If you save the Ocean You save the Planet

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti- Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile. Crediamo che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo con la speranza che la classe politica comprenda l'emergenza in cui siamo, speriamo con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Quaternario, dal mare ai ghiacci – Parte III di Aaronne Colagrossi

livello elementare
.
ARGOMENTO: GEOLOGIA
PERIODO: 3 MILIONI DI ANNI  AD OGGI
AREA: OVUNQUE
parole chiave: Quaternario

Bison schoetensacki

Bison schoetensacki

Nei primi due articoli (link 1link 2) abbiamo fatto un’analisi abbastanza dettagliata del Periodo Quaternario, sia da un punto di vista delle successioni geologiche marine (descritte principalmente lungo la costa italiana), sia della copertura glaciale, che ha interessato il globo (specialmente l’Europa e il Nord America) durante questo Periodo. Esiste un terzo settore da analizzare (in realtà ce ne sarebbero molti altri, ma non mi addentrerò nell’argomento) che riguarda principalmente gli animali che vissero in questo Periodo geologico (specialmente sui continenti), che fu caratterizzato da fasi fredde a cui s’intervallarono periodi caldi (interglaciali).

13342216_10207806512179298_386234441_n

Sia i geologi che i paleontologi sono concordi con il raggruppare i siti geopaleontologici mediante Unità Faunistiche (UF). Nella trattazione mi limiterò a quelle italiane che si vanno a collocare con una buona precisione nella scala geologica del tempo. La tipica UF raggruppa una fauna locale, specialmente taxa particolari o importanti sia da un punto di vista evolutivo, sia biologico. Come ho già specificato negli altri articoli, le correlazioni tra Quaternario Marino, Glaciale e UF continentali sono estremamente complesse, soprattutto se considerate a livello globale; le lacune sono molteplici ed è molto difficile stabilire perfettamente i legami geologici. Per quanto riguarda la penisola italiana (in focus in questo articolo) non bisogna dimenticare che l’orogenesi appenninica era attiva (seppur nella sua fase finale), un aspetto che porta a un’ulteriore disarticolazione delle sequenze affioranti in campo.

Lpareto

Lorenzo Pareto

Nella prima metà del 1800, il geologo italiano Lorenzo Pareto descrisse una serie di depositi lacustri e alluvionali nei dintorni di Villafranca D’Asti (da cui Villafranchiano). Vennero scoperti anche resti di mammiferi, tra cui spiccavano il Genere Elephas (Elefante), Bos (un tipo di bue noto come Uro) e il Genere Equus (Cavallo). Nel 1865, Lorenzo Pareto istituì ufficialmente il Villafranchiano: ovvero un Piano geologico Non-Standard che copre un intervallo temporale compreso tra i 3.3 milioni di anni e i 900.000 anni fa. Non tutti sanno che Lorenzo Pareto non fu solo un valente geologo ma anche un attivo politico, tra i fondatori della Giovine Italia di Giuseppe Mazzini; successivamente egli divenne Ministro degli Esteri nella Prima Guerra d’Indipendenza Italiana e Presidente della Camera nel Regno di Sardegna.

Al Villafranchiano segue il Galeriano (altro Piano Non-Standard compreso tra 1 milione di anni e 380.000 anni fa), descritto nell’area di Ponte Galeria (Roma).  Al Galeriano, infine, segue un altro piano Non Standard, l’Aureliano, lungo la Via Aurelia (Lazio) compreso tra i 380.000 e gli 11.000 anni fa. 

L’importanza del Villafranchiano sta soprattutto nel fatto che segna il rinnovamento di tutte le mammalo faune fino ad allora documentate; questo rinnovamento biologico avviene in concomitanza sia dell’aumento della copertura glaciale (stricto sensu) che dei nuovi ospiti freddi nelle sequenze marine. In sintesi, nel Quaternario, tutti i tre ambienti (ghiaccio, mare, terra) mutarono significativamente.  All’interno del Villafranchiano si possono distinguere molte Unità Faunistiche che descriverò dalla più antica alla più recente.

