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Le fregate, breve storia di un vascello di successo – parte I di Andrea Mucedola e Fernando Cerutti

livello elementare

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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XV SECOLO – ODIERNO
AREA: EUROPA E RESTO DEL MONDO
parole chiave: fregate

Triton, quadro dipinto dal vice-ammiraglio James Gambier. Lord Gambier fu un Lord dell’Ammiragliato nel 1797 ma anche il progettista della fregata di quinta classe Triton, nave  a 32 cannoni costruita a Deptford nel 1796 con legni di abete piuttosto che di quercia.

Iniziamo oggi la breve storia di un tipo di nave, la fregata, che ha solcato e continua a solcare i mari di tutto il mondo con immutato successo dalla sua prima apparizione. Sebbene il termine sia stato a volte abbandonato, utilizzando altre terminologie, queste navi, veloci e manovriere, rappresentano sempre un elemento insostituibile nelle operazioni navali collocandosi tra le meno armate corvette ed i caccia-torpedinieri. 

galeazza, 1351

Il termine “fregata” nacque nel Mediterraneo alla fine del XV secolo, facendo riferimento a un tipo di nave galeazza più leggero, a remi e vele armato con armi leggere. Esse erano state sviluppate al fine di migliorare la velocità e manovrabilità in battaglia. L’origine del termine è sconosciuta; alcuni pensano sia una corruzione di aphractus, parola latina per “una nave aperta” ovvero senza un ponte inferiore. Nel caso è curioso notare che aphractus deriva dal greco aphraktos naus, ovvero “nave indifesa“, un termine che, come vedremo, fu smentito nei secoli a venire.

Iniziamo la sua lunga storia nel XVI secolo ovvero nel 1583, durante la guerra degli ottant’anni quando la Spagna asburgica conquistò i Paesi Bassi meridionali dai ribelli olandesi. I porti occupati vennero presto utilizzati come basi per i corsari (privateers) Dunkirker, per attaccare il trasporto degli olandesi e dei loro alleati. 

Witte de With’s Action dei corsari  Dunkirkers fuori Nieuwpoort, 1640

Per raggiungere questo obiettivo, furono sviluppate delle navi a vela, piccole e maneggevoli, che furono indicate come fregate. Il successo di queste navi influenzò il design navale anche nelle altre marine e ben presto il termine fu applicato ad unità navali minori non esclusivamente impiegate per ruoli militari.

Nel XVII secolo, questo termine fu usato per ogni nave da guerra, veloce e manovriera, che trasportavano le loro batterie principali su un singolo ponte o su due ponti. Ciononostante il termine era generalmente usato per navi troppo piccole per stare sulla linea di battaglia. La flotta della Repubblica Olandese fu la prima marina a costruire delle fregate oceaniche da impiegarsi contro la Spagna, per proteggere le navi mercantili olandesi in mare e per bloccare i porti delle Fiandre in mano agli Spagnoli. Questo compito richiedeva armamenti decisamente pesanti, necessari per combattere la potente flotta spagnola, imbarcati però su navi veloci e manovriere. La prima di queste fregate da battaglia fu costruita intorno al 1600 a Hoorn in Olanda. Nelle ultime fasi della Guerra degli Ottant’anni la marina olandese aveva cambiato interamente il suo naviglio, abbandonando i più pesanti vascelli, in uso nella marina inglese e in quella spagnola, optando per fregate più leggeri, con 40 cannoni e un dislocamento di circa 300 tonnellate.

The Royal Prince e altre navi del Four Days Fight, 11-14 giugno 1666, in una battaglia della Seconda Guerra Anglo-Olandese. In primo piano la HMS Swiftsure con la HMS Berkeley che affonda. Sulla destra, il Royal Prince con l’Ammiraglio Ayscue si arrende facendo del fumo bianco; de Ruyter sullo Zeven Provinciën accetta. Tra l’HMS Royal Charles può essere identificato dal suo albero rotto. quadro di Abraham Storck

L’efficacia delle fregate olandese si dimostrò nella Battaglia delle Dune nel 1639, risultato che incoraggiò la maggior parte delle marine del tempo, in particolare la Royal Navy inglese, ad adottare questo tipo di architettura. Di fatto, nel 1650, le flotte del Commonwealth d’Inghilterra erano costituite da navi descritte generalmente come “fregate”,  ma di diverso tipo e grandezza. La più grande aveva due ponti e veniva talvolta definita Grande Fregata. Dotate di 60 cannoni, queste navi erano le navi di maggiore capacità bellica di quel tempo. La maggior parte delle fregate erano usate come “incrociatori”: navi veloci indipendenti che incrociavano le rotte per intercettare il naviglio avversario. L’architettura di quelle navi era caratterizzata da un disegno dello scafo slanciato per favorire la velocità ed influenzò la tattica navale dei secoli successivi.

