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Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

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Il vento ed il mare di Andrea Mucedola

 

livello elementare
.
ARGOMENTO: OCEANOGRAF E METEOROLOGIA
PERIODO: NA
AREA: DIDATTICA
parole chiave: vento
.

Vento e mare … spesso anche noti giornalisti della televisione parlano erroneamente di mare forza 7, forse ignorando che la misura della forza è solo del vento mentre per il mare si parla di stato. Oggi parliamo, con la dovuta leggerezza, di vento e di mare, da oltre diecimila anni inseparabili compagni di avventura di tutti i marinai.

Che tu possa avere, sempre, il vento in poppa, che il sole ti risplenda in viso e che il vento del destino ti porti in alto a danzare con le stelle.

Ma che cos’è il vento?
La conoscenza del vento è importante per determinare le condizioni che ci dovremo aspettare nella zona di mare dove transiteremo. Il vento è il movimento di una massa d’aria da un’area di alta pressione (anticiclonica) ad un’area di bassa pressione (ciclonica).

Wind_Formation.svgIl vento si definisce con una direzione (da 000 a 359) e con una misura di intensità che può essere espressa in nodi (miglia all’ora), in chilometri all’ora o in metri al secondo. La loro relazione è di circa:

un chilometro all’ora (km/h) = 0.27 m/s
un metro al secondo (m/s) = 3.6 km/h
un nodo equivale a 1.852 km/h

Da secoli i marinai hanno usato diversi nomi per i venti rappresentati sulla rosa dei venti, legati alal loro zona di mare di origine.
Per chi volesse memorizzare quelli mediterranei che troviamo sulla rosa dei venti esiste un semplice acronimo (da leggere in senso orario): TRAGRELESCIMELIPOMA dalle iniziali dei venti letti in senso orario da TRA (TRAMONTANA), GRE (GRECALE), LE (LEVANTE), SCI (SCIROCCO), ME (MEZZOGIORNO detto anche OSTRO), LI (LIBECCIO), PO (PONENTE), MA (MAESTRALE). Vi ricordo che i venti si leggono da dove vengono, per cui la Tramontana viene da Nord e va verso Sud mentre il Mezzogiorno viene da Sud e va verso Nord.

Un valore importante per i naviganti è la previsione della forza o intensità del vento espressa in nodi. L’intensità del vento varia se misurata a livello del mare o in quota. Un tempo veniva riportata sulle mappe meteorologiche stampate dagli apparati MUFAX, (utilizzati sulle navi e nelle stazioni meteo terrestri per la ricezione di mappe meteorologiche e foto via radio). In quelle macchine, i segnali audio venivano convertiti in impulsi di corrente che creavano un’immagine meteo molto elementare ma immediatamente leggibile. Oggi questi apparati sono praticamente scomparsi e sono stati sostituiti dai siti meteorologici su internet che consentono non solo la stampa delle mappe  ma anche la valutazione dei cambiamenti delle masse d’aria nel tempo. Per gli usi dei naviganti e di coloro che effettuano attività in mare, come i subacquei, i motonauti ed i velici, le carte meteo di primo riferimento sono quelle che riportano la direzione e l’intensità  del vento riferita ai 10 metri dal suolo. 

images

carta delle isobare

Come leggerle
L’Intensità del vento dipende dal gradiente barico, che può essere apprezzata dalla distanza fra le isobare (linee di ugual pressione) riportate sulle carte isobariche che  rappresentano i campi di alta pressione e bassa pressione sulle carte meteorologiche. Ad esempio, nella carta delle isobare a lato si osserva, ad ovest dell’Irlanda, un’area di bassa  pressione (T o L) caratterizzata da isobare molto strette. In quella zona, per variazioni bariche, le isobare sono più ravvicinate e quindi i venti sono più forti e fanno predire uno stato del mare proibitivo. Sulle carte sono rappresentati anche i  fronti freddi, generati dal minimo di pressione (L). Essi si generano dal centro della depressione fino a raggiungere lunghezze anche di migliaia di chilometri. Nel nostro emisfero (Boreale) si dirigono da nord verso sud, per poi piegare verso sud-est. Lungo i fronti si verificano le  precipitazioni temporalesche che tendono ad attenuarsi al passaggio del fronte.  Ad ogni isobara è associato un valore di pressione espresso in hPa o mbar. Si può stimare la direzione del vento al suolo considerando che non scorre lungo le isobare ma, a causa dell’attrito al suolo, le interseca con un angolo di circa 30 gradi su terra o di 10 gradi sul mare. Intorno ai sistemi di bassa pressione (caratterizzati dalle lettere B, L o T) il vento ruota in senso antiorario deviando verso il centro. Questo è il motivo per cui si producono fenomeni di convergenza al suolo e moti ascensionali che favoriscono la condensazione e la formazione di nubi (i classici cumulonembi) che vengono seguiti dalle piogge.

