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La circolazione oceanica di Andrea Mucedola


livello elementare
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ARGOMENTO: OCEANOGRAFIA

PERIODO: ODIERNO
AREA: OCEANI
parole chiave: circolazione oceanica

 

 

L’Oceano ed il clima
La circolazione oceanica è un regolatore chiave del clima del nostro pianeta immagazzinando e trasportando calore, carbonio, nutrienti e acqua dolce in tutto il mondo. Sono meccanismi complessi e delicati che come vedremo interagiscono tra loro permettendo la vita sul nostro pianeta. Abbiamo parlato delle correnti marine ed abbiamo visto che vengono generate in superficie principalmente dagli effetti del vento e in profondità dalle diverse densità delle masse d’acqua. La circolazione superficiale, generata dal vento, è di gran lunga la più dinamica creando zone di convergenza o di divergenza delle correnti oceaniche nel punto in cui si incontrano. La divergenza delle correnti può creare la risalita di acque interne verso  la superficie e la discesa di acque superficiali verso le acque interne. Quella profonda, non meno importante, viene in gran parte determinata dalla densità dell’acqua che è funzione della temperatura e salinità della stessa. Agisce sull’oceano nel suo insieme ed ha una grande influenza sulle proprietà abissali.

La circolazione su larga scala è relativamente stabile in tempi lunghi ma i meccanismi e la loro variabilità spaziale sono ancora poco conosciuti. La circolazione oceanica è molto sensibile all’afflusso globale di acqua dolce che potrebbe essere descritto come la differenza tra la variazione dei rapporti di elementi che aumentano la salinità (evaporazione e formazione dei ghiacci) e di quelli che invece la diminuiscono (piogge, afflussi di acque in mare). Conoscere  e monitorare le correnti e quindi fondamentale per poter comprendere l’evoluzione del clima. Il riscaldamento globale che stiamo subendo porterà ad una variazione della salinità dei mari (per la fusione dei ghiaccio nei poli), diminuendo la densità dell’acqua superficiale negli oceani artici ed antartici. Questo potrebbe, il condizionale è d’obbligo, limitare il downwelling delle acque superficiali, rallentando la circolazione globale. Questo comporterebbe un minore assorbimento di carbonio e calore da parte dell’oceano e quindi maggiori tassi di CO2 in atmosfera, con relativo aumento delle temperature. 

Analizziamo ora il ciclo delle correnti degli Oceani:

l’autostrada delle correnti oceaniche

Oceano Atlantico
Nell’oceano Atlantico, i venti alisei danno luogo ad un sistema di correnti equatoriali che interessano l’oceano fino a 50 gradi di latitudine. Vi si ritrovano due correnti, da Est verso Ovest, che sono separate da una debole controcorrente equatoriale da Ovest verso Est. La prima corrente è la  Nord Equatoriale equatoriale, che ha origine a nord di Capo Verde e si dirige poi verso occidente ad una velocità di circa 0,7 nodi. Questa corrente, in corrispondenza della penisola messicana dello Yucatan si biforca in due rami. Il primo genera la corrente delle Antille (verso est) mentre il secondo penetra nel golfo del Messico.  Le due correnti si riuniscono nello stretto di Florida e costituiscono il ramo più importante della nota corrente del Golfo, un importante corso di acqua salta e calda, largo 50 miglia che viaggia ad una velocità di oltre 3 nodi. Viaggiando verso Nord si allargherà ed incontrerà acque meno salate e più fredde lungo le coste nord americane, contribuendo significativamente al clima locale. Nel suo viaggio verso l’Europa, alimentata dai venti occidentali assume il nome di corrente del Nord Atlantico.



La corrente Sud Equatoriale dell’Atlantico nasce nei pressi delle coste africane a sud del golfo di Guinea e si muove anch’essa verso occidente. La corrente iniziale si divide poi in due rami, la corrente del Brasile ed un’altra che va a congiungersi poi con la nord equatoriale verso NW; la corrente del Brasile si incontra con quella delle Falkland  ed origina la corrente del sud atlantico che raggiunge le coste africane. In prossimità del Cabo di Buona speranza si mescola con la corrente Agulhas proveniente dall’Oceano Indiano. Il loro incontro da origine alla corrente del Benguela che scorre nuovamente verso Nord fino al Golfo di Guinea. Entrambe nel loro viaggio influenzano il clima del pianeta.

 

Oceano Pacifico
Il sistema delle correnti dominanti nell’Oceano Pacifico è molto simile a quello atlantico, con due correnti, la Nord Equatoriale nell’emisfero settentrionale che ruota in senso orario, e la Sudequatoriale, nell’emisfero meridionale che ruota in senso antiorario. La prima, che scorre tra gli 8 ed i 20 gradi Nord con una velocità di circa 2 nodi, assume il nome di Kuroshio, corrispondente sotto un certo aspetto alla corrente del Golfo dell’Atlantico. La corrente Sud  Equatoriale corre verso Ovest fra  4 N e 20 S con una velocità media di un nodo. Anch’essa nel suo lungo viaggio si suddivide in molti rami creando importanti correnti come quella di Humboldt.

Oceano Indiano
Spinte dagli Alisei, le acque dell’Indiano si spostano verso le coste australiane occidentali dando origine alla Corrente Equatoriale che, dirigendosi verso Ovest, giunta vicino al Madagascar si suddivide in tre rami: la corrente del Madagascar, la corrente del Mozambico e la corrente del Somali. Vi incontriamo anche la corrente Agulhas che, scorrendo lungo le coste orientali africane verso sud in parte raggiungerà l’Atlantico.

 


Oceano Artico e Antartico 

La corrente del Labrador


Non ultime vanno menzionate le correnti degli oceani Artico ed Antartico che creano correnti di diversa entità alimentate dalle correnti provenienti dall’oceano Atlantico e dal Pacifico. Nell’emisfero settentrionale la corrente artica più interessante è quella del Labrador che scorre dal sud del mare Glaciale Artico, lungo la costa omonima, passando nei pressi di Terranova, proseguendo verso sud lungo la costa orientale della Nuova Scozia. Di fatto è la continuazione di altre due correnti artiche: la corrente della Groenlandia occidentale e la corrente dell’isola di Baffin. Un ramo di questa gelida corrente, forse la più fredda degli oceani, entra nel golfo di San Lorenzo attraverso lo stretto di Belle Isle. La sua influenza sul clima e sulla biologia è notevole. 

 


Nell’emisfero meridionale abbiamo la corrente circumpolare antartica (Antarctic Circumpolar Current, ACC), la principale corrente dell’oceano meridionale e l’unica che circola intorno all’intero globo. La ACC ruota in senso orario intorno all’Antartide attraversando le parti meridionali dell’oceano Atlantico, Pacifico e Indiano. Ha un flusso relativamente lento ma muove la maggior massa d’acqua del pianeta raggiungendo profondità comprese fra i 2000 ed i 4000 metri ed una larghezza di circa 2000 chilometri. La corrente, alimentata da fortissimi venti provenienti da occidente, in passato era anche nota come la West Wind Drift.

Per oggi ci fermiamo qui .. ma c’è ancora molto da dire. Ci torneremo in un prossimo articolo.

 

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