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La crisi navale del 1941/1942 parte II di Gianluca Bertozzi

livello elementare
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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: MAR MEDITERRANEO
parole chiave: guerra in mare
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Le nubi si addensano
Nella seconda metà del 1941 i margini di impiego delle unità britanniche disponibili cominciarono a ridursi pericolosamente.

Nel maggio del 1941 l’HMS Hood fu affondato, seguito dall’HMS Ark Royal e dal HMS Baharam nel novembre, mentre subivano gravi danni l’HMS Nelson, l’HMS Warspite, l’HMS Illustrious e l’HMS Formidabile (le riparazioni le avrebbero bloccate per mesi). Nello stesso periodo iniziarono gli improcrastinabili grandi lavori sull’HMS Furius e sull’obsoleto l’HMS Eagle che dovette andare in bacino per manutenzione.

Il concretizzarsi della minaccia nipponica rese necessaria la creazione di una flotta che proteggesse Singapore e l’oceano Indiano ma l’indisponibilità di navi moderne costrinse a incentrarla sull’HMS Resolution, la vecchia portaerei Hermes e, inizialmente, le due unità classe Nelson. Queste ultime furono sostituite, a seguito del siluramento del Nelson e su pressione di Churchill, con il HMS Prince of Wales e l’HMS Repulse che costituivano la Forza Z.

L’affondamento della HMS Prince of Wales e della HMS Repulse, avvenuto il 10 dicembre 1941, fu uno degli episodi più disastrosi per gli Alleati all’inizio della seconda guerra mondiale nel Pacifico. L’aviazione navale giapponese colpì in diverse ondate le due navi, causandone l’affondamento. 

Questo intervento, sebbene spesso criticato, dette un pò di nerbo a questo Gruppo navale dato che le obsolete e lente Resolution e Nelson non avrebbero esercitato alcuna deterrenza sui Giapponesi. Altro limite britannico era la carenza di portaerei moderne.


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In realtà, Winston Churchill certamente richiese l’inclusione di una portaerei nella forza Z il 17 ottobre 41 ed è possibile che questo abbia innescato una discussione informale all’interno dell’Ammiragliato sull’eventualità di includere l’HMS Indomitable, unica portaerei non formalmente assegnata ad un teatro operativo. Tuttavia non c’è prova che siano stati dati ordini concreti per la sua assegnazione ed è anzi probabile che si stesse per assegnarla alle operazioni mediterranee per le quali, contemporaneamente, premeva Churchill.

L’indicazione finale della forza britannica pianificata nel teatro orientale (cioè le aree combinate dell’Estremo Oriente, dell’Oceano Indiano e dell’Australasia) è riportata nell’allegato II del COS (41) 727 del 7 dicembre, “Estremo Oriente”: Stati Uniti – British – Dutch Staff Conversations”, CAB 80/32, TNA. Questo documento identifica la forza britannica per categoria di nave da guerra in due colonne: forza pianificata all’inizio del 1942 ed ulteriori rinforzi che “possono” essere inviati in seguito. Nella prima colonna sono elencate cinque corazzate (Prince of Wales e quattro classe R), un incrociatore da battaglia (HMS Repulse) e una portaerei (HMS Hermes).

Una portaerei è anche elencata nella colonna “possibili rinforzi”. Questo documento, è la prova definitiva che l’HMS Indomitable non fu formalmente assegnato al teatro orientale, almeno fino al 7 dicembre.

Le portaerei erano destinate con priorità al Mediterraneo dato che l’ammiraglio Andrew Cunningham insisteva perché venissero schierate due moderne portaerei nel Mediterraneo orientale e una per la Force H, come precondizione per ogni azione offensiva.
Questo perché Cunningham e Somerville, avevano imparato a temere gli attacchi della Luftwaffe e neppure sottostimavano le forze armate italiane che, nel 1941, avevano ottenuto successi significativi e contribuito a mettere sotto pressione la Royal Navy nel Mediterraneo. Cunningham descrisse l’inizio degli attacchi degli aerosiluranti italiani alla pagina 279 del libro “A Sailor’s Odyssey, osservando che questi attacchi, spesso condotti al crepuscolo, erano “snervanti e pericolosi”.

Operation HALBERD

In particolare, tre incrociatori della Mediterranean Fleet (Liverpool, Glasgow e Kent) furono danneggiati in maniera grave da tali attacchi durante gli ultimi quattro mesi del 1940 e l’incrociatore Manchester fu colpito l’estate successiva, nel luglio 1941. Inoltre, gli Italiani avevano regolarmente attaccato la flotta ad Alessandria con i bombardieri e, nel marzo del 1941, distrutto l’incrociatore York a Suda. Non ultimo, avevano silurato e danneggiato gravemente la corazzata Nelson appena due mesi prima della distruzione della Forza Z nel dicembre del 1941, durante il contrasto all’Operazione HALBERD.

OPERATION HALBERD
Questa era stata un operazione imponente:
la scorta del convoglio della RN comprendeva tre navi da battaglia, una portaerei di squadra, cinque incrociatori, due nuovissimi incrociatori AA classe Dido e diciotto cacciatorpediniere. Inoltre, nove sommergibili erano disponibili per tendere un agguato alle navi da guerra italiane e ventisette caccia a lungo raggio erano stati dislocati a Malta. La Royal Navy aveva impiegato le navi più moderne ed efficaci della loro tipologia con equipaggi esperti e ben addestrati. Questa operazione dimostrava che la RN era giunta alla conclusione che solo una task force moderna ed equilibrata, equipaggiata per difendersi in tre dimensioni e con l’appoggio di forze aeree basate a terra sarebbe stata in grado di superare l’opposizione aerea, di superficie e subacquea italiana.

Di fatto dall’autunno del 1941, la RN non avrebbe mai schierato nel Mediterraneo centrale una flotta da battaglia non protetta che sarebbe stata a portata dei bombardieri o siluranti italiani. In conseguenza di ciò, l’Ammiragliato Britannico informò il primo ministro in una minuta del 17 ottobre, sulla volontà di destinare l’HMS Formidable e HMS Illustrious in Mar Mediterraneo, una volta completate le riparazioni negli Stati Uniti alla fine dell’anno, e  di inviare la HMS Ark Royal alla Flotta Orientale dopo il completamento del suo ciclo di grandi lavori (sempre negli Stati Uniti) verso l’aprile 1942. Per quanto riguarda la forza H sulla minuta si legge una nota a matita che afferma che l’unica portaerei disponibile era l’HMS Indomitable, facendo intendere che Gibilterra era la sua destinazione proritaria.

fine parte II 

Gianluca Bertozzi

FONTI
Worthy of better Memory: The Royal Navy and the defence of the Eastern Empire 1935 – 1942 di Andrew Jonathan e Corrie Boyd
The Royal Navy in Eastern Waters: Linchpin of Victory 1935-1942 di Andrew Boyd Strategic Planning for Coalition Warfare, 1941-1942 – Matloff e Snell
The Naval War in the Mediterranean 1940 1943 – Jack Greene e Alessandro Massignani
Almanacco navale della Seconda guerra mondiale (1939-1945) di Giuliano Da Frè

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