HMS Charles Galley
Una modifica interessante avvenne con la HMS Charles Galley, una fregata di quinta classe costruita nel 1676 con 32 cannoni, vele e una serie di 40 remi posti al di sotto del ponte superiore da impiegarsi nel caso di assenza di vento.

la HMS Charles Galley quadro di W. V. Velde 1677

La classificazione della Royal Navy, nella metà del XVIII secolo, definiva “fregata” come navi ad un solo ponte inserite nella quinta classe; per completezza piccole fregate con 28 cannoni erano inserite nella sesta classe.


Arriviamo al XVIII secolo, quando vennero dotate di vele quadre su tutti i tre alberi ed usate per compiti di pattugliamento e scorta. Nella definizione adottata dalla Ammiragliato britannico, esse dovevano possedere almeno 28 cannoni disposti sul ponte di coperta – il ponte superiore. Questo le differenziava dalle navi della linea che possedevano due o più ponti per le batterie di cannoni.

modello fregata francese XVIII secolo

La classica fregata a vela, che ebbe un ruolo importante nelle guerre napoleoniche, può essere fatta risalire ai Francesi verso la fine del XVIII secolo. Queste navi a vela quadra trasportavano tutti i loro cannoni sul ponte di coperta, mentre il ponte dei cannoni, posto sotto la linea di galleggiamento, era usato per accomodare l’equipaggio.

Un totale di cinquantanove fregate a vela francesi furono costruite tra il 1777 e il 1790, con un design standard; mediamente avevano una lunghezza dello scafo di 41 metri, un pescaggio di circa 4,0 metri ed una velocità fino a 14 nodi, significativamente maggiore rispetto alle navi precedenti.

la fregata francese Clorinde, sorella gemella della Médée che fu in seguito catturata dagli inglesi e ribattezzata HMS Aurore

Esse si dimostrarono impiegabili in combattimento anche con il mare agitato, chiudendo i boccaporti del ponte inferiore. Come spesso accade nella storia (iniziarono i Romani catturando una nave cartaginese arenatasi in Sicilia) la Royal Navy britannica catturò alcune fregate francesi durante la guerra di successione austriaca (1740-1748). Gli Inglesi ne costruirono poi di simili, adattandole alle loro esigenze. Queste navi  furono inizialmente dotate di 28 cannoni, suddivisi in 24 sul ponte di coperta e quattro piccoli cannoni sul castello. Quest’ultimo, chiamato a volte cassero di prora, era una struttura sopraelevata rispetto al ponte di coperta che si estendeva parzialmente per la lunghezza della nave, ma totalmente per la larghezza della stessa (ovvero tra murata e murata).

Colgo l’occasione per chiarire la differenza tra ponte e tuga; nel primo caso la lunghezza si estende per tutta la lunghezza della nave tra murata e murata, in caso diverso la sovrastruttura viene chiamata tuga.

Ben presto vennero costruite navi di quinta classe con 32 o 36 cannoni, con 26 da 22 libbre disposti su un ponte superiore ed i restanti 6 o 10 cannoni (più piccoli) disposti sul castello di prua. Da circa il 1778, una grande fregata “pesante” fu sviluppata con una batteria principale di ventisei o ventotto cannoni da 18 libbre e sempre con i restanti dieci cannoni piccoli a prua.

la Résolue era una fregata da 32 cannoni della classe Iphigénie della Marina francese. Gli inglesi la catturarono due volte, una volta nel novembre 1791 in tempo di pace, e di nuovo nel 1798.

Sia le fregate britanniche che quelle americane erano dotate anche di cannoni minori posti sulle tughe. Tecnicamente, all’epoca le navi con meno di 28 cannoni non potevano essere classificate come fregate ma come “post ships“; la differenza con le altre navi minori era che il comandante doveva essere un Captain (capitano di vascello) e non un Tenente di Vascello (Lieutenant) come nelle navi minori. Curiosamente il grado capitano di fregata (Commander) doveva ancora nascere.

HMS Perseverance

Le fregate della Royal Navy del tardo XVIII secolo comprendevano la classe Perseverance, del 1780, che dislocava circa 900 tonnellate e portava 36 cannoni; questa classe fece da battistrada per la costruzione di molte altre classi da 1.000 tonnellate con 38 cannoni. Nel 1797, la Marina degli Stati Uniti possedeva tre navi, designate fregate, che vennero chiamate super fregate. Esse portavano cinquantasei a sessanta cannoni lunghi da 24 libbre, 32 libbre o 42 libbre, carrati e disposti su due ponti. Queste navi erano così ben armate che erano spesso considerate navi di prima linea.

USS Constitution, detta “Old Ironsides”, una fregata pesante a tre alberi, in legno, della United States Navy, è la più vecchia nave al mondo ancora galleggiante. La Constitution, progettata da Joshua Humphreys,  fu una delle 6 fregate previste dal Naval Act del 1794, di dimensioni più grandi e meglio armate delle fregate standard dell’epoca. 

