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Una sentenza storica: il caso della Trinitè, relitto conteso nelle acque della Florida

livello elementare
.
ARGOMENTO: RELITTI
PERIODO: XVI SECOLO
AREA: OCEANO ATLANTICO
parole chiave: Ribault, Florida

 

Sembrerebbe che non basti più scoprire un tesoro per poterne vantare i diritti. La scoperta di un relitto di una nave francese nei pressi di Cape Canaveral ha innescato una causa tra lo Stato della Florida, il Governo francese e la Global Marine Exploration sui diritti dell’esplorazione e recupero degli artefatti sul relitto della Trinitè, ammiraglia della flotta di Ribault.

L’avventura francese in Florida
Nel 1562, il comandante francese Jean Ribault fu inviato dal re di Francia lungo le coste della Florida per mettere le basi per una colonia francese nel nuovo mondo. Ribault e il suo luogotenente Rene Laudonnière attraversarono l’Atlantico con tre navi e centocinquanta persone, per lo più Ugonotti o protestanti francesi. Lo scopo della spedizione era di prendere possesso di quei territori del Nuovo Mondo, scacciando i coloni spagnoli.

Jean Ribault sbarcò vicino alla zona di Sant’Augustin. Mentre navigava più a nord, trovò un fiume che battezzò “Fiume di maggio”, ora St. Johns, ed alla sua foce costruì un monumento in pietra per celebrare la sua visita e rivendicarlo per la Francia.

Successivamente, Ribault proseguì verso nord, verso l’attuale Carolina del Sud, fondando Port Royal. Qui, gli Ugonotti vi costruirono un forte che chiamarono Charlesfort. Per approvvigionarsi di nuove forniture, Ribault tornò in Francia dove, con suo grande sgomento, scoprì che erano scoppiati dei sanguinosi conflitti religiosi tra Cattolici ed Ugonotti. Ribault chiese allora aiuto alla regina Elisabetta d’Inghilterra che però lo fece arrestare per aver fondato una colonia francese nel territorio spagnolo imprigionandolo in una prigione a Londra.

Durante il periodo in cui Jean Ribault era in prigione, Rene Laudonnière fu inviato per salvare Charlesfort in South Carolina con una spedizione di 304 coloni ugonotti. Quando arrivarono alla foce del fiume St. Johns in Florida, vi costruirono un forte che chiamarono Fort Caroline per proteggersi da eventuali attacchi nemici. All’inizio, la colonia prosperò, ben rifornite di bestiame, provviste e attrezzi. Un resoconto dell’esplorazione francese della Florida e della fondazione di Fort Caroline si ritrova nel “Brevis eorum quae in Florida Americae provi [n] cia Gallis acciderunt”, un testo di Theodor de Bry che include incisioni basate sul lavoro dell’artista francese Jacque Le Moyne De Morgues, a seguito dei coloni francesi per dipingere la popolazione e la fauna indigene.

Theodor de Bry, 1528-1598. Brevis narratio eorum quae in Florida Americae provi[n]cia Gallis acciderunt: Francoforti ad Moenum: Typis Ioan[n]is Wecheli, sumtibus vero Theodori de Bry, venales reperiu[n]tur in officina S. Feirabe[n]dii, 1591. Library of Congress, Rare Book and Special Collections Division

Rene Laudonnière partì per esplorare l’interno di quel nuovo territorio e, inizialmente, instaurò buoni rapporti con gli indiani di Timucuan. Presto, tuttavia, le scorte si esaurirono e la colonia francese non fu in grado di ottenere cibo sufficiente dagli indigeni. Nacquero delle dispute interne e alcuni dei coloni non credevano più nella leadership di Laudonnière rubarono delle navi e si spinsero verso sud per darsi alla pirateria e razziare le navi del tesoro spagnole mentre la maggior parte dei coloni di Fort Caroline decise di tornare a casa in Francia.

