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NO PLASTIC AT SEA

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Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti- Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile. Crediamo che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo con la speranza che la classe politica comprenda l'emergenza in cui siamo, speriamo con maggiore coscienza
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Conoscete le norme di igiene di base? Uno stile di vita per tutti i giorni

livello elementare
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ARGOMENTO: IGIENE
PERIODO: NA
AREA: DIDATTICA
parole chiave: nozioni base, virus, batteri, vaccinazioni
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Avevamo già parlato dell’emergenza coronavirus 19 in un nostro articolo, dando dei consigli di base su come ridurre il rischio di contagio. Oggi torniamo sull’argomento per parlare di un problema che non dovrebbe esistere ovvero la percepita limitata conoscenza delle norme igieniche di base da parte di molti giovani. Si tratta di una mancanza forse educativa che ha risvolti importanti per tutti, non solo sanitari ma anche sociali. Io non sono un medico e neppure un biologo, ma credo che in momenti come questi sia necessario affidarsi a questi professionisti astenendosi da discussioni inutili, imparando come sempre dai nostri errori. 

Norme di igiene Norme di vita
L’igiene è un ramo della medicina che tratta le interazioni tra l’ambiente e la salute umana. Per quanto sembri assurdo, la maggior parte delle persone non sembra conoscere le norme di base dell’igiene personale che dovrebbero essere alla base del comportamento individuale e collettivo.

Lo scopo dell’igiene è molto semplice: prevenire l’insorgere di malattie causati da germi patogeni sia con misure di disinfezione, sterilizzazione e smaltimento dei rifiuti sia con semplici comportamenti quotidiani.

Sebbene esistano detrattori, tra le misure igieniche vanno comprese anche le vaccinazioni, che aiutano a prevenire molte gravi malattie infettive. Ci sono malattie che, in molte parti del mondo, sono state eradicate grazie alle vaccinazioni massa: un esempio per tutte quella contro il vaiolo che, dal 1979, è considerato finalmente eliminato da tutti i Paesi del mondo. Per quanto sopra, a partire dal 1986, la vaccinazione antivaiolosa è cessata in tutti i Paesi ed è raccomandata solo per chi, lavorando in laboratori biologici, è a rischio di esposizione professionale. Di fatto le vaccinazioni contro il vaiolo e contro la poliomielite sono considerate ancora come i maggiori successi della medicina di tutti i tempi. Oltre alle vaccinazioni previste nel primo anno di vita, la vaccinazione più frequente è contro il tetano, come prevenzione per questa terribile malattia o in seguito a ferite accidentali con ferri arrugginiti o materiali sporchi. Esistono schemi vaccinali obbligatori che devono essere seguiti per la salute futura dei vostri figli. La lista delle vaccinazioni obbligatorie è disponibile presso le ASL ma altre vaccinazioni particolari possono essere eseguite agli uffici di igiene delle ASL secondo necessità.

In sintesi, i vaccini sono uno degli strumenti di salute pubblica più sicuri ed efficaci di tutti i tempi. La vaccinazione comporta benefici non solo per effetto diretto sui soggetti vaccinati, ma anche, in modo indiretto sulla comunità, poiché induce protezione ai soggetti non vaccinati (la cosiddetta herd immunity – immunità di gregge).


Emergenza COVID 19
In questi periodi stiamo osservando con una certa preoccupazione l’epidemia di COVID 19, un coronavirus che sta mostrando una certa virulenza e per il quale non esiste ancora un vaccino.  Ma cosa sono i virus?
Innanzitutto non è chiaro se siano una forma di vita o delle strutture organiche che interagiscono con gli organismi viventi. I virus sono stati descritti come “organismi ai margini della vita“. Questi microrganismi acellulari hanno caratteristiche di un parassita obbligato, in quanto si possono replicare esclusivamente all’interno delle cellule delle altre forme di vita: dagli animali, alle piante, ai microrganismi (compresi batteri) e anche altri virus. Altra cosa sono i batteri che sono microorganismi viventi con dimensioni nell’ordine del millesimo di millimetro. Anche se non li possiamo vedere ad occhio nudo (e questo forse è il motivo per cui non sono poi così temuti), sono ovunque, nel nostro corpo e in tutto l’ambiente che ci circonda, nella nostra casa, negli ambienti di lavoro e di ricreazione,  ma anche negli ambienti più inospitali, come i fondali oceanici e i ghiacciai. 

