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Una balena che vale tanto oro quanto pesa: eccezionale scoperta in Perù del più antico misticeto conosciuto

livello elementare
.
ARGOMENTO: PALEONTOLOGIA
PERIODO: 36 MY
AREA: OCEANO PACIFICO
parole chiave: balene, fossili, Perù

 

immagine Paleo Art Alberto Gennari

Questa volta, il Perù non ci ha regalato fantastici oggetti in oro delle sue antiche civiltà ma i resti di un tesoro il cui valore, da un punto di vista evolutivo delle specie animali, è ancor maggiore. Si tratta dello scheletro fossile del più antico misticeto conosciuto, vissuto circa 36 milioni di anni fa nei mari primordiali, forse il più antico antenato delle balene ritrovato al mondo. Il fossile è stato rinvenuto nel deserto costiero del Perù da un gruppo internazionale di paleontologi e geologi delle Università di Pisa e di Camerino e dei Musei di Storia naturale di Parigi, Bruxelles e Lima.

Misticeti questi sconosciuti
Nella nostra Era sono rimasti pochi Misticeti, mammiferi marini caratterizzati dalla totale assenza di denti. Questo cetacei, negli esemplari adulti, possiedono una particolare struttura dentaria, i fanoni, costituita da lamine che consentono di filtrare minuscoli organismi zooplanctonici, chiamati krill, che le balene ingeriscono in grandi quantità per nutrirsi. I paleontologi ritengono che i  Misticeti siano apparsi per la prima volta nei proto mari oggi localizzati nell’oceano Pacifico meridionale occidentale. In quell’area sono state ritrovate grandi quantità di zooplancton negli strati oligocenici facendo ipotizzare che i misticeti vi fossero endemici. Nelle Ere geologiche seguenti le antiche specie migrarono verso il bacino Indo-Pacifico.

llanocetus

Llanocetus denticrenatus

I primi cetacei comparvero probabilmente nell’Eocene superiore, tra 39 e 29 milioni di anni fa. Il più antico fossile ritrovato si pensava fosse il Llanocetus, ritrovato in Antartide negli strati geologici eocenici. Questo cetaceo possedeva denti multicuspidati, al contrario dei contemporanei archeoceti, che possedevano mascelle simili a pinze e denti conici. I denti dalle numerose cuspidi di Llanocetus erano molto simili a quelli dell’attuale foca granchiaiola (Lobodon carcinophagus). In seguito, nell’Oligocene, apparve il Aetiocetus cotylalveus,  che era considerato un importante passaggio intermedio tra le specie dotate di denti e quelle odierne dotate di fanoni.

janjucetus-hunderi-recreacion

Janjucetus hunderi

Questa specie, scoperta nel 1964 in Oregon, scoprì che presentava alcuni fori sul palato che probabilmente ospitavano canali nutritivi, come nelle balene attuali. È probabile che questo antico cetaceo avesse già iniziato un adattamento della sua dieta verso quella degli attuali misticeti, ma si nutrisse ancora di pesci di medie dimensioni oltre che di crostacei.  Nei primi anni novanta in Australia vennero recuperati i fossili del terribile Janjucetus hunderi, dotato di denti acuminati che si suppone cacciasse pesci e calamari e forse anche altri cetacei. Questi fossili indicano che le antiche balene erano dei terribili predatori, come le orche attuali, e solo dopo milioni di anni si evolsero in specie prive di denti acuminati simili a quelle che oggi conosciamo.

Figure-33-Comparison-of-skeletal-reconstructions-crania-and-tympanic-bullae-of-the

comparazione tra ricostruzioni degli scheletri basate sui crani e sulle bulle timpaniche ritrovate Sourgenti delle illustrazioni Emlong (1966), Barnes et al. (1995), Hulbert et al. (1998), Uhen (2004), Deméré & Berta (2008), e photografie F.G. Marx and C.H. Tsai.

Uno studio più recente (Deméré et al., 2008) ha identificato questi fori palatali anche nel palato di un misticeto dentato, Aetiocetus weltoni. Gli scienziati ritengono che questa antica balena possedeva quindi sia fanoni che denti, rappresentando un esempio di ruolo adattativo intermedio tra i misticeti primitivi dentati ed i  misticeti più evoluti senza denti ma di fanoni come il Mammalodon del Miocene.

