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Lavoro di squadra e subacquea di Giorgio Caramanna

 

livello elementare 
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ARGOMENTO: SUBACQUEA
PERIODO: na
AREA: DIDATTICA
parole chiave: team, coordinazione, comando e controllo, educazione

Il lavoro di squadra svolge un ruolo fondamentale nell’attività subacquea. Ad esempio tutti noi contiamo sul nostro compagno d’immersione in termini di supporto reciproco ed aiuto in caso di emergenza; quando l’immersione diviene lavorativa, in operazioni più complesse, con la crescita del numero di componenti del team va a crescere la complessità delle relazioni da gestire.

Statisticamente nella Marina statunitense (US Navy) oltre il 25% degli errori non tecnici (ossia non strettamente legati a procedure di immersione) che hanno avuto conseguenze fatali tra team dei subacquei è dovuto al fallimento del lavoro di squadra degli operatori e/o nella capacità di supervisione del team leader. Una constatazione interessante è che in ambiente anglosassone, ma non solo, molto spesso si è evidenziato che i componenti del team non hanno il coraggio di contestare le decisioni del team leader anche se le ritenute errate.

Il fallimento del lavoro di squadra può causare incidenti subacquei a seguito di tre fattori principali:

a. mancanza della definizione dei ruoli
Il leader ha omesso di definire chiaramente chi deve fare cosa. Di conseguenza le azioni del team non sono ben chiare e si percepisce un generico senso di confusione ed improvvisazione. L’esempio pratico può essere in un’immersione in coppia dove dovrebbe essere sempre ben chiaro chi ha il compito di guidare e chi ha il compito di seguire.

b. mancanza di coordinazione
Le azioni non coordinate fra i vari membri del team comportano  un non corretto bilanciamento tra i differenti obbiettivi dell’immersione, causando stress e riduzione nell’efficienza del gruppo.

c. problemi di comunicazione
Assenza di scambio di conoscenze all’interno del gruppo. Ad esempio quando uno dei subacquei non informa tempestivamente gli altri di un problema e compromette la sicurezza dell’intero team.

L’analisi di oltre 300 team subacquei della Marina Americana (US Navy) ha evidenziato che i gruppi qualitativamente migliori erano quelli che dimostravano di avere chiare caratteristiche in comune.

Vanno considerati quindi:

Capacità individuale: idealmente i componenti del team dovrebbero essere in possesso dello stesso livello di capacità; in genere è il membro con le capacità minori che va a determinare l’effettivo rendimento del team.

Capacità di fornire una comunicazione chiara ed effettiva: i subacquei devono essere in grado di condividere le informazioni in modo chiaro, tempestivo ed efficiente. L’addestramento aiuta a rendere minori le differenze di apprendimento ma è sempre il leader a dover fornire informazioni chiare per il raggiungimento dello scopo finale.

Conoscenza dei ruoli e degli obiettivi: i subacquei devono avere ben chiaro il proprio ruolo e quali operazioni devono essere effettuate durante l’immersione.

Motivazione: i subacquei devono essere motivati a raggiungere l’obiettivo finale ed essere disponibili a sacrificare parte delle aspettative personali per il bene del gruppo. Ad esempio essere disponibili ad accettare un ruolo minore se un subacqueo più esperto è presente e quindi in grado di svolgere meglio un compito complesso. Il fattore caratteriologico è causa di invidie e rivalità che non favoriscono il risultato finale.

Verifica del rendimento: sia il supervisore che i componenti del team dovrebbero vigilare sulla qualità e sicurezza delle operazioni attraverso una pianificazione attenta ed adeguati briefing e debriefing.

Flessibilità: l’ambiente subacqueo è mutevole ed anche il migliore dei piani può divenire inutile a seguito di imprevisti. Un buon team deve essere in grado di reagire a situazioni inaspettate ad attivare piani alternativi. In ogni caso la sicurezza è fondamentale.

Ridondanza: tra i subacquei dovrebbe esserci un certo livello di sovrapposizione di abilità in modo da garantire il corretto funzionamento del team anche se alcuni dei suoi componenti sono temporaneamente incapacitati. Ad esempio è importante che tutti i subacquei siano in grado di effettuare manovre di soccorso ed autosoccorso in modo adeguato.

Prevedere gli eventi: essere in grado di prevedere il probabile sviluppo della situazione è importante sia livello individuale che di team. Questo permette non solo di migliorare l’efficienza del gruppo ma, soprattutto, di evitare che eventi avversi possano evolvere in un incidente.

Leadership: un buon leader è al centro di ogni team infondendo un senso di sicurezza e capacità.

Se quelle esposte sono caratteristiche positive vi sono delle attitudini che possono invece compromettere la qualità del lavoro di squadra:

Rifiuto assoluto dell’autorità: esprimere le proprie idee è positivo ma assumere un atteggiamento di completo rifiuto per regole e autorità rende impossibile lavorare in gruppo. Ad esempio gli studenti di un corso sub dovrebbero riconoscere la necessità di seguire le istruzioni ricevute al fine della propria ed altrui sicurezza.

Passività: la mancanza di interesse a collaborare in modo costruttivo, accettando  tutto supinamente può essere pericolosa per se stesso e per gli altri soprattutto in una situazione di emergenza dove è necessario avere iniziativa e capacità di reazione.

Impulsività: un subacqueo impulsivo può agire in modo affrettato ed irrazionale con conseguenze dannose ed imprevedibili.

Auto-soddisfazione: è un sentimento subdolo e pericoloso che spinge subacquei esperti, o che si ritengono tali, ad ignorare le regole con l’illusione di essere al disopra di tutto.

Machismo: è un atteggiamento molto negativo che spinge i subacquei, prevalentemente uomini, ad azioni sconsiderate per il solo gusto di dimostrare la propria bravura. Un tale atteggiamento è estremamente pericoloso e molto spesso sfocia in incidenti tanto stupidi quanto gravi.

In sintesi, il rendimento di un team è il risultato delle sinergie che si sviluppano all’interno del gruppo.
Un elevato livello di ridondanza rende il team più resistente in caso di fallimento di un singolo membro ma causa minori capacità di adattamento a cambiamenti nell’ambiente operativo che potrebbero richiedere abilità non presenti tra i componenti del team. E’ necessario quindi raggiungere un giusto equilibrio tra varietà di capacità dei componenti del team e livello di ridondanza in modo da creare un team che sia allo stesso tempo flessibile e resistente. 
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Giorgio Caramanna
Geologo oceanografo – Geoaqua Consulting
è un geologo italiano specializzato in idrogeologia e geochimica, con oltre quindici anni di esperienza come subacqueo scientifico in una varietà di ambienti e attività di ricerca. Svolge anche il ruolo di delegato nel Comitato europeo di immersioni subacquee. Ha lavorato come ricercatore presso molte istituzioni internazionali e ha esperienza multidisciplinare in diverse università. Ha fondato nel 2015 GeoAqua Consulting con il desiderio di condividere la sua esperienza di ricercatore e subacqueo scientifico con il desiderio di sensibilizzare l’opinione pubblica sui principali problemi ambientali. È autore di oltre cinquanta articoli ed è revisore per riviste internazionali. Giorgio Caramanna, dal 2015, è anche collaboratore ed inviato dagli Stati Uniti di Ocean4future. Nel 2018 ha ricevuto il Tridente d’oro dell’Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee.

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