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NO PLASTIC AT SEA

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Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

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Recensioni librarie: “Seconda navigazione” di Donatella Moica

immagine copertina web

Tra gli articoli, saggi e libri che riceviamo ed abbiamo il piacere di leggere in redazione, ho recentemente ricevuto Seconda navigazione, il primo libro di Donatella Moica. Per i marinai la “seconda navigazione” è una metafora indicante la ricerca di una alternativa; anticamente, in caso di bonaccia, quando le navi a vela restavano immobilizzate  in mezzo al mare, i marinai degli antichi velieri ponevano le scialuppe in mare ed a remi cercavano … il vento. Nel tempo è rimasto come ricerca di un’altra soluzione, spesso effettuata sulla propria pelle, che comporta la necessita di essere sempre pronti a modificare i nostri piani iniziali intraprendendo nuovi percorsi materiali o spirituali. Se vogliamo,  è l’andare oltre le proprie sensazioni corporee, cercando nuovi soluzioni nell’intelletto e nella ragione. Il titolo si sposa armoniosamente con il racconto di questi tre personaggi, tormentati dalla vicissitudini della vita che trovano nel mare un collante unico e fonte di rinascita.  E non può esserci altro elemento come il mare in cui il tutto, la forza e la ragione convivono in una eterna lotta.

La storia si svolge su una spiaggia circondata da scogli come ce ne sono tante in Italia. Sulla vicina e misteriosa scogliera, c’è un paesino di pescatori dove non abita quasi più nessuno e che ormai è stato riconvertito in una sorta di “villaggio turistico” vissuto solo in estate. E’ questa la situazione di molti “luoghi” che avrebbero tanto da raccontare ma che le esigenze della vita contemporanea ha relegato a dormitori per vecchi d’inverno ed a finti villaggi turistici d’estate.  Dove gli elementi naturali creano una cornice che è una sorta di ecosistema della storia di questi tre personaggi, reduci da tempeste interiori che hanno sconvolto le loro vite, che cercano come tanti delle risposte alla loro vita e le chiedono … al mare. Abbiamo Alice, proprietaria della pensione Nautilus che ha passato tutta la vita su quella spiaggia sognando di andarsene senza riuscire a farlo a causa della paura dell’abbandono e del senso di colpa. Poi Carmen, professoressa di lettere in fuga da casa e alla ricerca dei suoi sogni di gioventù. Carmen è forse la più “normale” dei tre ed anche l’unica che riconosce la propria condizione umana imperfetta e quindi soggetta all’errore.  Infine,  Sasha, un pianista famoso costretto dalla vita a confrontarsi con la sua natura umana e animale che gli fa comprendere all’improvviso di non essere immortale ma di passaggio come tutti. Ciascuno ha caratteristiche diverse ed opposte all’altro e nessuno domina ma anzi apporta un qualcosa che aiuta a far superare i propri demoni agli altri due. Se all’inizio le loro storie sembrano condizionate dagli eventi drammatici del passato, che influenzano anche il ritmo del racconto, man mano che si instaura un rapporto tra di loro le loro storie si intersecano ed innescano un processo di trasformazione che li porterà ad una vera e propria metamorfosi spirituale. Gli stessi elementi naturali, mare, pioggia, vento, luna, stelle non sono solo una mera cornice ma vivono e respirano insieme ai personaggi condividendone gli stati d’animo.

Ogni giorno ci presenta situazioni e mete diverse perché, come ci racconta Donatella tramite le parole di un protagonista del romanzo… “La vita è come una navigazione in un mare immenso, sconosciuto ed incomprensibile. Eppure così reale. Navighiamo a vista, con una barca cominciata a costruire il giorno  della nascita  con quello che ci viene dato e senza istruzioni per il montaggio …  Incontriamo altri naviganti … Ciascuno di loro ci lascia qualcosa … E senza rendercene conto la nostra rotta cambia verso un altro mare … e la vita si arricchisce …

Un bel romanzo ricco di sentimenti e stimoli che ci parla della vita e dei nostri sogni che nascono e mutano ogni giorno come le onde che frangono e sconvolgono la sabbia della spiaggia. Buona lettura.

donatella moica

Intervista all’autrice Donatella Moica
Conosciamo Donatella come abile istruttrice, organizzatrice di viaggi, giornalista, divulgatrice. Volendo approfondire questa nuova fase della sua vita, abbiamo raggiunto Donatella per farle una breve intervista, conoscerla meglio e farci parlare di questa sua nuova esperienza.

