If you save the Ocean You save the Planet

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti- Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile. Crediamo che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo con la speranza che la classe politica comprenda l'emergenza in cui siamo, speriamo con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Il raid navale di Medway, ovvero quando l’Olanda umiliò la Corona inglese

livello elementare
.

ARGOMENTO: STORIA NAVALE

PERIODO: XVI – XVII SECOLO
AREA: OCEANO ATLANTICO
parole chiave: Medway, Olanda, Gran Bretagna

 

Medway


Guerre nei mari del Nord: Olandesi contro Inglesi per il predominio commerciale nel XVII secolo

Le guerre anglo-olandesi furono combattute per il controllo dei mari e di importanti rotte commerciali verso il resto del mondo. Sotto Enrico VIII l’Inghilterra aveva costruito un’impressionante flotta militare ed in seguito le navi della regina Elisabetta, comandate da valorosi e spregiudicati comandanti come Francis Drake, intrapresero missioni a lungo raggio, soprattutto contro gli spagnoli. Il potere inglese si affermò sul mare da quale dipese sempre di più la sua sopravvivenza. Tra alleanze di comodo e politiche estere alternanti l’Inghilterra sfruttò le differenze religiose per i propri interessi. Nel XVI secolo gli Olandesi erano alleati di fede protestante contro la Spagna cattolica e, secondo il trattato di Nonsuch del 1585, l’Inghilterra aveva portato il suo sostegno inglese diretto alla rivolta olandese. Ma gli interessi commerciali in gioco erano importanti e nei seguenti 40 anni avvenne uno slittamento delle alleanze, con il miglioramento delle relazioni tra Spagna e Gran Bretagna. Nel frattempo, gli Olandesi costruirono la più grande flotta mercantile del mondo per intraprendere il commercio delle spezie con l’Estremo Oriente, sostituendosi di fatto ai Portoghesi. La loro flotta venne rafforzata e protetta da un naviglio militare sempre più efficiente.

Preoccupato dalla crescente potenza olandese, il re inglese Carlo I stipulò nel 1631 un accordo segreto con gli Spagnoli, costruendo possenti navi da guerra, tra cui l’HMS Sovereign of the Seas. Ma i rapporti con gli Spagnoli non erano destinati a durare e solo otto anni dopo le relazioni con Madrid si deteriorarono nuovamente, al punto che fu negato il rifugio nelle acque britanniche ad un convoglio spagnolo che era sotto attacco da parte delle navi olandesi. La storia inglese del periodo fu abbastanza complessa, in cui motivi religiosi e politici crearono un’instabilità interna che avrebbe poi portato alla nascita della Repubblica di Cromwell. In quel tormentato periodo la Gran Bretagna si trovò divisa tra coloro che volevano legarsi politicamente agli Olandesi e altri che ne temevano l’affermazione sui mari. Dopo aver sciolto il parlamento, Carlo I rovinò il consenso interno a causa dell’imposizione di tasse senza l’approvazione parlamentare. Oliver Cromwell inizialmente si oppose strenuamente all’imposizione di nuove imposte e, vista l’impossibilità di giungere a un accordo, provocò lo scoppio della guerra civile fra le fazioni dei “Parlamentaristi” e dei “Realisti”. Una guerra sanguinosa, come tutte le guerre civili, che indebolì fortemente la Royal Navy.

Oliver Cromwell 
Cromwell nacque il 25 aprile 1599 ad Huntington. Educato nel Collegio Sidney Sussex di Cambridge, di spirito puritano, studiò legge a Londra. Nel 1628 fu eletto deputato di Huntington al parlamento ed iniziò la sua carriera politica. Allo scoppio della guerra, nel 1642, contribuì con denaro proprio alla formazione della Eastern Association, un’unione fra le contee orientali, col sostegno delle quali poté far fronte all’avanzata dei realisti. Cromwell si dimostrò un abile tattico ed un sicuro condottiero dei suoi uomini. Dopo essere stato alla testa delle forze in una guerra sanguinosa e fratricida che abbatterono temporaneamente la monarchia inglese, instaurando la repubblica del Commonwealth of England, governò Inghilterra, Scozia e Irlanda con il titolo di Lord Protettore, dal 16 dicembre 1653 fino alla sua morte, avvenuta probabilmente a causa di malaria.

