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Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

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Il vocabolario marinaresco del Comandante Carlo Bardesono di Rigras ha quasi cent’anni ma non li dimostra

 

livello elementare
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ARGOMENTO: NAUTICA
PERIODO: NA
AREA: ITALIA
parole chiave: terminologia marinaresca, nautica

 

Nel 1932 fu pubblicato dalla Lega Navale il Vocabolario Marinaresco, un opera enciclopedica sulle terminologie marinaresche, arricchita di belle illustrazioni fuori testo, dichiarata dall’autore “scritta nella più bella lingua del mondo”; quindi non un’arida lista di vocaboli ma una descrizione arguta delle parole più pittoresche del gergo marinaresco.

Vocabolario Marinaresco edizione 1932

L’autore, il Comandante Carlo Bardesono di Rigras, nella sua prefazione, afferma: “ogni parola porta con se il respiro e la poesia del mare dove è nata, ed anche quelle che nacquerosui banchi dei mercanti e sulle calate dei porti, tra le astuzie e le insidie dei traffici, hanno dei buoni sapori e odori di salsedine, catrame e spezie”.

tipi di navi, golette e brigantini a vela – da opera citata

Argutamente invita ad astenersi dalla lettura due classi di persone: “gli Uomini di mare, i quali sorrideranno leggendo parole come corda e fune, ed i letterati che nelle numerose e qualche volta prolisse perifrasi, non troveranno qui dentro pezzi di stile … perché … io non sono un uomo di lettere“.

Inoltre, considerando l’epoca (in pieno periodo fascista) e il fatto che l’autore era si un ufficiale di marina ma anche un nobile, si lascia andare ad una constatazione:
Nell’Italia di oggi, purtroppo, la coscienza marinara non è del tutto formata. Le cause di questo ritardo sono complesse, ma non è difficile discernerle e sarebbe utile e interessante che qualcuno lo facesse. Io penso che si possano raggruppare in una sola: la crisi di una troppo rapida crescenza che ha subito la nuova classe dirigente della nazione nel secolo XIX. E’ certo che i Borghesi che ressero la cosa pubblica dopo il Conte di Cavour e fino al 1914, non ebbero soverchio amore per le cose marittime, e se la Marina militare Italiana e quella Mercantile riuscirono a formarsi, ad esistere ed a farsi valere nel mondo, lo si deve soltanto agli uomini di mare : Ammiragli, Costruttori ed Armatori di grande ingegno e di forte carattere, che riuscirono nel lor intento malgrado l’apatia degli uomini di Governo e della Nazione. L’apatia raggiunse il massimo e prese il carattere morboso della talassofobia dopo il 1900, quando si tollerò un’aggressione alla Marina cui si dette la forma legale di una inutile inchiesta parlamentare, L’aggressione fu capitanata da un illustre professore universitario appartenente al partito di estrema sinistra che non aveva mai veduto una nave da guerra. Sette anni dopo, recatosi per la prima volta a visitarne qualcuna, ne discese ammirato, e dichiarò, agli Ufficiali di Marina che l’accompagnavano, di sentirsi amaramente pentito di quanto aveva fatto in passato, e si scusò, … asserendo di essere stato male informato. L’assenza di spirito navale ha dato luogo sovente a degli episodi che per la gente di mare sono fonte di comicità irresistibile e … talvolta di malinconia.”

Ne cita uno di questi (in realtà due): “… Quando L’Amministrazione delle Ferrovie dello Stato, or sono più di vent’anni, iniziò il servizio di trasporti marittimi dalla Penisola alle isole, quei Dirigenti volevano dare ai piroscafi il nome generico di Carrelli Natanti, ed avevano disposto che i controllori si recassero di nottetempo nelle cabine dei viaggiatori per … vidimare i loro biglietti.

sezioni di navi – da opera citata

L’autore sottolinea come la coscienza marinara sia stata sorpassata da quella aeronautica. “Quest’ultima (aeronautica) è necessarissima ma gli Italiani devono però pensare che per ora e per molti anni ancora i commerci indispensabili alla loro vita non si fanno, ne si faranno lungo le vie del cielo, ma in mare.” Una verità conosciuta ma che ancor oggi viene poco considerata.

