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Recensioni librarie: Come progettavano i Velieri, alle origini dell’architettura moderna di navi e yachts di Cristiano Bettini

livello elementare
.
ARGOMENTO: RECENSIONE
PERIODO: NA
AREA: SAGGIO
parole chiave: vela, architettura navale, yachting

 

Nella bibliografia italiana di settore mancava una storiografia della nautica che trattasse in maniera puntuale la tecnica di progettazione moderna di navi e yacht. Ho avuto modo di scorrere questa importante e preziosa opera in due volumi, edita da ETS, dal titolo “Come progettavano i Velieri, alle origini dell’architettura moderna di navi e yachts” scritto dall’ammiraglio Cristiano Bettini, da sempre appassionato ed esperto velico.

In questi due bei libri, viene raccontatta questa evoluzione di pensiero che vide, nel XVIII secolo, dopo duemila anni dalla scoperta della legge idrostatica di Archimede, un cambio di passo radicale per l’architettura navale. Esso avviene in epoca velica e si concentra scientificamente nei primi decenni del secolo, sebbene la segretezza imposta ad architetti e costruttori abbia ritardato di diversi decenni la divulgazione dei nuovi metodi di progetto e calcolo. Ad esempio in Inghilterra, la Doctrine of Naval Architecture, composta da Deane  al fine di istruire i costruttori della sua generazione sui più avanzati metodi di progettazione sarebbe stata destinata a rimanere manoscritta, pur avendo larga circolazione all’interno dell’Ammiragliato.

Calcolo dell’area dell’ordinata secondo i due metodi illustrati da Anthony Deane nella sua Doctrine of Naval Architecture: per approssimazione dell’area di un quarto di cerchio, o per scomposizione dell’area in triangoli e rettangoli. Lavery (ed.), Deane’s Doctrine of Naval Architecture, cit., p. 72.

Tale svolta si rese possibile grazie agli sviluppi dell’analisi matematica e della meccanica razionale in epoca di rivoluzione scientifica ed illuminista, dove la scoperta dell’equilibrio degli scafi basato sul metacentro, avvenuta verso la metà del secolo stesso ad opera del matematico Eulero e del fisico Bouguer con il suo Traité du Navire, rappresenta il passo più emblematico di questa svolta epocale, ancora alla base dell’architettura navale contemporanea.

Horatio Nelson, ritratto giovanile

Negli anni seguenti, voglio sottolineare di fervente sviluppo culturale, le opinioni dei tecnici, ovvero di quelli che andavano per mare, fu fondamentale. Interessante il passo citato sull’Ammiraglio Horatio Nelson che, vivamente preoccupato per l’incapacità di tenere il mare di molte navi britanniche, scriveva al suo ammiragliato: “Se devo tenere sotto controllo i francesi, devo stare per mare; e se devo stare per mare devo fronteggiare il maltempo; pertanto se le navi non sono idonee a fronteggiare il maltempo, esse sono inutili”.  Sebbene questa affermazione possa sembrare banale, il problema di costruire scafi adeguati alle aree di impiego, è forse il fattore più ricorrente nella marineria moderna. Ad esempio, la necessità di equipaggiare le navi con sistemi filtranti anti sabbia per i motori divenne un requisito solo a seguito delle operazioni di inizio secolo per le aree del Medio Oriente. 

Tornando al saggio, nel XVIII secolo gli studi sulla dinamica dei fluidi e sulla resistenza al moto in essi dei corpi solidi, portati avanti da grandi scienziati come Stevin, Newton, J. Bernoulli, Leibnitz e più tardi da Froude, che per primo formulò delle leggi affidabili sulla resistenza che l’acqua offriva alle navi per prevedere la loro stabilità, vennero proprio sviluppati in campo navale.

Frutto di una attenta analisi di testi antichi, provenienti da diversi Paesi, l’autore fa notare come essi vennero spesso portati avanti  indipendentemente per la realizzazione delle costruzioni navali. Un fattore interessante fu la scarsissima permeabilità tra studi delle varie nazioni, fatta forse eccezione per le principali competitrici dell’epoca, Gran Bretagna e Francia. Di fatto Bettini sottolinea come il contributo di grandi scienziati permise, attraverso l’utilizzo delle scienze matematiche e della fisica nella progettazione “… l’esaltazione dell’applicazione geometrica ed estetica della simmetria che agli inizi del XIX secolo esce dalla nebbia della indeterminazione tramite il genio matematico di Galois […]“. Bettini ci racconta piacevolmente come sia una storia di uomini … “oltreché tecnica, di genialità e sacrificio ma anche di politica fra stati per lotte dinastiche, con tutto ciò che questo comportò” nella ricerca della supremazia economica e militare […] “. 

Di fatto l’Autore sviluppa l’argomento sia dal punto di vista storico che progettuale integrandolo con la propria non comune esperienza di comando in mare sia di navi militari sia, nello specifico, di grandi velieri e yacht.  Per gli appassionati dello Yachting vi è un parte dedicata che richiama la sua genesi ed il suo distacco progressivo dai canoni della architettura navale, assumendo una forte autonomia progettuale sin dai primi decenni dell’Ottocento. 

lo Yacht America, che vinse la prima gara internazionale America’s cup il 22 agosto 1851, dipinto da Fitz Hugh Lane

In sintesi l’autore sottolinea  “Ho tentato, in conclusione, di fare da interprete di questa lunga storia poco nota soprattutto in Italia, cercando di contemperare storia, tecnica ed alcuni concetti generali di architettura navale, che ritengo utili per allargare la schiera di chi si vorrà interessare di questa affascinante evoluzione“.

Due bei libri che possono essere letti, anche in modo non consequenziale a seconda dei diversi interessi del lettore, che ritengo non possa mancare nelle vostre librerie.

Sull’opera si veda la recensione su Oubliette magazine seguendo il link https://oubliettemagazine.com/2020/02/23/come-progettavano-i-velieri-di-cristiano-bettini-alle-origini-dellarchitettura-moderna-di-navi-e-yachts/?fbclid=IwAR0T9pExRZTZorgmz0c7ftfoEbaXVQWp0k-2lriwpYj4eF-W7uIwQkf529M

 

Sull’autore:

Cristiano Bettini, Ammiraglio di Squadra (r) possiede una lunga esperienza professionale a bordo di navi militari, sia in ruoli di staff che di Comando, ed ha preso parte a tutte le principali missioni multinazionali e NATO dal 1982. Ha altresì maturato numerosi anni di esperienza nel settore della formazione e dell’impiego del personale; prima quale docente e, successivamente, nel grado di Ammiraglio, negli incarichi di Comandante dell’Accademia Navale, Ispettore delle Scuole e Direttore del Personale della Marina Militare, Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa.
All’impegno professionale ha affiancato numerose esperienze su velieri e yacht d’altura in tutto il Mediterraneo, Atlantico e nel Mar Nero, a studi nel campo della progettazione nel passato. Come comandante del yawl Corsaro II ha effettuato due transatlantiche a vela.

Ha pubblicato per Laurus-Robuffo edizioni: Processi decisionali in ambiente complesso (2001), La formazione etica (2002) e Oltre il fiume Oceano (2016). Ha conseguito la laurea magistrale in Scienze navali e marittime, e la laurea magistrale in Scienze politiche.

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