If you save the Ocean You save the Planet

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti- Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile. Crediamo che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo con la speranza che la classe politica comprenda l'emergenza in cui siamo, speriamo con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Breve storia della sciabola d’arrembaggio

livello elementare

ARGOMENTO: MARINA MILITARE
PERIODO: XVI – XXI SECOLO
AREA: OVUNQUE
parole chiave: sciabola, arrembaggio

 

sciabola marina olandese

Le abbiamo viste impugnate nei film da pirati e avversari in una lotta fino all’ultimo sangue. Parliamo della sciabola d’abbordaggio, arma da fianco, fedele compagna dei marinai per tanti secoli,  sufficientemente robusta per penetrare fra corde, tela e legno. Come tutte le armi relativamente corte risultava pratica nei combattimenti ravvicinati a seguito degli abbordaggi quando le due fazioni si scontravano in un campo decisamente non libero ma ingombro di manovre, cordami, alberi, saltando tra tughe e ponti.

cutlass

Un altro fattore da considerare era la facilità di uso che, pur richiedendo un minor addestramento rispetto al fioretto o allo spadino, era più efficace come arma navale da combattimento individuale rispetto alle armi da taglio di dimensioni ordinarie. Il successo della sciabola si diffuse quindi  in tutto il Mar Mediterraneo e venne usata anche in terraferma dai cavalieri mamelucchi, poiché la lama curva la rendeva utile nella tecnica a fendenti. Nelle campagne, un utensile simile alla sciabola d’abbordaggio era usato come attrezzo agricolo (molto simile al machete) specie nella foresta pluviale e nelle aree di produzione della canna da zucchero, come ai Caraibi ed in America Centrale. Boscaioli e soldati nel XVII secolo e nel diciottesimo usavano una simile lama corta ad un taglio, detta hanger.

Ma da cosa deriva il nome di quest’arma?
L’origine della sciabola di abbordaggio può essere dedotta dal suo nome anglosassone, cutlass, parola che si ritrova nella lingua inglese sin dal XVI secolo. Sembra infatti che essa derivi dall’italiano coltellaccio — termine che a sua volta designava una corta spada a lama larga, in uso in Italia nel secolo XVI. Probabilmente arrivò in Gran Bretagna attraverso la variante francese coutelas o coutelace, una forma di coutel, in lingua moderna couteau, ossia coltello, che driva proprio dal basso latino cultellus. Volendo risalire etimologicamente era un diminutivo di culter, sostantivo che definiva sia l’aratro sia un qualsiasi strumento da taglio. Questo coltellaccio con un solo filo divenne l’arma di eccellenza in alcune professioni come per i macellai.

La cosa curiosa è che i bucanieri, cacciatori di frodo decisamente poco raccomandabili, resi celebri dal libro di Alexandre Exquemelin, erano usi affumicare la carne che tagliavano con i loro coutelas; nel XVII secolo i bucanieri scoprirono i vantaggi della pirateria in mare diventando i primi pirati dei Caraibi. La loro arma di combattimento divenne proprio questa corta sciabola che si prestava particolarmente per gli abbordaggi.

L’uso delle sciabole di abbordaggio ad opera di pirati è ben documentato, soprattutto dagli equipaggi di “gentiluomini” come William Fly, William Kidd, e Stede Bonnet. Sempre Alexandre Exquemelin raccontò che il bucaniere Francesco Nau detto l’Olonese utilizzasse una sciabola d’abbordaggio già nel 1667. I pirati ed i corsari usavano quest’arma anche come mezzo di pressione psicologica, poiché spesso era sufficiente che venisse impugnata e mostrata in maniera minacciosa per indurre l’equipaggio della “nave preda” ad arrendersi; inoltre veniva usata “di piatto” sui prigionieri per renderli più … collaborativi quando venivano interrogati. La sciabola come arma da combattimento navale rimase in servizio in tutte le Marine fino al XX secolo e solo nel 1936, la Royal Navy annunciò che la sciabola d’abbordaggio sarebbe stata mantenuta esclusivamente quale arma da parata. Oggigiorno è impiegata in tutte le marine europee e d’oltre oceano come arma da cerimonia, ultimo retaggio di un glorioso passato.

sciabola di ordinanza Regia Marina italiana – probabilmente fratelli Turco Napoli

La fine dell’uso della sciabola da combattimento segnò la fine di un’Era. Con la sua abolizione molte tradizioni si persero e oggigiorno solo alcune sopravvivono per il servizio navale. Le più note sono gli onori da presentare alle autorità in visita ai Reparti  e, se non altro per l’effetto spettacolare, l’arco di sciabole fatto agli sposi all’uscita dalla chiesa con il seguente taglio congiunto della torta al banchetto di matrimonio.

L’importanza della sciabola declinò con l’uso estensivo delle armi da fuoco. Tuttavia, mantenne la sua importanza nella guerra navale molto tempo dopo che il suo impiego divenne obsoleto nei combattimenti terrestri. Si racconta che nell’Ottocento i Comandanti ed i Direttori del Tiro indossavano ancora la sciabola in combattimento. Altri tempi, certamente diversi da quelli odierni in cui il Comandante della nave siede intorno ad una consolle indossando solo una cuffia con microfono per dare gli ordini per l’impiego delle armi di bordo.