Pedro Menendez de Aviles 

Dopo che Ribault fu rilasciato dalla prigione, il re di Francia lo rimandò in America con 500 soldati. Jean Ribault progettò di riprendere il controllo di Fort Caroline per fronteggiare gli Spagnoli. Nel frattempo, un esploratore spagnolo di nome Pedro Menendez de Aviles arrivò in Florida e costruì un forte a Sant’Augustin, a sud di Fort Caroline, preparandosi alla battaglia.

Ribault tentò di assediare il forte spagnolo ma le sue navi furono distrutte da una forte tempesta. La mancanza di rifornimenti al forte francese. dovuta all’uragano fornì a Menéndez de Aviles l’opportunità di attaccare la colonia. Lo Spagnolo con 500 soldati marciò verso nord e distrusse Fort Caroline. L’epilogo fu una sanguinosa mattanza che gli Spagnoli fecero dei naufraghi francesi che mise fine ai sogni francesi di una colonia in Florida. Sebbene l’evento sia ben documentato, uno dei misteri rimasti è ancora l’esatta posizione del Forte ugonotto che alcuni studiosi collocano vicino a Jacksonville, mentre altri a nord della Georgia lungo le rive del fiume Altamaha. Ma che fine fecero le navi francesi?

La scoperta
Secoli dopo, nei pressi del possibile naufragio la società di ricerche Global Marine Exploration Inc., ha ritrovato tre cannoni in bronzo, due dei quali da 10 piedi e uno da 7,5 piedi, ed un monumento in marmo con lo stemma della Francia dal primo periodo coloniale, oltre che resti di zavorra, munizioni e molti artefatti sul fondo.

I primi risultati hanno suggerito la possibilità che questi fossero parte dei resti delle navi francesi perdute di Jean Ribault nel 1565, ma successive prove fisiche e ricerche storiche condotte dall’équipe archeologica del GME hanno escluso tale possibilità.

La Global Marine Salvage, la società che ha scoperto il naufragio nel 2016, ne ha comunque richiesto la proprietà e possesso secondo la legge, una richiesta di premio di salvataggio, nonché l’esclusività dell’esplorazione e recupero. Immediatamente la Repubblica di Francia ha presentato un reclamo, sostenendo che la nave apparteneva “alla flotta reale francese del 1565 comandata da Ribault” e “che non aveva abbandonato la sovranità sulla nave“. La Trinité, prima che affondasse nel 1565, era la più grande delle sette navi che comprendevano la flotta francese e serviva da nave ammiraglia.

A questo punto nel contenzioso era intervenuto anche lo Stato della Florida a sostegno della richiesta francese, affermando che se la nave non fosse stata di nazionalità francese, allora la Florida avrebbe dovuto esserne proprietaria essendo il relitto “incorporato nelle terre sommerse sovrane dello stato della Florida“, essendo stato abbandonato dal suo proprietario. Dopo molte peripezie legali, nel giugno 2018, un giudice decretò che la nave era effettivamente La Trinité di Ribaut in quanto:

– il luogo della scoperta, nei pressi dell’attuale Cape Canaveral, coincide con il sito in cui affondò probabilmente la Trinitè;

– i cannoni ritrovati sono dei cannoni francesi del XVI secolo,  coerenti con quelli elencati nel registro di artiglieria della Trinitè;

– la nave conteneva un monumento in pietra recante lo stemma del re di Francia simile al monumento posto alla foce del fiume St. Johns da Ribault nel 1562 come raffigurato in un’incisione di Teodore de Bry.

incisione di una colonna francese posta sul  fiume St. Johns estratat dal  Brevis Narratio by Theodor de Bry. (1591). //lccn.loc.gov/07009869. Photo credit by Robert Brammer.

Sulla base di queste prove il magistrato, come potete leggere nell’estratto della sentenza, ha concluso che il relitto può essere identificato come il vascello sovrano francese La Trinitè, quindi è di proprietà della Francia. 

Una sentenza che crea un precedente giuridico importante negli Stati Uniti dove la scoperta di relitti è sempre stata fonte di lunghi contenziosi.

 

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1 commento

  1. Paolo Paolo
    04/05/2020    

    La storia è come la nutella, si va sempre alla ricerca, perchè ti fa conoscere a fondo il gusto del piacere di conoscere i fatti.

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