If you save the Ocean You save the Planet

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti- Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile. Crediamo che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo con la speranza che la classe politica comprenda l'emergenza in cui siamo, speriamo con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Il pesce palla è arrivato nelle nostre acque, cosa fare in caso di avvistamento e pesca

livello elementare
.
ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: EMERGENZE
parole chiave: specie aliene
.

Si avvicina la bella stagione e le pinne escono dagli scaffali pronte per nuove esplorazioni dei mari. Stesso mare ma specie doverse, provenienti dia mari tropicali o, qialche volta dall’Atlantico, che stanno lentamente invadendo il Mediterraneo. Alcune belle altre piuttosto dannose se non pericolose. Tra di esse, da qualche anno è arrivato il pesce palla,  bello e simpatico ma altamente tossico. Se doveste accidentalmente trovarlo nelle pescherie, NON cadete nella tentazione di acquistarlo per confezionare un pranzo orientale. Le conseguenze potrebbero essere letali.

Questo pesce non va assolutamente mangiato
ISPRA, IZSLT, e FISHLAB stanno cercando di conoscere meglio questo pesce alieno, proveniente dai mari orientali e lo potranno fare anche grazie al nostro impegno. Ogni segnalazione della sua presenza è importantissima. Per cui si richiede a tutti i subacquei, pescatori professionali e sportivi di segnalare ogni avvistamento o cattura dell’esemplare agli indirizzi sotto riportati. Una corretta e diffusa informazione consentirà di contribuire alla tutela della salute pubblica evitando gravi rischi per i consumatori.

Ecco la storia del pesce palla e come è arrivato in Mediterraneo

riba_fugu1-190313_560803S0

Abbiamo spesso raccontato come il riscaldamento globale e l’allargamento del canale di Suez stanno favorendo l’ingresso nel Mar Mediterraneo di specie aliene. Dal 1980 ad oggi, si sono osservate numerose variazioni dell’ecosistema marino mediterraneo come l’alterazione delle catene trofiche alimentari ed episodi di mortalità di massa o esplosioni demografiche di alcune specie a discapito di altre. All’origine il fenomeno della “tropicalizzazione”, connesso all’innalzamento della temperatura delle acque marino, ha portato ad una progressiva movimentazione verso nord di specie termofile autoctone, di solito limitate ai settori meridionali e più caldi del Mar Mediterraneo. Ad oggi più di trenta specie autoctone si sono già diffuse nelle zone settentrionali del bacino. Allo stesso modo, l’innalzamento delle temperature facilita la diffusione di specie esotiche tropicali, introdotte attraverso il Canale di Suez, il trasporto marittimo, l’acquacoltura o la combinazioni di questi fattori. Sebbene la via d’introduzione differisca fortemente tra i phyla e le aree del Mediterraneo, l’ingresso tramite il Canale di Suez riveste un ruolo cruciale, permettendo la migrazione di specie originarie dell’Oceano Indiano e del Mar Rosso (la cosiddetta migrazione “lessepsiana”).

Questo fenomeno, oltre a minacciare la biodiversità originale del Mediterraneo, può causare un impatto sulla salute umana favorendo l’introduzione di specie tossiche che possono essere pescate accidentalmente entrando nei circuiti commerciali. In particolare, quello che si sta segnalando negli ultimi tempi, è l’ingresso di numerose specie, comunemente  note come “pesci palla” o “Fugu” in giapponese, autoctone appartenenti alla famiglia dei Tetraodontidae come Lagocephalus spadiceus, Lagocephalus suezensis, Sphoeroides pachygaster, Torquigener flavimmaculosus e Tylerius spinosissimus. Pur non essendo ottimi nuotatori, per via della rigidità del loro corpo, i pesce palla non sono oggetti di facile predazione in quanto dotati di due particolari sistemi di difesa: il primo e’ la capacita’  di ingurgitare rapidamente grandi quantità di acqua, diventando molto grande e quindi difficile da inghiottire anche per predatori di grosse dimensioni coem gli squali; inoltre i visceri e muscoli contengono un veleno molto potente, la Tetradotossina (TTX). Oltre ai Tetraodontidi  anche altre specie di pesci, appartenenti alle famiglie Molidae e Canthigasteridae, la contengono

