If you save the Ocean You save the Planet

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti- Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile. Crediamo che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo con la speranza che la classe politica comprenda l'emergenza in cui siamo, speriamo con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Le invasioni biologiche di Luigi Piazzi

 

livello elementare
.
ARGOMENTO: BIOLOGIA E ECOLOGIA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: MAR MEDITERRANEO
parole chiave: specie aliene, invasioni

 

Il fenomeno dell’introduzione di specie aliene è particolarmente grave in tutto il bacino mediterraneo, anche se … non tutte le specie considerate “esotiche” sono realmente introdotte.

l’invasione di specie aliene è già iniziata … quali saranno le conseguenze a lungo termine sugli ecosistemi mediterranei? – photo credit andrea mucedola

Gli animali e i vegetali tendono ad espandere il proprio areale e, nella maggior parte dei casi, un organismo compare in una certa zona solo in seguito ad una dinamica naturale. Una specie si definisce, invece, introdotta se la sua apparizione in una regione risulta direttamente o indirettamente legata alle attività umane. Il fenomeno delle introduzioni, sia in ambiente marino che terrestre, ha avuto origine con l’uomo stesso. Di fatto, da quando l’uomo ha cominciato a spostarsi, è divenuto un agente volontario o involontario d’introduzione di specie, come testimonia l’origine esotica di un gran numero delle nostre piante coltivate. Lento e fortemente aleatorio per millenni, questo fenomeno s’è bruscamente accelerato alla fine del XIX° secolo con l’avvento della società industriale. La possibilità di migrazione degli organismi è incrementata sia attraverso modificazioni geografiche, che hanno messo in connessione ambienti fino ad allora isolati, sia attraverso i mezzi di trasporto come imbarcazioni ed aerei.

In Mediterraneo, le prime introduzioni spettacolari si sono verificate agli inizi del XX° secolo. L’apertura del Canale di Suez rappresenta un importante vettore di introduzione di specie tropicali. In un primo momento le acque estremamente salate dei laghi amari, che si trovano lungo il percorso del canale, hanno rappresentato una barriera per molti organismi, ma, gradatamente, i laghi hanno diluito le loro acque, equiparandosi alla concentrazione salina dei mari. Venuta a mancare tale barriera, molti organismi hanno cominciato a transitare dal Mar Rosso verso il Mediterraneo, stabilizzandosi soprattutto nel bacino orientale, ma cominciando a spingersi anche verso occidente.

Caulerpa racemosa nei fondali dell’Argentario – photo credit andrea mucedola

Altri vettori di introduzione sono rappresentati dal traffico marittimo, dall’acquacoltura e dall’acquariologia. Gli organismi possono essere trasportati sia attaccati alla chiglia delle imbarcazioni sia nelle acque di zavorra, che vengono scaricate una volta che la nave è arrivata a destinazione. Molte specie esotiche, soprattutto molluschi, sono state importate volontariamente per scopi di allevamento e molte altre sono state introdotte accidentalmente insieme alle specie importate, così come è accaduto, a partire dagli anni ’60, in seguito all’utilizzo di ostriche giapponesi in molti allevamenti mediterranei. Infine, alcuni organismi esotici sono apparsi nei nostri mari perché rilasciati in modo volontario o accidentale da acquari.

Le Caulerpe sono alghe verdi dotate di una parte stolonifera strisciante, che permette loro di accrescersi velocemente e di colonizzare qualunque substrato, compresi gli atri organismi bentonici. Gli stoloni sono ancorati al fondo tramite rizoidi che, a differenza che nella maggior parte delle altre alghe, hanno la capacità di assorbire sostanze nutritive dai sedimenti, con un meccanismo simile a quello delle radici delle piante superiori. Dalla parte superiore degli stoloni si innalzano verticalmente le fronde la cui forma è caratteristica peculiare di ciascuna specie. In Mediterraneo esistono alcune specie native, ma la più diffusa è la specie invasiva Caulerpa racemosa, originaria dell’Australia meridionale e introdotta in Mediterraneo agli inizi degli anni ’90 attraverso il traffico marittimo o l’acquariologia, essendo una specie ampiamente utilizzata negli acquari di tutto il mondo. La  Caulerpa racemosa può accrescersi indifferentemente sia sulle scogliere rocciose che sui fondali sabbiosi fin oltre i 70 metri di profondità. Nelle aree colonizzate, riesce a coprire completamente la maggior parte degli organismi sessili animali e vegetali, costituendo con gli stoloni un reticolo verde impenetrabile che, una volta stratificatosi, può portare alla morte degli organismi sottostanti. La stagionalità dell’alga, che si accresce nei mesi caldi, permette ai popolamenti mediterranei di non scomparire completamente e di continuare a svilupparsi, specialmente in primavera; ma a fine estate, i fondali sono nuovamente invasi. Il perdurare dell’invasione può portare alla scomparsa di molte specie native e ad una diminuzione della biodiversità. 

