If you save the Ocean You save the Planet

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti- Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile. Crediamo che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo con la speranza che la classe politica comprenda l'emergenza in cui siamo, speriamo con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

Stiamo subendo un cambiamento climatico annunciato … non è il primo e non sarà l’ultimo per chi ci sarà

livello elementare
.
ARGOMENTO: CAMBIAMENTI CLIMATICI
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: na
parole chiave: clima, meteo, cambiamenti climatici
.

Si fa sempre molta confusione tra clima e situazione meteorologica.
Quando affacciandoci la mattina osserviamo fuori della finestra, per vedere se piove o c’è il sole, quello che facciamo è osservare le condizioni atmosferiche istantanee nella nostra località. Le previsioni meteorologiche, che ascoltiamo alla televisione o per radio, non hanno niente a che fare con le condizioni meteo istantanee ma, come dice la parola, sono delle previsioni che derivano da numerosi fattori che i meteorologi analizzano al fine di prevedere le condizioni meteo dei giorni seguenti. L’analisi svolta dai meteorologi comprende le dinamiche dei movimenti d’aria nelle regioni vicine, osservando gli spostamenti di zone di alta o bassa pressione atmosferica, le variazioni di pressione, di temperatura, e tanti altri fattori. Questi dati  forniscono quindi una valutazione sul presente (e ci serve poco) e soprattutto sull’evoluzione delle condizioni meteorologiche  future.

Funziona? Come mai a volte abbiamo l’impressione che non siano attendibili?
In realtà, tra una notizia e l’altra, quante volte ci siamo innervositi della poca precisione  delle previsioni … Spezziamo subito un lancia a favore di questi specialisti. Le previsioni hanno sempre un margine di errore e solo osservando continuamente le immagini provenienti dai satelliti meteorologici e dai radar ci possiamo rendere conto dei reali cambiamenti meteorologici che possono cambiare, anche radicalmente, in poche ore a causa della dinamica di quella fascia che ci sovrasta che si chiama atmosfera. In certe zone le previsioni sono più semplici (ad esempio in mare) ma quando ci spostiamo in aree con orografie complesse tutto si complica.

Innanzitutto, come sempre, cerchiamo di comprendere di cosa stiamo parlando 
Con il termine atmosfera terrestre si intende quell’involucro gassoso che circonda il nostro pianeta in cui le cui molecole sono trattenute dalla forza di gravità. Essa non ha una struttura omogenea e per questo viene suddivisa in vari strati che presentano caratteristiche diverse. Li abbiamo sentiti nominare tante volte senza comprenderne bene le caratteristiche.

Partendo dal suolo incontriamo la troposfera, per passare poi alla stratosfera (contenente l’ozonosfera), quindi alla mesosfera, termosfera (dove abbiamo la ionosfera) , ed infine alla esosfera, lo strato più esterno dell’atmosfera a partire da circa 500 km di altezza. L’esosfera, come potete vedere nel disegno, è molto calda con una temperatura di circa 700 °C che varia a seconda dell’attività solare. Ed è proprio quest’ultima che modifica la struttura verticale influenzando anche le condizioni meteorologiche.

atmosfera – strati

E  il Clima?
Quando invece parliamo di clima, stiamo di fatto facendo una media delle condizioni meteorologiche locali in una certa area per lunghi periodi.  Il clima naturalmente ha senso se riferito a periodi particolari dell’anno. Ad esempio parleremo del clima estivo di una certa località. Parlare di clima per periodi minori ha poco significato. Per cui quando leggete il clima di agosto in una determinata area si intende la media storica delle condizioni meteorologiche locali nel mese di agosto. Le variazioni climatiche si apprezzano quindi si su periodi lunghi e in quel caso parliamo di cambiamenti climatici?  Per capirci, con cambiamenti climatici si intende la variazione delle misure climatiche in un tempo sufficiente lungo in un determinato luogo per una determinata stagione

Dopo queste premesse capirete che ha quindi poco senso parlare di cambiamenti climatici dopo una settimana di caldo (o freddo) eccessivo. Tali variazioni vanno inserite in un quadro decisamente più complesso per poter parlare di un effettivo cambiamento climatico. Un lavoro non facile che comprende studi multidisciplinari che partono dalla storia della Terra nelle sue Ere geologiche e valutano le variazioni chimico fisiche in atmosfera dovute ai processi dinamici del pianeta, come il vulcanesimo,  ed i rapporti tra CO2 e temperature locali. Equazioni tutt’altro che facili da risolvere. 

 

Dopo queste necessarie premesse, ci possiamo domandare se esistono veramente dei fattori che possono influire nelle modifiche del clima.
Un recente studio suggerisce che la Terra abbia una forte sensibilità a variazioni relativamente piccole della CO2 atmosferica. Secondo una modellizzazione computerizzata avanzata, sembrerebbe che in questo momento la nostra atmosfera, almeno in certe località, contenga più anidride carbonica che negli ultimi tre milioni di anni, ovvero dall’inizio del Quaternario, un periodo lunghissimo in cui la nostra specie ha sviluppato la sua civiltà da circa 11.000 anni fa.


Ma cosa successe tre milioni di anni fa?
Dopo un periodo molto caldo, con molti alti e bassi, nel Quaternario il nostro pianeta incominciò a modificarsi con la comparsa dei ghiacciai che si diffusero nell’emisfero settentrionale secondo un ciclo di circa 40000 anni. Improvvisamente circa un milione di anni fa, il ciclo si modificò passando ad ogni 100.000 anni. Gli scienziati pensano che questa variabilità avvenne proprio a causa di una diminuzione dei livelli di CO2.

