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Un nuovo misterioso meccanismo ritrovato ad Antikythera

livello elementare
.
ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA SUBACQUEA
PERIODO: I SECOLO a.C.
AREA: MAR MEDITERRANEO
parole chiave: Antikythera, relitto, meccanismo
.

Ci ritorniamo spesso, anche se virtualmente, su questo luogo ricco di relitti che ha restituito forse l’oggetto più misterioso dell’archeologia: il meccanismo di Antikythera.

Questo strano oggetto, conservato al museo archeologico nazionale di Atene, fu ritrovato nel 1902 al largo dell’isola omonima, alla profondità di circa 43 metri. Si trovava all’interno di un relitto di una nave commerciale, naufragata presumibilmente nel secondo quarto del I secolo a.C.. Il 17 maggio 1902 l’archeologo Valerios Stais, esaminando i reperti recuperati dal relitto, notò che un blocco di pietra presentava un ingranaggio inglobato all’interno. Con un più approfondito esame si scoprì che quello che era sembrata inizialmente una pietra era in realtà un meccanismo fortemente incrostato e corroso, di cui erano sopravvissute tre parti principali e decine di frammenti minori. Nel 1976 l’equipe del comandante Cousteau effettuò indagini sul relitto portando alla luce resti di ossa probabilmente di quattro individui.

Nel 2012, un nuovo team, guidato dal Dr. Brendan Foley dell’istituto oceanografico Woods Hole tornò ad Antikythera. La ricerca riprese nel 2017 con l’università svedese di Lund. Gli archeologi furono in grado di ritrovare il sito originale del relitto, con il suo carico disperso, distribuito lungo un pendio di 55 metri. Purtroppo, gran parte dello scafo era stato letteralmente divorato, nei secoli successivi al naufragio, dall’azione degli animali marini.

Thanassis Stavrakis, Associated Press

Per oltre un secolo, archeologi e scienziati hanno cercato di comprendere a che cosa servisse quel misterioso meccanismo, un oggetto che appare fuori dal suo tempo per la sofisticatezza dei suoi elementi. Varie parti del congegno sono costituite da ingranaggi minuscoli inseriti in spazi molto ridotti. Per dare un’idea del grado di sofisticatezza esiste un settore di sette millimetri con cinque ingranaggi. Sembra che il meccanismo, fosse stato realizzato in base al ciclo metonico, ovvero un ciclo astronomico scoperto dall’ateniese Metone nel 432 a.C. e perfezionato da Callippo di Cizico nel 330 a.C..

Questo ciclo era già conosciuto in Mesopotamia almeno dal VI secolo a.C. e su di esso si basava il calendario babilonese, dal quale fu derivato in seguito quello ebraico tuttora in uso in Israele. Il ciclo metonico era composto da 235 mesi lunari ripartiti in 12 anni di 12 mesi lunari (ogni mese lunare sono circa 29 giorni) e 7 anni di 13 mesi.

da Greek Reporter

Una cosa strabiliante fu scoperta, nel 2008, da Alexander Jones, dell’Istituto per gli Studi sul Mondo Antico di New York, che riuscì a tradurre alcune iscrizioni interne, scoprendo che i nomi dei mesi incisi sul meccanismo erano gli stessi utilizzati nelle colonie corinzie della Magna Grecia, in particolare a Siracusa. Ma non solo. Nel 2010 fu scoperto che la macchina era in grado di calcolare eclissi, fasi lunari ed il moto dei cinque pianeti noti nell’antichità. Dall’analisi dei 3.500 caratteri presenti sui pezzi della macchina, lo studioso ritiene che più che un sistema di calcolo possa essere quindi considerato una guida scientifica del cielo. Una domanda sorge spontanea. Chi ideò e costruì il meccanismo? Forse non lo sapremo mai ma possiamo sperare di capirne la sua funzione. Nell’ultimo decennio, le tecnologie di scansione tridimensionale hanno permesso ai ricercatori di osservare i meccanismi interni che ne fanno, con terminologia moderna, uno dei primi computer analogici al mondo. Il suo uso potrebbe essere quello di un dispositivo di tracciamento o addirittura di predizione di eventi astronomici come cicli lunari e solari ed eclissi. Un sofisticato orologio la cui manifattura doveva presupporre conoscenze matematiche ed astronomiche avanzate per l’epoca, un vero sistema automatizzato delle effemeridi stellari.

Ricerca con metal detector sul sito dell’isola di Antikythera (Brett Seymour, ARGO via Greek Culture Ministry, Associated Press)

Il sito del ritrovamento ha restituito monete e molti reperti che lo fanno risalire al primo secolo avanti Cristo, ma la tecnologia del meccanismo di Antikythera sembra essere molto più avanzata di qualsiasi tecnologia conosciuta a quel tempo. Le ricerche continuano da anni ed il sito continua a restituire sempre nuove scoperte.

Una nuova scoperta
Come ricorderete in alcuni articoli precedenti, sono stati individuati frammenti ossei che potrebbero essere appartenuti ad altri membri dell’equipaggio della nave. I ricercatori dell’Ephorate of Underwater Antiquities ellenico e dell’università svedese di Lund hanno ora però fatto una nuova scoperta. Oltre ad artefatti, frammenti di statue in bronzo ed in marmo ed un coperchio di sarcofago, gli archeologi hanno ritrovato un nuovo misterioso disco di bronzo. Ma non solo. Le ispezioni ai raggi X hanno restituito l’immagine di un toro. Faceva forse parte del meccanismo originale da cui si è distaccato?

L’oggetto misura circa otto centimetri e ha quattro braccia con fori per perni o viti, struttura che lo rende molto simile, anche se in piccolo, al precedente. Una teoria è che potrebbe essere un pezzo mancante del meccanismo di Antikythera. Sebbene sia stato ipotizzato che questo disco possa aver contenuto più ingranaggi, le scansioni tridimensionali hanno rivelato che potrebbe trattarsi di una specie di coperchio con un elemento decorativo riportante un disegno di toro.

La sua scoperta fa sperare si possano ritrovare altre parti del disco che possano far meglio comprendere il suo utilizzo. In particolare si ricerca una parte dell’ingranaggio planetario mancante dal meccanismo di Antikythera, che risulterebbe presente dall’analisi delle iscrizioni interne. Un’altra teoria è che possa trattarsi di un altro meccanismo che veniva trasportato sulla nave. A chi erano destinati? Forse ad un astronomo orientale? Il disegno del toro potrebbe avere una relazione con la costellazione del Toro? Le ipotesi sono tutte valide e forse la soluzione è ancora tra le sabbie del fondo.

 

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