If you save the Ocean You save the Planet

Eventi

OCEAN4FUTURE

La conoscenza ti rende libero

su Amazon puoi trovare molti libri sulla storia del mare (ma non solo) e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

i 100 libri da non perdere

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti- Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile. Crediamo che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo con la speranza che la classe politica comprenda l'emergenza in cui siamo, speriamo con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

Carlo Fecia di Cossato

Reading Time: 12 minutes

.
livello elementare
.
ARGOMENTO: PROTAGONISTI DEL MARE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: OCEANO ATLANTICO – MAR MEDITERRANEO
parole chiave: storia navale, sommergibili

Il conte Carlo Fecia di Cossato nacque a Roma da una nobile famiglia piemontese,  sostenitrice della monarchia sabauda, che vantava di aver servito dal XI secolo Biancamano, capostipite dei Savoia con il nome Fesch, da cu il nome Fecia che riportava nel suo motto gentilizio “Ex optimo vino etiam faeces” ovvero dall’ottimo vino anche la feccia. Seguendo le orme del padre, capitano di vascello, dopo aver completato gli studi al Regio Collegio militare di Moncalieri, Carlo Fecia di Cossato frequentò l’Accademia Navale di Livorno dalla quale uscì nel 1928 con il grado di guardiamarina per essere imbarcato sull’incrociatore Ancona. Promosso sottotenente di vascello nel 1929 fu imbarcato sull’incrociatore Libia destinato al Distaccamento Marina di Pechino (Cina). Tornato in Italia nel 1933, frequentò il Corso superiore da tenente di vascello e, rimbarcato a bordo dell’incrociatore Bari, prese parte alla Guerra d’Etiopia. Fu poi imbarcato sui sommergibili partecipando a due missioni speciali nelle acque spagnole durante la guerra civile.

regio sommergibile Ciro Menotti

Nel 1939 frequentò la Scuola Sommergibili di Pola e a 32 anni venne nominato capitano di corvetta e comandante di sommergibile. Allo scoppio della seconda guerra mondiale al comando del Regio sommergibile Ciro Menotti fu dislocato a Messina nell’ambito della XXXIII Squadriglia, operando in numerose missioni nel Mediterraneo. Nell’autunno 1940 fu trasferito alla Base Betasom in Atlantico, Bordeaux, dove fu imbarcato come ufficiale in seconda sul Regio sommergibile Enrico Tazzoli al comando di Vittore Raccanelli. In seguito fu destinato al Regio sommergibile Reginaldo Giuliani.

Regio sommergibile Enrico Tazzoli in navigazione di superficie

Il 5 aprile 1941 Fecia di Cossato assunse finalmente il comando del regio sommergibile Enrico Tazzoli, in sostituzione del comandante Vittore Raccanelli, avendo come secondo ufficiale il tenente di vascello Gianfranco Gazzana Priaroggia.  Il 7 aprile 1941 prese il mare diretto al largo dell’Africa Occidentale ed il 12 aprile attaccò due incrociatori britannici. Subito dopo l’attacco si immerse per sfuggire all’altro incrociatore e quando riemerse sul luogo dell’attacco scorse una vasta macchia di nafta, scorgendo una sola sagoma di un incrociatore allontanarsi. Sul libro di bordo annotò soltanto l’avvenuto attacco ma da parte inglese, anche dopo la guerra, non arrivarono conferme dell’affondamento.

Il 15 aprile affondò il piroscafo da carico inglese Aurillac (da 4733 tonnellate), la prima vittoria di Fecia di Cossato in qualità di Comandante di sommergibile, ma come vedremo ne seguirono molte altre. Nel dicembre del 1941, partecipò, al salvataggio di oltre 400 naufraghi che erano a bordo della nave di rifornimento tedesca Python, affondata al largo delle isole di Capo Verde; il Python aveva a bordo anche i naufraghi della famosa nave corsara Atlantis. Gli U-Boot tedeschi a Bordeaux risultarono insufficienti ad accogliere tutti i naufraghi per cui i sommergibili italiani, che si trovavano a Betasom, sbarcarono parte dell’equipaggio ed imbarcarono ingenti quantità di viveri e acqua per andare in loro soccorso. A bordo del Regio sommergibile Tazzoli furono imbarcati circa 70 naufraghi tra cui il vice-comandante tedesco dell’Atlantis Ulrich Mohr. I naufraghi furono poi sbarcati nella base tedesca di Saint-Nazaire dove li attendeva il Fregattenkapitän (Capitano di fregata) dell’Atlantis, Berhard Rogge, che espresse grande ammirazione per il comandante italiano.

l’ammiraglio Doenitz conferisce la croce di guerra di 1 classe a Fecia di Cossato ed agli atre comandanti italiani che operarono in soccorso dei naufraghi della nave corsara tedesca Atlantis.

