If you save the Ocean You save the Planet

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti- Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile. Crediamo che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo con la speranza che la classe politica comprenda l'emergenza in cui siamo, speriamo con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

La Sala Storica del Comando delle Forze di Contro Misure Mine

  livello elementare
.
ARGOMENTO: MARINA MILITARE
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: NA
parole chiave: dragaggio


La Sala storica del Comando delle Forze di Contro Misure Mine, una componente specialistica della Marina Militare che guarda al futuro non dimenticando il suo glorioso passato.

4 gruppo dragaggio_0001
La minaccia da mine è generalmente riconosciuta come quella più costo efficace ad infliggere danni  economici ad una Nazione. Come è  noto, il danneggiamento di una nave da parte dell’esplosione di un ordigno subacquei causa un effetto psicologico sull’opinione pubblica maggiore dei danni causati dall’esplosione stessa. Un incidente del genere comporta il fermo immediato di tutte le attività pescherecce e mercantili per periodi anche molto prolungati che si estendono fino alla conferma politica che il pericolo non esiste più. I danni economici sono quindi rilevanti. Un esempio fu la crisi delle mine di agosto negli anni ’80 che bloccò il traffico delle petroliere per un lungo periodo. Il tutto fu causato da mine di un valore trascurabile a fronte dei danni economici che causarono. Più recentemente va menzionato l’intervento sugli ordigni in Adriatico durante la crisi in Kosovo, scaturita a seguito dell’incidente del motopesca Profeta.

mina italiana

mina navale italiana conservata nel Museo Navale di Venezia, sestiere Castello

.
Una forma di guerra complessa e poco visibile
La caccia alle mine navali è un mestiere complesso, che non da un apparente visibilità mediatica o di carriera e comporta molti rischi per il personale che ci si dedica. Inoltre, la certezza dei risultati non e’ mai al 100%. Essa, statisticamente, a causa della variabilità dei parametri in gioco,  non può esistere per cui al termine delle operazioni si parla solo di mitigazione del rischio. Dalla sua nascita, tale minaccia ha sempre comportato una continua lotta tra le parti: da una parte la mina navale con i suoi congegni sempre più sofisticati, passando da ingegnosi sistemi meccanici fino a moderni microprocessori, dall’altra l’insieme delle contro misure per neutralizzare questi ordigni ed il personale assegnato a questa particolare e pericolosa forma di guerra navale.

Voglio sottolinearne l’importanza: il personale che lavora su queste piccole ma sofisticate unità opera spesso in condizioni di alto rischio, in un ambiente operativo effettivo e non simulato sia in tempo di pace che di guerra. Esso deve possedere una solida preparazione professionale e doti di carattere non comuni in quanto non c’è spazio a duplicazioni ed ognuno è parte di un sistema d’arma complesso. Preparazione e doti di carattere che sono patrimonio di questi uomini e donne che da oltre cento anni effettuano il loro lavoro silenzioso senza mai aspettarsi ricompense o elogi, consci dell’importanza del loro lavoro. Questi uomini nel secolo scorso scrissero una poesia goliardica, tradotta in tutte le lingue, chiamata generalmente la “legge fondamentale del dragaggio” che al termine recita questa semplice ma significativa affermazione:

“Non è necessario che voi siate pazzi per dedicarvici (al Dragaggio) ma esserlo è un vantaggio”.

54esima

foto di alcune unita’ della 54^ squadriglia cacciamine, 1990

Una sala storica unica in Italia
Per dare un giusto riconoscimento a questo personale, presso la Caserma Giovannini, sede storica del Comando delle Forze di Guerra di Mine, esiste una sala di cimeli dedicata alle navi ed al personale che negli anni ha fatto parte delle Forze di Contro Misure Mine (CMM). A questi marinai furono assegnate missioni gravose e pericolose, spesso mai pubblicizzate a sufficienza,  che  richiesero sangue freddo e grandi capacità marinaresche come la grande bonifica del dopoguerra e le missioni effettuata dai dragamine e dai gruppi SDAI in tutti i mari italiani, le missioni di sminamento del 1984 nel canale di Suez, e le seguenti in Golfo Persico.

DSC_0025

un rampone usato per raccogliere le cluster bomb in Adriatico

Non ultima, l’operazione Profeta in Adriatico che vide le unità di CMM italiane e NATO operare per bonificare le bombe rilasciate in mare dai bombardieri al rientro dalle loro missioni quando, per emergenza, non erano riusciti a sganciarle sui loro obiettivi. Di questi uomini si è parlato sempre troppo poco, sia per la riservatezza delle missioni assegnate sia per la poca visibilità che si e’ voluto dare alle stesse.

