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L’immersione a tavolino: come pianificare le immersioni con decompressione – parte quarta

Reading Time: 4 minutes

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livello medio
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ARGOMENTO: SUBACQUEA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: Pianificazione immersioni, Luca Cicali, Oltre la curva

Pianificare immersioni con decompressione
Eccoci arrivati alla pianificazione di una immersione con decompressione. Ipotizziamo di utilizzare allo scopo il computer subacqueo in modalità simulatore, che risulta disponibile nella stragrande maggioranza dei moderni computer subacquei. Come già argomentato, questa modalità ci consente una perfetta sovrapponibilità tra il piano di immersione generato e il profilo di risalita che il computer ci chiederà di rispettare durante l’immersione, se condotta in accordo a tale piano. In tale modalità, inoltre, il profilo di immersione terrà anche conto della configurazione del computer adottata, (livello di conservatività, opzioni sulle tappe profonde, velocità di discesa e salita, etc.

Mentre l’immersione entro curva si svolge secondo modalità operative ben delimitate, una volta oltrepassato il limite di non decompressione ci troviamo di fronte a praterie piuttosto vaste. Fondamentale quindi fissare nuovi limiti personali, valutando quale grado di libertà concedere ai parametri che riguardano la nostra immersione, in base al nostro stato di preparazione, livello di brevetto, limite di profondità relativo alla miscela adottata, riprendendo e completando quanto anticipato nei precedenti articoli. Ipotizziamo in questo caso di pianificare una immersione quadra entro 50 metri di profondità, non ripetitiva, nella quale respiriamo aria per l’intera immersione, utilizzando bombole di volume complessivo massimo di 24 litri, (un bi-bombola 12 + 12), il che limita indirettamente l’estensione del tempo di fondo.

Step by step
Cominciamo ricordando la sequenza delle attività da eseguire per realizzare la pianificazione di immersione:

  • Fissare i parametri principali, ovvero la massima profondità ed il tempo di fondo, in funzione delle esigenze dell’immersione, del proprio grado di preparazione e brevetto, e nel rispetto dei parametri di sicurezza per ciò che riguarda tossicità dell’ossigeno e narcosi;
  • Verificare l’impostazione che il nostro computer (o software decompressivo) adotta per tutti gli altri parametri, cioè velocità di risalita, presenza di tappe profonde, esecuzione della tappa di sicurezza, conservatività, etc, confermando e se necessario modificando ove necessario e possibile queste impostazioni;
  • Avviare il simulatore e generare il profilo di immersione, da riportare su un grafico profondità-tempo nel quale siano incluse la fase di fondo e tutte le tappe di risalita calcolate dal simulatore in base alla per la profondità massima e il tempo di fondo stabiliti;
  • Compilare il piano di immersione in forma tabellare, calcolando per ogni fase dell’immersione un set di parametri prestabiliti, utili alla valutazione quantitativa del profilo;
  • Determinare il volume complessivo di gas respiratorio necessario sulla base del profilo ottenuto, ed aggiungere a tale volume una extra secondo uno specifico criterio di sicurezza;
  • Calcolare numero e capacità delle bombole necessarie per contenere tale volume finale. Se la capacità totale delle bombole necessaria eccede i limiti che ci siamo dati, l’immersione va riprogrammata con profondità massima o tempo di fondo più contenuti;
  • Verificare che i limiti di tossicità per l’ossigeno (%CNS) o tossicità polmonare (OTU) non siano mai ecceduti durante ogni fase dell’immersione, altrimenti riprogrammarla.

Esaminiamo ora queste fasi

FASE 1: PARAMETRI PRIMARI
Iniziamo la pianificazione stabilendo la profondità massima, (PMAX), e il tempo di permanenza a tale profondità, (BT). Questa scelta fondamentale deve essere ben motivata. Non ha senso infatti arrivare alla profondità limite sempre e comunque, affrontando i maggiori rischi che questo comporta sempre rispetto alla scelta di profondità inferiori. Ci vuole necessariamente un obiettivo specifico che richieda di raggiungere una certa profondità, essenziale per raggiungere, assieme al tempo di fondo stabilito, l’obiettivo che ci prefissiamo.

FASE 2: PARAMETRI SECONDARI
Passiamo a controllare i settaggi del simulatore, per garantirci che siano conformi a quanto desideriamo, in particolare il livello di conservatività. Se non li riteniamo soddisfacenti dovremo modificarli al fine di generare il profilo che riteniamo più sicuro. Consultando il manuale, possiamo rilevare quale velocità di discesa e di risalita il simulatore prevede per il calcolo il profilo, e che dovremo quindi applicare in immersione. Se è possibile abilitare o disabilitare l’inserimento di tappe profonde faremo anche questa scelta.

FASE 3: GENERARE IL PROFILO DI IMMERSIONE
Stabiliti e controllati tutti i parametri dell’immersione, avviamo il simulatore. Saranno visualizzate, per la profondità e il tempo di fondo scelti, quota e durata di tutte le tappe del profilo di risalita, incluse eventuali tappe profonde e di sicurezza. Questo ci consente di tracciare un semplice grafico schematico, con un asse tempo orizzontale e un asse profondità verticale, simile a quello rappresentato in figura, nella quale è riportato a titolo di esempio il profilo completo di una immersione con una deep stop e tre tappe decompressive.

 

Tuttavia, il grafico ha andamento del tutto simile per qualunque profilo decompressivo, ed è organizzato come una serie di segmenti orizzontali, che rappresentano la fase di fondo oppure soste di durata predeterminata a profondità  costante, intervallati da segmenti obliqui che rappresentano fasi di risalita a velocità costante, sino al raggiungimento della superficie.

Se utilizziamo un programma decompressivo, il profilo sarà generato direttamente sullo schermo del computer. Se invece usiamo tabelle oppure il simulatore del computer subacqueo da polso, come nel caso che stiamo ipotizzando, potremo abbozzare il grafico su un foglio. Non è una pratica indispensabile, ma certamente molto utile per guadagnare esperienza nella pianificazione. Restate con noi .. nel prossimo articolo completeremo l’argomento.

fine parte IV – continua

Luca Cicali

 

 

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