La sciabola dell’ufficiale di marina forse deve la sua sopravvivenza anche ad un altro motivo
Come arma dei cavalieri dal XVI al XVIII secolo, era naturale che fosse incorporata nell’uniforme dell’ufficiale di marina. L’uso della spada distingueva così il “gentiluomo” benestante.  Non c’era da meravigliarsi che  l’ufficiale di marina, da sempre ufficiale gentiluomo,  indossasse una arma da taglio lunga come qualsiasi “gentiluomo” anche nella vita sociale esterna. Diverso era il suo uso a bordo che aveva compiti prettamente di combattimento.

Una fattura antica
Le sciabole di marina di oggi, o almeno dal dopo guerra, hanno purtroppo perso molto della loro raffinatezza e presentano else in materiale plastico e lame di acciaio decisamente più scadenti.

Le sciabole di ordinanza degli ufficiali del XIX e XX secolo, ad uso nelle marine europee, erano abbastanza simili. Le loro lame dritte o moderatamente ricurve,  con una lunghezza di circa 90 centimetri, erano in acciaio brunito e riportavano eleganti incisioni in rilievo. Esse riportavano il nome del facitore  e venivano a volte personalizzate con il nome dell’ufficiale. Il pomolo da cui partiva la protezione era una testa di leone in metallo dorato. L’impugnatura veniva realizzata in osso mentre l’elsa in metallo finemente intarsiato. Su di essa veniva riportata un’ancora sovrastata, in alcuni casi, dalle corone della nazione di appartenenza. Ricordo che nel Novecento la sciabola aveva ormai assunto una funzione di rappresentanza e non più di combattimento. Conservava un’eleganza e fattura adeguata alla classe sociale degli Ufficiali dell’epoca. Ma i tempi sono cambiati. Le sciabole moderne, ovvero quelle realizzate nel dopoguerra, hanno perso molto della qualità originale e i foderi sono ormai in materiale plastico … purtroppo niente a che vedere con quelli di prima dell’ultima guerra mondiale che erano in cuoio con interni di pelle di squalo.  La guardia delle sciabole odierne, come il dorso dell’impugnatura, le guarnizioni e il puntale del fodero, sono di metallo dorato; il fodero è in materiale plastico nero verniciato e la parte interna dell’impugnatura, un tempo di avorio o osso finemente intarsiato, è di materiale plastico rigido di color bianco.

sciabola maresciallo marina militare

Anticamente, per il corpo equipaggi, ovvero i sottufficiali marescialli, la fattura era meno elegante ed ha seguito nel tempo il degrado della qualità subito da quelle degli Ufficiali. Anche in questo caso, la guardia, il dorso dell’impugnatura (nero), le guarnizioni e il puntale del fodero sono di metallo dorato ma completamente lisci; la lama dritta non presenta decorazioni.

Una curiosità

La sciabola da combattimento rimase ancora in dotazione dei reparti della marina statunitense (US Navy) fino al 1949. Il modello più recente fu il Model 1917 (nella foto), ridenominato durante la Seconda guerra mondiale Model 1941. Questo modello di sciabola aveva differenze trascurabili rispetto al modello del 1917. Fu proprio una di queste sciabole ad essere usata durante la Guerra di Corea da un sottufficiale dei marines del ruolo tecnico che ad Incheon uccise un nemico con una sciabola Model 1941.

 

PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE

 

print
(Visited 664 times, 1 visits today)
Share

2 commenti

  1. Luca Di Mauro Luca Di Mauro
    19/12/2019    

    Con il dovuto rispetto, la teoria sostenuta per cui la sciabola mamelucca derivi da quella da abbordaggio sulla base del fatto che hanno entrambe la lama curva mi sembra quanto meno da motivare meglio. Appare moltopiù probabile che essa derivi dalla “shamshir” dei popoli dell’Asia centrale, poi arrivata nel Mediterraneo attraverso la Persia e i turchi selgiuchidi.

    • 19/12/2019    

      Non mi pare che sia stato detto che derivi da quella dell’abbordaggio. L’articolo dice che il successo della sciabola si diffuse quindi in tutto il Mar Mediterraneo e venne usata anche in terraferma dai cavalieri mamelucchi, poiché la lama curva la rendeva utile nella tecnica a fendenti. Che i mamelucchi, ma non solo, la avessero mutuata da altri popoli asiatici è probabile … ma che poi si diffuse in tutto il Mediterraneo è altrettanto accertato. Come in tutte le cose se un qualcosa funziona si diffonde. Nel campo navale le motivazioni per cui una simile arma fu adottata mi pare sia stato spiegato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Translate:

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 37 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della stessa

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro e la pubblicazione e qualunque altro utilizzo del presente articolo e delle immagini contenute è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore che può essere contattato tramite

infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettimi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

4 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
marine militari
Materiali
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia Navale
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

For English readers

 


Do you like what you read and see on our site? OCEAN4FUTURE is a free blog, totally  independent, followed by million of people every year. Although mostly written in Italian Language,  ALL posts may be read in English, and other 36 languages.


We consistently publish Ocean news and perspectives from around the World that you may don’t get anywhere else, and we want to be able to provide you an unfattered reading.

Support us sharing our post links with your friends and, please consider a one-time donation in any amount you choose using one of the donation link in the portal.

Thanks  and stay with us.

OCEAN4FUTURE

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

Share