Con la vittoria di Oliver Cromwell e la costituzione della Repubblica del Commonwealth of England, fu avviata la ricostruzione della forza navale britannica, sostenuta da una crescente acredine verso gli Olandesi che avevano avversato con la loro flotta il commercio britannico con le Indie occidentali ed il Nord America. Inizialmente Cromwell cercò di allentare le tensioni con il potente vicino, inviando una delegazione all’Aia e proponendo che la Repubblica olandese aderisse al Commonwealth of England, per unirsi nella conquista dell’America spagnola. Una proposta che gli orangisti pro-Stuart rifiutarono, arrivando a molestare la delegazione diplomatica inglese. Nell’ottobre del 1651 Cromwell approvò una serie di nuovi atti di navigazione che imposero che tutte le merci importate in Inghilterra dovevano essere trasportate da navi inglesi. Un provvedimento protezionistico che danneggiava l’intenso traffico commerciale dal continente verso l’Isola, escludendo di fatto l’Olanda da quel lucroso commercio.

Gli Olandesi risposero impiegando mercantili armati che culminarono nella battaglia di Goodwin Sands il 29 maggio 1652, l’evento che portò alla prima guerra tra Inghilterra e Olanda. Fu un conflitto relativamente breve ed iniziò con la vittoria degli Inglesi nella battaglia del Kentish Knock nell’ottobre del 1652. In seguito gli Olandesi si rifecero nella successiva battaglia di Dungeness e nella battaglia navale di Livorno. Quest’ultima vittoria di fatto regalò il controllo del Mediterraneo agli Olandesi. Ci torneremo presto. Nel 1653, nella battaglia di Portland, gli Olandesi furono sbaragliati da una rinvigorita Royal Navy, una vittoria ulteriormente rafforzata nella successiva battaglia di Gabbard. La prima guerra olandese si concluse quindi il 5 aprile 1654 con il trattato di Westminster. Pochi anni dopo, dopo la morte di Cromwell, con la Restaurazione del 1660, Carlo II ordinò di svolgere missioni aggressive, ufficialmente di sorveglianza, contro la marina mercantile olandese. Fu questa politica a scatenare una nuova guerra fra le due potenze marittime, un conflitto che culminò nel raid olandese sul Medway del giugno 1667 che racconteremo oggi.

Il raid di Medway
Nel 1666 gli Olandesi avevano pianificato un attacco su Chatham, ma era stato posticipato dopo la pesante sconfitta al largo di North Foreland. Il nuovo raid fu progettato da Johan de Witt che sosteneva la necessità di una vittoria decisiva contro il monarca britannico. Sebbene i comandanti olandesi dubitavano della possibilità di successo, senza grandi perdite in navi e uomini, la loro flotta aveva due assi nella manica: due piloti di fiume che avevano disertato dalla Gran Bretagna. Per ironia uno dei due traditori si chiamava Robert Holland.

Tra il 17 maggio e il 4 giugno 1667, l’ammiraglio olandese Cornelius De Ruyter fece salpare le sue navi da Rotterdam, Amsterdam e Schooneveld, mettendo insieme una flotta di 62 navi. Durante l’attraversamento del Mare del Nord, la flotta fu riorganizzata in tre squadroni; De Ruyter comandò il primo, il tenente ammiraglio Aert Jansse Van Nes il secondo, ed il tenente ammiraglio Baron Willem Joseph Van Ghent il terzo. Van Ghent era il responsabile della pianificazione dell’operazione e doveva condurre l’attacco finale al fiume Medway. Il 6 giugno, un banco di nebbia si alzò lentamente mostrando agli Inglesi la potente flotta olandese nei pressi dell’estuario del Tamigi. Il giorno seguente, gli ordini sigillati di Cornelius de Witt furono aperti e molti comandanti restarono increduli per l’audacia del piano. Si racconta che l’ammiraglio De Ruyter commentò semplicemente “bevelen zijn bevelen” (“gli ordini sono ordini”) e la flotta si preparò ad attaccare.

