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Miti e curiosità sui cavallucci marini di Andrea Mucedola

Reading Time: 12 minutes

livello elementare
.

ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINA
PERIODO: na
AREA: OVUNQUE
parole chiave: cavallucci marini, Hippocampus

 

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Cavalluccio marino
è il nome dato a cinquantaquattro specie di piccoli pesci marini del genere Ippocampo, una parola antica che viene dal greco hippos (ἵππος) che significa “cavallo” e kampos (κάμπος per “mostro marino”) da cui “cavallo marino“. Vivendo in acque basse, questi simpatici pesci sono noti sin dalla antichità ed hanno sempre destato molta curiosità per la loro buffa forma. Nella mitologia classica gli ippocampi figurano nel corteo del dio del mare, Nettuno e Poseidone, insieme ai tritoni ed ai draghi acquatici.

TarentumVenivamo rappresentati su decorazioni di case e di templi ma anche sulle monete. Curiosamente sono raffigurati come cavalli fino alla plancia seguiti da una coda di pesce. A volte essi presentavano zoccoli equini, come nella moneta di Taranto a lato, oppure delle pinne a forma di alette, molto simili a quelle pettorali usate dall’animale per spostarsi. Al posto della criniera veniva raffigurata una cresta o delle alghe molto simile alla corona ossea.

Biologia
I cavallucci marini si trovano principalmente in acque poco profonde e temperate in tutto il mondo, e vivono in aree protette come le praterie di alghe, gli estuari, le barriere coralline e le mangrovie.
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Quattro di queste specie si trovano nelle acque dell’oceano Pacifico dall’America del Nord all’America meridionale. Tre specie di cavallucci marini sono endemici nel Mar Mediterraneo: Hippocampus guttulatus (cavalluccio camuso), Hippocampus hippocampus (cavalluccio corto) e Hippocampus fuscus (pony di mare).

Queste specie hanno un territorio dove i maschi gestiscono un metro quadro di habitat con numerose femmine. I cavallucci marini hanno dimensioni variabili tra 1,5 fino a 35,5 cm. Anche se sono pesci ossei non hanno scaglie ma una corazza con spigoli disposti in anelli attraverso i loro corpi. Ogni specie ha un numero distinto di anelli.  Hanno lunghe bocche che usano per succhiare il cibo ed i loro occhi possono muoversi indipendentemente l’uno dall’altro come quelli dei camaleonti. Caratteristici sono gli spigoli sopraoculari ed una corona ossea intorno alla testa. In molte specie la struttura della corazza ossea accentua il già elevato mimetismo della colorazione.

Non possiedono una vera e propria pinna caudale, in realtà essa è diventata un prolungamento del corpo, è mobile e prensile e viene usata come arto e come sostegno. Durante il nuoto spesso è arrotolata su sé stessa. Un’altra caratteristica dei  cavallucci marini è che nuotano in posizione verticale usando solo la pinna dorsale. Le alette pettorali situate su entrambi i lati della testa vengono utilizzate per spostarsi. La loro coda prensile può essere usata per attaccarsi a rami e strutture biologiche.

Curiosità
Il cavalluccio più … lento è l’Hippocampus  zosterae, detto cavalluccio nano, con una velocità massima di circa un metro all’ora. La livrea e le dimensioni variano da specie a specie.

Evoluzione e fossili

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Prove anatomiche, sostenute da prove molecolari, fisiche e genetiche, dimostrano che i cavallucci marini sono parenti dei pesci pipa, anche loro Syngnathidae, che si sono modificati nell’evoluzione. I fossili più conosciuti e meglio studiati sono quelli del Hippocampus guttulatus (con il sinonimo di H. ramulosus), ritrovati nella Formazione del Fiume Marecchia di Rimini, Italia, risalente al Pliocene inferiore e risalenti a circa 3 milioni di anni fa. I più antichi fossili del mare sono due specie l’Hippocampus sarmaticus e l’Hippocampus slovenicus dalle colline di Tunjice, risalente al Miocene in Slovenia, circa tredici milioni di anni. La datazione molecolare trova che i pesci pipa ed i cavallucci marini si sono diversificati durante il tardo Oligocene. Ciò ha portato alla speculazione che i cavallucci si sono evoluti vivendo in grandi aree di acqua poco profonda, risultanti da eventi tettonici. L’acqua poco profonda avrebbe permesso l’espansione di grandi habitat di alghe, vere e proprie pianure,  dove potersi nascondere. Nel 2016, uno studio pubblicato da Nature ha affermato che il genoma del cavalluccio marino è quello più evoluto mai studiato.

