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I relitti che non vedremo mai, la nave da battaglia giapponese Hiei

Reading Time: 7 minuteslivello elementare

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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: OCEANO PACIFICO
parole chiave: Hiei, 1941, Guadalcanal, classe Kongo, Midway, laguna di Truk

 

i potenti cannoni della nave da battaglia giapponese Hiei sul fondo dell’oceano

Esistono relitti che, anche con la nostra migliore volontà, non potremo mai raggiungere con le nostre pinne. Alcuni di essi sono passati alla storia, altri sono solo memorie di un passato doloroso. Il recente ritrovamento della nave da battaglia giapponese Hiei ha riportato alla memoria un evento bellico sanguinoso avvenuto nel 1941 nelle acque di Guadalcanal.

Breve storia
Il Hiei era stato progettato da George Thurston, un famoso architetto navale britannico, secondo dei quattro incrociatori da battaglia classe Kongo della Marina nipponica . Fu costruito nell’arsenale navale Yokosuka nel 1911 e consegnato quattro anni dopo. A quell’epoca il Hiei era una delle navi da battaglia più armate al mondo. Durante la prima guerra mondiale servì nella acque cinesi e venne poi messa in riserva.

Per evitare di dover demolire la nave, ai sensi del Trattato di Washington, la Marina Imperiale Giapponese decise di convertirla in una nave di addestramento demilitarizzata e furono sbarcati nell’ottobre 1929 tutti i suoi cannoni ed otto tubi lanciasiluri. Solo nove delle sue caldaie furono mantenute, di fatto riducendo la sua potenziale massima velocità a 18 nodi. Venne quindi riclassificata come nave di riserva alla fine di novembre del 1929 subendo alcune modifiche. Il 24 aprile 1930, la sua ricostruzione fu interrotta a causa della firma del trattato navale di Londra, che limitò ulteriormente la costruzione e il possesso delle corazzate delle grandi potenze navali.

Nel settembre del 1931, le unità dell’esercito giapponese invasero la provincia cinese della Manciuria e nel dicembre del 1932, questa vecchia signora del mare fu riassegnata allo squadrone di addestramento della Marina giapponese imperiale. I venti di guerra rincominciarono a soffiare quando la Società delle Nazioni stabilì che il Giappone aveva violato la sovranità cinese invadendo la Manciuria. Una tale affermazione non fu accettata dall’Impero del Giappone che si ritirò dalla Società delle Nazioni, abiurando i trattati navali di Washington e di Londra, che avevano posto delle restrizioni sulla costruzione delle navi maggiori della Marina imperiale giapponese.

Hiei, 1936

Dalla fine di maggio del 1933 lo Hiei fu riallestito e fu assegnato come nave dell’Imperatore per le maggiori riviste militari. Nel 1937 fu richiamata in servizio e subì ampie modifiche per essere ritrasformata in nave da guerra. Di fatto il suo riallestimento fu globale; fu ricostruita completamente la sua sovrastruttura, aggiornata la propulsione e furono installate delle catapulte di lancio per gli idrovolanti. La nave fu riclassificata come corazzata veloce di appoggio alle portaerei.

esercitazioni di tiro, 1936

Alla vigilia dell’attacco a Pearl Harbour, che causò l’entrata in guerra degli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale, la nave da battaglia salpò con la flotta del vice ammiraglio Chuichi Nagumo, scortando le sei ondate aeree che attaccarono la base statunitense alle Haway, in quel fatidico 7 dicembre 1941. Come parte della Terza Divisione Battleship, nel 1942 Hiei partecipò a molte azioni della Marina Imperiale Giapponese, fornendo supporto per l’invasione delle Indie Orientali Olandesi (Indonesia). Nel marzo 1942 attaccò navi ed installazioni navali nello Sri Lanka e partecipò al raid nell’Oceano Indiano dell’aprile 1942.

Durante la Battaglia di Midway, lo Hiei faceva parte della Forza d’invasione dell’ammiraglio Nobutake Kondō, prima di essere riassegnato alle Isole Salomone. Ma questa fu la sua ultima missione. Gravemente danneggiata dal fuoco delle unità statunitensi al largo di Guadalcanal fu nuovamente attaccata dai bombardieri statunitensi e dovette essere abbandonata prima del suo tragico affondamento.

Ma raccontiamo ora le sue ultime ore

la battaglia

L’ultima battaglia
Il 10 novembre 1942, lo Hiei lasciò la laguna di Truk con altre unità giapponesi al comando del contrammiraglio Hiroaki Abe per attaccare gli avamposti  statunitensi vicino a Henderson Field in previsione dell’arrivo di un importante convoglio da sbarco di truppe giapponesi. Durante il trasferimento la forza nipponica fu avvistata da aerei da ricognizione e venne inviata dalla US Navy una forza composta da due incrociatori pesanti, tre incrociatori leggeri e otto cacciatorpediniere al comando del contrammiraglio Daniel J. Callaghan per intercettarla.