Al ritorno a Betasom, Carlo Fecia di Cossato e gli altri tre comandanti di sommergibili italiani impiegati nell’operazione di recupero dei naufraghi dell’Atlantis, furono tutti insigniti (De Giacomo del Regio sommergibile Torelli, Olivieri del R. sommergibile Calvi, Giudice del R. sommergibile Finzi) dall’ammiraglio sommergibilista Karl Dönitz con un’importante onorificenza, raramente assegnata a personale non tedesco, la  Croce di ferro di 1ª Classe.  

L’11 febbraio 1942 Fecia Di Cossato partì per una nuova missione lungo le coste americane dove affondò tre navi mercantili. In quei giorni la propaganda americana aveva ironizzato sulla Regia Marina accusando i marinai italiani di non aver coraggio di spingersi fino alle coste americane. Fecia di Cossato dalla torretta del suo sommergibile si assicurò che tutti i naufraghi fossero sulle scialuppe e, mostrando il tricolore, urlò ai naufraghi sulla scialuppa di raccontare agli Americani che i marinai italiani si erano spinti fin sotto le loro coste per affondare le loro navi.

Le sue azioni divennero presto leggendarie. Le vittorie ufficiali del corsaro dell’Atlantico al comando del Regio sommergibile Enrico Tazzoli (confermate dalla documentazione storica) furono in tutto diciassette anche se, molte fonti, rivendicano l’affondamento di una diciottesima unità il 12 aprile 1941, un probabile incrociatore rimasto sconosciuto ma presumibilmente britannico. 

Complessivamente gli fu attribuito l’affondamento di 86.535 tonnellate di naviglio nemico, collocandolo come il secondo miglior comandante di sommergibili italiani della seconda guerra mondiale (il primo fu Gazzana Priaroggia).

Nel febbraio del 1943 Fecia di Cossato lasciò il comando del Regio sommergibile Enrico Tazzoli per assumere, con il grado di capitano di fregata, il comando della IIIª Squadriglia Torpediniere con insegna sulla torpediniera Aliseo, dove assunse il comando il 17 aprile 1943.

Nel frattempo, il Regio sommergibile Enrico Tazzoli era ormai diventato obsoleto ed era stato disarmato e adibito al trasporto di materiale strategico tra l’Europa e il Giappone.Il destino volle che, partito da Bordeaux il 16 maggio 1943, diretto verso Singapore, il glorioso sommergibile al comando del capitano di corvetta Giuseppe Caito, scomparve in mare portando con sé 56 uomini tra marinai, operai civili e ufficiali. Le cause non furono mai chiarite e si pensò fosse saltato su una mina posata da velivoli della Royal Air Force. La notizia della scomparsa del battello con il suo equipaggio sconvolse profondamente Fecia di Cossato.

Il 22 luglio 1943 la torpediniera Aliseo lasciò Pozzuoli per scortare, con altre navi, a Civitavecchia i piroscafi Adernò e Colleville. Il 23 luglio il convoglio fu attaccato da un gruppo di aerei alleati; uno dei velivoli nemici venne abbattuto ed uno della scorta italo-tedesca danneggiato e costretto all’ammaraggio, ma l’Aliseo ebbe leggeri danni al ponte di coperta ed al timone a causa del mitragliamento. Fecia di Cossato decise di far proseguire il convoglio.

la torpediniera Aliseo fu un’unità della classe Ciclone, concepita appositamente per la scorta dei convogli lungo le rotte per il Nordafrica. La nave  entrò in servizio a fine febbraio 1943, durante la fase conclusiva della guerra dei convogli per la Tunisia. Primo comandante della nave fu il capitano di corvetta Umberto Manacorda sostituito il 17 aprile 1943 dal capitano di fregata Carlo Fecia di Cossato. 

Ma il nemico era in agguato. Verso le 19.30, l’Adernò venne silurato dal sommergibile britannico HMS Torbay e s’inabissò nel giro di alcuni minuti; l’Aliseo, dopo aver calato una motolancia per ripescare i naufraghi, effettuò per diverse ore un’infruttuosa caccia antisommergibile.

