If you save the Ocean You save the Planet

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti- Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile. Crediamo che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo con la speranza che la classe politica comprenda l'emergenza in cui siamo, speriamo con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Dai siluri a lenta corsa ai trasportatori moderni: i mezzi subacquei italiani del dopoguerra

livello elementare
.
ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: NA
parole chiave: siluri a lenta corsa

 

La rinascita nel dopoguerra
In due articoli precedenti abbiamo raccontato l’evoluzione o meglio quella che fu definita la metamorfosi di un’eccellenza delle forze speciali della marina militare italiana: dai gamma fino alla creazione degli arditi incursori.

La sala storica del Gruppo Operatori Incursori del COM.SUB.IN. raccoglie cimeli interessantissimi dei mezzi impiegati dagli incursori del dopoguerra

Nel 1947, il comando di MARICENTROSUB si occupava della formazione dei palombari e dei sommozzatori. L’Italia del dopoguerra era devastata, i porti erano bloccati da navi affondate e ordigni di ogni tipo rendevano pericolose le attività in mare. Iniziò la grande bonifica del dopoguerra dove, i Gamma furono impiegati nelle operazioni di neutralizzazione di mine navali e esplosivi, operando con mezzi spesso poco funzionali. In accordo con l’articolo 59 del Trattato di pace di Parigi del febbraio del 1947, alla Regia Marina Militare Italiana fu vietata la costruzione, acquisto e sostituzione di navi da battaglia, oltre all’utilizzazione e alla sperimentazione di unità portaerei, naviglio subacqueo, motosiluranti e di mezzi d’assalto di qualsiasi tipo.

SSB in un magazzino a San Bartolomeo La Spezia. 1945 – credito Ufficio Storico della Marina

Sotto la cenere
Dopo la guerra erano restati pochi siluri a lenta corsa con materiali di rispetto sparsi in diverse località italiane. Soprattutto si erano perse molte delle risorse umane che avevano collaborato allo sviluppo dei mezzi  di assalto. Nel 1950, con il consenso non ufficiale degli anglo-americani, venne deciso di riavviare segretamente le attività dei mezzi di assalto presso la Stazione tecnica autonoma (STA) di Bacoli, Napoli, creando nel contempo una Forza di Marina con caratteristiche simili a quelle dei reparti commando britannici.

L’incarico di rimettere insieme la STA fu dato al CV GN Ruzzier. Un compito non facile: si trattava di rintracciare i pochi specialisti rimasti, ex appartenenti alla Decima MAS, per rimettere in efficienza, con i pezzi di ricambio conservati nei magazzini, gli ultimi quattro Siluri a Lenta Corsa disponibili. Come ricorderete negli articoli precedenti, durante l’utilizzo degli S.L.C. erano emerse molte lacune tecniche che avevano portato nel 1943 alla realizzazione di una versione aggiornata del mezzo di attacco subacqueo. Essi furono chiamati S.S.B. (Siluro San Bartolomeo) dal nome dell’officina armi subacquee della Regia Marina Militare che si trovava a San Bartolomeo, una località in periferia di La Spezia e ne furono realizzati due tipi, caratterizzati dalla lettera A e B.

Siluro San Bartolomeo tipo B – Sala storica Gruppo Incursori COM.SUB.IN. da opera citata 