Unità Faunistica Triversa (~ 3 milioni di anni fa)
Lungo le rive del fiume Triversa, nei pressi di Villafranca D’Asti, una sequenza di sedimenti lacustri, palustri e sabbiosi poggia indisturbata su sedimenti marini decisamente più antichi. La maggior parte dei resti fossili proviene dalla parte sabbiosa, di natura fluviale. Sopra queste sabbie si rinvengono dei depositi lacustri ricchi di fossili di anfibi e micromammiferi. Tra i mammiferi di grandi dimensioni si ricorda Homotherium crenatidens, un felide appartenente alla Famiglia delle tigri dai denti a sciabola.
Homotherium crenatidens

Altri mammiferi sono

  • Tapirus arvernensis, una specie di tapiro.
  • Anancus arvernensis, un Gonfoteride, ovvero un proboscidato estinto, simile all’elefante ma appartenente ai mastodonti.
  • Mesopithecus monspessulanus, un primate folivoro noto anche in Grecia e in Romania.
  • Ursus minimus, un orso di piccole dimensioni molto simile all’attuale orso tibetano.
  • Chasmaporthetes lunensis, la iena-ghepardo i cui resti sono noti anche in America settentrionale e in Asia.
  • Lynx issiodorensis, una lince.
  • Zygolophodon borsoni, appartenente alla Famiglia Mammutidae.
  • Dicerorhinus jeanvireti, un tipo di rinoceronte.
  • Megaviverra appennina, un piccolo carnivoro.
  • Leptobos stenometopo, un bovide della grandezza di un toro.
  • Sus minor, un cinghiale di piccola taglia.

Unità Faunistica Montopoli (~ 2.6 milioni di anni fa)
Presso Montopoli, nella zona del Valdarno inferiore, è stato individuato un deposito prevalentemente sabbioso ricco di resti di mammiferi. Negli anni ’60 furono rinvenuti moltissimi fossili, prevalentemente di ambiente da savana/prateria. Inoltre, nelle fasi marine, sono stati identificati crani di balena e denti di squalo. Sul continente, alcuni mammiferi tipicamente palustri, come il proboscidato Genere Anancus, in questa Unità tende ad essere abbastanza raro, a causa dei cambiamenti climatici che incominciavano a interessare il globo, ci si apprestava infatti al picco freddo descritto nel secondo articolo.
Tra i vertebrati rivenuti in questa Unità, molti comuni con l’Unità Triversa, come la tigre dai denti a sciabola e il rinoceronte, abbiamo:

  • Equus livenzovensis, un cavallo. I cavalli sono tra i pochi animali di cui si hanno maggiori documentazioni evolutive nei registri fossili.
  • Mammuthus (Archidiskodon) gromovi, il primo elefante documentato in Italia.
  • Gazella borbonica, una delle prime gazzelle in Europa, ma era di piccola taglia. Le gazzelle sparirono dall’Europa con l’inizio delle glaciazioni, migrando in Medio Oriente.
  • Croizetoceros ramosus, un tipo di cervo ormai estinto della grandezza paragonabile all’attuale daino. Questo cervo, abbondantemente diffuso in tutta Europa e descritto da un paleontologo norvegese, è stato dimostrato che avesse un elevato grado di abrasione dei denti, probabilmente dovuto alla vegetazione di cui si nutriva.

Unità Faunistica di Saint-Vallier (~ 2.4-2.2 milioni di anni fa)
Nella valle del Rodano, nel sud della Francia, nei pressi di Lione, furono scoperti depositi villafranchiani di loess (un deposito eolico di origine glaciale) nonostante il record climatico non portasse condizioni di estremo freddo. I fossili di mammiferi rinvenuti, infatti, indicano ambienti ricchi di boschi, di pascoli e di acqua, non a caso sono stati ritrovati resti di lontre e castori. Anche la flora supporta questa discrepanza: querce, pini e cedri. Faune molto simili furono identificate nella valle del Sacco (Lazio meridionale).
La Francia ha una certa abbondanza di siti villafranchiani, specialmente lungo la valle del Rodano. L’unico difetto di questi giacimenti geo paleontologici è il limitato spessore degli orizzonti fossiliferi; da ciò ne derivano notevoli difficoltà nello studio, ma soprattutto nella correlazione temporale con altri siti, in particolare con quelli italiani e con quelli dell’Europa occidentale e orientale.

mammuthus_meridionalis_

Tra i vertebrati mammaliani di questa UF si hanno:

  • Croizetoceros ramosus.
  • Gazella borbonica.
  • Mammuthus meridionalis, noto anche come elefante meridionale, originario dell’Asia. Aveva la stazza e il peso pari a circa il doppio dell’attuale elefante indiano. Il meridionalis fa parte dello stesso ceppo evolutivo dal quale è disceso l’elefante lanoso.
  • Dicerorhinus etruscus, una specie di rinoceronte (dal peso di circa 3000 chilogrammi) e diffusa dall’Inghilterra alla Siria, sino al Lago Baikal.
  • Equus stenonis, la zebra stenone, diffusa in Nord America, Europa, Asia e Nord Africa.Equus_stenonis_2

