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La misteriosa mappa di Piri Reis di Andrea Mucedola

livello elementare
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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XVI SECOLO
AREA: TURCHIA
parole chiave: Piri Reis, cartografia, mappa, Antartide
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Tra le antiche mappe del mondo antico forse la più famosa è quella realizzata nel 1513 dall’ammiraglio e cartografo ottomano Piri Reis. Essa ci mostra con un dettaglio, a volte sorprendente, le coste occidentali dell’Europa, del Nord Africa e del Brasile nonché isole atlantiche come le Azzorre e le Canarie.
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Purtroppo, nel tempo, questa opera andò in gran parte perduta e oggi ne sopravvive solo un terzo. L’atlante, corredato da note esplicative redatte su pelle di capriolo, fu scopert0 da uno studioso turco, Halil Edhem, direttore dei musei nazionali, nel novembre del 1929 proprio nel palazzo di Topkapi, a Instanbul, divenendo poi uno dei documenti cartografici più studiati al mondo.

Haci Ahmed Muhiddin Piri comunemente chiamato Piri Reis dove Reis sta per Comandante di nave

Le fonti storiche riferiscono che l’ammiraglio Piri Reis lo avesse disegnato attingendo da varie mappe, tra cui otto tolemaiche, quattro portoghesi, una araba ed una disegnata da Cristoforo Colombo, una mappa che purtroppo non ci è pervenuta. In uno degli scritti lasciati dall’ammiraglio Piri Reis si narra che nel 1501, durante una battaglia navale contro gli spagnoli, un ufficiale turco, di nome Kemal, catturò un prigioniero infedele che disse di aver preso parte ai viaggi di Cristoforo Colombo. Il marinaio rivelò di essere in possesso di alcune mappe nautiche disegnate dal grande navigatore genovese. Quelle carte arrivarono così a Reis che le utilizzò per il suo Atlante. Questa ricerca capillare di tutto lo scibile cartografico dell’epoca (parliamo del XVI secolo) comportò la produzione di un portolano unico per il suo tempo che fu studiato nei secoli a venire con grande curiosità da navigatori, scienziati e cartografi. L’ammiraglio Haci Ahmed Muhiddin Piri realizzò nella sua vita molte mappe ed oggi parleremo di quella forse più intrigante che fu disegnata nel 1513.

A questo punto vi domanderete il perché?
La risposta è nell’alone di mistero che avvolge le fonti che furono utilizzate per realizzare questa pregevole opera. Alcuni ipotizzarono che Reis avesse usato anche delle mappe molto antiche che si erano miracolosamente salvate dall’incendio della biblioteca di Alessandria. In realtà sembrerebbe che questa ipotesi fosse basata solo sul fatto che Reis aveva citato nei riferimenti dei documenti tolemaici, che facevano pensare ad un generale di Alessandro, Tolomeo I. Il dottor Gregory McIntosh, dell’università di Lisbona, forse uno dei maggiori studiosi della cartografia di Piri Reis, ritiene che spesso i cartografi arabi confondevano Claudio Tolomeo, un geografo del II secolo d.C., con Tolomeo I ed è quindi probabile che Piri Reis abbia erroneamente ritenuto che quelle antiche mappe fossero del tempo di Tolomeo I. 

Strane conformazioni
Andiamo a conoscere la sua mappa. Piri Reis, nel disegno sembra utilizzare una proiezione, molto complessa dal punto di vista cartografico, di tipo stereografico. Questo tipo di proiezione fu ideata da Ipparco di Nicea che dimostrò come la proiezione stereografica fosse una proiezione conforme, ovvero che permette di mantenere costante il rapporto tra la distanza di due punti su una carta geografica e la loro distanza reale sul globo terrestre, e gli angoli relativi. In parole semplici, considerando la Terra una sfera, Piri Reis disegnò la mappa proiettando i punti terrestri su un piano tangente ad un punto coincidente con il Cairo. Una soluzione geniale per un Uomo del XVI secolo.
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Ma analizziamo la mappa partendo dalle latitudini Nord. Nella mappa di Piri Reis la Groenlandia è rappresentata come un arcipelago di almeno tre isole. Oggi sappiamo che sotto quei ghiacci effettivamente ci sono delle isole ma, ci potremmo domandare, come faceva a saperlo nel XVI secolo quando la zona artica, come oggi, era ricoperta dai ghiacci. Fu solo un‘imprecisione cartografica basata su carte approssimative o Reis si era basato su carte molto più antiche? Di contro alcune coste e linee montuose sono riportate con grande precisione, anche rispetto alla loro longitudine, un dato geografico che non era ancora possibile calcolare all’epoca. Il problema si ripete andando verso Sud.