La maggior parte delle specie introdotte muore appena liberata nel nuovo ambiente, ma una piccola parte riesce a sopravvivere e ad insediarsi e, tra queste, fortunatamente solo poche possono dar vita a vere e proprie invasioni. Una specie introdotta può divenire invasiva perché manca di competitori e nemici naturali, trova una nicchia ecologica libera oppure presenta caratteristiche di accrescimento e competitività più forti delle popolazioni di origine poiché deriva da pochi individui selezionati. È stato calcolato che meno della centesima parte delle specie introdotte diviene infestante. Una percentuale che sembra insignificante, ma sufficiente per dare vita a spettacolari invasioni con gravi ripercussioni sull’ambiente e sulle attività umane.

Le conseguenze di un’invasione biologica sono soprattutto ecologiche, in quanto lo sviluppo di una specie alloctona può comportare la scomparsa delle specie native, quindi una diminuzione della biodiversità e della produzione e lo sconvolgimento delle reti trofiche. Inoltre, in molti casi si manifestano anche delle conseguenze sulle attività economiche di una regione. La pesca può venire danneggiata se il proliferare di una specie esotica, magari non commestibile per l’uomo e per altri animali, allontana le specie normalmente sfruttate, rendendo una zona improduttiva.

Caulerpa taxifolia, l’alga killer. Le alghe sono vegetali marini provvisti di clorofilla con un corpo complesso in cui non si distinguono fusto, radici e foglie fiori e frutti. In caso contraio si definiscono piante (tipico esempio è la Posidonia oceanica) – photo credit www.biologiamarina.org

In alcuni casi, l’attività di pesca è stata danneggiata anche dal proliferare di alghe invasive che, crescendo sulle reti, le rendevano inutilizzabili. Anche il turismo può essere danneggiato dallo sviluppo di una specie invasiva se questa elimina la biodiversità che caratterizza i fondali maggiormente apprezzati dai subacquei. Molti sono gli organismi alloctoni segnalati in Mediterraneo, sia tra gli invertebrati che tra i pesci. Le invasioni più preoccupanti sono però legate alle macro alghe, soprattutto forme filamentose e specie del genere Caulerpa. Caulerpa taxifolia, denominata dai mass media “alga killer”, è presente per fortuna solamente in aree circoscritte del Mediterraneo, mentre la cugina Caulerpa racemosa ha ormai colonizzato quasi tutte le zone costiere del bacino.

Altre specie invasive, meno appariscenti ma ugualmente dannose, sono le alghe rosse filamentose Acrothamnion preissii e Womersleyella setacea; queste specie costituiscono densi feltri un po’ ovunque nel Mediterraneo occidentale. Recentemente è apparsa nelle acque dell’Isola di Pianosa un’altra alga rossa filamentosa particolarmente invasiva, la Lophocladia lallemandii, capace nei periodi di massimo sviluppo vegetativo di ricoprire completamente le altre specie bentoniche. Oltre alle macroalghe, molte sono anche le alghe microscopiche unicellulari che vengono facilmente introdotte in Mediterraneo attraverso le acque di zavorra delle navi.

Ostreopsis ovata, un dinoflagellato tropicale responsabile di morie di animali bentonici e intossicazioni anche a carico degli umani da www.livorno24.com

Tra queste, tristemente famosa è l’Ostreopsis ovata, un dinoflagellato tropicale che forma delle pellicole marroni-rossastre sugli scogli e sulle macroalghe e che può essere responsabile di morie di invertebrati bentonici e di fenomeni di intossicazione anche per i bagnanti. A partire dal 1998 si sono registrate diverse fioriture dell’alga in Toscana e in Sardegna, in particolare dove sono state realizzate barriere artificiali antierosione. Per prevenire situazioni di emergenza, le Regioni attraverso le loro agenzie per l’ambiente (ARPA) hanno inserito nei loro piani di monitoraggio anche il controllo della presenza e sviluppo di popolamenti di Ostreopsis ovata

Luigi Piazzi
Ricercatore e docente
Università di Sassari

 

PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE

print

(Visited 57 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Translate:

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 37 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della stessa

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro e la pubblicazione e qualunque altro utilizzo del presente articolo e delle immagini contenute è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore che può essere contattato tramite

infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettimi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

11 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
marine militari
Materiali
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia Navale
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

For English readers

 


Do you like what you read and see on our site? OCEAN4FUTURE is a free blog, totally  independent, followed by million of people every year. Although mostly written in Italian Language,  ALL posts may be read in English, and other 36 languages.


We consistently publish Ocean news and perspectives from around the World that you may don’t get anywhere else, and we want to be able to provide you an unfattered reading.

Support us sharing our post links with your friends and, please consider a one-time donation in any amount you choose using one of the donation link in the portal.

Thanks  and stay with us.

OCEAN4FUTURE

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

Share