Ocean for Future

Ultima Clock Widget

  • :
  • :

OCEAN4FUTURE

La conoscenza ti rende libero

su Amazon puoi trovare molti libri sulla storia del mare (ma non solo) e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

i 100 libri da non perdere

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti. Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile e che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo a raccoglierle con la speranza che la classe politica al di là delle promesse comprenda realmente l'emergenza che viviamo, ed agisca,speriamo, con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

Aggiornamento: rilasciato da US CENTOM un filmato che proverebbe la presenza di limpet mine sullo scafo delle navi colpite a Hormuz

Reading Time: 5 minutes

.
livello elementare
.
ARGOMENTO: GEOPOLITICA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: OCEANO INDIANO
parole chiave: sicurezza marittima
.

Riferimento
articolo precedente 

Torniamo sulla situazione internazionale a seguito dell’ultimo incidente a Hormuz. Riepilogando, sia l’UKMTO che la V flotta (Comando delle forze navali statunitensi nella regione) hanno ricevuto due chiamate di soccorso separate dalle 06:12 del mattino ora locale, la prima dalla motonave M/T Altair e la seconda alle sette del mattino dal M/T Kokuka Courageous.

GOLFO DI OMAN (13 giugno 2019) In questa diapositiva di Powerpoint fornita dal Comando del Comando Centrale USA si notano i danni procurati da un’esplosione, a sinistra, e una probabile mina sullo scafo della M/V Kokuka Corageous nel Golfo di Oman 13 giugno 2019. la foto è stata scattata dal cacciatorpediniere missilistico USS Bainbridge (DDG 96), mentre si avvicinava alla nave danneggiata. Il caccia USS Bainbridge è rischierato a supporto delle operazioni navali per garantire la stabilità e la sicurezza marittima nella regione centrale, collegando il Mediterraneo e il Pacifico attraverso l’Oceano Indiano occidentale e i tre choke point strategici.(U.S. Navy photo/Released) 190613-N-N0101-115

Entrambe le navi erano in navigazione sul canale in uscita dallo stretto di Hormuz, in acque internazionali, nel Golfo di Oman a circa 20 miglia nautiche dalla costa iraniana. Nella zona era presente in attività di pattugliamento il USS Bainbridge (DDG 96), un cacciatorpediniere lancia missili classe Arleigh Burke della United States Navy. 

USS Bainbridge (DDG 96)

Dopo la sua entrata in servizio, nel 2005, l’USS Bainbridge è stato assegnato al Mediterraneo sotto il controllo operativo della VI flotta. In seguito passò sotto il comando della V Flotta, in Oceano Indiano e Golfo  Persico,  in un’area altamente complessa dal punto di vista della sicurezza marittima, dove pirati e contrabbandieri forniscono una sfida quotidiana alla stabilità dell’area.

L’USS Bainbridge, in una sua dislocazione nell’Oceano Indiano nell’aprile 2009, ragiunse un certa notorietà per aver evitato il dirottamento della MV Maersk Alabama da parte di una banda di pirati somali. L’azione si concluse il 12 aprile 2009 con la drammatica liberazione del comandante della nave, il capitano Richard Phillips. Phillips era stato preso come ostaggio dai pirati in fuga su una scialuppa di salvataggio ma il Bainbridge, ed altre unità, avevano mantenuto il contatto visivo con i pirati sperando, con l’assistenza dell’FBI, in una soluzione pacifica per la sua liberazione. La situazione degradò e solo grazie all’intervento dei SEAL della US Navy, ovvero con l’uso della forza, Phillips fu alla fine messo in salvo. Una storia che colpì l’opinione pubblica, che fu poi raccontata in un film con Tom Hanks del 2013, intitolato Capitan Phillips.

Come dicevamo l’USS Bainbridge si trovava nelle vicinanze, a circa 40 miglia nautiche dalla M/T Altair al momento del presunto attacco, e ricevette l’ordine di avvicinarsi immediatamente alla nave. Considerando le posizioni reciproche, il tempo di intervento potrebbe essere stimato, alla massima velocità della nave, intorno ai 60 minuti.

Alle 8:09 del mattino, un aereo statunitense riportò di aver osservato una motovedetta della classe IRGC Hendijan e diverse unità di attacco rapido del Islamic Revolutionary Guard Corps (IRGC) nelle vicinanze della M/T Altair. Identificate poi come le  imbarcazioni da attacco costiero veloce (FAC/FIAC) usate dai Guardiani della Rivoluzione.

lancio di razzi da unità delle guardie rivoluzionarie in un esercitazione navale a Hormuz nel 2005

 

Alle 9:12 un mezzo aereo degli Stati Uniti osserva il FAC/FIAC che recupera un’imbarcazione dall’Altair fuori dall’acqua.

