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Capire le maniche a vento di Paolo Giannetti

livello elementare
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ARGOMENTO: NAUTICA
PERIODO: NA
AREA: DIDATTICA
parole chiave: anemoscopio, manica a vento, vento

Molti ancora oggi si chiedono cosa sia e a cosa serva quello strano lungo tubo simile ad un enorme calzino a bande bianche e rosse che fluttua in aria fissato ad una asta nei pressi delle piste degli aeroporti o eliporti e nelle aree industriali delle città.


Si tratta della Manica a vento (detta anche anemoscopio), un semplice dispositivo che serve a fornire ai piloti informazioni visive sullo stato del vento al suolo. Per completezza  esistono diversi tipi di anemoscopio, ricavati con banderuole girevoli e strisce di tela. In ogni caso, date le fattezze rudimentali di questo importante strumento meteorologico, è difficile costruire un anemoscopio che riporti con molta fedeltà il grado di intensità del vento. Il primo fu costruito da Leonardo da Vinci ed era simile ad una banderuola e venne poi perfezionato nel XVIII secolo dall’abate astigiano Atanasio Cavalli. A quest’ultimo va attribuito non solo il merito del perfezionamento dell’anemoscopio, ma dell’invenzione dell’anemometro e del sismoscopio a mercurio, uno strumento che oltre le scosse sismiche  registrava anche l’ora in cui erano avvenute.

Torniamo alla manica a vento. Normalmente questo semplice strumento è posizionato in un punto ben visibile in modo che possa essere osservato chiaramente prima del decollo e dell’atterraggio.

La manica a vento è costituita da un tronco di cono in tessuto resistente al flusso dell’aria e alle intemperie, fissato all’estremità girevole di un sostegno alto qualche metro (4 – 6 metri). Il suo funzionamento è intuitivo: il vento, entrando nel cono di tessuto lo gonfia e ne dirige l’estremità più stretta (quella più distante dal palo) nella sua direzione. Il pilota può dunque valutare, dal grado di rigonfiamento del cono (e dalla sua conseguente inclinazione) la FORZA del vento, mentre la DIREZIONE di provenienza è l’opposto della direzione in cui la manica a vento sta puntando. Ad esempio, se il vento soffia da EST (Levante o 090°), la manica a vento punta verso OVEST (Ponente o 270°). Ovviamente, in calma di vento la manica resta del tutto afflosciata.

Ma una cosa che forse non tutti sanno è il perché le maniche sono colorate a bande bianche e rosse. Le bande servono per misurare (anche se in modo approssimativo) la velocità del vento. Le bande sono cinque, con i colori alternati e con il rosso (o arancione) sempre alle estremità. Ogni banda corrisponde a tre nodi di vento, quindi se vediamo la manica completamente orizzontale e tesa, possiamo stimare la velocità del vento a circa 15 nodi (circa 28 Km/h).

Questo strumento così semplice, ma così importante, è indispensabile in moltissimi casi e trova applicazioni, oltre che negli aeroporti ed eliporti, anche nei campi di volo sportivo, nelle piattaforme petrolifere, negli stabilimenti di lavorazione e stoccaggio di gas e materiali chimici, distributori di carburante, sulle piazzole di atterraggio delle navi e sulle piattaforme petrolifere, e molti altri ancora.

Cieli sereni

Paolo Giannetti

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