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Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

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I misteri del RMS Lusitania

livello elementare
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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: OCEANO ATLANTICO
parole chiave: Lusitania, relitto

 

Tra i grandi drammi del mare, forse quello del Lusitania è quello che più colpisce per la drammaticità dell’evento che causò moltissimi vittime in pochi minuti. Il suo affondamento con la perdita di quasi 1200 vite umane provocò un tale sdegno che spinse gli Stati Uniti ad entrare in guerra. Fu un atto vile o ci fu qualcosa di oscuro e misterioso? Fu un caso maledetto del destino o il grande piroscafo era un bersaglio prestabilito per il sommergibile tedesco?

Una regina del mare
Partiamo dall’inizio. Il Lusitania era stato costruito da John Brown & Co. Ltd, Glasgow, e fu consegnato alla compagnia Cunard Line il 7 giugno 1906. Il Lusitania era stato ideato per essere il transatlantico più grande e più veloce mai costruito (fu infatti superato in grandezza dall’Olympic solo nel 1911). Grazie a 25 caldaie Scotch, 4 turbine ad azione diretta Parsons per un totale di 76 000 CV, 4 assi elica con 4 eliche a tripla pala. Poteva raggiungere una velocità di 27 nodi che, per una nave di 239,8 metri di lunghezza e 26,6 metri di larghezza, era straordinaria. Aveva un equipaggio di 850 persone e poteva ospitare circa 2 200 passeggeri. I suoi lussuosi interni erano stati disegnati con grande raffinatezza con ambienti caratterizzati da stili diversi.

Lusitania, New York City, Settembre 1907

Il viaggio inaugurale iniziò il 7 settembre 1907 per concludersi a New York sei giorni dopo, il 13 settembre. Tra 1907 e 1909 subì molte modifiche che comportarono un miglioramento delle sue prestazioni che le fecero superare per ben quattro volte il record di velocità nella traversata dell’Atlantico verso Ovest, il cosiddetto Nastro Azzurro (o Blue riband).

In seguito la nave, pur rimanendo una nave commerciale, fu sottoposta a delle modifiche strutturali e registrata dall’Ammiragliato britannico come Armed Merchant Cruiser (AMC). In pratica una nave ausiliaria della Marina Reale britannica. Prima di proseguire la sua storia, al fine di comprendere meglio che cosa accadde dopo, va menzionato che nell’aprile del 1915, l’ambasciata tedesca fece pubblicare un avviso sulla stampa statunitense con il consenso del capo del servizio segreto tedesco, Franz von Papen che recitava così: «Ai viaggiatori che intendono intraprendere la traversata atlantica si ricorda che tra la Germania e la Gran Bretagna esiste uno Stato di guerra. Si ricorda che la zona di guerra comprende le acque adiacenti alla Gran Bretagna e che, in conformità di un preavviso formale da parte del Governo Tedesco, le imbarcazioni battenti la bandiera della Gran Bretagna o di uno qualsiasi dei suoi alleati sono passabili di distruzione una volta entrati in quelle stesse acque.»

 

Gli Stati Uniti e la Germania non erano in guerra ma allo Stato Maggiore tedesco era chiaro che la rotta atlantica era una via di rifornimenti importati per i loro avversari. Di fatto il Lusitania il 1 maggio 1915 lasciò il molo 54 di New York diretto in Inghilterra. Ma la nave non trasportava solo passeggeri … dai manifesti di carico, oltre a normali generi di mercanzia ed a 1638 lingotti di rame, figuravano anche materiali esplosivi come granate a schegge multiple e 4927 cassette di cartucce con un peso complessivo di 173 tonnellate, destinate al Royal Arsenal di Woolwich. All’ultimo momento, altre due mila casse di munizioni furono trasbordate dalla nave Queen Margaret insieme a 70 passeggeri e 7 marinai, portando così a 1964 il totale delle persone a bordo. La traversata fu tranquilla fino all’avvicinarsi delle coste irlandesi quando il Comandante fu avvisato che vi erano dei sommergibili tedeschi in zona. La notizia si sparse rapidamente e molti passeggeri preferirono restare sui ponti superiori invece di scendere nelle loro cabine.

U 20

Il sommergibile tedesco U 20, al comando del comandante Schwieger, uno dei più valorosi della Kriegs Marine, era partito da Emden, in Germania per una missione di attacco contro i convogli nemici. Dopo aver circumnavigato la Scozia si era diretto a sud nel mare celtico, aspettando in agguato nuovi bersagli. Il 7 maggio il Lusitania si trovava approssimativamente a 30 miglia da Cape Clear, in Irlanda. Il comandante del Lusitania Turner decise di ridurre la velocità a 18 nodi a causa della nebbia e, invece di adottare la procedura prevista  consistente in continui cambi di rotta, decise di proseguire dritto verso la destinazione. Fu un grave errore ed alle ore 14:10, a 10 miglia a sud dell’Old Head of Kinsale, incrociò il sommergibile U-20.

Il sommergibile calcolò con precisione la rotta di intercetto e lanciò un solo siluro che andò a segno. Dopo l’impatto a bordo avvenne una forte esplosione seguita quasi immediatamente da una seconda esplosione. Lo stesso Schwieger nel suo rapporto riportò: «Lo scoppio del siluro dev’essere stato seguito da un secondo (caldaia, carbone, polvere da sparo?). Le sovrastrutture sovrastanti sono squarciate, scoppia un incendio e la nave comincia a capovolgersi verso dritta appruandosi nel contempo.» Di fatto dopo le esplosioni il Lusitania, considerata la più sicura del mondo, colò a picco in appena diciotto minuti. La notizia colpì l’opinione statunitense (a bordo c’erano anche cittadini americani) e dopo molte polemiche l’entrata in guerra degli Stati Uniti ne fu la logica conseguenza. Gli Inglesi presentarono l’affondamento come un incidente dovuto ad un vile attacco dei Tedeschi favorito dall’imperizia del comandante della nave, William Turner, che aveva messo la nave in bocca al nemico.