Secondo alcuni studiosi il disegno delle linee di costa africane ed americane nonché di alcune isole è inspiegabile, considerando che esse furono ufficialmente scoperte solo alla fine del XVI secolo. Ad esempio le isole Malvine (Falkland) che furono scoperte ufficialmente solo nel 1592. Non ultimo, il mistero maggiore risiede nel disegno della costa antartica. Nella parte meridionale, ovvero a sud dell’America meridionale, appare un continente che potremmo oggi identificare con l’Antartide che fu scoperto solo nel 1818. Ma non solo. Le coste disegnate sono nuovamente simili a quelle degli strati rocciosi al di sotto dei ghiacci.

A questo punto possiamo porci una domanda
E’ mai esistito un periodo in cui l’Antartide era libero dai ghiacci e poteva mostrare la sua costa rocciosa ad antichi navigatori? I geologi impegnati in ricerche paleoclimatiche antartiche, esaminando i carotaggi effettuati negli strati di ghiaccio profondi, ritengono che l’Antartide nel tardo Pleistocene e nel primo Olocene (ovvero intorno a 12000 anni fa) fosse già interessato dalle temperature rigide che hanno comportato l’attuale strato di ghiaccio in Antartide.

Come poteva quindi Reis disegnare un continente le cui coste erano all’epoca già coperte dai ghiacci?
Per trovare l’Antartide privo di ghiacci dovremmo andare indietro molto nel tempo ovvero prima delle glaciazioni, quando la scienza ufficiale ritiene che l’Uomo era ancora nomade e sicuramente non in grado di disegnare mappe. Chi disegnò allora quelle mappe a cui si ispirò Piri Reis?

L’isola misteriosa
Un altro punto interessante sulla mappa è la presenza di un’isola di grandi dimensioni, sita sull’attuale posizione della dorsale medio atlantica. Quell’isola non esiste più e secondo gli studiosi potrebbe essere stata inserita seguendo la moda dell’epoca che faceva disegnare sulle mappe luoghi mitologici ed animali mostruosi. Alcuni fanta-archeologi, come Hancock, videro in quell’isola mitica una memoria storica di Atlantide. Considerando che Piri Reis utilizzò mappe spagnole e portoghesi è forse più probabile che potrebbe trattarsi dell’isola di San Brandano, descritta nell’opera Navigatio sancti Brendani. Il Santo, durante il suo apostolato, compì numerosi pellegrinaggi per mare, giungendo in molte isole della Scozia, come le Orcadi e le Shetland. I suoi viaggi si mescolarono, nella tradizione orale, con precedenti leggende celtiche ed il Navigatio sancti Brendani divenne quindi un’opera epica, che richiama le gesta degli eroi omerici.

Jasconius dal Navigatio sancti Brendani

Il libro descrive la preparazione del viaggio, la scelta di sessanta monaci e la costruzione della nave. San Brandano ed i suoi compagni nel loro avventuroso viaggio incontrano un’isola dalle alte scogliere, l’isola delle pecore giganti ed anche un grande mostro marino (Zaratan) di nome Jasconius, che scambiano per un’isola (una balena?). Alla fine raggiungono l’isola dei beati, visitando l’Eden, prima di tornare in patria. L’opera fu tradotta in latino e nei dialetti europei ed episodi del viaggio furono inseriti anche nelle mappe dell’epoca.

Superstizione o un abile trucco per attrarre l’attenzione dei lettori?
Di fatto essa sembra essere presente anche sulla mappa di Reis o potrebbe essere un’isola caraibica, disegnata in modo molto grossolano e con evidenti errori di orientamento. Essa appare disposta lungo l’asse nord-sud, difficilmente identificabile con Cuba anche ruotando la mappa di 90 gradi in senso antiorario. Potrebbe essere il Cipango che Colombo aveva erroneamente disegnato sulle sue carte? Secondo una nuova ipotesi, potrebbe trattarsi della costa orientale dell’Asia, almeno come era immaginata e disegnata nelle carte del XV secolo e raffigurata con simile precisione nel mappamondo di Martin Behaim del 1492.

mappamondo di Martin Behaim del 1492 con evidenziato il Cipango, estremamente simile all’isola disegnata da Reis nell’Atlantico

A questo grande cartografo dobbiamo l’introduzione del quadrante in Portogallo, uno strumento per la misurazione dell’altezza degli astri sull’orizzonte ed il calcolo della posizione dell’osservatore. Uno strumento che era stato descritto in un trattato del XIV secolo dall’ebreo spagnolo Levi Ben Gerson. Martin Behaim perfezionò l’astrolabio, uno strumento già noto ai Greci antichi per il calcolo della posizione sulla Terra che era stato reintrodotto in Europa dagli astronomi arabi. Questo antico strumento astronomico consentiva, quando possibile, di localizzare e calcolare la posizione dei corpi celesti maggiori come il Sole, la Luna, i pianeti e alcune stelle.

