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Le popolazioni di meduse oscillano in modo sincrono su scala globale di Carlos Duarte

livello elementare
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ARGOMENTO: ECOLOGIA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: OCEANO PACIFICO
parole chiave: meduse

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Bloom di Giant Jellyfish (Nemopilema nomurai) intasa le reti dei pescatori in Giappone – foto di Sin-Ichi Uye.

Invasione
In tutto il mondo si stanno verificando numerosi spiaggiamenti di meduse. Questo articolo tratta lo studio delle popolazioni delle meduse su base mondiale e sulla scoperta che esistono cicli di maggior o minor sviluppo di questi celenterati. Questi fenomeni, chiamati blooming (termine inglese per fioriture), sono causa di problemi sociali importanti come l’ostruzione di servizi antropici, di reti da pesca ed un aumento dei rischi dovuti a certe meduse. Spettacolari fioriture furono osservate nel 2013 a Moreton Bay, Queensland. La spiaggia di Cable Beach, nei pressi di Broome, fu disseminata da tonnellate di “sea tomatoes” e jimbles spiaggiati che sembravano aver prosperato in gran quantità in quelle acque. Si trattava di un fenomeno in crescita a livello globale o solo locale?  Quali erano le sue implicazioni?  

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Actinia equina o pomodoro di mare,  un celenterato antozoo della famiglia degli  Actiniidae che abita la zona intertidale, fino a pochi metri di profondità. I suoi tentacoli sono urticanti

Le invasioni  di meduse sono una caratteristica cospicua delle acque costiere in tutto il mondo e sono note per interferire con il turismo, la pesca e le attività industriali, influendo sugli impianti di desalinizzazione e di produzione di energia. Questo aumento della segnalazione da parte dei mass media di meduse nelle acque costiere ha alimentato la percezione che esse siano in aumento, confermato anche da studi scientifici che riportano  che il fenomeno abbia caratteristiche a livello mondiale come sintomo di un oceano degradante.

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Una mega invasione di meduse avvenuta il 10 gennaio 2016 sulla spiaggia di Putzu Idu, Sardegna, Italia – foto di Massimo Muzzonigro

Ma sono veramente in aumento?
Le rivendicazioni di un aumento a livello globale sono stati ampiamente dedotte  da diversi studi che indicano che la presenza di meduse sia aumentata in alcune regioni del mondo. La Medusa Global Group, un gruppo multidisciplinare composto non solo da esperti di questi organismi gelatinosi, ma anche di climatologia, oceanografia e socioeconomica,  si è riunito regolarmente nel corso degli ultimi tre anni presso il Centro Nazionale per l’analisi ecologica, una ente multidisciplinare di ricerca ed analisi ecologica dei dati, affiliato con l’Università della California, Santa Barbara.

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Il Gruppo mise insieme tutte le segnalazioni  sulla presenza di meduse, utilizzando dati provenienti da tutto il mondo, per fornire una prima prova formale del fatto che le meduse fossero veramente in aumento. I dati comprendevano segnalazioni raccolte in oltre 200 anni. I sorprendenti risultati dello studio furono quindi pubblicati su Proceedings of National Academy of Sciences (Condon et al. 2012).

Oscillazioni sincrone
La scoperta forse più eclatante fu che, a livello globale, le popolazioni di meduse subiscono oscillazioni sincrone con periodi decennali di ascesa e la caduta.

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Sono state  osservate  fasi di aumento negli anni 1990 ed primi anni 2000, che hanno contribuito alla percezione pubblica di un aumento globale delle meduse. In realtà la fase crescente precedente delle popolazioni di meduse avvenne nel 1970 ma non fu considerata, probabilmente perché, essendoci  meno persone impiegate nello studio delle meduse, c’era meno consapevolezza di problemi su scala globale. Inoltre, senza internet, esisteva una minore capacità di condividere le informazioni con gli altri ricercatori. Risultò solo un lieve aumento delle popolazioni di meduse essendo il minimo più recente ben al di sopra dei minimi precedente. Questa leggera tendenza è stata minimizzata dalla constatazione che non c’è alcuna differenza nella percentuale di popolazioni delle meduse aumentate rispetto a quelle diminuite nel tempo ed esiste un’incertezza sull’interpretazione di questa piccola variazione rispetto alla media.