Riproduzione
220px-Seahorse_lifecycle.svgIl cavalluccio marino maschio è dotato di una borsa sul lato ventrale, o frontale, della coda. Quando si accoppia, il cavalluccio femmina deposita fino a 1.500 uova nella sacca del maschio. Il maschio porta le uova da 9 a 45 giorni finché i cavallucci marini non emergono completamente sviluppati. I giovani vengono quindi rilasciati nell’acqua. Il maschio tende ad accoppiarsi durante la stagione riproduttiva.
Prima dell’accoppiamento sembra che i cavallucci marini si corteggiano per diversi giorni. Gli scienziati credono che il comportamento di corteggiamento servi a sincronizzare i movimenti degli animali e gli stati riproduttivi in ​​modo che il maschio possa ricevere le uova quando la femmina è pronta a depositarle. Durante questo periodo possono cambiare colore, nuotare a fianco a fianco, trattenere con le code lo stesso filo di alga e ruotare insieme come in una danza. Finalmente si impegnano in una “vera battaglia di corteggiamento” della durata circa otto ore, durante la quale il maschio pompa l’acqua attraverso la tasca sul suo tronco che si espande e si apre per mostrare che è vuota. Quando le femmine raggiungono la maturità, lei e il suo compagno lasciano andare ogni ancoraggio ed interagiscono per circa sei minuti, ricordando il corteggiamento. La femmina poi nuota fino alla mattina successiva e il maschio torna a succhiare il cibo attraverso il suo muso. La femmina inserisce le sue  uova nel marsupio del maschio, depositandone anche decine di migliaia. Al termine di questo accoppiamento la femmina si allontana.

Fecondazione

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Durante la fecondazione l’acqua marina entra nel sacchetto dove spermatozoi e uova si incontrano in un ambiente salino. Questo ambiente iperosmotico favorisce l’attivazione e la motilità del seme. La fecondazione è dunque considerata fisiologicamente “esterna” in un ambiente fisicamente ‘interno’ dopo la chiusura del marsupio. Si ritiene che questa forma di fertilizzazione protetta riduce la concorrenza spermatica nei maschi. Nell’ambito dei Syngnathidae la fecondazione protetta non è stata documentata nei pesci pipa. Le uova fecondate vengono quindi incorporate nella parete della borsa e sono circondate da un tessuto spugnoso.

Il maschio fornisce alle uova la prolattina, lo stesso ormone responsabile della produzione di latte nei mammiferi gravidi. La sacca fornisce l’ossigeno così come un incubazione in un ambiente controllato. Alla fine le uova si schiudono nella sacca, dove viene regolata la salinità dell’acqua per permettere ai neonati di adattarsi alla vita nel mare. Durante la gestazione, che nella maggior parte delle specie richiede due o quattro settimane, la sua compagna sembra visitarlo ogni giorno. Il numero di giovani rilasciati dal cavalluccio marino maschile è in media di 100-1000 per la maggior parte delle specie ma può essere inferiore a 5 per le specie più piccole raggiungendo un massimo di 2.500. Quando i piccoli sono pronti per nascere, il maschio li espelle con contrazioni muscolari.

Come quasi tutte le specie di pesci, i cavallucci marini non nutrono i loro giovani dopo la nascita.
I neonati sono rilasciati nell’ambiente e diventano mercede dei predatori e delle correnti che li portano lontano. Meno dello 0,5% dei neonati sopravvive all’età adulta. Questi tassi di sopravvivenza sono in realtà abbastanza elevati rispetto ad altri pesci grazia alla loro gestazione protetta.

Monogamia
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Molte specie di cavallucci marini formano una coppia di legami che durano almeno la stagione riproduttiva. Alcune specie mostrano un livello più elevato di fedeltà del compagno rispetto ad altri. Tuttavia, molte specie possono facilmente cambiare compagno quando nasce l’occasione.