Alle 13.24 del 13 novembre, la forza giapponese fu scoperta a 14 miglia dall’incrociatore leggero USS Helena. Poiché Abe non aveva previsto uno scontro navale, i cannoni principali delle sue navi erano stati caricati con proiettili esplosivi per bombardare le fortificazioni di Henderson Field. La flotta giapponese non fu quindi in grado di rispondere immediatamente, dovendo ricaricare tutti i cannoni con munizionamento perforante. 

le grandi eliche della nave da battaglia

Nello  scontro, la Hiei fu colpita da un proiettile della USS San Francisco ed incominciò ad avere gravi problemi di governo al punto di dover essere rimorchiata. Per le successive 24 ore, fu attaccata con siluri e bombe sganciate dai bombardieri americani B-17. Ormai compromessa ed in principio di affondare, il Comandante ordinò l’abbandono nave. In serata lo Hiei affondò, portando con se 188 dei membri del suo equipaggio.

Il ritrovamento
Dopo la guerra la nave fu ricercata a lungo ma il suo ritrovamento non fu facile. Essendo stata rimorchiata dalle altre unità giapponesi si era allontanata dal sito della battaglia. Nel febbraio 2019 dei ricercatori statunitensi hanno scoperto il relitto della gloriosa nave da guerra della Marina giapponese al largo delle Isole Salomone.

Il relitto dello Hiei è stato scoperto dalla Vulcan Inc., una società filantropica di Seattle fondata nel 1986 da Paul Allen, il fondatore comune di Microsoft Corp.. Il relitto è stato ritrovato ad una profondità di 3200 piedi, circa 900 metri. In precedenza il team della Vulcan aveva mappato nel gennaio 2015 ben 380 miglia quadrate di fondale nell’area di Iron bottom Sound, identificando molti dei relitti, sette campi di detriti e diverse possibili posizioni di resti di aerei. Dei ventinove relitti individuati, sei sono stati identificati positivamente e confermati come USS Astoria, Quincy, Vincennes, Northampton, Atlanta e HMAS Canberra. Undici relitti sono stati identificati “provvisoriamente” come l’USS Walke, i cacciatorpediniere giapponesi Ayanami, Yūdachi, Fubuki, USS Laffey, USS Monssen, USS Barton, USS Cushing, USS Little, USS De Haven e USS Preston. La loro scoperta, ottenuta mediante immagini sonar ad alta risoluzione, è stata correlata con le misurazioni stimate della nave e i record storici. Comunque per la loro identificazione dovranno essere effettuate delle riprese video con i  sofisticati AUV di bordo.

sul ponte della nave di ricerca si vede il REMUS 6000 impiegato per le esplorazioni subacquee

Il 6 febbraio 2019 la nave Petrel ha annunciato la scoperta della nave da battaglia Hiei a circa 900 metri di profondità (3,000 piedi) a nord ovest dell’isola di Savo, nelle Salomone. Lo Hiei è la quarta nave da battaglia ritrovata dal Petrel dopo il Musashi (marzo 2015) e le unità  navali Fusō e Yamashiro, ritrovate nel novembre del 2017. Lo Hiei si trova nei pressi (circa 5 miglia) di un’altra nave della stessa classe (Kongō) il Kirishima, che era stato scoperto in una missione precedente.

lo scafo della Hiei, ancora si notano gli oblò

Grazie ad uno dei suoi modernissimi mezzi subacquei (REMUS 6000) è stato esplorato il relitto, scoprendo i possenti cannoni da sei pollici che sporgono ancora dal campo dei detriti tra casse di proiettili antiaerei. Lungo le paratie del relitto si scorgono gli oblò che gradualmente vengono inghiottiti dalla ruggine invadente, quasi la natura volesse far scomparire le tracce di tanto dolore.

dalle analisi delle immagini sonar raccolte tramite i veicoli autonomi è stato possibile scoprire molti dettagli del relitto

Le immagini registrate dai REMUS mostrano una grande frattura nello scafo che fu provocata dalle esplosioni di quella ultima battaglia contro le navi da guerra e gli aerei della Marina statunitense. Le immagini sembrano suggerire che sia mancante almeno un terzo dello scafo, suggerendo che un’esplosione all’interno della nave potrebbe aver sigillato il suo destino. Ma la ricerca continua ed è notizia del 12 febbraio 2019 la localizzazione del relitto di una altra grande signora del mare, la portaerei USS Hornet, che giace ad una profondità di oltre 17.700 piedi (5.400 m) sempre al largo delle Isole Salomone. Ma di questo relitto parleremo in un prossimo articolo.

 

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