Per quanto sopra, la conferma di una tendenza emergente dovrà aspettare fino al prossimo minimo storico. Di fatto i cicli naturali a lungo termine non sono un fenomeno nuovo in natura. Ad esempio le cicale nordamericane invadono in massa ogni 17 anni, gli anelli degli alberi presentano modelli di crescita multi-decennali, e le concentrazioni di ossigeno, anche oceaniche, generate dalla crescita della produzione di fitoplancton, variano più di 20 periodi all’anno.

La domanda più pressante è se le attività antropiche, come l’eccesso di combustione di combustibili fossili e l’aumento dell’urbanizzazione lungo le coste, possano interagire con le oscillazioni naturali causando un potenziale cambiamento delle medie. Naturalmente, senza monitoraggio o dati da analizzare su lungo termine, è difficile rispondere a questa domanda, è necessita di programmi di studio basati su opportune scale spazio-temporali.

La consapevolezza che le popolazioni di meduse varino in modo sincrono, in aumento o in diminuzione, in tutto il mondo dovrebbe ora reindirizzare i ricercatori a cercare driver naturali e climatici a lungo termine sulle popolazioni di questi animali. L’analisi ha rivelato  che esistono regioni del mondo, come in aperto oceano e in gran parte dell’emisfero meridionale, dove i dati sono ancora scarsi e c’è necessità di effettuare nuove ricerche. 

Focalizzarsi su aree di crescita
Anche se abbiamo trovato poche prove di un aumento a livello globale delle meduse, ci sono regioni del mondo in cui il blooming è aumentato nel corso del tempo tra cui il Mar del Giappone, le regioni del Nord Atlantico ed il Mar Mediterraneo. In queste regioni l’aumento delle popolazioni di meduse continua a presentare problemi per le industrie costiere e la ricerca su come mitigarne gli effetti deve diventare una priorità. Appare importante la ricerca di driver, come ad esempio la crescita delle meduse in superfici artificiali lungo la costa, che può fornire un habitat per i polipi che producono poi le meduse. Altro fattore è il cambiamento climatico che può  alterare la fenologia o i tempi di fioriture stagionali. Se le oscillazioni globali delle popolazioni di meduse persisteranno, continueranno ad esserci periodi le industrie costiere dovranno prepararsi a queste emergenze. È importante sottolineare che ora siamo in grado di partire da una base solida per valutare i cambiamenti futuri delle popolazioni di meduse.

Carlos Duarte

La ricerca continua. 

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Riferimento:
fioriture di meduse ricorrenti sono una conseguenza delle oscillazioni globali Robert H. Condon, Carlos M. Duarte, Kylie A. Pitt, Kelly L. Robinson, Cathy H. Lucas, Kelly R. Sutherland, Hermes W. Mianzan, Molly Bogeberg, Jennifer E. Purcell, Mary Beth Decker, Shin-ichi Uye, Laurence Madin P., Richard D. Brodeur, Steven Haddock HD, Alenka Malej, Gregory D. Parry, Elena Eriksen, Javier Quiñones, Marcelo Acha, Michel Harvey, James M. Arthur, e William M. Graham PNAS 2012; pubblicato prima della stampa 31 dicembre 2012, doi: 10.1073 / pnas.1210920110

autore Carlos Duarte
Direttore, Istituto oceani, University of Western Australia

articolo originale  in lingua inglese

coautore di Kylie Pitt, Lettore, Griffith School of Environment, Australia fiumi Institute presso la Griffith University; e Robert H. Condon, Senior Scientist, Dauphin Island Sea Lab, Alabama, Stati Uniti d’America.

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