DSC_0015

Ma, come ho accennato, agli uomini del dragaggio queste cose non sono mai importate. “Dove la flotta va  noi ci siamo già stati“, recita un altro detto delle forze di sminamento di una Marina orientale. I nostri marinai hanno sempre messo passione e motivazione nel loro lavoro ed una professionalità eccelsa che gli ha permesso di affermarsi ai massimi livelli con ii reparti equivalenti delle altre Marine alleate. Non a caso il MARICENDRAG, ovvero il centro di addestramento specialistico per le CMM italiano, è gemellato con la scuola di guerra belga-olandese di EGUERMIN del Nord Europa con la quale scambia periodicamente staff ed esperienze.

dragaggio con elicotteri

primi esperimenti di dragaggio con elicottero Seabat

Questa Sala storica, che vi suggerisco di visitare,  ha come  scopo principale di tramandare nel tempo il patrimonio di tradizioni ed abilità marinaresche di tutti coloro che hanno servito con abnegazione ed orgoglio questa piccola ma gloriosa componente specialistica che ha sede all’interno dell’Arsenale militare di La Spezia. La sua permanenza alla banchina Giovannini, una struttura storica che ospitò sommergibili ed alcuni mezzi della X Mas nella seconda guerra mondiale, è dovuta sia per motivi storici sia per la vicinanza con altri Reparti della Marina Militare come il COMSUBIN (Comando Subacquei ed Incursori) con  il quale il ” Comando del Dragaggio” ha sempre avuto relazioni strette di impiego. Non a caso sui cacciamine esistono gruppi di palombari EOD imbarcati, inizialmente addestrati e brevettati al COMSUBIN, che rappresentano un “sistema d’arma” ancora oggi  insostituibile sulle unità di contro misure mine.

La sala storica

DSC_0020

La sala storica comprende numerosi cimeli pazientemente raccolti negli anni dal Comando e riordinati ed esposti in un vecchio magazzino che si affaccia sulla banchina. Il locale, completamente ristrutturato negli anni ’90, è stato suddiviso su due piani: il piano terra raccoglie gli storici sistemi di dragaggio magnetico (mostrando cavi, cesoie e diavolerie di ogni genere usate per cesoiare gli ancoraggi delle mine) ed acustico ovvero le cosiddette “campane” acustiche, generatrici di rumore per ingannare i sensori delle mine, simulando il passaggio di navi maggiori e farle quindi esplodere. Sono visibili anche i cavi per il dragaggio magnetico, lunghi cavi di rame che, attraversati da forti correnti, generavano campi tali da ricreare la segnatura magnetica di navi di dimensioni maggiori. Ma il pezzo forte, sono gli ordigni navali tra cui le mine ormeggiate e da fondo impiegate durante la seconda guerra mondiale ma anche nel dopo guerra fino al Vietnam. Queste ultime possono essere osservate nei minimi particolari grazie a delle aperture appositamente realizzate nella cassa esterna che ne rivelano gli ingegnosi meccanismi. Si possono vedere anche i resti accartocciati delle mine navali posate da Saddam durante la guerra del golfo e distrutte dai nostri cacciamine. Infine i mezzi subacquei, sistemi d’arma sofisticati che hanno permesso ispezioni a grandi profondità in tutti i mari. Al di là degli aspetti storici, la sala permette agli specialisti del settore ma anche agli appassionati di osservare dal vivo le armi di un tempo, altrimenti visibili solo sui vecchi testi, e di comprenderne meglio le caratteristiche costruttive e di funzionamento.

mina-1

mina P 200 pescata da una rete

Non tutti sanno che ancor oggi questi ordigni insidiosi sono spesso ritrovati in mare da subacquei e dai pescatori che le “catturano” all’interno delle reti a strascico. Le mine, dopo essere state occultate dalla sabbia e dal fango, dopo oltre cinquant’anni ancora ricompaiono nelle maglie delle reti mantenendo spesso un potenziale pericolo per chi le ritrova. Anni fa, nel Mar Baltico, dei pescatori polacchi trovarono una mina della seconda guerra mondiale tedesca. Gli specialisti della Marina tedesca, immediatamente intervenuti, la recuperarono e ne aprirono l’involucro per ispezionarne l’interno.  Con viva sorpresa, scoprirono che le batterie interne, dopo oltre cinquant’anni, avevano mantenuto una differenza di potenziale elettrico ancora sufficiente ad innescare il detonatore e, quindi, a far scoppiare la mina.

DSC_0024

Nella visita, non ultimo è possibile vedere un pregevole modello in legno, di grande dimensione, del dragamine Pioppo che mostra nei minimi particolari come era distribuito il materiale necessario per effettuare il dragaggio, permettendo con un sistema di cavi, divergenti e immersori di mettere in mare le apparecchiature.

DSC_0016

campane impiegate un tempo per il dragaggio acustico 

Salendo al secondo piano, una serie di storici diorami mostrano tutte le configurazioni di dragaggio delle apparecchiature del dopo guerra; essi furono realizzati per uso didattico per il personale frequentatore dei corsi presso l’allora MARICENDRAG  e rappresentano, in tre dimensioni, la stesura finale in mare di dette apparecchiature Non tutti sanno che alcune configurazioni del dragaggio ad influenza, ancora impiegate fino a pochi anni fa da molte Marine NATO, furono studiate e realizzate per la prima volta proprio nell’Ufficio Studi del MARICENDRAG dall’allora Comandante Falco Accame e divennero parte delle procedure tattiche  CMM di tutti i paesi NATO.

