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NO PLASTIC AT SEA

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Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti. Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile e che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo a raccoglierle con la speranza che la classe politica al di là delle promesse comprenda realmente l'emergenza che viviamo, ed agisca,speriamo, con maggiore coscienza
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  Address: OCEAN4FUTURE

Reportage: EXPLORO ORDA CAVE 2019 parte I di Andrea Murdock Alpini

Reading Time: 5 minutes

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livello elementare 

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ARGOMENTO: REPORTAGE
PERIODO: ODIERNO
AREA: IMMERSIONI IN GROTTA
parole chiave: Speleologia, immersione in grotta, cave diving, cavern diving, Ordo
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Iniziamo oggi la pubblicazione di reportage relativi ad esplorazioni di cavità sotterranee che, sebbene non sempre marine, hanno un indubbio fascino. Andrea Alpini ci accompagnerà nelle grotte di Ordo in Russia, un dedalo di cavità di gesso allagate che si estendono per oltre 4,8 chilometri. Un’altra peculiarità del sito è la presenza del sifone geologico più lungo nell’ex Unione Sovietica (935 metri). I subacquei che hanno la fortuna di immergersi a Orda possono godere di una visibilità di oltre 50 metri per cui è un luogo ideale per spedizioni fotografiche e video.

31 Gennaio
La partenza
Il meteo in Russia è piuttosto ripetitivo, inutile consultarlo più di tanto, più o meno neve più o meno freddo tutti i giorni. Quando stringi in mano il biglietto aereo capisci che sei più vicino alla partenza, quella vera. Tra poche ore si sentirà il classico sfrigolio delle regolazioni dell’aeromobile prima del rullaggio, poi il fiume Ticino si vedrà dal finestrino tagliare il suo Parco mentre gli occhi del nostro Comandante sono già in direzione delle innevate Alpi. Mosca sarà la tappa di scalo, in attesa del volo interno per Perm cui seguirà un bianco trasferimento verso le Orda Cave. A quel punto i miei occhi vedranno il fiume Kungur, gelato, fermo, placido, e il fiume di casa (Ticino) che mi lega alla compagine svizzera del team sarà solo uno sguardo sul passato.

Fedor Dostoevskij nel 1864 scrisse Memorie dal sottosuolo. Rileggendolo, comparato alla quotidianità, strizza proprio l’occhio alla nostra destinazione. La prima edizione italiana è del 1919, a un secolo di distanza sembra quasi essere una casualità che suona però come un tributo a questa spedizione, la Exploro Orda Cave, che abbiamo realizzato in collaborazione con Giò Sub e Lts. La seconda parte del libro del grande scrittore russo si intitola “A proposito della neve bagnata“; lo scrittore russo, tra le sue pagine, scrive “Io sono solo, e loro invece sono tutti“, un messaggio ambivalente e legante per chi si appresta a visitare la più grande grotta al mondo di gesso.

1 febbraio
Luce bianca, l’arrivo in Russia
L’altoparlante in cabina gracchia le note procedure in caso di emergenza, poi la signorina dalla livrea blu e dal ricamo dorato di falce e martello alato dice ai passeggeri “State seduti mentre si compiono le operazioni di sgelamento dell’aeromobile“, una procedura di ordinaria amministrazione per lo scalo moscovita. La pista di decollo e quelle di atterraggio sono separate da distese rettilinee di coltre grigiastra di neve spesse all’incirca cinquanta centimetri. Un braccio meccanico è arrivato in prossimità dell’ala e ha annebbiato la mia vista con una nuvola densa di schiuma anti congelamento. Le luci in cabina si sono spente. Arrivederci a Perm!

Verso le 8.30 arriviamo a Ordo. Il buio ancora insiste. Abbiamo iniziato subito a montare le attrezzature e verificare che tutto fosse a posto. Alla breve colazione è seguito il perlustramento della nostra zona che é terminato con la discesa alla grotta.
Il silenzio, il bianco candore dei cristalli di ghiaccio e il vento tagliente sul volto. Sullo sfondo il fiume ghiacciato dove qualche sporadico pescatore trivella al gelo per calare la propria lenza. Ora ritorno al mio alloggio; mi dedico al riposo perché tra un paio d’ore ci prepareremo alla prima immersione.

1 febbraio
L’impatto con la spelonca
Quando Italo Calvino scrisse il suo memorabile volumetto, Le Città Invisibili, fece una perifrasi della Via della Seta per raccontare a Kublai Khan la vastità del suo impero e delle mille sfaccettature che caratterizzavano ciascuna città visitata, allora sì ha un esploratore, Marco Polo. Quando si arriva al termine della lettura nella mente del lettore si insinua un dubbio, poi un immagine: che tutto questo peregrinare altro non fosse che la descrizione della città di Venezia?

Il primo spazio in cui si arriva non è una camera: è come essere a Piazza del Campo a Siena. Da subito la prospettiva cambia, la percezione di spazio è unica, ci si sente avvolti e partecipi di ciò in cui si è immersi. Il volume d’acqua è enorme. Le pareti sono bianche, quasi da architettura razionalista anni Trenta. Si possono scegliere diverse vie da percorrere. Ciascuna porta a suggestioni diverse che alternano spazi grandi come cattedrali a passaggi sinuosi e intarsiati nella roccia.

Durante questa prima immersione abbiamo “esplorato” o meglio visitato i primi 500 metri lineari che dal punto di ingresso portano al sistema ramificata occidentale della grotta. Gli spazi che si alternano sono ancestrali, lenti, delicati e spiazzanti per il salto di scala visivo a cui sottopongono costantemente l’occhio del subacqueo. In certi punti le striature verticali della roccia sembrano disegnare delle canne d’organo alle pareti. Non è un azzardo pensare che questo sifone porti con sé una certa ritualità e senso di sacralità scandito dall’architettura stessa della roccia.

Filmavo, concentrato sul taglio fotografico e sulla sequenza che avrei voluto imprimere al carattere del luogo, poi d’improvviso la pressione spaziale a cui mi sono sentito sottoposto è completamente mutata. Avrei potuto essere sotto la cupola di San Pietro a Roma come sotto Agia Sophia a Istanbul tanta era la maestosità del momento. Filmavo, poi per qualche istante ho spento i fari video. Di fronte a me, in lontananza vedevo i tre lumi dell’altro team, dietro di me la tenebra, candida. D’improvviso ho riacceso entrambi i fari puntandoli sulla parete alla mia destra. I cristalli di gesso brillavano, parevano impazzire per via degli elettroni che li avevano appena colpiti. Un istante al fulmicotone, come fosforo incandescente del flash di un reporter d’altri tempi.


fine I parte – continua

Andrea Murdock Alpini 

SPONSOR per EXPLORO ORDA CAVE 2019:
ILLUMINAZIONE: Giò SUB
MUTE e ACCESSORI: LTS
ANALIZZATORE: DE-OX

 

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

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Andrea Mucedola
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