sarebbe scoppiato un incendio fuori controllo, portando alla distruzione definitiva della nave. In quel caso non si spiegherebbero però i cadaveri in plancia e sui ponti scoperti che avrebbero dovuto essere protetti dal gas letale.

Un mistero del mare che potrebbe forse essere rivelato dalla scoperta del relitto di quella nave fantasma. In realtà ci vorrebbe un miracolo per ritrovarla nell’oceano. La soluzione potrebbe però essere molto semplice: la nave potrebbe non essere mai esistita. Indagando negli archivi del British Newspaper Archive la notizia uscì due volte, nel novembre 1940 e nel 1948 con leggere differenze sui dettagli, la posizione è sempre nel Pacifico ma spostata di 1400 miglia marine e nella versione del 1948 ci sono più dettagli sulla postura dei cadaveri. La fonte principale delle notizie in entrambi i casi è, stranamente, sempre Trieste cosa che fa pensare che si tratti di Silvio Scherli. Di fatto il primo riferimento ufficiale della Ourang comparve solo nel 1952 negli Atti del Consiglio della Marina Mercantile, pubblicati dalla US Coast Guard e in alcuni giornali ma sembra strano che di questa nave non si riuscì mai a scoprire il suo passato.

Ma allora perché montare tutta questa storia misteriosa, se alla fin fine non c’erano aspetti assicurativi e che potessero giustificare il tutto? Chi era quel tedesco che morì dopo aver raggiunto a nuoto l’atollo? Perché un missionario avrebbe dovuto raccontare questa storia? Un altro mistero del mare.

Fonti
https://mysteria.netsons.org/il-mistero-della-nave-mercantile-ss-ourang-medan/

 

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