Le prime balene dotate esclusivamente di fanoni apparvero nell’Oligocene superiore (come Eomysticetus e Micromysticetus). Tra l’Oligocene e il Miocene i misticeti andarono incontro a una notevole evoluzione, e si separarono in due rami principali: da una lato le balenottere (Balaenopteridae) dal corpo più slanciato, e dall’altro un gruppo in cui sono presenti anche le vere balene (Balaenidae), caratterizzati dalla grande testa.

Un’antica balena “lunatica”
Il ritrovamento del fossile di questo antico Misticeto tra le montagne del Perù ha portato la lancetta della comparsa dei Misticeti sul pianeta indietro, fra 41 e 34 milioni di anni fa. Il fossile è stato chiamato Mystacodon selenensis da Mystacodon (ovvero “misticeto dentato”) e selenensis,  Selene, la dea della Luna, in riferimento alla località di Media Luna dove il fossile è stato scoperto.

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immagine dallo studio citato del Mystacodon selenensis – Cranio, Mandibola, e denti del Mystacodon selenensis gen. et sp. nov. MUSM 1917

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Dalle sue caratteristiche strutturali appare che fosse molto simile ai basilosauri, predatori dotati di aguzzi denti e dotati di piccole zampe posteriori. Giovanni Bianucci, paleontologo del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa, uno dei ricercatori che hanno effettuato questa scoperta, così descrive l’animale:
 “Era una balena molto diversa da quelle che nuotano nei nostri mari … e …  “… conservava caratteri primitivi, come la presenza delle zampe posteriori, seppur estremamente ridotte, e denti robusti. In più era più piccolo delle balene di oggi: meno di quattro metri di lunghezza, contro gli oltre 30 raggiunti dalla balenottera azzurra”.

Mystacodon_selenensis-novataxa_2017-Lambert_Martínez-Cáceres_Bianucci_Celma_Salas-Gismondi_et-al_locality

Il fossile, scoperto a Media Luna, in un’area desertica del Perù, parte del Bacino di Pisco, è una delle aree più ricche al mondo di fossili di cetacei, squali, uccelli e rettili marini.

Lo studio ci ha permesso di datare il reperto in modo preciso”, ha detto a National Geographic Italia, Claudio Di Celma, geologo della Scuola di scienze e tecnologie dell’Università di Camerino “ … abbiamo raccolto numerosi campioni di roccia nei diversi strati affioranti, compreso quello che conteneva lo scheletro della balena; i microfossili trovati all’interno dei campioni hanno permesso al collega Etienne Steurbaut di datare a 36 milioni di anni fa i resti del cetaceo”. Interessante è la deduzione che, sulla base della particolare usura dei denti,  il Mystacodon selenensis si nutrisse di piccole prede aspirandole in prossimità dei fondali sabbiosi. Inoltre … “Ulteriore prova del fatto che questo animale si nutrisse in prossimità del fondo è la presenza della pinna pettorale, che mostra una particolare mobilità utile a dirigere e bilanciare il corpo in questi ambienti”.

relazione filogenetica dell’antico Misticeto – dallo studio citato

Il Mystacodon, nonostante la presenza di denti, si alimentava aspirando le prede e poi le ingeriva. Tale sistema di nutrimento, presente anche negli odontoceti attuali (capodoglio e zifidi) era diverso da quello dei basilosauri che si nutrivano di grandi vertebrati marini azzannandoli con la loro dentatura. L’eccezionale scoperta potrebbe quindi rappresentare l’anello di congiunzione fra gli archeoceti ed i neoceti costituiti da odontoceti (delfini, orche e capodogli) ed i misticeti (balene e balenottere). Da un punto di vista morfologico, i primi odontoceti sembrano provenire da un ipotetico antenato basilosauride ma la storia evoluzionistica delle balene dentate eoceniche è ancora troppo poco conosciuta e ci aspetta nuove sorprese in futuro.

L’articolo originale può essere letto (in lingua inglese) seguendo questo link.

 

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2 commenti

  1. Gianni Padrin Gianni Padrin
    09/04/2020    

    Ottimo lavoro
    Se ampliate il discorso improntandolo meglio sull’evoluzione e differenziazione, ancor meglio, partendo da prima dei 40 milioni di anni, comparando con altri resti precedenti ed attuali.
    Giusto parlare di Balene, ma anche di delfini e capodogli, che sono la prima evoluzione, concorrenti iniziali dei coccodrilli, quindi l’evoluzione coccodrillesca dei mammiferi terra e acqua

    • 09/04/2020    

      Grazie del commento … in realtà l’articolo ha voluto mettere in evidenza alcuni aspetti dello studio citato … il cambio è giustamente molto più vasto

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