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Scoperti i resti di un marinaio del naufragio di Antikithera

Reading Time: 4 minutes

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livello elementare
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ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA MARINA
PERIODO: I SECOLO a.C.
AREA: MAR MEDITERRANEO
parole chiave: Antikythera, relitto

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il cranio individuato sul relitto di Antikythera

Il Woods Hole Oceanographic Institution ha comunicato che un team di ricerca internazionale ha scoperto uno scheletro umano durante i suoi scavi sul relitto di Antikythera (circa 65 a.C). Il relitto, che conserva i resti di una nave da carico, si trova al largo dell’isola greca di Antikythera nel Mar Egeo. Il primo scheletro recuperato dal sito del relitto potrebbe fornire con l’analisi del DNA una conoscenza delle vita di un membro dell’equipaggio di quella nave scomparsa 2100 anni fa. Guidati da archeologi ed esperti tecnici del Ministero Ellenico della Cultura e dello Sport ed il Woods Hole Oceanographic Institution (WHOI), il team ha scavato e recuperato un teschio umano tra cui una mandibola e dei denti, ossa lunghe delle braccia e delle gambe, costole ed altri resti. Altre porzioni di scheletro sono ancora incorporati nel fondo marino, in attesa di essere estratti durante la prossima  fase delle operazioni. Normalmente gli archeologi studiano il passato umano attraverso lo studio degli oggetti utilizzati dai nostri antenati ma ora possono fare di più: “connettersi” direttamente con un individuo che ha navigato ed è morto a bordo della nave di Antikythera.

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Archaeologists Brendan Foley, Theotokis Theodoulou e Alex Tourtas scavano il relitto di Antikythera intorno ai resti dello scheletro ritrovato, assistiti da Nikolas Giannoulakis e Gemma Smith. Photo credit Brett Seymour, EUA/WHOI/ARGO

Il relitto di Antikythera è il più misterioso relitto dell’antichità classica  mai scoperto; si ritiene che fosse un mercantile che trasportava cereali. Fu scoperto nel 1900 da pescatori di spugne greci che parteciparono al recupero. In accordo con il Ministero greco della Cultura e la Marina militare ellenica, i pescatori di spugne, condotti dal capitano Dimitrios Kondos, trassero dalle acque numerosi manufatti. Verso la metà del 1901 I pescatori recuperarono statue, fra le quali la “testa di filosofo”, un lanciatore di disco  e la straordinaria statua bronzea dell’efebo di Antikithera, risalente a circa 340 anni a.C. (oggi conservato al Museo archeologico nazionale di Atene), un Eracle, un toro marmoreo, una lira e molti altri oggetti.

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il meccanismo di Antikythera è il più antico calcolatore meccanico conosciuto, databile intorno al 150-100 a.C. Si tratta di un sofisticato planetario, mosso da ruote dentate, che serviva per calcolare il sorgere del sole, le fasi lunari, i movimenti dei cinque pianeti allora conosciuti, gli equinozi, i mesi, i giorni della settimana le date dei giochi olimpici. Trae il nome dall’isola greca di Anticitera (Cerigotto) presso cui è stata rinvenuta nel relitto di Antikytera, resti di un naufragio avvenuto nel secondo quarto del I secolo a.C., contenenti, insieme a numerosi oggetti di quel tempo, anche la “macchina”. È conservato presso il Museo archeologico nazionale di Atene.

Come è noto, oltre alle statue di marmo e di bronzo furono raccolti numerosi oggetti ed  il famoso meccanismo di Antikythera, un misterioso artefatto sorprendente noto come primo computer al mondo in grado di calcolare i moti stellari, del Sole e, secondo uno studio pubblicato  da Nature, anche le date dei giochi olimpici. Nel 1976, Jacques-Yves Cousteau e l’equipaggio CALYPSO tornarono sul relitto e recuperarono quasi 300 più oggetti. Lo scheletro scoperto il 31 agosto 2016 è il primo ad essere stato recuperato da un antico naufragio dopo l’avvento degli studi sul DNA su resti antichi.

Un esperto di DNA, il  Dr. Hannes Schroeder del Museo di Storia Naturale di Danimarca a Copenhagen, si è recato ad Antikythera per esaminarne i resti. Una volta ottenuto il permesso da parte delle autorità greche, i campioni saranno inviati al suo laboratorio per una loro completa analisi. Se sarà recuperato abbastanza DNA vitale nelle ossa, potrebbe essere possibile identificare la sua etnia e quindi  l’origine geografica del naufrago.

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Il relitto continua a regalare sorprese e la ricerca prosegue

Contro ogni previsione, le ossa sono sopravvissute più di 2.000 anni sul fondo del mare e sembrano essere in buone condizioni“, ha detto Schroeder. Il gruppo di ricerca di Antikythera genera precisi modelli digitali tridimensionali di ogni manufatto, consentendo scoperte da condividere istantaneamente e ampiamente anche se gli oggetti rimangono di fatto sul fondo del mare. Diversi modelli 3D dei resti scheletrici sono disponibili per i ricercatori e il pubblico per visualizzare sul Antikythera Projectwebpage. Il progetto è sostenuto da partner aziendali Hublot, Autodesk, Cosmote, Costa Navarino Resort e sponsor privati ​​Swordspoint Foundation, Jane e James Orr, Aikaterini Laskaridis Fondazione, il comitato di proprietà nazionale di Citera e di Antikythera, il Comune di Citera, e sponsor privati ​​del WHOI .

Il gruppo di ricerca è composto da archeologi Dott Theotokis Theodoulou e il Dr. Dimitris Kourkoumelis (Ministero greco della cultura e sport); La ricercatrice Dr. Brendan Foley (WHOI); archeologo Alexander Tourtas; subacquei tecnici professionali Edward O’Brien (WHOI), Philip brevi, Alexandros Sotiriou, Nikolas Giannoulakis, e Gemma Smith; operatore video Evan Kovacs; regista di documentari Michalis Tsimperopoulos; supportata da Michalis Kelaidis, Dimitris Romio, e Dimitris Manoliades. L’indagine della mappatura robotica è stato condotta dal Prof. Stefan Williams, Dr. Oscar Pizarro, e Christian Lees dal Centro australiano per il settore robotica, dall’Università di Sydney e  da da Brett Seymour per il servizio subacqueo.

Il  progetto sul relitto di Anticitera è supervisionato dal direttore della Soprintendenza alle Antichità subacquea Dr. Aggeliki Simosi ed è sotto l’egida del Presidente della Repubblica ellenica Prokopios Pavlopoulos. La ricerca continua.

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