DSC_0017

Come abbiamo accennato, è possibile anche osservare gli strumenti impiegati per il dragaggio magneto-acustico, sistemi per “ingannare” i sensibilissimi sensori delle mine riproducendo le segnature magnetiche e/o acustiche delle navi contro le quali erano state posate e farle quindi scoppiare in sicurezza. Durante la visita, possono essere osservati, appesi alle pareti, gli strumenti meccanici impiegati all’epoca per quello meccanico, ovvero di quella tecnica consistente nel tagliare con cavi ritorti o con delle cesoie meccaniche o esplosive i cavi di ormeggio delle mine ormeggiate (ovvero di quelle collocate nel volume d’acqua e/o in prossimità della superficie).

DSC_0022

Infine in una ala dedicata i mezzi filoguidati impiegati nelle missioni dal Mar Rosso al Golfo Persico: dal Filippo della Gaymarine al MIN 77, protagonisti di tante missioni di identificazione su alti fondali. Mezzi concettualmente diversi, dotati di sonar, telecamere e, negli ultimi, anche di cariche esplosive per controminare gli ordigni.

CEDRO

MHC Cedro

Numerose anche le foto d’epoca delle tante unità di dragaggio e della struttura che ancor oggi ospita il Comando delle Forze di contro misure mine. Tra queste ultime, ve ne sono alcune illustranti i lavori effettuati alla Caserma Giovannini nel 1935, per l’innalzamento del secondo piano sulla struttura iniziale ad un piano, costruita intorno al 1870, e della attigua Caserma sommergibili ora intitolata al Comandante Longobardo. Nel bianco e nero, ingiallito dal tempo, si scorgono immagini della città di La Spezia, ancora ferita dalla guerra, nella cui rada emergono i resti di scafi colpiti a morte dai bombardamenti che, durante l’ultimo conflitto, avevano martoriato questa importante base militare. Insieme ai materiali storici, sono conservati i crest in bronzo di molte delle Unità ormai in disarmo, appartenute alle numerose Squadriglie ed ai Gruppi che hanno fatto la storia del Dragaggio del dopo guerra.

crest

crest del cacciamine costiero (MHC) Crotone, classe Gaeta

Generosamente donati da alcuni “ex dragatori” o facenti parte della dotazione delle navi che si sono succedute nel Comando, nella loro semplicità fanno da cornice ai reperti provenienti dalle missioni effettuate in pace ed in guerra in questi ultimi anni che richiamano alla memoria le miglia di mare macinate lentamente dai dragamine e dai cacciamine durante le operazioni di sminamento del Mar Rosso, la Guerra del Golfo fino alle più recenti operazioni di bonifica in Adriatico. A tal riguardo, ricordo che le Unità di Contromisure mine dopo la grande opera di bonifica post bellica, parteciparono attivamente a tutte le più importanti operazioni tra cui vanno menzionate:

  • la missione del 14 Gruppo in Mar Rosso (1984);
  • la Golfo Persico 1 (settembre ’87 – giugno 1988);
  • la Golfo Persico 2 (febbraio – agosto 1991);
  • la Decisive Enhancement di Bonifica e Survey in acque Croate del ’95 e del ’96 (IFOR);
  • la bonifica delle acque dell’Adriatico a seguito delle operazioni Profeta ed Allied Forge da maggio 1999 a maggio 2000;

raccogliendo riconoscimenti ed apprezzamenti delle Marine non solo mediterranee ma anche di mari lontani, non use a veder garrire al vento la nostra bandiera.

Ringrazio sentitamente il comandante Alfredo Sellitti che cortesemente mi ha accompagnato nella visita della Sala storica che è visitabile, previa prenotazione, per eventuali  visite di gruppi ANMI e di studenti  chiamando i numeri 0187- 782131 o 0187 – 783295).

PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE
print
(Visited 884 times, 1 visits today)
Share

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Translate:

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della stessa

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro e la pubblicazione e qualunque altro utilizzo del presente articolo e delle immagini contenute è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore che può essere contattato tramite

infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettimi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

1 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
marine militari
Materiali
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia Navale
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

For English readers

 


Do you like what you read and see on our site? OCEAN4FUTURE is a free blog, totally  independent, followed by million of people every year. Although mostly written in Italian Language,  ALL posts may be read in English, and other 36 languages.


We consistently publish Ocean news and perspectives from around the World that you may don’t get anywhere else, and we want to be able to provide you an unfattered reading.

Support us sharing our post links with your friends and, please consider a one-time donation in any amount you choose using one of the donation link in the portal.

Thanks  and stay with us.

OCEAN4FUTURE

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

Share