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Guardando il cielo di notte: le costellazioni – parte I

livello elementare
.
ARGOMENTO: NAUTICA
PERIODO: ESTIVO
AREA: EMISFERO SETTENTRIONALE
parole chiave: Costellazioni, cosmografia

Ci eravamo lasciati dopo aver descritto le costellazioni circumpolari, Cassiopea, Cepheus, Draco, Ursa Major e Ursa Minor, nell’emisfero settentrionale. Le belle notti estive ci regalano, soprattutto nelle zone poco illuminate, la possibilità di vedere molte altre costellazioni. Nell’attesa di conoscerle meglio ci possiamo sempre aiutare con una delle tante App per il riconoscimento delle stelle e dei pianeti in dotazione ai telefonini. 

A circa 50 milioni di anni luce di distanza dalla Terra si trova una piccola galassia chiamata NGC 1559. L’immagine presa da Hubble ci mostra una spirale nella costellazione meridionale  di Reticulum 

Per gli osservatori dell’emisfero settentrionale, possiamo ammirare queste tre costellazioni, Aquila, Cigno e Lyra, le cui stelle più luminose, Altair, Deneb e Vega, formano il triangolo estivo insieme alle costellazioni dello zodiaco del Sagittario e dello Scorpione, e le grandi costellazioni di Ercole nel nord e Ofiuco nel cielo del sud.

 

 

Iniziamo con la costellazione dell’Aquila. Il nome vuol richiamare l’aquila del dio Giove della mitologia romana. Questa costellazione era già nota all’astronomo greco Tolomeo nel II secolo. L’Aquila ha tre stelle più luminose della magnitudo 3,00 e due stelle situate entro 10 parsec (32,6 anni luce) dalla Terra. La sua stella più luminosa è Altair, Alpha Aquilae, che è anche la dodicesima stella più luminosa del cielo ed è anche la stella più vicina alla Terra, ad una distanza di soli 16,77 anni luce dalla Terra.

Altair

Altair forma un vertice del Triangolo Estivo, un prominente asterismo estivo, insieme alle brillanti stelle di Deneb in Cygnus e Vega in Lyra.

Cygnus, il cigno, è una delle costellazioni estive più riconoscibili. Le sue stelle più luminose formano un asterismo noto come la Croce del Nord, che è prominente nel cielo della sera nei mesi estivi.

 

 


Deneb
è una delle stelle più luminose del Nord e segna la coda del Cigno. È una delle stelle del nord più luminose situata a circa 3.550 anni luce dalla Terra. Cygnus contiene una serie di altre stelle degne di nota. Albireo, Beta Cygni, un sistema binario popolare tra gli astrofili per i suoi colori contrastanti.

guardando nord ovest dopo il tramonto, cercate la croce, il vertice superiore è Deneb

Cygnus raccoglie numerosi oggetti stellati, tra cui la sorgente di raggi X Cygnus X-1, i luminosi ammassi aperti Messier 29 e Messier 39, la galassia dei fuochi d’artificio e diverse nebulose degne di nota: la Nebulosa Pellicano, la Nebulosa Crescente e la Nebulosa Velo.

nebulosa Velo

Lyra, una piccola costellazione situata tra Cygnus, Hercules e Draco, facilmente riconoscibile per la sua forma di un parallelogramma. Nella sua costellazione possiamo osservare Vega, la quinta stella più luminosa del cielo ed ultimo vertice del triangolo estivo.

Lyra è anche sede di numerosi oggetti del cielo profondo, tra cui l’ammasso globulare Messier 56 ed una delle più famose nebulose planetarie, la Nebulosa Anello, Messier 57.

nebulosa anello nella costellazione della Lyra

Chiuso il nostro triangolo passiamo ad un gruppo di stelle nella prossimità di Vega che appartengono alla costellazione di Ercole, la quinta più grande costellazione del cielo.

È facile da identificare perché molte delle sue stelle formano la chiave di volta, un prominente asterismo estivo che rappresenta il torso di Ercole. 

La Costellazione di Ercole ospita due oggetti di Messier: il grande e luminoso Hercules Globular Cluster (Messier 13) e il Messier 92 leggermente più fioco, denso e piccolo, uno dei più antichi ammassi conosciuti della Via Lattea. La costellazione ospita anche una delle più straordinarie galassie, Hercules A.

[caption id="attachment_33121" align="alignnone" width="1000"] Hercules A – Immagine di luce visibile ottenuta dal telescopio spaziale Hubble in orbita attorno alla Terra sovrapposto a un’immagine radio presa dal Very Large Array (VLA) dei radiotelescopi nel New Mexico, USA. Immagine: NASA, ESA, S. Baum e C. O’Dea (RIT), R. Perley e W. Cotton (NRAO, AUI, NSF) e Hubble Heritage Team (STScI, AURA)

Dall’altra parte della chiave di volta, ovvero tra Ercole e Boote, possiamo osservare la Corona Boreale, una piccola costellazione a forma di ferro di cavallo o diadema.

La costellazione della Corona Borealis ha quattro stelle con pianeti noti e non contiene oggetti di Messier. La stella più luminosa della costellazione è Alphecca (Alfa Coronae Borealis) che dista 75 anni luce dalla Terra. Non ci sono piogge meteoriche associate alla costellazione.

La costellazione della Corona Boreale si individua con facilità, grazie ad un vicino asterismo a forma di “Y” il cui vertice è rappresentato da Arturo, la quarta stella più brillante del cielo ad occhio nudo. Arturo appartiene ad un’altra costellazione, quella di Boote. La Corona Boreale è una figura tipica del cielo primaverile ed estivo. Nell’emisfero nord diventa ben visibile ad est nel cielo serale di fine febbraio, si mostra invece alta nel cielo nei mesi di maggio e giugno e nel corso dell’estate tende a declinare verso occidente, finché, alla fine di ottobre, non sarà più osservabile.

Torneremo presto con le altre costellazioni.

 

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