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  Address: OCEAN4FUTURE

Fukushima, una storia infinita: il nuovo terremoto del 2016

tempo di lettura: 3 minuti

.

livello elementare

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ARGOMENTO: EMERGENZE 
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: GIAPPONE
parole chiave: Tsunami, Fukushima

La zona della prefettura di Fukushima in Giappone è stata nuovamente colpita da un terremoto di magnitudo 6,9 nel 2016. L’epicentro, identificato al largo dell’isola di Honshu, ha innescato onde di tsunami che hanno riportato alla memoria i ricordi drammatici del devastante terremoto e seguente tsunami del 2011 che colpì Fukushima provocando un disastro di cui ancora oggi non siamo in grado di valutare gli effetti.

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mappa degli impianti nucleari – autore Shigeru 23 – Creative Commons File:Fukushima I Nuclear Powerplant site close-up (wotext).PNG – Wikimedia Commons

Il terremoto del 2011, che ebbe una magnitudo 9.0,  fu uno dei peggiori che abbia mai colpito il Giappone, ed uccise più di 20.000 persone causando onde di tsunami alte fino a 12 metri. Le onde sommersero in parte la centrale nucleare di Fukushima Daiichi innescando una fusione nucleare. Forti scosse che sono state percepite anche a Tokio, 100 miglia più a sud di Fukushima. I palazzi hanno oscillato per almeno 30 secondi. Inutile dire che la scossa tellurica di martedì 22 ottobre 2016 ha innescato un allarme tsunami a Fukushima e Miyagi; il governo giapponese ha invitato la popolazione a raggiungere le alture più elevate per sottrarsi alle possibili onde, inizialmente stimate di tre metri di altezza.

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Mappa elaborata della massima altezza delle onde del maremoto del 2011, le isolinee tratteggiate indicano il tempo di arrivo dell’onda – autore NOOA –  http://nctr.pmel.noaa.gov/honshu20110311/honshu2011-globalmaxplot.png, – immagine di Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=15127062

Parlando alla CNN, un residente della prefettura di Fukushima ha riferito che dopo le prime scosse tutti avevano temuto il peggio. “Sono andato alla mia azienda per verificare che fosse ancora in piedi e prodotti fossero tutti intatti, poi sono andato a casa per l’evacuazione“, ha detto Kazunari Ogawara, “l’azienda mi era stata spazzata via dallo tsunami del 2011, la mia paura era che sarebbe successo di nuovo e che avremmo dovuto ripartire da zero.” Per fortuna, poche ore dopo, gli allarmi sono stati ritirati. Tre persone sono rimaste ferite mentre più di 1.900 case sono state danneggiate.

Una delle preoccupazioni principali è stata naturalmente la centrale nucleare di Fukushima Daiichi che  subì  un crollo catastrofico nel 2011 e dove esiste una zona di esclusione in cui i livelli di radiazione sono considerati ancora pericolosi per gli esseri umani. Un portavoce della Tokyo Electric Power Company Inc. (TEPCO) ha detto alla CNN che dopo la scossa di martedì, nel vicino impianto di Fukushima Daini, un sistema di pompe di raffreddamento si è momentaneamente interrotto ma la quantità presente di acqua ha consentito di mantenere il raffreddamento del reattore e  non sono state riportate anomalie o cambiamenti nei livelli di radiazione.

Onde di Tsunami hanno risalito il fiume
Jessica Turner, una geofisica del USGS ha detto alla CNN che il terremoto era stato molto più piccolo di quello di cinque anni fa anche se è probabile ci saranno altre scosse di assestamento. Di fatto ben otto scosse di assestamento di magnitudo 5.4 sono state registrate cinque ore dopo dal sisma iniziale.

Nel frattempo, un terremoto di magnitudo 5.6 colpì anche una zona a circa 200 chilometri a nord-est della capitale della Nuova Zelanda, Wellington. Non ci sono state notizie di morti o feriti. Un sismologo neozelandese, Hugh Glanville, ha riportato che i due terremoti “non sono direttamente correlati, ovvero uno non ha causato l’altro ma sono entrambi il risultato di cambiamenti nella Placca del Pacifico“.

 

in anteprima foto del disastro scattate da un volontario, Hajime Nakamo, a Minamisoma nel 2013 – estratto da 南相馬市小高区で瓦礫片付けボランティア Volunteer at Minamisoma (Fukushima pre… | Flickr

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Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

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