Unità Faunistica Costa San Giacomo (~ 2.0 milioni di anni fa)
Alla base dei Monti Ernici, nel Fosso delle Mole, in località Costa San Giacomo, nel 1978 fu scoperto questo giacimento villafranchiano ricco di fossili di mammiferi. Nel corso degli anni è stato studiato in maniera approfondita dalla Sapienza di Roma. Il geo-sito è caratterizzato da argille fluviolacustri, cui seguono verso l’alto ghiaie e sabbie resti di mammiferi. La parte terminale della serie è composta da sabbie con intercalazioni di ghiaie e argille. I ricercatori sono concordi su un paleo   ambiente di tipo sub-tropicale.

Tra i vertebrati mammaliani di questa UF si hanno:

  • Macaca sylvanus florentina, un macaco ormai estinto distribuito in buona parte dell’’Europa e del Sud-est Asiatico.
  • Anancus arvernensis.
  • Mammuthus meridionalis.
  • Stephanorhinus Fossili non bene identificati di rinoceronte.
  • Equus stenonis.
  • Axis lyra, cervo pomellato di medie dimensioni, prevalentemente di origini asiatiche, questi animali popolarono anche il continente europeo. Il progenitore risale a circa 5 milioni di anni fa.
  • Eucladoceros ovvero fossili frammentari attribuibili a un tipo di cervo, caratterizzato da palchi molto grossi.
  • Croizetoceros ramosus.Stephanorhinus Sp.

La maggior parte degli altri fossili rinvenuti non permettono un’identificazione certa, ad ogni modo vengono identificati il Leptobos sp. (un bovide), due tipi di gazzella, vari tipi di canidi (forse anche il Canis etruscus e un tipo di volpe), un tipo di iena (Hyaenidae sp.), una tigre dai denti a sciabola (Homotherium sp.), un istrice (Hystrix sp.) e una talpa (Talpa sp.).

Unità Faunistica Olivola (~ 1.8 milioni di anni fa)
In Val di Magra, nei pressi del borgo di Olivola, in depositi lacustri villafranchiani, caratterizzati da un paleo-ambiente temperato freddo con abbondante piovosità, sono stati portati alla luce molti fossili mammaliani riconducibili alle UF più antiche. Tuttavia, compaiono un nuovo tipo di iena e una pantera. Qualcosa è cambiato e i fossili lo testimoniano.

Tra i vertebrati mammaliani che compaiono in questa UF si hanno:

  • Felis lunensis, un gatto selvatico.
  • Ursus etruscus, l’orso etrusco. Era grande all’incirca come l’attuale orso bruno.
  • Pachycrocuta brevirostris, un tipo di iena dal muso schiacciato e largo, ma dalle dimensioni ragguardevoli, rispetto alle attuali iene.
  • Panthera sp.
  • Eucladoceros dicranios, un tipo di cervo dal palco mol
    to grande e sviluppato.
  • Pseudodama nestii, un cervide molto simile al moderno daino.

Megaloceros giganteus

Unità Faunistica Tasso (~ 1.5 milioni di anni fa)
Nel Valdarno superiore, nelle “Sabbie del Tasso”, è stata rivelata una ricca fauna; inoltre è stato scoperto un sensibile cambiamento delle condizioni climatiche, documentato nel resto dell’Europa.

Tra i vertebrati mammaliani che compaiono in questa UF si hanno:

  • Pannonictis nestii, un mustelide.
  • due canidi: Canis arnensis e Canis falconeri.
  • Equus stehlini, un cavallo di media taglia.
  • Hippopotamus sp.

Unità Faunistica Farneta (~ 1.3 milioni di anni fa)

p_brevirostris

Tra i Comuni di Cortona e Sinalunga, presso l’abbazia di Farneta, vennero scoperti parecchi resti fossili di mammiferi, in particolare anche da una forma più evoluta di Mammuthus meridionalis, definito M.m vestinus. Appaiono due nuove forme di cavallo e di cervidi.

Questa UF presenta, in più rispetto alle precedenti:

  • Equus altidens, molto simile a un asino.
  • Equus sussenbornensis, molti ricercatori lo ritengono un asino-zebra.
  • Stephanorhinus hundsheimensis, questo rinoceronte, abbondante nella zona periartica sembra essere presente anche in Europa in questo periodo.
  • Pseudodama farnetensis, un cervide di piccola taglia.
  • Megaceroides obscurus, un cervide di grossa taglia, che soppianteranno gli eucladoceri nel Galeriano.