Alle 9:26 del mattino, gli iraniani chiedono alla motonave Hyundai Dubai, che aveva salvato i marinai dalla M/T Altair, di consegnare l’equipaggio alle FIAC iraniane. La motonave Hyundai Dubai  ottempera alla richiesta e trasferisce l’equipaggio della M/T Altair sulle FIAC iraniane.

Alle 11:05 il USS Bainbridge si avvicina al rimorchiatore olandese Coastal Ace, che nel frattempo aveva salvato l’equipaggio di ventuno marinai del M/T Kokuka Courageous dopo che avevano abbandonato la loro nave. I marinai dichiarano che dopo le esplosioni avevano notato delle mine limpet inesplose sullo scafo. I marinai sono stati messi in salvo sul USS Bainbridge precedendo il tentativo della motovedetta IRGC Hendijan iraniana che si era anch’essa diretta verso il rimorchiatore olandese.

Alle 04:10 pm ora locale sembrerebbe che una motovedetta della classe Gashti dell’IRGC si sia avvicinata alla M/T Kokuka Courageous e filmata mentre i suoi artificieri stavano rimuovendo una “limpet mine” inesplosa dallo scafo, poi pubblicata dalla stampa internazionale.

Quando queste presunte limpet sono state posizionate sullo scafo?
Che siano state messe sullo scafo in maniera occulta durante la navigazione con la nave in movimento appare poco probabile a meno che si ipotizzino dei complici a bordo che abbiano provveduto loro stessi alla posa.

Perché posate al di sopra della linea di galleggiamento?
Ammesso che siano state poste in corrispondenza di aree sensibili per la nave, farlo in navigazione sarebbe estremamente complicato per qualsiasi attaccante. Immaginatevi di avvicinarvi in maniera occulta ad una nave di grandi dimensioni che sta procedendo su una certa rotta, affiancarsi al suo scafo e posare delle mine al di sopra della linea di galleggiamento. Bisognerebbe essere molto bravi ma anche molto fortunati. Inoltre, l’avvicinamento di un mezzo navale di superficie o subacqueo in maniera occulta al mercantile implicherebbe grandi negligenze da parte del Comando di bordo che sia con il radar che con le vedette avrebbe dovuto scorgere il battello attaccante. Procedure standard in quelle acque travagliate.

Non ultimo ricordo che le norme BIMCO per la vigilanza anti pirateria, da tempo in vigore in quelle aree, prevedono un controllo stretto del traffico circostante. In altre parole, un posizionamento di limpet prima della partenza delle navi dall’ultimo porto sarebbe di logica dovuto avvenire al di sotto della linea di galleggiamento, per non essere visto dalle ronde di sicurezza di bordo. In navigazione appare improbabile a meno di una complicità con il personale di bordo.

le limpet mine italiane realizzate nella seconda guerra mondiale ed usate da Luigi Ferraro, gamma della Regia Marina italiana

Questo tipo di azioni occulte sono molto complesse, e lo sappiamo bene noi Italiani che impiegammo per primi questo tipo di attacchi (contro le navi britanniche in porto) durante la II guerra mondiale, utilizzando delle cariche esplosive (bauletti) che venivano fissate alle alette di rollio delle navi bersaglio tramite dei morsetti. Certo la tecnica permette ora di attaccarle con dispositivi magnetici (James Bond insegna) ma la loro efficacia è maggiore se poste occultamente ed in determinate posizioni, non certo sulle paratie esterne e al di sopra della linea di galleggiamento. 

Chi potrebbe essere l’autore della presunta azione?
Permane il mistero e il cui prodest, ovvero a chi giova un inasprimento della tensione nel canale di Hormuz. Forse a destabilizzare il prezzo del petrolio e a far irritare la comunità mondiale contro il regime di Teheran? Oppure a mettere in atto situazioni di pressione politica? 

Le domande sono sempre aperte. Per la sicurezza del traffico marittimo speriamo solo che prevalga il buon senso.

 

Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited   Scopri i vantaggi di Amazon Prime

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo
,

PAGINA PRINCIPALE
.

print

(Visited 465 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della traduzione

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro, e la pubblicazione per qualunque utilizzo degli articoli e delle immagini pubblicate è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore degli stessi che può essere contattato tramite la seguente email: infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettetemi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

14 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Climatologia
Conoscere il mare
Didattica
Didattica a distanza
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Letteratura del mare
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
Materiali
Medicina
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
nautica e navigazione
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Personaggi
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia della Terra
Storia Navale
Storia navale del Medioevo (post 476 d.C. - 1492)
Storia Navale dell'età antica (3.000 a.C. - 476 d.C,)
Storia navale dell'età moderna (post 1492 - oggi)
Storia navale della prima guerra mondiale (1914-1918)
Storia navale della seconda guerra mondiale (1939 - 1945)
Storia navale Romana
Subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uomini di mare
Video

I più letti di oggi

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

> Per contatti di collaborazione inviate la vostra richiesta a infoocean4future@gmail.com specificando la vostra area di interesse
Share
Translate »