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NO PLASTIC AT SEA

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Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti- Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile. Crediamo che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo con la speranza che la classe politica comprenda l'emergenza in cui siamo, speriamo con maggiore coscienza
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Oceanografia per tutti

livello elementare
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ARGOMENTO: OCEANOGRAFIA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: salinità, densità, temperatura, assorbimento CO2, sbiancamento dei coralli

 

Ocean4future è nato per diffondere la cultura del mare, offrendo ogni giorno brevi articoli, di difficoltà diverse, per far comprendere quanto l’elemento liquido sia importante per la sopravvivenza del nostro Pianeta. La maggior parte delle fonti si concentra sugli aspetti ecologici ma noi riteniamo che esistano altri aspetti altrettanto importanti  come quelli oceanografici ed economici. Nonostante la razza umana viva prevalentemente sulle terre emerse, gli oceani ed i mari coprono circa il 70% della superficie del pianeta e permettono la nostra prosperità e sopravvivenza.

Gli oceani hanno sempre affascinato l’Umanità che si è sempre domandata la loro natura e la morfologia delle profondità abissali. Grazie agli studi oceanografici oggi sappiamo che la conformazione dei fondali è molto varia, con una profondità media di circa 2,7 miglia dove si aprono fosse abissali, lunghe migliaia di chilometri, che possono scendere a più di 10.000 metri di profondità. Nelle loro prossimità, nel buio assoluto, esiste un’intensa attività vulcanica spesso localizzata su fasce parallele, in corrispondenza dei punti di collisione delle faglie geologiche.

Perché l’oceano è così importante?
Gli oceani hanno un ruolo fondamentale per la mitigazione del clima esterno, assorbendo l’energia (calore) in eccesso dall’atmosfera e distribuendola in modo uniforme sulla Terra. Basti pensare che i primi strati oceanici sono in grado di immagazzinare tanto calore quanto l’intera atmosfera della Terra. Quindi, mentre il pianeta si riscalda, l’oceano sottrae energia termica e, quando le temperature esterne scendono,  funge da termoregolatore rilasciando calore e così contribuendo a mantenere accettabile la temperatura. Essendo le acque in costante movimento (correnti), le acque più calde raggiungono le zone più fredde riscaldandole. E’ il ruolo, ad esempio, della corrente del Golfo, senza la quale il Nord America ed il Canada sarebbero coperte da una spessa coltre di ghiaccio. Cosa succede dal punti di vista ecologico? Quando gli oceani incamerano troppo calore, le forme viventi o si adattano o muoiono, con tutte le conseguenze ecologiche, biologiche ed economiche del caso.

Quali sono le forme di vita negli oceani?
Gli oceani sono una fonte di nutrimento per gli essere umani da millenni. Non tutti gli esseri viventi sono commestibili ma tutte le specie hanno la loro funzione nella catena alimentare. Alla base troviamo le alghe e il plancton. Il plancton è formato da piccole forme viventi che galleggiano nel volume di acqua e si spostano nell’oceano fornendo nutrimento alle specie maggiori. Ad esempio, piccoli animali come il krill (una specie di gamberetto) si nutrono di plancton e a loro volta sono il cibo di forme viventi di maggiori dimensioni come pesci e cetacei.


Quando, per mutate condizioni di temperatura, le popolazioni di krill diminuiscono (si calcola che siano recentemente diminuite dell’80 per cento) tutta la catena alimentare entra in crisi. Le variazioni ambientali colpiscono anche gli animali che vivono sul fondo, crescendo su rocce e sedimenti o costruendo delle strutture coloniali in cui vivono come in un gigantesco condominio. Tra i più noti abbiamo i coralli, creature marine in serio pericolo a causa delle variazioni termiche e chimiche del mare. Essi vivono in armonia con altre forme di vita come le alghe. Le loro colonie si possono estendere per chilometri e hanno una notevole importanza ecologica. Anche i pesci adorano le barriere coralline, dove trovano anfratti, cibo e protezione per la loro riproduzione.

Quando le temperature salgono, questo ambiente soffre, le condizioni chimiche dell’acqua si modificano facendo aumentare la acidità dell’acqua e i poveri coralli muoiono: si ha quello che viene chiamato sbiancamento dei coralli e purtroppo questo fenomeno sta accadendo in molti luoghi del mondo. Le variazioni chimico-fisiche delle acque comportano migrazioni delle specie maggiori e molte aree diventano morte (con assenza di vita) andando a creare seri problemi economici alle popolazioni locali.

Assorbimento dell’anidride carbonica
Gli oceani ed i mari assorbono l’anidride carbonica dall’atmosfera facilitati dal rimescolamento degli strati superficiali causato dal vento. In pratica, il vento provoca le onde che danno più possibilità alla massa d’acqua di assorbire l’anidride carbonica. La descrizione del moto ondoso  richiede calcoli matematici complessi, per cui limitiamoci a capire cosa succede con un piccolo esperimento.

Riempite una bacinella di acqua posta su un tavolo. Ora osservate la superficie dell’acqua: senza nessun disturbo esterno vi apparirà come una lastra senza increspature. Incominciate ora a far cadere dall’alto delle gocce e vedrete che si formeranno delle piccole onde circolari che diventeranno di dimensioni maggiori man mano che si allontaneranno dal punto di contatto.