Il Siluro San Bartolomeo tipo B, progettato dagli ingegneri Maciulli e Travaglini, era un’evoluzione del SSB. Un vero e proprio semovente subacqueo nel quale gli operatori subacquei, sempre muniti di autorespiratori ad ossigeno, potevano restare all’interno del mezzo, in un abitacolo aperto ma protetto. Un altra importante novità era che fu dotato di piccole pinne posizionate nella parte anteriore, retrattili, con funzioni di aumentare la sua maneggevolezza in quota. Il mezzo poteva sostenere una velocità più elevata (4 nodi in trasferimento rispetto ai 2,5 del precedente) e portare un carico esplosivo maggiore. In quel periodo, per un loro sviluppo ulteriore. si pensò a due ex ufficiali tecnici della Regia Marina, gli ingegneri Cattaneo e Pucciarini. Nel 1948 i due ingegneri furono convocati, nel massimo segreto dalla Marina Militare per il recupero e messa in funzione degli ultimi SSB. Si trattava, in barba all’articolo 59 del Trattato di pace, di operare in maniera occulta, mantenendo la segretezza su ogni attività in corso. Allo Stato Maggiore della Marina, solo Cattaneo, che aveva fondato a Milano la CABI CATTANEO, si dimostrò disponibile mentre Pucciarini decise di riversare la sua esperienza nel campo commerciale,  fondando a Livorno la Cos.Mo.S, (Costruzione Motoscafi Sottomarini di Livorno). Vedremo come entrambi furono i precursori dei moderni sistemi di trasporto subacquei oggi impiegati da tutte le Marine moderne.

Cattaneo, dopo aver rimesso in piedi, tra il 1948 e il 1950, cinque SSB, nel 1952 sviluppò dei nuovi mezzi chiamati RSM (Ricerche Mine Subacquee) che furono seguiti nei primi anni ’60 da una nuova serie, RSM 2^ serie tipo C, poi identificati semplicemente come mezzi tipo C, di cui possiamo mostrare alcune foto dell’esemplare conservato presso la sala storica del GOI. 

I mezzi C o TEC, che sostituirono concettualmente gli SSB, avevano una limitata velocità, poco più di 2 nodi di crociera, con un’autonomia totale di 26 miglia. Il loro impiego si basava sull’ipotesi che i bersagli navali  fossero all’interno di sorgitori  il cui accesso fosse sbarrato da reti di protezione. Trasportavano uno (TE) o due operatori (TEC) con relative cariche e potevano essere trasportati tramite sommergibili senza dover utilizzare dei contenitori presso resistenti. Eravamo agli inizi di quella che si sarebbe chiamata guerra fredda e c’era la consapevolezza che, in caso di necessità, non si sarebbe più potuto contare sull’effetto sorpresa di cui avevano fruito i gamma durante la guerra. Le tecnologie e le tattiche difensive si erano adeguate e si sarebbe dovuto prevedere il rilascio degli operatori subacquei quindi da distanze molto maggiori di un tempo.

BIR 55

Nel 1955 fu un veterano della guerra, il Capitano di Vascello Gino Birindelli, medaglia d’oro al valor militare e pilota di SLC, a dare un impulso in questo settore. Birindelli dal maggio del 1954 al maggio del 1956 comandò il Raggruppamento Subacqueo ed Incursori Teseo Tesei” e, dalla attiva collaborazione con Cattaneo, nel 1955, nacque il BIR 55, dove BIR era un trilettera in onore di Gino Birindelli. Si trattava di un nuovo mezzo che avrebbe dovuto trasportare quattro operatori, navigando sia in superficie, come un motoscafo, sia in immersione nella fase finale. Il BIR 55 poteva raggiungere la velocità massima di circa 5 nodi con una autonomia di 40 miglia. A seguito delle lezioni acquisite, nel 1958 nacque il BIR 58, un mezzo con una maggiore affidabilità e stabilità in superficie che consentiva di operare anche con mare superiore a forza due. Nel libro “Il Gruppo Incursori tra Passato e Presente“, da cui sono tratte queste immagini, sono inserite le schede tecniche di quei mezzi subacquei. A seguito dei rinnovati potenziali teatri operativi negli anni ’60 si decise l’alienazione dei BIR 55 e 58 ipotizzando un nuovo mezzo trasportatore. Nel 1961 venne quindi sviluppato il BIR 61, un mezzo di dimensioni maggiori, in cui al pilota era devoluto esclusivamente il compito di condurre il mezzo, mentre l’azione finale era assegnata ai quattro operatori. Il mezzo forniva delle prestazioni decisamente migliori, garantendo una velocità di superficie massima di 8 nodi ed una autonomia di 40 miglia a 5,5 nodi.

