If you save the Ocean You save the Planet

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti- Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile. Crediamo che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo con la speranza che la classe politica comprenda l'emergenza in cui siamo, speriamo con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Un recente studio afferma che la bassa deformazione delle placche geologiche calabresi potrebbe essere conciliata con un violento rilascio sismico

livello elementare

 

ARGOMENTO: GEOLOGIA
PERIODO: ODIERNO 
AREA: ITALIA
parole chiave: sismi, tsunami, placche, subduzione

Un recente studio, “Geodetic Gap” in the Calabrian Arc: Evidence for a Locked Subduction Megathrust? di Michele Carafa  et alii., apre nuove ipotesi sulla generazioni di grandi sismi nella zona calabra meridionale. Prima di riassumerlo brevemente, introduciamo l’argomento.

Orogenesi italiana
La presenza di due imponenti catene montuose, le Alpi a Nord, e gli Appennini lungo la penisola e la Sicilia a sud, caratterizza la geologia italiana. Le Alpi si formarono in seguito al raccorciamento e sovrascorrimento verso W e NW della placca Adriatica sulla placca Europea; gli Appennini a loro volta si generarono in seguito alla subduzione della zolla Adriatica che si muove verso W mentre la catena siciliana in seguito alla subduzione della zolla africana (ionica e pelagica) verso NW. Questi fenomeni sono ancora in corso e sono responsabili dei più recenti terremoti che tante vittime hanno mietuto. Alpi ed Appennini sono caratterizzate da un forte diacronismo in quanto si sono formate in tempi successivi che hanno portato ad una differente trend evolutivo. La subduzione alpina è cominciata durante il Cretacico inferiore ed è continuata fino al Pliocene, con successive ma più lente riattivazioni. Il sistema Tirreno-Appenninico si è invece formato negli ultimi 10-20 milioni di anni, ed essendo più recenti appare più reattivo. L’asimmetria della catena appenninica è il risultato di un processo di subduzione irregolare, al di sotto degli Appennini settentrionali e meridionali: il processo di subduzione nel primo caso coinvolge la litosfera adriatica di tipo continentale, mentre nel secondo caso coinvolge la litosfera ionica di tipo oceanico. Il problema per i geologi è che sebbene la geologia sia nota zona per zona, ci sono ancora delle incertezze sui rapporti fra questi settori sia prima dell’apertura dei bacini del Mediterraneo occidentale sia sulla loro collocazione sulle rive della Tetide.

Tettonica del Mediterraneo. La linea rossa indica il margine di subduzione secondo cui la placca africana scorre al di sotto di quella euroasiatica. Le frecce rosse indicano il movimento relativo della placca superiore, quelle nere quello della placca che va in subduzione. Questo scontro, in particolare intorno ai margini, genera sismicità, talora anche elevata (da “Disastri naturali”, SIGNORINO, MAURO, 2006).

I geologi sono abbastanza concordi nell’affermare che:

– il Tirreno Settentrionale si sia aperto nel Miocene, mentre quello Meridionale si generò più tardi, nel Pliocene

– l’area calabrese continua a muoversi verso sudest

– prima dell’apertura del Tirreno, Sardegna e Calabria facevano parte della stessa massa continentale, almeno dall’Oligocene: quindi attraverso Sardegna e Corsica anche la Calabria era attaccata all’Europa tra la Provenza e la Catalogna.

C’è chi spinge e chi si sposta
I complessi movimenti geologici delle zolle tettoniche provocano fenomeni di subduzione importanti. Apparentemente il fondale marino ionico, in prossimità dell’arco calabrese, è la zona in cui si apprezza il maggior flusso di massa nel Mediterraneo centrale. Sebbene non ci siano prove inequivocabili di terremoti correlati alla subduzione e le velocità di spostamento locali del GPS indichino tassi di deformazione molto bassi, la regione ricorda alcuni dei più terrificanti terremoti e conseguenti tsunami in tutto il bacino del Mediterraneo.

