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NO PLASTIC AT SEA

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Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

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Dal rilascio “accidentale” di tre video della Marina statunitense le riprese di strani velivoli sul mare potrebbero provare l’esistenza di oggetti volanti non identificati. L’ennesima bufala o una prova della loro esistenza?

livello elementare
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ARGOMENTO: MISTERI DEL MARE
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: OCEANO PACIFICO
parole chiave: oggetti volanti sul mare UPA, UAS, UFO

Nonostante non fosse estate, stagione principe per raccontare questi avvenimenti, nel dicembre 2017 e nel marzo 2018, il New York Times pubblicò tre video, provenienti da una fonte ignota, che sembrano mostrare dei piloti della Marina degli Stati Uniti che cercano di seguire alcuni oggetti volanti non identificati. Nel video questi presunti velivoli si muovono a velocità ipersonica, con accelerazioni stimate di 200 G, effettuando manovre aerodinamicamente impossibili senza ali, né motori o sistemi di propulsione visibili. Un abile fake o una falla nei file segretati della Marina? Oltre ai video si sono aggiunti commenti in chat di alcuni militari imbarcati sulla portaerei presente in zona al momento dell’incontro, avvenuto lungo le coste orientali degli Stati Uniti, tra la Virginia e la Florida, in concomitanza di alcune esercitazioni in mare. Dalle comunicazioni sembrerebbe che i piloti della Marina non avevano idea di cosa fossero quegli strani oggetti e, secondo una recente dichiarazione dell’intelligence della Marina, la loro identità è ignota anche al Governo degli Stati Uniti. Si tratterebbe quindi di oggetti volanti non identificati.

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Louis Elizondo, ex direttore del progetto Advanced Aerospace Threat Identification Program (AATIP)

In una dichiarazione rilasciata al sito Web di notizie di intelligence The Black Vault, Joseph Gradisher, portavoce del Vicecapo delle Operazioni Navali per l’Information Warfare, ha annunciato che la Marina ha definito gli oggetti in questi tre video “fenomeni aerei non identificati“. In altre parole quegli strani oggetti non dovevano essere presenti nell’area … ed erano di provenienza sconosciuta. Inoltre, Gradisher ha sottolineato che questi video non avrebbero dovuto essere di pubblica visione e non erano mai stati declassificati. Secondo The Black Vault, i video potrebbero essere stati rilasciati da un ex dipendente del Pentagono, Louis Elizondo, che aveva richiesto l’autorizzazione per condividerli attraverso diverse agenzie governative come parte di un database su veicoli aerei senza pilota (UAV) che stava compilando.

In realtà Elizondo aveva ricevuto il permesso di condividere i video per documenti “Official Only” per cui il loro rilascio all’esterno non è ancora stato chiarito. I video, come potrete vedere, mostrano quegli oggetti, apparsi improvvisamente alla quota di 80.000 piedi, dirigersi verso il mare, fermandosi ad una quota di 20.000 piedi, e poi scomparire nuovamente. Da un punto di vista aereonautico il loro profilo di volo è inspiegabile. Oltre ai file, cinque ex membri della USN hanno raccontato l’episodio in una chat di un gruppo privato di Popular Mechanics, descrivendo questo come uno dei casi di UFO sul mare più interessanti degli ultimi anni.

Cosa c’è di vero?
In una serie di dichiarazioni ottenute esclusivamente da The Black Vault, la US Navy ha di fatto confermato che i video rappresentano quelli che vengono ora definiti “fenomeni aerei non identificati” o Unidentified Aerial Phenomena (UAP). Originariamente pubblicati dal New York Times e altre importanti testate tra cui la CNN, 
a partire da dicembre 2017, i video sono ora presenti in rete (YouTube), comunemente indicati come “FLIR1”, “Gimbal” e “GoFast”.