Quale fu la causa di tale variazione?
Probabilmente a causa di variazioni chimico fisiche legate all’erosione delle rocce, da un maggiore sequestro di CO2 nei sedimenti di acque profonde e da una riduzione del degassamento dei vulcani. Secondo lo studio i cambiamenti nei livelli di CO2 sono stati il principale motore delle Ere glaciali, insieme alle variazioni del modo in cui la Terra ruota attorno al sole, i cosiddetti cicli di Milankovitch, come per esempio la precessione degli equinozi. Le simulazioni effettuate al computer hanno esaminato i cambiamenti dell’orbita terrestre e la distribuzione dei sedimenti sulla superficie del pianeta. Per fare ciò è stata analizzata la quantità di polvere presente nell’atmosfera, analizzando i carotaggi di ghiacci antichi. Ma non solo … sono state valutate anche le dinamiche di emissioni gassose (outgassing) dei vulcani nel tempo.

Il modello ha permesso di scoprire che, oltre ai cambiamenti orbitali vi fu una diminuzione della CO2 in atmosfera, fattore che rese il clima decisamente più freddo. Le calotte glaciali spinsero via la regolite, lo strato di materiale sciolto con granulometria eterogenea che copre gli strati di roccia madre della Terra. La regolite è quella parte della litosfera più direttamente a contatto con l’atmosfera, con l’acqua e con la vita vegetale e animale. L’effetto della spinta dei ghiacciai espose quindi nuovi substrati rocciosi che diedero ai ghiacci un posto migliore per ancorarsi in modo che potessero fluire più lentamente ed accrescersi.

Una sezione del ghiacciaio è stato fotografato il 27 marzo 2017 dall’aereo di ricerca Operation IceBridge della NASA lungo la costa della baia di Upper Baffin, Groenlandia. La calotta glaciale si sta ritirando a causa del riscaldamento delle temperature e gli scienziati affermano che l’Artico è stata una delle regioni più colpite dai cambiamenti climatici. (Mario Tama / Getty Images)

La simulazione ha anche rivelato che durante il Quaternario la temperatura globale non superò mai la temperatura media pre-industriale di oltre 2 gradi Celsius. Ci fu un picco di temperature medie globali di 1,5 gradi Celsius (superiore alla media preindustriale) circa 2,5 milioni di anni fa. Consideriamo che la temperatura della Terra attuale è già più calda di 1,2 gradi C rispetto alla media preindustriale. Ma non solo. Il modello ha calcolato che la CO2 fu inferiore a 400 ppm per l’intero periodo Quaternario e l’attuale concentrazione di CO2 di circa 410 ppm non ha precedenti negli ultimi 3 milioni di anni.

Non ultimo la ricerca sottolinea che, sebbene le variazioni dell’orbita terrestre accelerarono i cicli glaciale-interglaciale del Quaternario, i meccanismi che trasformarono le variazioni regionali stagionali dell’insolazione solare non sono ancora del tutto chiari. Dal modello risultante deriva che una riduzione a lungo termine della CO2 portò all’inizio della glaciazione dell’emisfero settentrionale e ad un aumento dell’ampiezza delle variazioni glaciali-interglaciali, mentre l’effetto combinato del declino della CO2 e della rimozione della regolite allungò i tempi della transizione portandoli da 41.000 a 100.000 anni.

E negli ultimi 400 mila anni? Vi furono alti e bassi regolati naturalmente .. poi ventimila anni fa dopo l’ultima glaciazione la temperatura  incominciò a salire … Source: Hansen, J.E., (2005) “A Slippery Slope: How Much Global Warming Constitutes “Dangerous Anthropogenic Interference”?” Climatic Change, Vol. 68, No. 3, February, pp. 269-279; p. 271.

In merito ai cambiamenti climatici attuali, i ricercatori ritengono che il non rispetto dell’obiettivo dell’Accordo di Parigi, di limitare il riscaldamento globale al di sotto dei 2 ° C, porterà il clima della Terraa condizioni simili all’Olocene, ben oltre le condizioni climatiche vissute durante l’intero periodo geologico attuale non avendo precedenti negli ultimi 3 milioni di anni.

Stiamo andando verso una maggiore attività solare? Quali saranno gli effetti sul clima del pianeta?  Apparentemente stiamo raggiungendo un minimo che sarà seguito da una nuova crescita per oltre un secolo … 

In sintesi, il futuro potrebbe essere sempre più caldo, almeno fino alla prossima inversione delle temperature .. ma ci dovremo arrivare. Quale che sia la causa del riscaldamento bisogna agire per cercare di ridurre le concause (emissioni in atmosfera che sappiamo provocano un ulteriore aumento delle temperature) che ci porterebbero a condizioni di vita impossibili in molte aree del pianeta con conseguenze sociali purtroppo immaginabili. Desertificazione, crisi sociali, aumento dell’instabilità, guerre e carestie … 

 

PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE

print

(Visited 127 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Translate:

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 37 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della stessa

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro e la pubblicazione e qualunque altro utilizzo del presente articolo e delle immagini contenute è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore che può essere contattato tramite

infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettimi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

11 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
marine militari
Materiali
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia Navale
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

For English readers

 


Do you like what you read and see on our site? OCEAN4FUTURE is a free blog, totally  independent, followed by million of people every year. Although mostly written in Italian Language,  ALL posts may be read in English, and other 36 languages.


We consistently publish Ocean news and perspectives from around the World that you may don’t get anywhere else, and we want to be able to provide you an unfattered reading.

Support us sharing our post links with your friends and, please consider a one-time donation in any amount you choose using one of the donation link in the portal.

Thanks  and stay with us.

OCEAN4FUTURE

 i nodi fondamentali

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

Share