Uno studio recente ha ipotizzato che i bassi tassi di deformazione registrati nel sud della Calabria possono essere conciliati con un violento rilascio sismico regionale causato da un elevato accoppiamento inter-sismico. L’ipotesi di uno scenario alternativo di subduzione non sembra essere giustificabile dai record storici di sismicità. Sembrerebbe che esista nel sud della Calabria un “gap geodetico” derivante da un’interferenza distruttiva tra l’estensione della piastra superiore e la compressione temporanea dovuta al blocco della zolla lungo l’interfaccia di subduzione. Ma facciamo un passo indietro.

Cosa sono le zone di subduzione attive?
La subduzione è un fenomeno geologico chiave nella teoria della tettonica delle placche. Per cercare di visualizzarlo pensate a due superficie contigue. Quando una di esse scorre sotto un’altra si generano dei movimenti verticali. Questi movimenti provocano dei movimenti sismici che possono essere di diversa entità. Naturalmente stiamo parlando di placche tettoniche per cui quando una placca scivola sotto l’altra dobbiamo immaginarci un effetto di spinta che trascina una delle placche in profondità nel mantello. Sul fondo degli Oceani la subduzione può provocare delle strutture importanti che vengono chiamate dorsali medio-oceaniche.

Questo fenomeno avviene lungo i margini convergenti delle placche, dove la crosta oceanica viene quindi modificata a causa della subduzione. Le forze in gioco sono enormi e in queste zone si possono generare i sismi più pericolosi del nostro pianeta. Per fortuna la maggior parte di questi fenomeni sono poco evidenti e registrati solo dagli strumenti. La subduzione del fondo marino ionico sotto la Calabria, una regione a rischio sismico dell’Italia meridionale, è uno di questi casi.

Storicamente, la Calabria è stata colpita da grandi terremoti generati a profondità crostale, cioè al di sopra della subduzione in corso, ma non sono disponibili prove per l’attività dei fenomeni sottostanti. Grazie alle moderne misure satellitari del movimento del suolo (in particolare grazie al GPS), possono essere ricavate indicazioni utili sulla stima dell’accumulo di deformazione attiva delle faglie.  La loro analisi ci può consentire  di determinare quali parti del fronte attivo siano attualmente “bloccate” e quindi in grado di generare terremoti potenzialmente distruttivi. I ricercatori, utilizzando le misure delle velocità GPS, hanno scoperto che i dati registrati sono ben al di sotto del minimo necessario per giustificare una sismicità crostale nota.

Come mai?
La modellizzazione congiunta al computer della deformazione della crosta e della subduzione ha mostrato che la Calabria Meridionale potrebbe presentare un “gap geodetico“, dove le placche legate alla subduzione sono temporaneamente annullate da quelle crostali. Ciò potrebbe indicare che la subduzione è effettivamente bloccata e quindi potrebbe essere in grado di causare forti terremoti in grado di provocare maremoti devastanti. 

Si rimanda allo studio per maggiori informazioni.

 

PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE

print

(Visited 720 times, 2 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Translate:

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 37 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della stessa

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro e la pubblicazione e qualunque altro utilizzo del presente articolo e delle immagini contenute è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore che può essere contattato tramite

infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettimi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

18 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
marine militari
Materiali
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia Navale
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

For English readers

 


Do you like what you read and see on our site? OCEAN4FUTURE is a free blog, totally  independent, followed by million of people every year. Although mostly written in Italian Language,  ALL posts may be read in English, and other 36 languages.


We consistently publish Ocean news and perspectives from around the World that you may don’t get anywhere else, and we want to be able to provide you an unfattered reading.

Support us sharing our post links with your friends and, please consider a one-time donation in any amount you choose using one of the donation link in the portal.

Thanks  and stay with us.

OCEAN4FUTURE

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

Share