If you save the Ocean You save the Planet

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti- Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile. Crediamo che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo con la speranza che la classe politica comprenda l'emergenza in cui siamo, speriamo con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Piombo dal mare per la ricerca della antimateria

livello elementare
.
ARGOMENTO: FISICA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: MAR MEDITERRANEO
parole chiave: relitto, lingotti, piombo

 

Il ritrovamento dei lingotti di piombo durante le fasi di-rilievo e di scavo (fonte Aquarium – Archivio Soprintendenza Archeologia della Sardegna)

.Ogni oggetto, dalla ceramica ai metalli, dall’acqua agli alimenti possiede un livello di radioattività. Questo è un problema per i fisici che studiano la materia in quanto le loro misurazioni possono essere ingannate dalla radiazione acquisita dei materiali. Certo è possibile schermare con lastre di acciaio contro l’intrusione di particelle indesiderate. I grandi centri di ricerca sulla fisica delle particelle ne hanno usato tonnellate negli ultimi decenni per proteggere i propri esperimenti. Essi non erano acciai qualsiasi, provenivano spesso da navi da guerra dismesse, affondate durante o prima della seconda guerra mondiale. Ma per determinati esprimenti gli acciai non sono sufficienti e c’è necessità di materiali schermanti migliori. 

L’alternativa più comune è l’uso del piombo, un metallo molto denso e con un alto numero atomico. Solo pochi centimetri di piombo possono proteggere da ogni tipo di radiazione e bloccare particelle indesiderate che possono falsare le misure di precisione. Il problema è che il piombo moderno presenta un livello di  radioattività piombo 210 mentre i lingotti antichi ritrovati in mare hanno invece perso quasi tutta la loro quantità di piombo 210, che è la componente radioattiva e che si dimezza in un periodo di 22 anni.

Nelle misure di radioattività ambientale è quindi di fondamentale importanza ridurre al minimo la radiazione di fondo per non confondere il rivelatore utilizzato nelle analisi. La migliore fonte di reperimento di tale piombo sono proprio i relitti delle navi affondate dove la radioattività è completamente decaduta. Di fatto il piombo moderno possiede una debole contaminazione radioattiva dovuta al suo isotopo 210, che si dimezza in circa ventidue anni per cui utilizzare il piombo di una nave romana prodotto duemila anni fa, fornisce un materiale assolutamente incontaminato con livelli molto bassi se non nulli di radioattività intrinseca.

La nave oneraria
Raccontiamo ora la storia di una nave romana, oggetto di numerose campagne di scavo, dal 1989 al 1996, da parte della Soprintendenza Archeologica di Cagliari e Oristano, in collaborazione con un partner apparentemente insolito: il laboratorio nazionale del Gran Sasso appartenente all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFS).

L’imbarcazione venne rinvenuta per caso da un subacqueo al largo della costa di Cabras, davanti all’isola di Mal di Ventre. Si trattava di una nave oneraria magna di 36 metri del I secolo avanti Cristo che trasportava circa duemila lingotti di piombo assieme ad anfore, ancore, attrezzature di bordo ed oggetti di uso quotidiano. La nave proveniva dalla miniera di Sierra di Cartagena, nell’attuale Spagna, ed era probabilmente diretta a Roma. Alcuni lingotti possono essere ancora visti al museo di Cabras in una bella esposizione museale che descrive la scena del naufragio.

Ogni lingotto di piombo è lungo 46 centimetri e alto nove, e ha un peso di circa 33 kg

Un carico importante per il suo capitano perché il piombo era prodotto molto ricercato per i suoi molteplici impieghi: sia per realizzare oggetti di uso comune sia per le condutture per l’acqua. Veniva anche impiegato per realizzare i proietti dei frombolieri, sorta di biglie che venivano lanciate con le fionde sui campi di battaglia. Un particolare interessante fu la scoperta dei marchi di fabbrica che ne identificavano i facitori: si trattava di Caius e Marcus Pontilieni, figli di Marcus, di Quintus Appius, figlio di Caius, e Carulius Hispalius, membri di famiglie ispaniche, di probabile origine latina, che svolgevano attività commerciali minerarie in Spagna. 

La collaborazione tra la Sovraintendenza sarda e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare sono un caso esemplare di collaborazione tra le Istituzioni scientifiche, finalizzata sia a valorizzare il patrimonio archeologico subacqueo sia una ricerca scientifica di frontiera, come quella sulla fisica dei neutrini.

Grazie agli strumenti di altissima tecnologia dell’INFS è stato possibile effettuare analisi archeometriche con il metodo dei rapporti isotopici, che hanno permesso l’identificazione dell’origine della miniera di piombo, la Sierra de Cartagena, da cui circa duemila anni fa quel metallo fu estratto. Un piombo che, come vedremo, ha caratteristiche fisico-chimiche uniche ed eccezionali per la schermatura degli apparati scientifici del Laboratorio Nazionale del Gran Sasso (LNGS) perché totalmente privo di contaminazione radioattiva. Vale la pena di parlarne.