L’armistizio
Il giorno della proclamazione dell’armistizio di Cassibile, l’8 settembre 1943, l’Aliseo era a La Spezia e, insieme alla gemella Ardito, salpò dal porto ligure.

Ammiraglio Aimone d’Aosta – (1900-1948) ammiraglio della Regia Marina. Si trovava sull’Aliseo di Fecia di Cossato durante lo scontro di Bastia del 9 settembre 1943, e successivamente a Portoferraio ed a Palermo.

Sull’Aliseo erano imbarcati anche il comandante delle siluranti, ammiraglio Amedeo Nomis di Pollone, e l’ammiraglio Aimone di Savoia-Aosta. Le due unità si diressero a Bastia, dove giunsero in serata apprendendo la proclamazione dell’armistizio. Il 9 settembre 1943, poco prima della mezzanotte Aliseo e Ardito mollarono gli ormeggi per prendere il largo quando i tedeschi, contro ogni accordo, assaltarono l’Ardito che era ancora in porto, scatenando una sparatoria incrociata con altre unità minori tedesche. Le truppe tedesche sembrarono procedere all’occupazione di Bastia anche se osteggiati dal 10° raggruppamento Bersaglieri. Nel frattempo le navi tedesche cercarono di prendere il largo: cinque motozattere, due piroscafi italiani catturati e due cacciasommergibili aprendosi una via di uscita sparando contro l’Aliseo. Fecia di Cossato, vedendo l’altra torpediniera in forti difficoltà, decise allora di invertire la rotta ed affrontare le navi tedesche con tutte le sue armi. Uno scontro impari che l’Aliseo vinse riuscendo ad affondare con i suoi 3 cannoni da 100mm sia i cacciasommergibili, sia le motozattere che i piroscafi mercantili. Una sconfitta pesante per la Kriegsmarine tedesca che non si aspettava certo una reazione così coraggiosa da parte italiana. Dopo il combattimento, l’Aliseo recuperò 25 naufraghi tedeschi e diresse insieme alla malridotta Ardito per Portoferraio, dove erano confluite numerose torpediniere, corvette ed unità minori ed ausiliarie provenienti dai porti del Tirreno, per sbarcare i due ammiragli ed i naufraghi tedeschi.

Il mattino dell’11 settembre la nave lasciò quindi Portoferraio insieme ad altre sei torpediniere e diresse per Palermo, porto ormai controllato dagli Alleati, dove il gruppo arrivò il mattino del 12 settembre. Le navi rimasero in rada fino al 18 settembre 1943, quando entrarono in porto per rifornirsi di acqua e provviste. Il 20 settembre il Re ordinò alla flotta di dirigere per Malta consegnandosi agli Inglesi. Arrivato all’isola, Fecia di Cossato consegnò parte dei viveri alle altre navi italiane e si rese conto, con grande amarezza, che le navi da battaglia italiane alla fonda erano state disarmate e trasformate come campo di concentramento per gli equipaggi. Una situazione incomprensibile considerando che era stato firmato un armistizio ed assicurato dagli Alleati il rispetto per le forze armate italiane non più belligeranti. Un periodo doloroso che terminò il 5 ottobre quando l’Aliseo con altre unità lasciò Malta e rientrò in Italia.

Sembrò la fine di un incubo ma, in primavera, si diffuse la notizia che, nonostante la cobelligeranza, le navi italiane sarebbero state cedute come risarcimento alle potenze vincitrici. Fecia Di Cossato ne fu sconvolto ed ordinò alla propria Squadra, quando fosse venuto il momento, di non accettare l’ordine di consegna.

«Se venisse confermato l’ordine di consegna, dovunque vi troviate lanciate tutti i vostri siluri e sparate tutti i colpi che avete a bordo contro le navi che vi stanno attorno, per rammentare agli angloamericani che gli impegni vanno rispettati; se alla fine starete ancora a galla, autoaffondatevi.» (Carlo Fecia di Cossato nell’ordine rivolto alla propria squadra).

Ivanoe Bonomi. Il Governo Bonomi II fu il 62° governo del Regno d’Italia. Nominati i ministri il 18 giugno 1944, il governo rimase in carica fino al 12 dicembre 1944 per 5 mesi e 27 giorni dopo il placet degli Alleati per ufficializzare la costituzione del governo ed entrare in carica.