Abitudini alimentari

GRANCESCO PACIENZA

I cavallucci marini si nutrono di piccole prede come i copepodi. I cavallucci marini si nutrono di piccoli crostacei che galleggiano nell’acqua o strisciano sul fondo. Con un’eccellente mimetizzazione e pazienza, i cavallucci marini si nascondono per catturare per le prede. Dopo aver avvicinato con successo la preda, il cavalluccio marino si spinge verso l’alto ruotando rapidamente la testa per portare il suo lungo muso nelle sue prossimità. Questo passo è fondamentale per la sua cattura perché l’aspirazione funziona solo con la bocca in una zona ravvicinata. Questo meccanismo di cattura di prede in due fasi è definito alimentazione a pivot. Mentre si nutrono, producono un click distintivo ogni volta che viene ingerito un prodotto alimentare. Gli stessi click vengono ascoltati in caso di  interazioni sociali.

Minaccia di estinzione

DRY SEA HORSE

Poiché mancano i dati sulle dimensioni delle varie popolazioni, non ci sono sufficienti dati per valutare il loro rischio di estinzione, ma il rischio purtroppo esiste. Alcune specie, come il Paradoxico Seahorse, H. paradoxus, potrebbero già essersi estinte. Le barriere coralline e le praterie stanno morendo riducendo gli habitat vitali per i cavallucci marini. Altro fattore di rischio per la loro sopravvivenza è la assurda pesca perpetuata per usi farmaceutici nella medicina orientale .

Specie  conosciute
Sono note 54 species nel loro genere, andiamo a conoscerle.

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Hippocampus abdominalis, Lesson, 1827 (big-belly seahorse)

h. alatus

Hippocampus alatus Kuiter, 2001 (cavallluccio alato-winged seahorse)

algiricus

Hippocampus algiricus Kaup, 1856 (West African seahorse)

angustus

Hippocampus angustus Günther, 1870 (narrow-bellied seahorse)

barbouri

Hippocampus barbouri D. S. Jordan & R. E. Richardson, 1908 (Barbour’s seahorse)

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Hippocampus bargibanti Whitley, 1970 (cavalluccio pigmeo-pygmy seahorse)

HippocampBiocellHolotype

Hippocampus biocellatus Kuiter, 2001 (cavalluccio dal falso occhio-false eye seahorse)

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Hippocampus borboniensis A. H. A. Duméril, 1870 (Réunion seahorse)

HippocampusBrevicepsRK

Hippocampus breviceps W. K. H. Peters, 1869 (short-headed seahorse)

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Hippocampus camelopardalis Bianconi, 1854 (giraffe seahorse)

hippocampus capensis

Hippocampus capensis Boulenger, 1900 (Knysna seahorse)

HColemani3NC

Hippocampus colemani Kuiter, 2003

hippocampus comes

Hippocampus comes Cantor, 1850 (tiger-tail seahorse)

hippocampus-coronatus-crowned-seahorse-nodeco-diver

Hippocampus coronatus Temminck & Schlegel, 1850 (crowned seahorse)

Hippocampus curvicuspis R. Fricke, 2004 (New Caledonian thorny seahorse)

Hippocampus curvicuspis R. Fricke, 2004 (New Caledonian thorny seahorse)

h. debelius

Hippocampus debelius M. F. Gomon & Kuiter, 2009 (soft coral seahorse)

Hippocampus-denise

Hippocampus denise Lourie & J. E. Randall, 2003 (Denise’s pygmy seahorse)

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Hippocampus erectus Perry, 1810 (lined seahorse)

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Hippocampus fisheri D. S. Jordan & Evermann, 1903 (Fisher’s seahorse) photo J. Lambus

Hippocampus_fuscus

Hippocampus fuscus Rüppell, 1838 (sea pony)

Hippocampus-grandiceps

Hippocampus grandiceps Kuiter, 2001 (big-head seahorse)

Cavalluccio marino del Mediterraneo

Hippocampus guttulatus G. Cuvier, 1829 (long-snouted seahorse)