Radiazioni dallo spazio
La Terra è continuamente colpita dai raggi cosmici, particelle di origine galattica ed extragalattica, che costituiscono un segnale di disturbo per gli apparati sperimentali per studiare fenomeni estremamente rari o particelle poco conosciute come i neutrini. La scelta di costruire un laboratorio sotterraneo fu influenzata da due fattori:

– la presenza di 1400 metri di roccia che sovrastano i Laboratori costituiscono una copertura tale da ridurre il flusso dei raggi cosmici di un fattore un milione;

– la radioattività naturale presente nella galleria è migliaia di volte inferiore rispetto a quella misurata in superficie grazie alla minima percentuale di Uranio e Torio presente nella roccia di tipo dolomitico che costituisce la montagna del Gran Sasso.

Il Laboratorio Nazionale del Gran Sasso (LNGS) è attualmente il centro di ricerca sotterraneo più grande e importante del mondo. Nacque nel 1979 grazie all’idea del professor Antonino Zichichi, all’epoca Presidente dell’INFN che coordina e finanzia in Italia le ricerche nel campo della fisica nucleare, subnucleare e della fisica delle particelle elementari. In tale ambito è nata una collaborazione internazionale, CUORE, acronimo di Cryogenic Undregroung Observatory for Rare Events, che coinvolge circa 157 scienziati, provenienti da trenta Istituzioni in Italia, USA, Cina, Spagna e Francia. Lo scopo dell’esperimento è di studiare le proprietà dei neutrini e, in particolare, un fenomeno estremamente raro, chiamato doppio decadimento beta senza emissione di neutrini.

L’esperimento si avvale di un rilevatore bolometrico, attualmente in una delle ultime fasi della costruzione, che una volta ultimato sarà il rivelatore a temperature criogeniche più grande mai costruito. Gli schermi in piombo di sei centimetri di spessore saranno infatti raffreddati a 10 milliKelvin, solo 10 millesimi di grado sopra lo zero assoluto.
.

.
Cosa ci si aspetta?

Fu negli anni ’30 del secolo scorso che il fisico catanese Ettore Majorana ipotizzò che i neutrini e gli antineutrini fossero in realtà due manifestazioni della stessa particella per cui la transizione tra materia e antimateria risulterebbe possibile. Un fenomeno che potrebbe essere stato frequente immediatamente dopo il Big Bang ed avere determinato la prevalenza della materia sull’antimateria. L’esperimento del doppio decadimento beta senza emissione di neutrini studia il processo che avviene in un nucleo quando due neutroni si trasformano in due protoni, emettendo due elettroni e due antineutrini. Nel doppio decadimento beta senza emissione di neutrini non avviene emissione di neutrini poiché uno degli antineutrini si trasforma in neutrino. Il progetto ha una grande importanza e non si sarebbe mai potuto realizzare senza la disponibilità dei lingotti di piombo provenienti da un relitto romano. 
.

Un aiuto dal mare
A partire dal 2010, nell’ambito della collaborazione con la Sovraintendenza sarda, l’LNGS ha ottenuto parte dei lingotti di quel piombo incontaminato da utilizzare per i suoi esperimenti. Sebbene la maggior parte degli oltre mille lingotti estratti dalla nave siano oggi conservati presso il Museo Archeologico Nazionale sardo, 270 di questi sono stati ceduti ai laboratori del Gran Sasso.

Un aiuto importantissimo alla fisica che però sta anche suscitando critiche da coloro che polemizzano sul fatto di sacrificare materiale archeologico in nome della scienza. Se è vero che ogni testimonianza del passato può fornire preziosi elementi per comprenderlo meglio è anche vero che quando si è di fronte a ritrovamenti come quello del relitto del Mal di ventre, con migliaia di lingotti, ci si può domandare se, una volta studiati e catalogati (tra l’altro prevedendone la musealizzazione solo per alcuni pezzi) non si possano sacrificare per la scienza parte di quelli destinati ad essere conservati inesorabilmente in qualche deposito. Un argomento spinoso sul quale torneremo presto.

 

PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE

print

(Visited 133 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Translate:

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della stessa

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro e la pubblicazione e qualunque altro utilizzo del presente articolo e delle immagini contenute è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore che può essere contattato tramite

infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettimi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

6 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
marine militari
Materiali
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia Navale
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

For English readers

 


Do you like what you read and see on our site? OCEAN4FUTURE is a free blog, totally  independent, followed by million of people every year. Although mostly written in Italian Language,  ALL posts may be read in English, and other 36 languages.


We consistently publish Ocean news and perspectives from around the World that you may don’t get anywhere else, and we want to be able to provide you an unfattered reading.

Support us sharing our post links with your friends and, please consider a one-time donation in any amount you choose using one of the donation link in the portal.

Thanks  and stay with us.

OCEAN4FUTURE

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

Share