Chatham era protetta solo da poche navi. Gli Olandesi sapevano che la situazione degli avversari era delicata, il morale era basso, gli equipaggi non erano pagati da tempo e la leadership della Royal Navy inglese estremamente povera. I tempi di Drake erano passati. La forza olandese manovrò attraverso i banchi di sabbia, guidata abilmente dai due piloti inglesi, e le navi maggiori si schierarono in copertura delle navi più piccole e più manovrabili che dovevano compiere l’attacco sul fiume Medway. Nel frattempo 30 navi olandesi, comandate da Van Ghent, sbarcarono truppe su Canvey Island e Sheerness sull’isola di Sheppey. Avvisato dello sbarco olandese a Sheerness, Carlo II ordinò al conte di Oxford di mobilitare la milizia di Londra. Fu costruito un ponte di barche per le truppe per attraversare il Tamigi da una parte all’altra ma troppo tardi. Il 9 giugno, gli Olandesi sbarcarono sull’isola di Grain, di fronte a Sheerness.

La situazione inglese era drammatica: mancavano uomini e munizioni, conferma della scellerata politica di risparmio che aveva indebolito le forze armate inglesi. Il 10 giugno il forte di Sheerness fu bombardato dalla flotta olandese, guidata dalla fregata Vrede. L’unica nave britannica presente era il HMS Unity, che dovette ritirarsi sotto il fuoco dei cannoni nemici. Intanto, ottocento marines olandesi sbarcarono per rinforzare quelli già sbarcati a Sheerness. Il 12 giugno, risalirono il fiume Medway, bombardarono le difese inglesi e distrussero la catena di sbarramento che si estendeva attraverso il fiume. Ma non era finita. I marinai olandesi abbordarono la nave ammiraglia della Royal Navy, la HMS Royal Charles, catturandola. Sebbene l’attacco olandese permise di dar fuoco alle navi inglesi presenti in rada il maggior danno fu causato dal panico. Gli inglesi affondarono 16 navi da guerra per impedire che cadessero in mani olandesi, portando le loro perdite totali a più di 30 navi.

Gli Olandesi, ripetendo la strategia dei fuochi di Anversa, incendiarono le navi da lancio, caricate di barili di petrolio, che vennero dirette in direzione delle navi inglesi all’ancora. Tre navi della Royal Navy, il HMS Loyal London, HMS Royal James e HMS Royal Oak, furono presto in fiamme ed affondarono nelle acque melmose del fiume Medway. Una vittoria decisiva superiore alle aspettative e Cornelius de Witt, dopo aver ferito al cuore la Royal Navy, diede l’ordine di rientro il 14 giugno, portando con sé l’HMS Unity e il HMS Royal Charles come prede di guerra. Alla fine dell’attacco, la Royal Navy aveva perso tre navi maggiori e molte delle sue navi minori.

Tra le navi affondate, solo il HMS Royal James, HMS Royal Oak e HMS Loyal London furono infine recuperate e mandate ai lavori, anche se a caro prezzo. Tre anni dopo il raid sul Medway, la Royal Navy era ancora ferita dall’attacco e solo nel 1670 fu intrapreso quell’importante programma di costruzione che, nel giro di pochi anni, rese la Royal Navy la prima forza marittima mondiale. Ma questa è un’altra storia.

Andrea Mucedola

PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE

print

(Visited 247 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Translate:

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 37 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della stessa

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro e la pubblicazione e qualunque altro utilizzo del presente articolo e delle immagini contenute è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore che può essere contattato tramite

infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettimi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

4 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
marine militari
Materiali
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia Navale
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

For English readers

 


Do you like what you read and see on our site? OCEAN4FUTURE is a free blog, totally  independent, followed by million of people every year. Although mostly written in Italian Language,  ALL posts may be read in English, and other 36 languages.


We consistently publish Ocean news and perspectives from around the World that you may don’t get anywhere else, and we want to be able to provide you an unfattered reading.

Support us sharing our post links with your friends and, please consider a one-time donation in any amount you choose using one of the donation link in the portal.

Thanks  and stay with us.

OCEAN4FUTURE

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

Share