Premesso questo, cosa possiamo e dobbiamo fare per difenderci?
Gli epidemiologi, medici che studiano le malattie nelle popolazioni, i fattori di rischio ed i fattori protettivi per la salute, sottolineano quanto importante sia la prevenzione primaria, necessaria per ridurre i fattori di rischio delle varie malattie.

Fra le norme igieniche più importanti vi è la disinfezione che, se effettuata con la dovuta attenzione, è estremamente efficace contro tutti i microrganismi. La disinfezione si ottiene sia chimicamente, tramite dei prodotti disinfettanti, sia fisicamente, attraverso l’uso del calore o di radiazioni ultraviolette. Senza entrare nei particolari, esistono quattro gradi di disinfezione:
– basso livello: efficace contro la maggior parte dei batteri, alcuni virus e miceti. Per esempio, lo staphilococcus aureus, un battere che può causare endocarditi o infezioni dei polmoni;
– medio livello: efficace contro tutti i batteri e la maggior parte dei virus e miceti (ad esempio la candida);
– alto livello: efficace contro tutti i batteri, virus e miceti. Ad esempio, contro il mycobacterium tubercolosis responsabile della tubercolosi;
– sterilizzazione: processo capace di abbattere qualsiasi microrganismo, anche le spore batteriche, come per esempio il clostridium tetani responsabile del tetano o il bacillus cereus, che causa tossinfezioni alimentari.

Per le disinfezioni di basso e medio livello, che possiamo attuare facilmente nelle nostre case, possono essere usati degli alcooli, come l’alcol etilico (etanolo) in concentrazioni fra il 60% e il 75% che sono efficaci per la disinfezione di superfici, piani di lavoro, monitor dei computer, e i termometri clinici. Sono prodotti che non vanno diluiti ma applicati con un panno, lasciato agire e asciugato se necessario. Le superfici non vanno ovviamente risciacquate con acqua. Di contro sono prodotti irritanti e disidratanti.

Disinfettanti, guida per il corretto uso da parte dell’Oss da link

Amuchina
Altri prodotti in commercio sono i composti alogenati (come il sodio ipoclorito 5% meglio noto come amuchina). Nati negli anni ’30 del secolo scorso, hanno un’azione disinfettante rapida e potente a fronte dell’integrità dei tessuti viventi, grazie all’elevata tollerabilità, e sono divenuti pienamente affidabili grazie alla loro efficacia anti microbiologica. Generalmente sono usati in concentrazioni maggiori o uguali a 1.000 ppm (parti per milione) per lo più per la disinfezione degli ambienti, ma anche per posate e utensili. Il Sodio ipoclorito al 2% viene invece usato per disinfettare oggetti appartenenti ai neonati. Anche loro hanno le loro controindicazioni: sono corrosivi e irritanti.

Per l’igiene di tutti i giorni, alcuni tra i prodotti più utilizzati per la detersione del corpo sono i saponi (tensioattivi) misti ad acqua che consentono una corretta pulizia della cute. Ad esempio il sapone tradizionale “di Marsiglia”, che è un ottimo detergente per l’elevato potere lavante ma anche antibatterico. Puà essere usato sia per il corpo che per gli indumenti.

Mancanza di educazione igienica?
Visto il momento particolare, che sembra aver fatto denotare la scarsità delle nozioni di igiene di base, cerchiamo di fissare l’attenzione su un concetto di igiene elementare: siete veramente convinti che viviamo in un ambiente non asettico, abitato anche da batteri e da virus? Dal comportamento di molti, intervistati dai mass media, traspare una certa superficialità anche nell’attuare le più banali norme igieniche.

La mancanza di attenzione a queste norme di base potrebbe essere legata al fatto che molte persone tendono a sottovalutarne i pericoli. Insegnare le norme igieniche di base sin dalla giovane età è quindi fondamentale e dovrebbe essere trasmesso ai giovani sia dai genitori sia dalle scuole.

Un esperimento decisamente intuitivo, per sensibilizzare i bambini sull’importanza del lavaggio delle mani, è stato effettuato presso una scuola elementare statunitense, la Discovery Elementary di Idaho Fall. Le foto dell’esperimento, che hanno fatto il giro del mondo, dimostrano quanto possa essere efficace lavarsi semplicemente le mani per ridurre l’impatto batterico. 