Hippocampus-hendriki

Hippocampus hendriki Kuiter, 2001 (eastern spiny seahorse)

66 hippocampus hippocampus

Hippocampus hippocampus (Linnaeus, 1758)

HippocampHistrixDH

Hippocampus histrix Kaup, 1856 (spiny seahorse)

ingens

Hippocampus ingens Girard, 1858 (Pacific seahorse)

Hippocampus_jayakari,_Egipto

Hippocampus jayakari Boulenger, 1900 (Jayakar’s seahorse)

HippocampusJugumusHolotype

Hippocampus jugumus Kuiter, 2001 (collared seahorse)

Hippocampus-kelloggi-Great-Seahorse-Hiromitsu-Endo

Hippocampus kelloggi D. S. Jordan & Snyder, 1901 (great seahorse)

800px-Hippocampus_kuda_(Estuary_seahorse)

Hippocampus kuda Bleeker, 1852 (spotted seahorse)

H. liechsteinii

Hippocampus lichtensteinii Kaup, 1856 (Lichtenstein’s seahorse)

Hippocampus_minotaur

Hippocampus minotaur M. F. Gomon, 1997 (bullneck seahorse)

Hippocampus-mohnikei-Japanese-Seahorse-seotaro02

Hippocampus mohnikei Bleeker, 1854 (Japanese seahorse)

HippocampMontebell4TonyAyling

Hippocampus montebelloensis Kuiter, 2001 (Monte Bello seahorse)

Hippocampus-multispinus

Hippocampus multispinus Kuiter, 2001 (northern spiny seahorse)

paradoxus H.

Hippocampus paradoxus Foster & M. F. Gomon, 2010 (paradoxical seahorse)

Hippocampus-patagonicus-Patagonian-Seahorse-unknown

Hippocampus patagonicus Piacentino & Luzzatto, 2004

H. Pontohii

Hippocampus pontohi Lourie & Kuiter, 2008

HippocampProcerus4DHarasti

Hippocampus procerus Kuiter, 2001 (high-crown seahorse)

hippocampus-pusillus-picture

Hippocampus pusillus R. Fricke, 2004 (pygmy thorny seahorse)

Hippocampus queenslandicus

Hippocampus queenslandicus Horne, 2001 (Queensland seahorse)

Hippocampus reidi

Hippocampus reidi Ginsburg, 1933 (longsnout seahorse)

Hippocampus satomiae

Hippocampus satomiae Lourie & Kuiter, 2008 (Satomi’s pygmy seahorse)

A Half-spined Seahorse, Hippocampus semispinosus, uses its prehensile tail to maintain a firm grip. Note reddish algae growing on its head and dorsal surfaces, enhancing its ability to blend in with its environment. Lembeh Strait, North Sulawesi, Indonesia

Hippocampus semispinosus Kuiter, 2001 (half-spined seahorse) Note reddish algae growing on its head and dorsal surfaces, enhancing its ability to blend in with its environment. Lembeh Strait, North Sulawesi, Indonesia

Hippocampus severnsi

Hippocampus severnsi Lourie & Kuiter, 2008

Hippocampus sindonis

Hippocampus sindonis D. S. Jordan & Snyder, 1901 (Dhiho’s seahorse)

Hippocampus spinosissimus

Hippocampus spinosissimus M. C. W. Weber, 1913 (hedgehog seahorse)

Hippocampus subelongatus

Hippocampus subelongatus Castelnau, 1873 (West Australian seahorse)

Hippocampus-trimaculatus-Three-Spotted-Seahorse-tweiss

Hippocampus trimaculatus Three Spotted Seahorse tweiss

Hippocampus trimaculatus Leach

H. Tyro

Hippocampus tyro J. E. Randall & Lourie, 2009

download

Hippocampus waleananus M. F. Gomon & Kuiter, 2009 (Walea pygmy seahorse)

Hippocampus Whitei

Hippocampus whitei Bleeker, 1855 (White’s seahorse)

Hippocampus-zebra

Hippocampus zebra Whitley, 1964 (zebra seahorse)

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Hippocampus zosterae D. S. Jordan & C. H. Gilbert, 1882 (cavalluccio nano-dwarf seahorse)

 

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