Ma quali sono gli effetti?
La TTX e’ una delle più letali neurotossine conosciute al mondo e frequente causa d’intossicazione nei paesi asiatici che può causare  vomito, vertigini, paralisi, diarrea fino ad un blocco cardio-respiratorio. La tossina è circa 100 volte più tossica rispetto al cianuro di potassio e se ingerita in alcuni casi può anche causare la morte. Il veleno non viene prodotto dal pesce direttamente ma da alcuni batteri (Pseudomonas) che si trovano nel cibo che questo ingerisce. La concentrazione di questa tossina è maggiore nel fegato, nelle gonadi, nella pelle e nell’intestino. Generalmente le carni non accumulano la tossina, ma possono contaminarsi per semplice contatto con gli organi tossici, ad esempio eseguendo in modo scorretto la pulizia dello stesso o in seguito a conservazione prolungata prima del consumo. Recenti studi hanno tuttavia evidenziato come talvolta la tossina si possa trovare anche nel muscolo. Dal 2005 al 2010 sono stati segnalati tredici decessi e numerosi casi di intossicazione nel Mediterraneo orientale.

Per questo motivo la normativa comunitaria (Regolamento (CE) n. 853 e n. 854/2004) vieta la commercializzazione a scopo alimentare delle specie appartenenti alla famiglia Tetraodontidae.

Locandina_pesce_palla

Il Ministero della Salute, nell’ambito della ricerca, ha finanziato il progetto “Cambiamenti climatici e sicurezza alimentare: indagine molecolare, microbiologica e tossicologica sulle specie ittiche tossiche presenti nel Mar Tirreno” di cui è capofila l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana (IZSLT) in partenariato con l’Università degli Studi di Pisa – Dipartimento di Scienze Veterinarie e il Fish Health Veterinary Officer, Veterinary Services and Animal Health, Ministry of Agriculture & Rural Development, Israele. Il progetto si propone di monitorare la presenza di specie invasive lungo le coste del Mar Tirreno e di caratterizzarle sotto il profilo molecolare, microbiologico e tossicologico per una valutazione del loro impatto e del rischio ad esse associato. Insieme alla campagna di informazione e ad una formazione mirata dei pescatori e degli altri operatori della filiera il progetto si pone come obiettivo finale la tutela degli operatori e dei consumatori.

Proposta di collaborazione
Visto il non facile reperimento di campioni è molto importante creare una rete tra i diversi enti e professionisti che a vario titolo operano nel settore. In fase preliminare sono stati presi quindi contatti con i servizi veterinari delle AA.SS.LL. costiere, il Settore Mare di ARPAT, associazioni di categoria e con l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) che ha promosso una campagna per il monitoraggio delle specie aliene tossiche. Prendendo parte a questo progetto ed inviandoci le vostre segnalazioni ci aiuterete a monitorare la presenza di specie invasive nel Mar Mediterraneo. Una corretta e diffusa informazione consentirà inoltre di contribuire alla tutela della salute pubblica evitando gravi rischi per i consumatori.

NB Si invitano tutti coloro che avessero modo di rinvenire o avvistare una di queste specie durante le attività di pesca professionale, sportiva o amatoriale a compilare l’apposita scheda, scaricabile da questo link inviando la vostra comunicazione a:

IZSLT – Sezione di Pisa – e- mail: pisa@izslt.it

Università di Pisa – Dipartimento di Scienze Veterinarie – e- mail: fishlab@vet.unipi.it

ISPRA – e- mail: pescepalla@isprambiente.it

 

Per indicazioni sulla conservazione degli esemplari di pesce palla pescati o rinvenuti spiaggiati e per il loro recupero si  prega di contattare il n. 050/2210204 dalle 9 alle 18.

 

PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE
print
(Visited 638 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Translate:

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 37 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della stessa

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro e la pubblicazione e qualunque altro utilizzo del presente articolo e delle immagini contenute è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore che può essere contattato tramite

infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettimi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

13 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
marine militari
Materiali
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia Navale
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

For English readers

 


Do you like what you read and see on our site? OCEAN4FUTURE is a free blog, totally  independent, followed by million of people every year. Although mostly written in Italian Language,  ALL posts may be read in English, and other 36 languages.


We consistently publish Ocean news and perspectives from around the World that you may don’t get anywhere else, and we want to be able to provide you an unfattered reading.

Support us sharing our post links with your friends and, please consider a one-time donation in any amount you choose using one of the donation link in the portal.

Thanks  and stay with us.

OCEAN4FUTURE

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

Share