Da raccontare e far vedere ai vostri figli
Tutto ha avuto inizio quando un’insegnante di quella scuola elementare americana, Jaralee Metcalf, chiese a diciassette studenti di manipolare contemporaneamente cinque fette di pane appena sfornate. In particolare:
– il primo pezzo è stato messo in contatto anche con la tastiera di un computer della classe;
– il secondo pezzo non fu toccato;
– il terzo fu toccato dagli studenti prima di lavarsi le mani (ovvero con le mani sporche);
– il quarto pezzo, fu toccato solo dopo che gli studenti si erano lavati le mani con acqua calda e sapone;
– l’ultimo fu manipolato dopo che gli studenti avevano usato per pulirsi un comune disinfettante gel per le mani.

Dopodiché, le fette di pane furono inserite in sacchetti di plastica sigillati e conservati per un mese in un armadio. I risultati, come vedete, dall’immagine, furono sorprendenti. Le fette di pane mostrarono contaminazioni a partire da quella non toccata (2) sempre più evidenti (1 e 3) legate ai contatti ricevuti.

Le macchie sul pane sono di fatto delle colonie che vi si sono sviluppate a causa dei contatti esterni. Siete ora convinti dell’importanza di lavarsi le mani? Spero proprio di si e non solo quando torniamo dal bagno. Anzi, in quel caso, forse sarebbe meglio lavarcele sia prima che dopo.

Una norma da memorizzare
Mettiamocelo bene in testa: lavarsi le mani serve sempre, e non solo in periodi di coronavirus, per ridurre la possibilità di essere contagiati da virus e batteri che possono trovare una facile via nel corpo passando da naso, bocca, occhi (e mi fermo qui per decenza) che tocchiamo con mani non pulite.


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Come vedete da quel semplice esperimento basta della semplice acqua e sapone, strofinandosi le mani insaponate sotto un getto di acqua per almeno sessanta secondi. Potete calcolarlo come volete: contando, cantando, recitando una poesia o una preghiera, l’importante è che sia almeno un minuto. In alternativa vanno bene detergenti come l’amuchina. Si tratta di un disinfettante a base di cloro, come l’ipoclorito di sodio, lo stesso che viene consigliato per lavare frutta e verdura cruda. Tenete conto che l’ipoclorito di sodio è lo stesso prodotto contenuto nella candeggina, che è un disinfettante non per uso alimentare (quindi da non usare per le verdure).

Nel caso del COVID 19 sembrerebbe che il virus possa sopravvivere alcune ore, ma l’utilizzo di semplici disinfettanti contenenti alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all’1% (candeggina) sia in grado di ucciderlo. Questo potrebbe valere sulle superfici, facendolo agire per almeno 10 minuti, ma non sulle mani che laviamo in poche decine di secondi, in quanto l’efficacia dell’ipoclorito per un tempo così breve non è molta. Secondo Dario Bressanini, un chimico e divulgatore scientifico, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Ministero della Salute consigliano prodotti a base di alcol etilico o alcol isopropilico. Gli esperimenti, e mostrano che l’alcol etilico è efficacissimo per disinfettare in poche decine di secondi la pelle a patto che le mani siano pulite e lisce e che la concentrazione di alcol sia tra il 60% e l’80% circa.

Nel caso di mancanza di questi prodotti l’OMS consiglia di produrre un disinfettante con alcol etilico (disinfettante), glicerina (per umettare e aumentare la densità del prodotto) ed acqua ossigenata (per eliminare eventuali spore batteriche dal prodotto stesso, che non sono uccise dall’alcol). La ricetta fornita dall’OMS per produrre un litro di disinfettante è composta da: 
833 ml di alcol etilico al 96%
42 ml di acqua ossigenata al 3%
15 ml di glicerina (glicerolo) al 98%
Per le procedure consultare il documento dell’OMS.

In sintesi
Non fatevi prendere dal panico
Lavatevi le mani con attenzione per almeno un minuto,
In assenza di acqua e sapone potete usare disinfettanti a base di alcol etilico o amuchina
Se tossite o starnutite fatelo in un fazzoletto o nella piega del gomito.
Vivete in maniera sana: le radiazioni solari (in particolar modo grazie alla frazione ultravioletta della luce) hanno funzione disinfettante, il calore provoca l’essiccamento del protoplasma dei germi al punto che, con temperature maggiori di 37 °C, si riduce la loro vitalità (oltre 45 °C incominciano a morire).
Evitate per quanto possibile ambienti affollati o poco areati.
Vaccinatevi secondo le direttive consigliate dal Ministero della Salute.
Se dovete viaggiare informatevi sempre sulle condizioni sanitarie nei luoghi dove vi dovete recare. Nel caso effettuate vaccinazioni e profilassi.

Seguite sempre, in qualsiasi emergenza, le norme suggerite dal Ministero della Salute, conformi a quelle dell’OMS.

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