Il libro è una ricca raccolta di termini marinareschi italiani, ma anche un interessante mezzo di propaganda navale, dando con molto garbo risalto ai termini pittoreschi della vita di mare, ma anche criticando l’uso già all’epoca ricercato di parole straniere, divenute poi nel tempo di uso comune. Ne descrive alcune tra cui i francesismi BABORD e TRIBORD. Come sapete, sulle navi e sulle imbarcazioni a vela italiane si usa il termine  “lato di sinistra” e “dritta” ma, anche all’epoca, c’erano persone che, per snobbismo o francofilia, preferivano i termini d’oltralpe. Tutto nacque dal fatto che i francesi usavano scrivere la parola BATRI (batterie) nella parte centrale della nave a carattere cubitali per indicare il ponte dove si collocavano le artiglierie più pesanti (il ponte di batteria). Per cui i marinai, guardando verso prora, leggevano BA a sinistra e TRI a destra .. da cui BAbord e TRIbord, ovvero lato di sinistro e lato di destro (dritta).

Nel testo si ritrovano altri appunti sulla correttezza della terminologia, parte culturale della marittimità, che vanno oltre il significato etimologico. Ad esempio l’autore richiama l’attenzione a non usare francesismi come tangheggiare e tangheggio (dal francese tanguer e tangage) che dovrebbero essere sostituti dai termini italiani, beccheggiare e beccheggio. 

ancore e verricelli – da opera citata

Un marinaio non dovrebbe mai usare il termine CORDA, tipicamente terrestre, ma può usare quello di CORDAME, inteso come l’insieme delle manovre correnti per le navi a vela e del corredo di cavi impiegati per gli ormeggi ed i tonneggi. Il termine CAZZARE significa tendere una fune per quanto possibile ed è impiegato per tipiche manovre come scotte e mure.

Ancora, CIMA e CAVO non sono termini equivalenti … il primo si usa per designare le corde di canapa, manilla e le altre fibre vegetali mentre cavo si dovrebbe usare per quelli metallici o di altro materiale. Con il termine ABBORDAGGIO o ABBORDO si intende l’urto intenzionale o non tra due navi. In particolare, nel primo caso era la manovra preparatoria per l’arrembaggio con cui l’equipaggio si trasferiva in combattimento sull’altra nave per prendere possesso.

A tal proposito, l’uso del termine CIURMA, di origine probabilmente portoghese, non è appropriato essendo usato un tempo a designare gli schiavi designati ai remi nelle antiche marine; per quanto sopra se poteva trovare una spiegazione ai  tempi dei pirati non si addice ai tempi nostri, essendo un termine dispregiativo che non dovrebbe essere usato per indicare dei marinai.

nodi comuni – da opera citata

Il QUADRATO è il luogo dove Ufficiali e Sottufficiali si riuniscono per consumare i pasti e trattenersi nei momenti in cui non sono di servizio. Il pranzo a bordo delle navi viene consumato a turno ed i gruppi fissi in cui è diviso l’equipaggio sono chiamati RANCIO da cui è derivato impropriamente il nome del pasto di bordo. Il luogo di ancoraggio aperto (come una rada o una baia) è chiamato SORGITORE (perché il salpamento dell’ancora era anche chiamato “sorgere”).

Infine molto bella è la definizione di SOMMOZZATORE: “abilissimi e resistenti nuotatori subacquei che, senza la protezione del vestito da palombaro, riescono a trattenersi sott’acqua anche in notevoli profondità per il tempo necessario alla ricerca di oggetti caduti sul fondo del mare, e talvolta all’esecuzione di brevi lavori” … scritta in cui gli apparati di respirazione individuali non esistevano ancora.

Le illustrazioni nel libro descrivono attrezzature marinaresche, tipi di navi e imbarcazioni, navi da guerra e anche un sommergibile dell’epoca (anni ’30) – da opera citata

 

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Tra le tante voci che mi sono piaciute, trascrivo anche quella del mare:
il mare, col concorso dell’atmosfera, è il grande regolatore dei climi e determina l’abitabilità dei continenti; esso costituisce la libera via di comunicazione e di traffico tra le regioni terrestri. Queste due funzioni del mare dovrebbero renderlo oggetto di uno speciale culto e, particolarmente, per gli Italiani, che soltanto da esso possono trarre salute, ricchezza e gloria …È troppo poco considerare il mare come una grande pittoresca piscina, e solo con quando la moda e la speculazione non suggeriscono l’alta montagna…. Gli Italiani dovrebbero amare di più il loro mare e cominciare col dargli una piccola prova di stima apprezzandone maggiormente i prodotti”.

Parole che hanno tutt’oggi valore! Come vedete niente cambia sotto il sole nel bene e nel male.

 

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