In contemporanea alla loro resa pubblica è emerso che il Pentagono aveva (o forse ha ancora) un Ufficio segreto al quale era stato assegnato nel 2007 un bilancio quinquennale di 22 milioni di dollari (poca cosa se raffrontata ad un bilancio della Difesa statunitense di 600 miliardi di dollari ma sempre non trascurabile) con lo scopo di studiare eventi aeronautici di natura ignota e potenzialmente pericolosi per la sicurezza nazionale. Questo Ufficio aveva lanciato nel 2007 un programma di studio, denominato Advanced Aerospace Threat Identification Program (AATIP), che ufficialmente è stato terminato nel 2012. 

L’AATIP non era una scatola vuota ma un progetto di ricerche avanzate che generò tra i tanti anche un rapporto di 490 pagine che documenta presunti avvistamenti UFO in tutto il mondo per diversi decenni. Questo rapporto non è stato reso ancora pubblico. AATIP era guidato proprio da Luis Elizondo, che si è dimesso dal Pentagono nell’ottobre 2017 per protestare contro la segretezza imposta dal governo e l’opposizione alle sue indagini. Elizondo scrisse una lettera di dimissioni al Segretario alla Difesa americano James Mattis sottolineando tra le altre cose che il programma non veniva preso sul serio.

Evidentemente Elizondo non vuole mollare e sta continuando la sua battaglia. Non a caso attualmente ricopre l’incarico di Director of Global Security and Special Programs a To The Stars Academy of Arts & Science

 

 

Un eredità non perduta: dalla fantascienza alla fanta-realtà?
Sebbene il programma AATIP sia ufficialmente terminato, un gruppo di professionisti ha fondato, nel 2017, una società di pubblica utilità, chiamata To The Stars Academy of Arts & Science, con lo scopo di “incentivare la collaborazione tra mondo accademico, industria e cultura per far avanzare la comprensione della società dei fenomeni scientifici e delle loro implicazioni tecnologiche“.

A questa associazione, o sarebbe meglio chiamarla comunità di intenti, appartiene anche Luis Elizondo che, non a caso, attualmente ricopre l’incarico di Director of Global Security and Special Programs. Secondo il loro sito Web questi video rappresentano “… la prima prova ufficiale rilasciata dal governo degli Stati Uniti che può essere legittimamente designata come credibile, autentica conferma che i fenomeni aerei non identificati (UAP) siano reali“.

Questa dichiarazione sembra essere ora confermata dalla posizione ufficiale della USN che ha parlato di UAP. Gradisher, alla domanda sul perché il termine “UAP” fosse ora utilizzato dalla Marina degli Stati Uniti al posto di “UFO“, ha risposto che la terminologia “Fenomeni aerei non identificati” viene utilizzata perché fornisce una descrizione di base di simili avvistamenti, non necessariamente legati ad oggetti volanti alieni.

Una cosa intrigante è che secondo Susan Gough, una portavoce del Pentagono, questi strani video non sono mai stati rilasciati ufficialmente dal DoD e dovrebbero essere ancora trattenuti, confermando quanto affermato da Gradisher, che la USN non aveva rilasciato i video al pubblico.

Come questi video siano diventati pubblici arrivando ai giornali forse non è chiaro ma proviamo a risalire alla loro origine seguendo le conseguenze del rilascio di queste informazioni pubblicate sui giornali americani.

 

Chi ha rivelato queste informazioni?
A questo punto Luis Elizondo, ex direttore dell’AATIP, sembra essere apparentemente la fonte di dispersione dell’informazione. L’ex funzionario ha messo in discussione l’affermazione della Marina Statunitense che il rilascio era avvenuto in maniera irregolare, mostrando una serie di e-mail recentemente rese pubbliche dall’Ufficio del Segretario alla Difesa (OSD) attraverso il Freedom of Information Act (FOIA). Dall’analisi della documentazione sembrerebbe che tutte le richieste fossero state fatte alla luce del sole.