Nel giugno 1944, il nuovo governo di unità nazionale di Ivanoe Bonomi si insediò, rifiutandosi di giurare fedeltà al Re. Gli alti comandi della Regia Marina si adeguarono al nuovo regime ma Carlo Fecia di Cossato, di fronte alla richiesta dell’ammiraglio Nomis di Pollone di riconoscere con giuramento di fedeltà il nuovo Governo, si rifiutò, non riconoscendo come legittimo un Governo che non aveva giurato fedeltà al Re. La risposta dello Stato Maggiore fu immediata. Il 22 giugno Fecia di Cossato fu fatto sbarcare dall’Aliseo e, dopo essere stato convocato a palazzo Resta, fu messo agli arresti nella fortezza con l’accusa di “insubordinazione“, sollevandolo dal comando dell’Aliseo. La mattina successiva scoppiarono gravi tumulti fra gli equipaggi, che si schierarono a sostegno del loro Comandante, rifiutando di prendere il mare e reclamandone la liberazione e il reintegro. Il Comandante Domenico Ravera, comandante più anziano delle Torpediniere, dichiarò che le navi non sarebbero uscite in mare fino alla liberazione del loro comandante.

Per evitare disordini che potevano sfociare in un ammutinamento della flotta, Fecia di Cossato fu quindi rimesso in libertà ma posto in licenza forzata per tre mesi.

Gli ultimi giorni
La sua amarezza per quanto stava succedendo all’Italia fu grande. In nome del Re, all’armistizio, aveva obbedito all’ordine di raggiungere un porto in mano agli Alleati e, al comando dell’Aliseo, non aveva esitato ad attaccare i Tedeschi, pur ripugnandogli l’idea di quel cambio di campo. Di fatto sentì crollare in pochi mesi tutti i valori nei quali aveva sempre creduto: la Monarchia, la Patria, la Regia Marina, l’onore e la fedeltà alla parola data. Gli ordini ricevuti erano stati una sentenza di morte del suo onore militare, un tradimento dei suoi principi. Erano stati seguiti da notti insonni a rimuginare su quel destino beffardo che lo aveva voluto salvo mentre il suo sommergibile, con tutto l’equipaggio che aveva combattuto con lui, giaceva in fondo agli abissi dell’Oceano.

Ora si trovava disperso in un Italia a pezzi in cui tutti i valori in cui aveva creduto sembravano ormai persi ed una nuova classe dirigente si affacciava verso un futuro incerto ed oscuro. Non potendo raggiungere la famiglia al Nord, si trasferì a Napoli, ospite di un amico, Ettore Filo della Torre, rifiutando gli incarichi di comando che gli venivano offerti dagli Alleati. All’avvicinarsi della fine del congedo, il 27 agosto 1944, Fecia di Cossato decise di uccidersi a Napoli, sparandosi un colpo di pistola alla tempia. Ma prima dell’ultimo gesto, scrisse questa toccante lettera alla madre in cui ne spiegava i motivi.

Napoli, 21 agosto 1944
Mamma carissima, quando riceverai questa mia lettera saranno successi fatti gravissimi che ti addoloreranno molto e di cui sarò il diretto responsabile. Non pensare che io abbia commesso quel che ho commesso in un momento di pazzia, senza pensare al dolore che ti procuravo. Da nove mesi ho soltanto pensato alla tristissima posizione morale in cui mi trovo, in seguito alla resa ignominiosa della Marina, resa a cui mi sono rassegnato solo perché ci è stata presentata come un ordine del Re, che ci chiedeva di fare l’enorme sacrificio del nostro onore militare per poter rimanere il baluardo della Monarchia al momento della pace. Tu conosci che cosa succede ora in Italia e capisci come siamo stati indegnamente traditi e ci troviamo ad aver commesso un gesto ignobile senza alcun risultato.Da questa triste constatazione me ne è venuta una profonda amarezza, un disgusto per chi mi circonda e, quello che più conta, un profondo disprezzo per me stesso. Da mesi, Mamma, rimugino su questi fatti e non riesco a trovare una via d’uscita, uno scopo alla vita. Da mesi penso ai miei marinai del «Tazzoli» che sono onorevolmente in fondo al mare e penso che il mio posto è più con loro che con i traditori e i ladruncoli che ci circondano.Spero, Mamma, che tu mi capirai e che, anche nell’immenso dolore che ti darà la notizia della mia fine ingloriosa, saprai sempre capire la nobiltà dei motivi che la guida. Tu credi in Dio, ma se c’è un Dio, non è possibile che non apprezzi i miei sentimenti che sono sempre stati puri e la mia rivolta contro la bassezza dell’ora. Per questo, Mamma, credo che ci rivedremo un giorno. Abbraccia papà e le sorelle e a te, Mamma, tutto il mio affetto profondo e immutato. In questo momento mi sento molto vicino a tutti voi e sono certo che non mi condannerete.