Una curiosità, Claudio Tolomeo, citato da Reis nelle note della sua mappa, conosceva la proiezione stereografica e nel suo Planisfero espose l’applicazione in uno “strumento oroscopico”, munito di una “rete”; in pratica un antenato dell’astrolabio piano.

Il mappamondo di Martin Behaim, ricco di disegni fantastici e leggendari, fu certamente una delle opere da cui l’ammiraglio Reis trasse materiale per la sua mappa. In esso appare, tra l’altro, l’isola immaginaria di San Brendano, di cui abbiamo parlato in precedenza, che viene chiaramente identificata dall’iscrizione Jnfula de fant brandon.

Essa vi veniva collocata in Atlantico, a metà strada tra il Cipango (Giappone) e le coste occidentali africane. L’ipotesi è plausibile e trova riscontro nella teoria di Cristoforo Colombo che cercava una via per l’Oriente navigando verso Occidente. 
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Nel disegno delle coste del Sud America, Piri Reìs tracciò linee di costa e fiumi commettendo molti errori; ad esempio la parte meridionale del Brasile e l’Argentina sembrano deviare in modo marcato verso destra. Ma anche per questo potrebbe esistere una spiegazione plausibile. I disegni probabilmente si ispirarono alle mappe portoghesi, agli appunti di viaggio di Amerigo Vespucci e dell’esploratore Binot Paulmier de Gonneville. Quest’ultimo, navigando lungo le coste meridionali del Brasile, forse raggiunse l’Argentina ed il Paraguay scoprendo per primo le Falkland che appaiono nelle carte di Reis.

particolare della mappa

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Per quanto concerne questi evidenti errori geografici ci potrebbero essere due ipotesi. La prima è che Reis dovette adattare il disegno alla forma della pergamena. L’altra, che non esclude la prima, è legata alle fonti da lui utilizzate. Nelle note alla mappa, Reis cita continuamente quelle dei Portoghesi ai quali avrebbe fatto comodo che la costa a sud del Brasile curvasse decisamente … a destra verso l’Africa. Una motivazione puramente politica. Questo avrebbe infatti permesso di farle rientrare nei 180° assegnati al Portogallo dal trattato di Tordesillas del 1494 che aveva stabilito un meridiano chiamato “la Raya” che faceva da linea di confine tra l’area di influenza della Spagna e del Portogallo.

La cartina mostra la linea di demarcazione tra possedimenti spagnoli e portoghesi del Nuovo Mondo, definita con il trattato di Tordesillas del giugno Il trattato affermava che le terre a oriente del meridiano posto a ovest delle isole di Capo Verde passarono sotto il controllo portoghese, quelle a occidente sotto quello spagnolo. da https://slideplayer.it/slide/1784796/

Attingendo dalle mappe portoghesi Reis prese quindi per buone le informazioni disponibili sul … mercato. Non tanto per approssimazione ma perché, tutto sommato, quelle terre non erano di interesse per l’impero ottomano. Un’altra cosa che colpisce il geografo moderno è la dimensione esagerata delle isole. Anche questo è giustificato da uno stratagemma dei cartografi del tempo che, per fornire ai piloti una visione maggiore dei dettagli, non avendo a disposizione strumenti per ingrandire i dettagli, ne aumentavano le dimensioni.

Un’opera straordinaria
Le mappe di Piri Reis sono un’incredibile sintesi delle conoscenze precedenti, caratterizzate da una finezza nei dettagli e nei disegni che ne fanno vere opere d’arte. Al di là delle speculazioni tecniche e scientifiche, l’ammiraglio turco seppe guidare i suoi cartografi e disegnatori in un’opera rimarchevole, probabilmente destinata in primis al Sultano. Molti aspetti appaiono ancora oscuri, soprattutto in merito alle carte utilizzate da Piri Reis e la ricerca, come sempre, continua. Ci sarebbe ancora molto da raccontare ma, per questa volta, ci fermiamo qui.

 

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2 commenti

  1. Francesco Brecciaroli Francesco Brecciaroli
    07/01/2019    

    Bellissimo articolo pieno di notizie interessanti. Forse sarebbe bello che seguissero articoli sulle difficoltà di costruzione di mappe geografiche che interessano vaste aree del mondo a causa delle deformazioni derivanti dalla necessità di “tradurre” una forma che segue le rotondità della terra (neanche una sfera perfetta) in una appiattita su una superficie limitata.

    • 07/01/2019    

      Grazie del suggerimento. Abbiamo trattato l’argomento nella serie di articoli relativi al posizionamento, spiegando nei dettagli i concetti di precisione e ripetibilità. I sistemi mondiali, come il WGS 84 usato dai GPS, forniscono elevate precisioni risolvendo molti dei problemi dei sistemi regionali e locali.

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