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Posidonia oceanica: Biologia della pianta di Francesco Cinelli

livello elementare
.
ARGOMENTO: BIOLOGIA E ECOLOGIA
PERIODO: NA
AREA: MAR MEDITERRANEO
parole chiave: Posidonia oceanica, biologia, ecologia.


La Posidonia oceanica: biologia della pianta

di Francesco Cinelli, Pardi G. e Papi I., 1995
Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e del Territorio, Università di Pisa, via Volta, 6   56126  PISA


La Posidonia oceanica è una fanerogama marina endemica del Mediterraneo, organizzata in radici, fusto (detto rizoma) e foglie. I rizomi presentano due tipi di accrescimento (orizzontale e verticale) che sono all’origine della formazione delle “mattes”. La Posidonia oceanica presenta sia modalità di riproduzione sessuale con formazione di fiori e frutti, sia asessuale per stolonizzazione. Questa fanerogama si insedia più comunemente su substrati mobili e, quando incontra condizioni ambientali favorevoli, colonizza vaste aree di fondo marino, formando ampie distese chiamate praterie che si estendono dalla superficie fino a 35-40 metri di profondità.

Introduzione
La Posidonia oceanica (L.) Delile è una fanerogama marina, endemica del Mediterraneo e appartenente al subphylum degli Angiospermae, classe Monocotyledoneae, ordine Potamogetonales, famiglia delle Posidoniaceae. 

Le Fanerogame si distinguono dalle alghe in quanto producono organi specializzati per la riproduzione sessuale ben visibili (phaneros, dal greco manifesto e gamos per nozze) e presentano la differenziazione in radici, fusto  e foglie.  

In Mediterraneo vivono altre Fanerogame, come Cymodocea nodosa (Ucria) Ascherson, Zostera noltii Hornemann, Zostera marina Linneo, e di recente provenienza dall’Indo-Pacifico, Halophila stipulacea (Forsskal) Ascherson. Specie diverse,  appartenenti allo stesso genere sono P. angustifolia Cambridge & Kuo, P. australis Hooker, P. ostenfeldii Den Hartog  e P. sinuosa Cambridge e Kuo, che vivono lungo le coste meridionali ed occidentali  del  continente  Australiano.

Fenomenologia morfologica
La Posidonia oceanica è organizzata in radici, fusto (detto rizoma a causa dell’habitus ipogeo) e foglie. I rizomi sono fusti modificati che presentano la caratteristica di poter crescere sia in senso orizzontale (creando un rizoma plagiotropo o tracciante) che verticale (con il rizoma ortotropo). I rizomi plagiotropi hanno la funzione di ancorare la pianta al substrato grazie alla presenza di radici sul lato inferiore. Invece i rizomi ortotropi, crescendo in altezza, contrastano il progressivo insabbiamento dovuto alla continua sedimentazione. 

Questi due tipi di accrescimento sono all’origine della formazione delle  “mattes”, tipiche formazioni a terrazzo costituite dall’intreccio di più strati di rizomi, radici e del sedimento intrappolato tra questi e fortemente compattato. Le foglie nascono dai rizomi ortotropi e sono nastriformi con apici arrotondati e di colore verde brillante; esse hanno una larghezza media di un centimetro e possono raggiungere un metro e mezzo di lunghezza. Sono disposte in ciuffi o fasci ognuno dei quali ne contiene in media sei-sette organizzate in modo simile ad un ventaglio; infatti le più vecchie, di maggiore lunghezza, sono esterne, mentre le più giovani, di taglia inferiore, si ritrovano all’interno del fascio stesso (Panayotidis & Giraud, 1981). 

Con il sopraggiungere della stagione autunnale ed i mutamenti climatici ad essa associati, si assiste alla massiva caduta delle foglie  adulte e ad una seguente produzione di foglie giovanili durante il periodo invernale. Particolare è l’accrescimento delle foglie che si originano da un meristema basale anziché apicale; tale adattamento permette la crescita della lamina foliare anche quando l’apice, che ne diviene la parte più vecchia, va incontro per primo a fenomeni degenerativi. 

Riproduzione
La Posidonia oceanica presenta sia modalità di riproduzione sessuale, con formazione di fiori e frutti, sia asessuale per stolonizzazione. I fiori, privi di petali, sono portati da uno stelo inserito al centro del fascio  e sono uniti in infiorescenze avvolte da due brattee.

4 - Posidonia oceanica.jpg_2008123191313_4 - Posidonia oceanica

rizoma di Posidonia oceanica

Nelle praterie superficiali la fioritura si verifica in settembre-ottobre; nel tardo autunno è già possibile osservare i primi fiori fecondati e l’inizio dello sviluppo dei frutti, i quali raggiungono la maturazione nei mesi di marzo-aprile, maggio. Il frutto, comunemente chiamato a causa del suo aspetto “oliva di mare”, giunto a maturazione si stacca dalla pianta e galleggiando per più giorni, grazie alla cospicua presenza di sostanze oleose nel pericarpo, viene trasportato dalle correnti e dal moto ondoso in modo da poter colonizzare nuovi areali. Alla marcescenza del frutto i semi cadono sul fondo e, nel caso le condizioni siano favorevoli, germinano immediatamente senza periodo di quiescenza. La stolonizzazione è la principale modalità di riproduzione vegetativa di questa pianta; essa si verifica per moltiplicazione ed accrescimento dei rizomi plagiotropi ed ortotropi. Questo processo è particolarmente lento in quanto l’allungamento dei rizomi ortotropi raggiunge un centimetro all’anno mentre quello dei rizomi plagiotropi è maggiore, 3,5-7,5 centimetri all’anno.