Questo fenomeno è simile a quello che avviene in mare quando lanciamo un sasso dalla spiaggia. Dopo l’urto si genereranno delle onde circolari centrate sul punto di impatto. Se invece di essere causato dall’urto di un sasso questo disturbo è generato dal vento si creeranno sulla sua superficie quelli che si chiamano treni d’onda. Il vento viene causato dalle differenze di pressione delle masse d’aria e inizialmente si formeranno delle increspature e poi delle onde di dimensioni in altezza sempre maggiori. Questo rimescolamento favorisce il rimescolamento di particelle d’acqua ed aria, modificando le caratteristiche fisiche nel volume. Attraverso i processi di fotosintesi si attua la parte marina del ciclo del Carbonio, fondamentale per la nostra sopravvivenza.

In pratica, tra la superficie del mare e l’aria esiste un continuo scambio di CO2, per cui il mare si comporta come una fonte di CO2 atmosferico e in altre come serbatoio. Il diossido di carbonio disciolto si combina con l´acqua di mare formando acido carbonico (H2CO3), che immediatamente si dissocia in ioni di bicarbonato (HCO3–) e di carbonato (CO32-). L’interscambio di diossido di carbonio dipende direttamente della frazione di carbonio presente sulla superficie del mare in forma di CO2.

Gli oceani hanno un ruolo fondamentale per il nostro clima, assorbendo circa un quarto della CO2 prodotta sul pianeta sia per effetti naturali sia per la combustione di materiali fossili (petrolio, carbone e gas naturale). Se non fosse per l’oceano, avremmo quindi un aumento significativo del CO2 in atmosfera ed un aumento ancora maggiore delle temperature. Gli animali marini rilasciano anidride carbonica come quelli terrestri, ma per fortuna anche le piante oceaniche la assorbono, rilasciando poi ossigeno che ritorna in atmosfera. 

Una pianta marina importantissima per la nostra sopravvivenza è la Posidonia oceanica, una pianta tipica del Mediterraneo, che produce una grandissima quantità di ossigeno nelle sue praterie sottomarine. Grazie al suo sviluppo fogliare può liberare nell’ambiente fino a 20 litri di ossigeno al giorno per ogni metro quadro di prateria. Un’altra funzione importante è la sua capacità di contrastare l’acidificazione del mare grazie alla sua elevata capacità di assorbire CO2. Sebbene endemica nel Mediterraneo, è sensibile alle variazioni chimico fisiche di salinità. Per quanto riguarda la temperatura, sopporta bene sbalzi termici relativamente importanti, ma può non sopravvivere a temperature inferiori a 10°C o superiori a 28°C. 

Ma quali sono gli effetti dell’assorbimento di CO2 sulla vita marina?
Quando l’oceano assorbe molta CO2 l’acqua diventa sempre più acida (diminuisce i suo pH). Questo non è un bene perché molti animali, come i molluschi, subiscono un danno a causa dell’aumento dell’acidità, le conchiglie si corrodono e gli animali che vivono al loro interno muoiono. Per capire quello che succede facciamo un altro esperimento. Mettiamo in un scodella dell’acqua di rubinetto con all’interno una conchiglia (senza l’animale al suo interno). Come vedete non succede nulla … la conchiglia si bagnerà e ci apparirà anche più lucida … ma, se nell’acqua versiamo del succo di limone, vedremo che la conchiglia inizierà a corrodersi sbiancandosi a causa dell’aumentata acidità del liquido. Negli oceani avviene la stessa cosa: aumentando l’acidità gli animali che hanno una “corazza” calcarea vengono attaccati e muoiono … sbiancandosi .. ricordate i coralli che avevamo nominato prima?

In che modo l’oceano influenza il clima?
Gli oceani influenzano il clima del pianeta trasportando il calore grazie alle grandi correnti oceaniche. Le acque più calde vanno verso nord, dove si raffreddano alle alte latitudini per poi sprofondare verso gli abissi. La circolazione delle correnti, che viene chiamata “nastro trasportatore” permette di mantenere più caldo l’Oceano Atlantico in inverno, riscaldando anche i paesi vicini.
 
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In questo importante fenomeno entra in gioco un altro parametro chimico, la salinità, ovvero la quantità dei sali disciolta nelle acque. L’acqua più salata è più pesante dell’acqua meno salata e questo comporta che quando l’acqua salata dell’oceano si raffredda fino a ghiacciarsi, il ghiaccio non riesce più a trattenere i sali che si mescolano con l’acqua sottostante rendendola più salata e ovviamente più pesante. Essendo un livello di acqua più profondo, tende ad affondare, venendo poi trasportato più lontano.

Che cosa succederebbe se, a causa dello scioglimento dei ghiacci dovuto all’innalzamento delle temperature del Pianeta, l’acqua diventasse meno salata? Quali potrebbero essere le conseguenze per il clima? Una domanda di attualità alla quale gli scienziati non sono ancora in grado di dare una risposta esaustiva. Ne riparleremo presto.

 

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