anemometro digitaleLeggere il vento
Come abbiamo detto, l’intensità del vento  diminuisce man mano che ci si avvicina al suolo per via dell’attrito con la superficie terrestre. I marinai, ma non solo, la misurano con uno strumento, chiamato anemometro, composto da delle palette o coppette che fanno ruotare un asse. I “giri’ effettuati in un determinato tempo danno un valore di intensità (ad esempio 20 nodi).  Ne esistono di molti tipi che possono essere interfacciati con i sistemi moderni di controllo della navigazione nautica. Monitorare le variazioni dell’intensità del vento fornisce al marinaio un importante informazione necessaria, ad esempio, per stimare gli effetti sulla velocità di trasferimento della sua imbarcazione in mare

In funzione dell’intensità del vento in nodi possiamo definire il vento. Ad esempio per venti compresi tra 34 a 40 nodi parliamo di vento di burrasca. 

Scala Beaufort

  SCALA BEAUFORT nodi metri al secondo
0 calma  <1  0,2 m/s
1 bava di vento 1-3 0,3-1,5
2 brezza leggera 4-6 1,6-3,3
3 brezza tesa 7-10 3,4-5,4
4 vento moderato 11-16 5,5-7,9
5 vento teso 17-21 8-10,7
6 vento fresco 22-27 10,8-13,8
7 vento forte 28-33 13,9-17,1
8 burrasca 34-40 17,2-20,7
9 burrasca forte 41-47 20,8-24,4
10 tempesta 48-55 24,5-28,4
11 tempesta violenta 56-63 28,5-32,6
12 uragano >63 >32,6

Passiamo ora al mare
Come abbiamo predetto, la misura del mare, che influenza fortemente la sicurezza della navigazione e della subacquea, è sempre legata al fattore vento. Un errore ricorrente è di parlare di forza per il mare (ad esempio mare forza 4). In realtà la forza è solo del vento.

Oltre alla direzione del moto ondoso, è importante definire l’altezza probabile delle onde (in metri), che può essere dedotta dalla scala Douglas per il mare aperto che vedremo fra poco. Dal punto di vista idrografico, il mare viene anch’esso definito con una misura angolare di direzione, riferita al nord magnetico, ovvero mare 300 significa che va verso 300. Lo stato del mare viene quindi definito con un numero assoluto che deriva dall’intensità del vento a cui è sottoposto che crea un’altezza delle onde specifica. Questo valore lo leggiamo sulla scala di Douglas.

 Scala di Douglas

STATO DEL MARE STATO DEL MARE ALTEZZA ONDE in metri SEA STATE ETAT DE LA MER
0 calmo 0 calm glassy calme
1 quasi calmo 0-0,10 calm rippled calme
2 poco mosso 0,1-0,5 smooth belle
3 mosso 0,5-1,25 slight peu agitè
4 molto mosso 1,25-2,5 moderate agitè
5 agitato 2,5-4 rough forte
6 molto agitato 4-6 very rough tres forte
7 grosso 6-8 high  grosse
8 molto grosso 8-14 very high tres grosse
9 tempestoso > 14 phenomenal enorme

La direzione del mare, a differenza di quella del vento, è la direzione dove il mare va. Per ricordarci la differenza, ricordate che il vento viene ed il mare va. 

Valutazione del fetch
Non ultimo un’importante concetto. Nelle baie e nei mari interni, in prossimità della costa e con venti provenienti da terra, le onde risultano generalmente meno alte e ripide di quelle in alto mare. Questo dipende dalla quantità di superficie marina battuta dal vento, il fetch, ovvero quella superficie marina su cui spira il vento ed entro cui avviene la generazione del moto ondoso. 

Questo spiega perché esistono aree in cui la navigazione può avere maggiori rischi rispetto ad altre. In queste aree, essendoci un fetch maggiore, se sottoposte a forti venti, si generano onde di maggiore grandezza e quindi un mare con uno stato maggiore. Se il vento varia di direzione avvengono quindi cambiamenti significativi del mare che spiegano la formazione di stati di mare incrociato.

Ho raccontato in poche parole gli effetti del vento sul mare e come valutarli quando si pianifica una navigazione. Ricordatevi sempre che il vento viene (ad esempio secondo la rosa dei venti la Tramontana viene da Nord)  e il mare va (il mare sottoposto a Tramontana va verso Sud quindi sarà un mare 180).

In un prossimo articolo parleremo degli effetti sulle rotte e come, attraverso delle opportune correzioni possiamo mitigarli. Per il momento …  buon vento a tutti.  

 

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