Ecologia
La Posidonia oceanica si insedia più comunemente su substrati mobili come sabbia più o meno grossolana, talvolta mista a fango, ma anche su fondi detritici e rocciosi.  Per quanto riguarda la temperatura, sopporta bene sbalzi termici relativamente importanti; comunque temperature inferiori a 10°C o superiori a 28°C non sono generalmente tollerate (Boudouresque & Meinesz, 1982).

posidonia-oceanica
Diverso è il comportamento rispetto alla salinità in quanto risulta stenoalina, scomparendo in prossimità degli sbocchi fluviali ed essendo totalmente assente nelle aree salmastre. Infine, determinante, è la quantità di luce che raggiunge la prateria, in quanto la pianta necessita di una forte illuminazione; per questo motivo sono fattori determinanti la crescita di P. oceanica sia la trasparenza dell’acqua che la profondità. Quando P.oceanica incontra condizioni ambientali favorevoli, colonizza vaste aree di fondo marino, formando ampie distese chiamate praterie che si estendono dalla superficie fino a circa 30-35 metri di profondità, spingendosi a volte fino a 40 metri in acque particolarmente limpide. 

In una prateria a P. oceanica si distingue un “limite superiore” ed un “limite inferiore“. Il limite superiore, ovvero il punto in cui ha inizio la prateria partendo dalla linea di costa, è sempre molto netto, mentre il limite inferiore, punto in cui termina la prateria, può avere conformazioni diverse.

L’insediamento di una prateria di P. oceanica, sia su roccia che su sabbia, necessita di un substrato umificato che si forma principalmente ad opera del detrito di origine vegetale (Ghirardelli, 1981). Sul substrato humificato si possono insediare specie algali dette pioniere come Caulerpa prolifera o piccole fanerogame dei generi Cymodocea e Zostera che rendono possibile la formazione di una sorta di suolo capace di ricevere i germogli o i semi di P.oceanica. La giovane plantula comincia a sviluppare il proprio rizoma in senso orizzontale, accrescendosi con una velocità di circa 5-10 centimetri per anno (Boudouresque & Meinesz, 1982).

posid.
I rizomi continuano a svilupparsi orizzontalmente finché lo spazio non è stato interamente colonizzato. Quando la densità dei fasci di foglie diviene troppo elevata essi entrano in  competizione gli uni con gli altri per l’esposizione alla luce ed inizia la crescita ortotropa. La velocità di tale crescita è strettamente correlata alle differenti condizioni di sedimentazione (Boudouresque & Meinesz, 1982). Infatti, se l’accumulo di sedimento è rapido, la crescita verticale aumenta leggermente, se invece è insufficiente a compensare l’allungamento dei rizomi verticali, si verifica lo scalzamento dei rizomi.  La formazione della “matte” risulta dal delicato equilibrio tra accrescimento dei rizomi ed accumulo di sedimento che determina l’innalzamento  di tali strutture ad una velocità  stimata di circa un  metro per secolo  e che può portare a formazioni di   sei  metri ed oltre di spessore (Molinier & Picard, 1952). 

Tra i fattori ambientali che condizionano l’edificazione della “matte“, il più importante è l’esposizione della prateria al moto ondoso ed alle correnti. Infatti nelle zone particolarmente riparate dove maggiore è la sedimentazione, la prateria, per opporsi all’infangamento può innalzarsi fino ad emergere con le foglie, formando una barriera naturale (“recif barriere”). Al contrario, in zone con elevato idrodinamismo la “matte” può essere scalzata ed erosa con conseguente regressione della prateria. Si formano così canali di erosione detti “intermatte”, oppure aree erose circolari dette “marmitte dei giganti” (Blanc & Jeudy de Grissac, 1984).

cinelli_foto

Francesco Cinelli

pubblicato dalla Rivista Marittima 1995

 


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BIBLIOGRAFIA
BLANC, J.J. & JEUDY DE GRISSAC A., 1984:  Erosions sous-marines  des herbiers a Posidonia oceanica (Méditerranée). In: Int. Workshop  on  Posidonia  oceanica  beds.  Boudouresque  C.F., Jeudy de Grissac A. & Olivier  J.  (eds),  GIS  Posidonie publ.,  1: 23-28.

BOUDOURESQUE, C.F. & MEINESZ A., 1982: Découverte de l’herbier de Posidonie. Parc National de Port-Cros, Cahiers n°4: 80pp.

GHIRARDELLI ,E., 1981: La vita nelle acque. Utet: 610pp.

MOLINIER, R. & PICARD J., 1952: Recherches sur les herbiers de     Phanérogames marines du littoral méditerranéen francais. Ann. Ist. Oceanogr., 27 (3): 134-157.

PANAYOTIDIS, P. & GIRAUD G., 1981: Sur un cycle de renouvellement des feuilles de Posidonia oceanica (L.) Delile dans le Golfe de Marseille. Vie et Milieu, Fr., 31 (2): 129-136.

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