La USS Constitution, restaurata e conservata come nave museo dalla US Navy, è la più antica nave da guerra ancora in mare e rappresenta un esempio di fregata velica del XVIII secolo. Lo scafo in legno di quercia era stato progettato in modo che tutto il peso dei cannoni fosse caricato sulla chiglia stessa. Il metodo costruttivo consisteva nell’usare cavalieri diagonali, otto su ciascun lato posti ad un angolo di 45 gradi. Il fasciame era composto da tavole di quercia larghe circa 61 cm spesse 30, per ridurre la flessibilità e minimizzare gli effetti dell’impatto dei colpi ricevuti. Venne realizzata una struttura a tre strati in cui le tavole, poste lungo i lati dello scafo, furono disposte orizzontalmente attraverso i telai, creando un motivo a scacchiera. Questa costruzione rinforzata fece guadagnare alla USS Constitution il soprannome di “Old Ironsides”.

fregata francese Sibylle

Nell’epoca velica le fregate operavano, a differenza delle navi maggiori, in maniera isolata intraprendendo  missioni commerciali, diplomatiche e pattugliamenti attorno al mondo. Quando coinvolte in battaglia combattevano singolarmente ma solo contro le altre fregate, evitando le navi maggiori. D’altro lato non era visto bene il Comandante di una nave maggiore che sparava su di una fregata in una lotta impari.

Venivano anche impiegate come navi ripetitrici di ordini. Nel fumo e nella confusione della battaglia, i segnali fatti dal Comandante della flotta, potevano essere ignorati dalle altre navi della flotta per cui le fregate erano poste a sopravvento o sottovento rispetto alla linea principale della battaglia, e mantenevano una linea di vista libera da ostacoli per poter osservare e rilanciare gli ordini della nave Ammiraglia. I segnali dalla nave Ammiraglia erano così ripetuti dalle fregate al resto delle navi amiche della flotta. Per i giovani ufficiali della Royal Navy, imbarcare su una fregata era un incarico ambito. Le fregate erano spesso coinvolte in azione, il che significava una maggiore possibilità di gloria, promozione e premi in denaro.

USS Potomac

Esse potevano anche trasportare marines per abbordare le navi nemiche o per le operazioni a terra; nel 1832, la fregata USS Potomac sbarcò un gruppo di 282 marinai e marines a terra nella prima spedizione di Sumatra della Marina degli Stati Uniti.

Fregata Ettore Fieramosca, proveniente dalla marina napoletana era uno scafo a due alberi a vele quadre. Sino al 1863 l’unità era classificata Fregata di II° Rango. Nel 1878 venne rimodernata e l’armamento venne variato in 2 pezzi da 160 mm, 2 pezzi da 120 mm, un pezzo da 75 mm. e un pezzo da 80 mm.

Già prima dell’unità d’Italia si erano viste diverse “fregate” utilizzate dalle differenti marinerie italiche, in particolare della Marina partenopea che nei cantieri di Castellamare di Stabia (dove fu costruito il primo battello a vapore del Mediterraneo) vararono nel 1827 per la Real Marina delle Due Sicilie la fregata Isabella da 44 cannoni e, nel 1834, le fregate Partenope, con 50 cannoni, e Urania armata con 46 pezzi. Altre fregate degne di menzione furono fatte realizzare dall’ammiraglio Giorgio Andrea Agnes Des Geneys per aprire nuove rotte commerciali e mostrare la potenza della Regia Marina Sarda/span>. Nel 1834, a bordo di una fregata che portava il suo stesso nome, l’ammiraglio si recò fino a Rio de Janeiro e nel 1836 la fregata Euridice si recò a Montevideo.  L’8 settembre 1838 salpò da Genova la pirofregata Regina nel tentativo di circumnavigare il globo. Le fregate rimasero un elemento cruciale delle flotte fino alla metà del XIX secolo. 

Regia nave Euridice

Curiosamente le prime navi corazzate furono classificate come “fregate” a causa del numero di armi che trasportavano. Dal 1859, l’armatura fu aggiunta alle corazzate ed il peso aggiuntivo ne limitò il numero di cannoni, in pratica erano tecnicamente fregate, anche se erano più potenti delle navi esistenti.  Grazie all’imporsi dei motori a vapore e la propulsione ad elica, le fregate poterono aumentare la loro corazzatura passando così ad un ibrido denominato pirofregata che poteva muoversi sia a vela che a motore. La frase “fregata corazzata” rimase in uso per qualche tempo per indicare quel tipo di navi.  Tuttavia, la terminologia cambiò quando dal legno e vela si passò al ferro e vapore, ed il ruolo delle fregate fu assunto dagli incrociatori.

Dopo il 1875, il termine “fregata” cadde in disuso. Le navi corazzate furono designate “corazzate“,”incrociatori corazzati” e “incrociatori pesanti“, provvisti di un solo ponte corazzato, e le navi non corazzate, comprese fregate e sloop, furono classificati “incrociatori non protetti“. Torneremo presto sulla loro evoluzione.

 

fine I parte

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