Ciao Donatella, domanda di rito “Parlaci di te?”
Sono nata in Sardegna. La mia terra d’infanzia profuma di mirti e cisti marini ed è circondata dal mare. Il mare ne traccia il contorno ed il confine e ne è allo stesso tempo padrone e sprone. Passo l’infanzia a guardare il mare e a sognare mondi fantastici al di là e dentro di esso. In quel periodo della mia vita il mare rappresentava soprattutto un limite, un limite ai viaggi, un limite ai sogni. Però era anche una spinta a cercare di capire e vedere cosa c’era al di là, cosa c’era dentro. Quando ho scoperto che sotto la superficie si celava un mondo fantastico che andava ben oltre le mie più fantasiose previsioni, il mio rapporto è cambiato. Sono diventata parte di quell’elemento e non solo non mi faceva più paura ma mi sentivo (e mi sento ancora) parte di esso. Così i miei limiti ed i miei confini sono spariti aprendomi un milione si opportunità.

Cos’è il mare per te?
images (1)Il Mare mi affascina, mi parla, non smette di stupirmi. La mia avventura subacquea è cominciata per caso ma ha rappresentato una svolta determinante nella mia vita. Sono diventata istruttrice ed il mare ha nutrito, per molti anni, le mie fantasie e la mia “pancia”.
Ma non sono mai arrivata a possederlo, anzi mi sono resa conto che l’amore non è possesso ma libertà. Sott’acqua mi sento accolta e coccolata. Il mio corpo gode l’intimo contatto e la mia mente vagheggia e sogna inseguendo creature straordinarie e cercando di capirne l’essenza. Ho insegnato le tecniche della subacquea per tanti anni, ma prima di tutto cercavo sempre di insegnare ad ascoltare il respiro del mare. Cercavo di mostrarne l’essenza e la sua importanza per tutti noi e per il pianeta. Andare sott’acqua è un enorme privilegio e tutti noi dovremmo diventare gli ambasciatori del mare insegnando il rispetto e l’amore per l’elemento che ci tiene in vita.

Quando hai cominciato a scrivere?
Prima di andare a scuola! Mia madre mi insegnava a scrivere perché la lasciassi tranquilla ed io passavo ore ed ore a disegnare letterine, poi quando ho cominciato a comporre le parole non mi sono più fermata. Scrivo in ogni situazione e per qualunque cosa. Sul mio comodino ho sempre un quaderno ed una matita… Ho scritto due saggi dedicati al mare “Appunti per il naturalista subacqueo” e “Meraviglie dei Tropici” e centinaia di articoli tematici. “Seconda navigazione” è il mio primo romanzo.

Da cosa nasce l’idea di questo romanzo?
donatella moica
L’ispirazione creativa, sia essa per un quadro, per un romanzo o per una canzone ha sempre qualcosa di magico. La storia che racconto in “Seconda navigazione” mi è stata regalata dalla musica: il primo gennaio del 2015, ho ricevuto un augurio in musica, Atlantico di Roberto Cacciapaglia. Non conoscevo Cacciapaglia e, incuriosita dalla sua musica, sono andata a cercare altri pezzi. Beh, entro un’ora avevo scaricato l’intero album “Quarto Tempo”, dedicato interamente al mare. La musica è intensa, forte e dolce allo stesso tempo e in ogni nota c’è il mare. Così più ascoltavo quella musica, più la mia storia prendeva forma. Inutile dire che ho cominciato a scriverla quello stesso giorno. Così tra onde, vento e pioggia i tre personaggi si sono incontrati o meglio le loro anime si sono scontrate e niente è stato più lo stesso. I tre protagonisti, come leggerete, hanno un passato burrascoso a causa di situazioni personali che hanno sconvolto le loro vite. Come tutti cercano risposte e le chiedono al mare.

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