BIR 58 – Sala Storica del Varignano

Cos.MO.S.
Al di fuori della Marina Militare, la ditta Cos.MO.S. di Pucciarini continuò a realizzare diversi tipi di sistemi concettualmente simili ai maiali, sempre basati su profili di missione del tempo di guerra. Parallelamente incominciò a pensarne una versione ad uso ricreativo, l’Ippocampo, che venne poi impiegato anche da altre Marine (USN). 

un mezzo della Cos.Mo.S. anni ’90 – Sihuttton

Una svolta nelle tecnologie sembrò emergere negli anni ’70. Esiste una interessante corrispondenza tra l’ingegnere Franco Harrauer e lo scrittore e ricercatore Lino Mancini su un progetto del 1972 decisamente curioso. Il mezzo, simile ad un motoscafo off shore ma con capacità di navigazione subacquea, fu soprannominato Nessie (come il mostro di Loch Ness). Secondo il sito HI SUTTON doveva essere lungo dodici metri e presentava una prua avveniristica molto allungata da motoscafo offshore.

Se fosse stato realizzato, avrebbe potuto ospitare otto uomini collocati in una piccola cabina di pilotaggio dietro il container motore che si trovava nel mezzo dell’imbarcazione. In superficie poteva sfruttare la potenza di due motori diesel Isotta Fraschini ID 38 SS da 500 CV che azionavano le due eliche di superficie semi-sommerse che erano separate dalla elica del SDV, utilizzata per la propulsione subacquea. Un progetto avveniristico, forse troppo per quegli anni. Secondo una lettera di Harrauer a Mancini, l’idea nacque addirittura nel 1972 ma fu poi accantonata.

Non è noto se il progetto arrivò mai a termine nella Marina Militare italiana, ma va citato in quanto gli Swimmer Delivery Vehicle (SDV), di cui parleremo nei prossimi articoli, furono in seguito realizzati da molte marine militari. 

L’ultimo mezzo prodotto dalla Cos.MO.S. fu probabilmente il CE4F. Sembrerebbe che fu venduto solo alle forze speciali turche SAT (Su Altı Taarruz). A gennaio 2017 la sua esistenza fu resa nota quando un esemplare fu donato all’Università di Yildiz Teknik. Il mezzo aveva un dislocamento di circa 4 tonnellate e poteva raggiungere una velocità massima di 7,5 nodi (6 nodi in trasferimento) con un range di 30 nm. Inoltre poteva probabilmente trasportare quattro incursori con diversi tipi di armi, compresi otto mini siluri da 124 mm.

I mezzi costruiti da Cos.MO.S. vennero venduti in tutto il mondo, sia a livello ricreativo che militare, ma come vedremo con caratteristiche tecniche e operative diverse. In particolare, nei prossimi articoli descriveremo come nelle altre Marine militari si sviluppò il concetto di SDV che ebbe le sue radici nei mezzi costruiti dagli Italiani. 

 

Nota di redazione:
ringrazio per i contributi storici e bibliografici il comandante incursore Giovanni Libardo ed altri membri dell’Associazione Nazionale Arditi Incursori Marina (ANAIM) che vissero quegli anni di sperimentazioni al limite del possibile,

PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE

print

(Visited 384 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Translate:

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della stessa

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro e la pubblicazione e qualunque altro utilizzo del presente articolo e delle immagini contenute è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore che può essere contattato tramite

infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettimi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

11 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Malacologia
Marina mercantile
marine militari
Marine militari
Materiali
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia Navale
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

For English readers

 


Do you like what you read and see on our site? OCEAN4FUTURE is a free blog, totally  independent, followed by million of people every year. Although mostly written in Italian Language,  ALL posts may be read in English, and other 36 languages.


We consistently publish Ocean news and perspectives from around the World that you may don’t get anywhere else, and we want to be able to provide you an unfattered reading.

Support us sharing our post links with your friends and, please consider a one-time donation in any amount you choose using one of the donation link in the portal.

Thanks  and stay with us.

OCEAN4FUTURE

I più letti di oggi

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

Share