Unità Faunistica Pirro (~ 1.2 milioni di anni fa)
Questa UF, posta al passaggio tra Villafranchiano e Galeriano, mostra chiaramente (i ricercatori sono quasi tutti concordi) segni di rinnovamento nella fauna. Il clima stava ormai cambiando e le continue glaciazioni stavano influenzando la vegetazione del globo.

Le novità mammaliane in questa UF sono:

  • Bison (Eobison) degiulii, un bisonte primitivo.
  • Pseudodama una nuova forma rispetto alle precedenti.
  • Lycaon lycaonides, un licaone.
  • Meganthereon whitei, un tipo di tigre dai denti a sciabola.
  • Hystrix refossa, una grossa istrice.

Ad ogni modo nei successivi 500.000 anni vi sarà una fase di passaggio tra le faune villafranchiane (con caratteri pliocenici) a quelle galeriane e aureliane (moderne).

Unità Faunistica Colle Curti (~ 1 milione di anni fa)
Nelle Marche, negli anni ’80, in località Colle Curti furono individuate sequenze sedimentarie di natura fluviale e lacustre risalenti tra 1 milione di anni e 700.000 anni fa (Galeriano inferiore). Distinguere bene il passaggio Villafranchiano-Galeriano è molto complesso e sussistono ancora molti dubbi sulla corretta attribuzione temporale di questa UF.

Vertebrati rinvenuti:

  • Pliomys lenki, un piccolo roditore più evoluto rispetto alle precedenti forme.
  • Panthera gombaszoegensis, nota anche come pantera toscana o giaguaro europeo. Pare che questo felide (moto più grosso rispetto ai moderni cugini sudamericani) sia stato rinvenuto anche nell’UF Olivola.
  • Megaceroides verticornis, un tipo di cervo alto circa due metri al garrese con palchi molto ben sviluppati.
  • Capreolus capreolus, il moderno capriolo.
  • Bison schoetensacki, un tipo di bisonte di taglia più piccola rispetto alle forme successive e moderne.Panthera gombaszoegensis

Unità Faunistiche proprie del Galeriano (tra 1 milione di anni e 380.000 anni fa) sono la UF di Slivia (~ 1 M.A. Provincia di Trieste), la UF Isernia (~ 700.000 anni, Molise occidentale, località “La Pineta”) e la UF Fontana Ranuccio (~ 500.000 anni, zona di Anagni).
Tra Slivia e Isernia sembra porsi la recente UF di Ponte Galeria, da cui prende appunto il nome del Piano Galeriano Non-Standard. Dato l’elevato tasso di urbanizzazione nell’area romana, ormai in campo rimane ben poco della Formazione di Ponte Galeria. La fauna e la flora in Europa, in particolare dell’Italia, nel Galeriano, hanno subito un rinnovamento a seguito delle marcate variazioni climatiche nel Pleistocene medio. Le faune galeriane presentano numerosi erbivori tra cui elefanti, rinoceronti, ippopotami, cervi giganti, bovidi, cavalli nonché carnivori, come orsi di grossa taglia, leoni e iene. Tale arricchimento in erbivori viene attribuito a un paleo-ambiente in grado di sostenere tale biomassa animale, molti ritengono addirittura maggiore di quella delle savane attuali. Il Galeriano superiore, invece, mostra caratteri strettamente attuali.

Mammuthus_trogontherii122DB

Nel dettaglio i vertebrati galeriani caratteristici sono:

  • Meles meles, l’attuale tasso comune.
  • Ursus deningeri, un orso di grossa taglia, simile a quello delle caverne.
  • Crocuta crocuta, l’attuale iena maculata, nota anche come iena ridens, a causa del suo verso sghignazzante.
  • Mammuthus trogontherii, il mammut della steppa, uno dei proboscidati più grandi che abbia vissuto sul pianeta, con zanne lunghe fino a 5 metri.
  • Elephas (Palaeoloxodon) antiquus, un proboscidato estintosi circa 70.000 anni fa; un animale di notevoli dimensioni.
  • Stephanorhinus kirchbergensis e Stephanorhinus hemiotoechus  erano due rinoceronti di taglia piuttosto grossa. Il primo sembrava preferire ambienti boscosi, mentre il secondo ambienti di aperta savana/prateria.
  • Sus scofra, il cinghiale moderno.