Il Freedom of Information Act (FOIA) o “Legge sulla libertà di informazione” è una legge sulla libertà di informazione, che emanata negli Stati Uniti il 4 luglio 1966 durante il mandato del presidente Lyndon B. Johnson. L’atto di fatto aprì a giornalisti e studiosi l’accesso agli archivi della “National Archives and Records Administration”, per la consultazione di molti documenti riservati e coperti da segreto di Stato, di carattere storico o di attualità. Il provvedimento è un punto importante che garantisce la trasparenza della pubblica amministrazione nei confronti del cittadino e il diritto di cronaca e la libertà di stampa dei giornalisti. In ambito italiano esiste un analogo strumento stabilito dal decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97 sulla libertà di informazione e il diritto di accesso agli atti amministrativi. Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale l’8 giugno 2016, è entrato in vigore il 23 giugno 2016. La norma tra le sue disposizioni prevede significative innovazioni circa il diritto di accesso agli atti amministrativi in Italia stabilendo che, a decorrere dal 23 dicembre 2016, tutti i cittadini abbiano la possibilità di richiedere senza motivazione alla pubblica amministrazione italiana documenti e atti in suo possesso, tranne nei casi l’istanza abbia ad oggetto documenti coperti da segreto di Stato e limiti previsti da norme particolari, come nel caso di dati sensibili. 

Sul sito The Black Vault, una raccolta di documenti declassificati da parte del governo statunitense, è possibile leggere ben ben sedici pagine di e-mail tra Luis Elizondo e l’Ufficio della Difesa di Pre-publication and Security Review (DOPSR), una componente dall’Ufficio del Segretario alla Difesa americano che gestisce le revisioni di sicurezza delle informazioni sia “a rilascio pubblico che controllato“.

In una delle e-mail rilasciate, Elizondo sembra effettivamente richiedere suggerimenti sui video. Il suo scopo è quello di creare un database ad uso di tutti coloro che possano essere interessati a questi fenomeni. La richiesta è giustificata dalla necessità di comprendere il fenomeno ed i potenziali rischi in quanto veicoli aerei sconosciuti senza pilota (compresi UAV commerciali e droni privati) possono rappresentare una minaccia essendo in grado di portare carichi bellici ed effettuare attacchi contro strutture sensibili della difesa statunitense. Quindi niente di fantascientifico ma una richiesta lecita considerando questa minaccia che si è rivelata reale negli ultimi anni.

 


Secondo Elizondo lo scopo era quindi di creare un database UNCLASSIFIED o “Community of Interest” dei dati relativi accessibili da parti interessate come DIA, la USN, i partner dell’industria della difesa per catalogare e identificare specifiche minacce UAS alla sicurezza nazionale. Fattore importante sembrerebbe che in nessuna mail rilasciata dall’OSD, Elizondo ha mai menzionato i termini UFO, UAP o qualsiasi cosa “non identificata”. A conferma di ciò, esiste un DD Form 1910, un modello utilizzato per richiedere ufficialmente una revisione delle informazioni da rilasciare pubblicamente, nel quale Elizondo descrive gli oggetti nei video come “UAV [veicolo aereo senza pilota], palloni aerostatici e altri UAS [droni aerei senza pilota]. Di fatto il DD Form 1910, sempre rilasciato dall’OSD sulla base del Freedom of Information Act (FOI), sembra ora indicare che l’unica approvazione datagli era per “solo uso governativo”, ovvero nessuna approvazione era stata data per il rilascio senza restrizioni dei video.

Una bella grana davvero, ma la domanda che ci possiamo porre è perchè questi video, decisamente singolari, fossero stati inseriti nell’elenco di quelli di interesse?  

Bufale o mezze verità?
La USN ha dichiarato a The Black Vault che i video, pur essendo considerati “non classificati“, richiedono ancora una revisione per il rilascio pubblico. La loro veridicità è quindi tutt’altro che provata a livello forense in quanto la facilità di manipolare le immagini è decisamente alta. A questo punto ci possiamo domandare quale peso dare alle dichiarazione dei veterani della Marina che erano presenti nell’area in quei giorni? Voglia di protagonismo, errori umani o storielle estive da buontemponi? Come sempre il dubbio è d’obbligo. Oggetti volanti non identificati, droni sperimentali o forse l’ennesima bufala sono tutte possibilità plausibili. Di certo ci troviamo di fronte ad un altro mistero sul mare su cui forse non si troverà mai una risposta.

 

 

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