Carlo Fecia di Cossato è sepolto a Bologna, al Cimitero monumentale della Certosa. Il 27 maggio 1949, il Presidente della Repubblica, Luigi Einaudi, decretò a Carlo Alberto Fecia di Cossato la Medaglia d’oro al valor militare con questa motivazione:

“Valente e ardito comandante di sommergibile, animato, fin dall’inizio delle ostilità, da decisa volontà di successo, durante la sua quinta missione di guerra in Albania affondava quattro navi mercantili per complessive 20.516 tonnellate ed abbatteva, dopo dura lotta, un quadrimotore avversario. Raggiungeva così un totale di 100.000 tonnellate di naviglio avversario affondato, stabilendo un primato di assoluta eccezione nel campo degli affondamenti effettuati da unità subacquee. Successivamente, comandante di torpediniera, alla data dell’armistizio dava nuova prova di superbo spirito combattivo, attaccando con la sola sua unità sette navi germaniche di armamento prevalente, che affondava a cannonate dopo aspro combattimento, condotto con grande bravura ed estrema determinazione. Esempio fulgidissimo ai posteri di eccezionali virtù di comandante e di combattente e di assoluta dedizione al dovere.”
Oceano Atlantico, 5 novembre 1942 – 1° febbraio 1943; Alto Tirreno, 9 settembre 1943

Marinaio, Uomo d’onore, Carlo Fecia di Cossato è un eroe sconosciuto ai più, uno dei tanti non citati per paura di fare i conti con quella storia che non ha né vinti né vincitori ma Uomini e Donne che hanno creduto nei valori che hanno fatto grande l’Umanità.

Come disse Ezra PoundSe un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono niente, o non vale niente lui”.

A Uomini come lui dobbiamo il nostro futuro anche se oggi sarebbe considerato ancora un personaggio scomodo per la sua rettitudine, trasparenza e dignità. La Marina Militare italiana ne ha onorato la memoria assegnando il suo nome al sommergibile S 519 della classe Nazario Sauro, che fu consegnato alla Marina Militare il 5 novembre 1979. Dopo una lunga attività operativa, il sommergibile fu messo in disarmo il 5 aprile 2005.

Attualmente il S 519 Fecia di Cossato si trova ormeggiato nella Base della Marina Militare della Spezia, ed è previsto che, a seguito di un quanto prossimo restauro conservativo, sarà trasferito a Trieste dove sarà inserito in un nuovo polo museale nel contesto del porto vecchio. 

Bibliografia
Fecia di Cossato, wikipedia
Achille Rastelli, Carlo Fecia di Cossato. L’uomo, il mito e il marinaio, Milano, Mursia, 2001, ISBN 978-88-425-2918-7.
B.P. Boschesi, Il chi è della Seconda Guerra Mondiale, Mondadori Editore, 1975 – Vol. I, pag. 174
Orazio Ferrara, Carlo Fecia di Cossato, in Eserciti nella storia, nº 64, Settembre/ottobre 2011.
Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi, Mondadori, 2002, ISBN 978-88-04-50537-2.
Goly Maioli, Squali d’acciaio, La Spezia, Fratelli Melita Editori, 1988, ISBN 978-88-403-6014-0.
Ulrich Mohr, Atlantis, Milano, Longanesi & C., 1965.

 

PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE

 

 

 

 

print
(Visited 538 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Translate:

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della stessa

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro e la pubblicazione e qualunque altro utilizzo degli articoli e delle immagini pubblicate è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore degli stessi che può essere contattato tramite

infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettetemi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

13 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
marine militari
Materiali
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia Navale
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

I più letti di oggi

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

> Per contatti di collaborazione inviate la vostra richiesta a infoocean4future@gmail.com specificando la vostra area di interesse
Share