I segreti del Lusitania
Il relitto si trova in acque territoriali irlandesi, a circa 11 miglia al largo della Old Head di Kinsale e giace in cattive condizioni, adagiato su un fianco, ad una profondità di circa 90 metri, avvolto da grandi reti da pesca che rendono pericolosa una sua accurata esplorazione. Nelle ricostruzioni sonar il relitto presenta un largo squarcio a prua dove esplose il siluro. La parte più intatta è proprio la prua in cui è ancora visibile il nome LUSITANIA sul lato sinistro. L’ancora di dritta è ancora saldamente in posizione.

Si identificano numerosi oblò lungo la fiancata del relitto, molti dei quali hanno mantenuto ancora intatti i loro vetri. Alcuni dei parapetti della nave sono ancora visibili come il rivestimento in teck della prima classe. Sparsi su tutto il relitto sono presenti numerosi manufatti, come lampadari e la porcellana della compagnia di navigazione Cunard.

La presenza delle reti e la gelida temperatura dell’acqua rappresentano, assieme alla profondità, alla pessima visibilità ed alle forti correnti oceaniche, un rischio per i subacquei. La maggior parte della struttura del ponte è scivolata lungo il lato di dritta del relitto nel campo di detriti sparsi sul fondo del mare.

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Nel 1982 la società statunitense Oceaneering International recuperò svariati manufatti comprese tre delle quattro eliche della nave; l’esemplare in migliori condizioni fu poi acquistato nel 1989 dal Merseyside Maritime Museum di Liverpool ed è oggi esposto in mostra permanente sulla banchina davanti al museo. Sebbene nel 1993 l’équipe scientifica di Robert Ballard avesse indagato il relitto del Lusitania, le ricerche continuarono. Il relitto è oggi in gran parte di proprietà dell’americano Gregg Bernis che nonostante i suoi allora 76 anni, nel 2004, si immerse sul relitto. Il relitto, sacrario del mare, è stato dichiarato protetto dal governo irlandese nel 1995 che ancor oggi, ne regola il permesso di accesso con gli attuali proprietari.

Grazie ai nuovi sistemi di respirazione subacquea (rebreather) le spedizioni si sono ripetute ed hanno portato a nuove scoperte che potrebbero definitivamente chiarire che cosa avvenne dopo la prima esplosione.

Un aspetto inquietante
Quale fu la causa della seconda esplosione che provocò il repentino affondamento. Dopo il drammatico evento gli inglesi accusarono i tedeschi di aver massacrato dei civili. I Tedeschi avevano invece sostenuto che era stato silurato una nave che stava trasportando materiale bellico e quindi era un obbiettivo militare legittimo. Avevano ragione? Di fatto Winston Churchill, fu sospettato di conoscere le circostanze dell’attacco più di quanto avesse lasciato credere in pubblico, e in una lettera confidenziale scritta poco dopo l’affondamento aveva auspicato alcuni attacchi dei sottomarini tedeschi dicendo:
E’ della massima importanza attrarre le navi neutrali sulle nostre rive, soprattutto nella speranza di coinvolgere gli Stati Uniti contro la Germania. Da parte nostra vogliamo il traffico – più ce n’è meglio è, e se qualcuno finisce nei guai, ancora meglio”. La frase si commenta da sola.

proiettili prelevati nella stiva del Lusitania

In occasione di una seconda fase di indagini, Bernis e National Geographic Channel, dopo aver visitato il relitto ed averne esplorato anche gli interni con l’aiuto di una spedizione hi-tech, ha consegnato alcuni degli esplosivi ritrovati nell’interno della nave ad un team di scienziati del Lawrence Livermore National Laboratory in California per mettere alla prova le diverse teorie dell’esplosione. 

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La domanda che ci possiamo porre è se la prima esplosione innescò le casse di munizioni causandone una seconda o ci fu un’altra causa?
Gregg Bernis, che possiede gran parte dei diritti sul relitto e che sta finanziando le ricerche al fine di arrivare ad una verità storica, ha dichiarato: “Questi quattro milioni di proiettili non erano “solo” la scorta di qualche cacciatore privato. Ora che li abbiamo trovati gli inglesi non possono più negare che c’erano munizioni a bordo. C’erano letteralmente tonnellate e tonnellate di roba immagazzinata nelle stive non refrigerate del carico, ambiguamente etichettate come formaggio, burro e ostriche. Ho sempre avuto la sensazione che ci fossero esplosivi importanti nelle stive – granate, polvere da sparo, fulmicotone che vennero fatti saltare dal siluro e dall’afflusso dell’acqua. E’ questo che ha affondato la nave”.

Se avete ancora dubbi potete guardate lo splendido documentario di National Geographic sull’ultima missione sul Lusitania. Una chicca per gli amanti di storia navale e della subacquea.

La ricerca continua.

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2 commenti

  1. LUCIO DIAMANTI LUCIO DIAMANTI
    16/12/2018    

    Gli Inglesi utilizzarono il sito negli anni ’30 del secolo scorso per provare bombe di profondità, questo spiega le condizioni del relitto.

    • 16/12/2018    

      interessante ha qualche dettaglio?

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