    Sus scrofa

  • Cervus elaphus, l’odierno cervo nobile (o reale, o rosso).
  • Castor fiber, il moderno castoro europeo
  • Hyaena prisca, una iena di piccola taglia.
  • Vulpes vulpes, l’attuale volpe rossa.
  • Panthera leo, il moderno leone.
  • Equus caballus, l’odierno cavallo.
  • Megaloceros savini e Megaloceros solilhacus, entrambi cervi di grandi dimensioni estintisi circa 500.000 anni fa.
  • Bos (taurus) primigenius, l’uro, un bue primitivo estintosi nel 1600.
  • Ovis ammon, l’argali odierno.
  • Bison priscus, bisonte della steppa.
  • Ursus arctos, il moderno orso.

Si evince che molti animali elencati abitano tutt’ora l’Europa, ma alcuni hanno cambiato il loro areale, come il leone o la iena maculata. Quindi il Galeriano, da un punto di vista puramente evolutivo,  rappresenta un importante passo verso l’attuale.

Unità Faunistiche dell’Aureliano (tra i 380.000 e gli 11.000 anni fa). UF Torre in Pietra (~ 300.000 anni, Lazio) e l’UF di Vitinia (~ 130.000/150.000 anni, Lazio)
L’Aureliano inferiore è quello meglio documentato da un punto di vista paleontologico, anche perché le faune mammaliane sono quasi completamente moderne. Le fasi inter glaciali vedono la presenza di animali più prettamente adattati ad ambienti di foresta che ad ambienti aperti; tutto prende un tono appartenente alla fascia boreale. Si viene a instaurare una diversità climatica tra il versante tirrenico e quello adriatico.

mammuthus-primigenius_3_7412

Con l’ultima glaciazione, invece, compaiono animali da clima freddi, come l’elefante lanoso (Mammuthus primigenius), e molte specie attuano uno spostamento latitudinale verso sud, mentre altre si estinguono. Scompare la maggior parte della megafauna pleistocenica. Tuttavia permangono carnivori come la iena, il leopardo, il leone, il lupo, la lince e l’orso delle caverne. I mammiferi che compaiono nell’Aureliano sono:

  • Martes foina, la faina moderna.
  • Megaloceros giganteus, il cervo gigante con palchi di larghezza anche sino a tre metri.
  • Canis lupus, il lupo.
  • Lynx lynx, l’attuale lince europea.
  • Ursus spelaeus, l’orso speleo, meglio conosciuto come orso delle caverne, alto quasi tre metri (in piedi).
  • Dama dama, il daino.
  • Capra ibex, l’odierno stambecco delle Alpi.
  • Mammuthus primigenius e Mammuthus chosaricus, due proboscidati di grandi dimensioni.
  • Equus hydruntinus, un cavallo dagli arti snelli e zoccoli minuti.
  • Hippopotamus amphibius, l’attuale ippopotamo.

Ursus spelaeus,

Con il termine dell’Aureliano si ha il passaggio dal Pleistocene all’Olocene, il nostro tempo. Vivendo in un interglaciale la fauna è nuovamente cambiata, si sono estinti numerosi animali tipici di ambiente freddo, si è avuto un nuovo spostamento latitudinale verso nord. Le faune a mammiferi tipici vedono numerosi erbivori e carnivori come il lupo, la lince, la volpe e l’orso; nonostante li abbiamo ridotti all’estinzione.

Con questo lungo excursus nel Pleistocene, raccolto in tre articoli, ho cercato di darvi un quadro quanto più completo del Quaternario, partendo  dal Quaternario Marino, al Glaciale, sino alle Unità Faunistiche dell’Europa, con un particolare focus sull’Italia. Purtroppo il materiale bibliografico non è raccolto in un unico volume, nonostante molti autori abbiano cercato di realizzare raccolte abbastanza complete.

Per domande e approfondimenti contattatemi e sarò lieto di aiutarvi.

Aaronne Colagrossi
geologo e scrittore

 

PAGINA PRINCIPALE

 

 

PARTE I

PARTE II

 

 

 

print
(Visited 499 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Translate:

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 37 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della stessa

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro e la pubblicazione e qualunque altro utilizzo del presente articolo e delle immagini contenute è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore che può essere contattato tramite

infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettimi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

2 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
marine militari
Materiali
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia Navale
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

For English readers

 


Do you like what you read and see on our site? OCEAN4FUTURE is a free blog, totally  independent, followed by million of people every year. Although mostly written in Italian Language,  ALL posts may be read in English, and other 36 languages.


We consistently publish Ocean news and perspectives from around the World that you may don’t get anywhere else, and we want to be able to provide you an unfattered reading.

Support us sharing our post links with your friends and, please consider a one-time donation in any amount you choose using one of the donation link in the portal.

Thanks  and stay with us.

OCEAN4FUTURE

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

Share