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I sedimenti delle praterie di Posidonia oceanica – parte II di Paolo Colantoni

livello elementare
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ARGOMENTO: GEOLOGIA
PERIODO: ODIERNO
AREA: MAR MEDITERRANEO
parole chiave: Posidonia oceanica

parte II articolo di Paolo Colantoni – Università di  Urbino 1995

ZONE DI DEPOSITO
Cercando di generalizzare le caratteristiche dei sedimenti che accompagnano la Posidonia, si possono distinguere tre zone di deposito, e precisamente 1) al limite superiore, 2) all’interno delle praterie e 3) al limite inferiore.

1)  I sedimenti del limite superiore costituiscono il passaggio ai depositi del prisma costiero ai quali le praterie aggiungono frammenti organogeni ed elementi delle tanato-cenosi infra litorali.

2)  I sedimenti delle praterie sono generalmente etero metrici con elevata componente organogena e consistente frazione pelitica, alle quali si associano elementi del substrato e del prisma costiero trasportati dalle correnti di deflusso.

3)  I sedimenti del limite inferiore sono infine al passaggio tra le praterie e il Detritico Costiero o il Coralligeno e quindi sono condizionati dalla presenza di sedimenti relitti della piattaforma. Hanno di solito una granulometria complessa ed irregolare, una cattiva classazione ad una componente organogena molto importante.

TIPI DI SEDIMENTO
Sui fondali attorno all’isola di Ischia (Colantoni et al. 1982) i sedimenti al limite superiore delle praterie sono sabbie medie e fini, da moderatamente a ben selezionate, e con una piccola frazione pelitica.

Nell’ambito delle praterie, tra i rizomi è stato riscontrato un sedimento eterometrico con una percentuale fino al 5% di elementi organogeni grossolani e una frazione pelitica dal 12 al 50%, mentre nei canali tra le mattes e sulle superfici di erosione, sono presenti sabbie grossolane e ciottolose con una scarsa percentuale di materiale fine.

I materiali più grossolani in questo caso derivano dall’erosione del substrato tufaceo e dai prodotti della sua alterazione. Al limite inferiore delle praterie i sedimenti hanno infine caratteristiche molto diverse e risentono delle caratteristiche del substrato e del tipo di limite, erosivo o normale. Al largo del litorale del Poetto, situato nel Golfo di Cagliari, dove esiste un’ampia prateria di Posidonia in via di grave regressione (Colantoni , 1989), estese ricerche hanno dimostrato che la spiaggia sommersa, tra la linea di riva e il limite superiore della Posidonia, è costituita da sabbie fini e molto fini ben classate. I sedimenti nell’ambito della prateria sono invece sabbie fini, medie grossolane e talora anche ghiaie affioranti sotto le mattes. Al largo infine sono stati riscontrati sedimenti generalmente grossolani costituiti da materiali biogeni attuali originati dall’erosione delle mattes e delle formazioni coralligene cui si sommano materiali terrigeni relitti della piattaforma. La componente organogena dei sedimenti prelevati al Poetto è sempre piuttosto rilevante, ma non sembra avere una distribuzione preferenziale. Non è stata infatti osservata alcuna correlazione significativa tra la percentuale di bioclasti presenti, la profondità di prelievo e il diametro medio dei sedimenti.

Non vi è quindi una relazione precisa tra ubicazione dei campioni e resti organogeni che si generano nelle praterie, anche se in alcuni canali intra-matte la loro percentuale può arrivare a cento. Allontanandosi tuttavia dalle zone di maggior produzione le percentuali debbono diminuire. Sulla spiaggia emersa sono state comunque riscontrate ancora percentuali di resti organogeni comprese tra il 5 e 10%.

Il Banco Avventura, posto tra la costa sud-occidentale della Sicilia e l’Isola di Pantelleria, costituisce un buon esempio di una grande piattaforma posta a debole profondità e completamente staccata dalla terraferma, e quindi non interessata da apporti terrigeni. Su di essa il materiale detritico deriva solo dall’erosione del substrato e dall’attività biologica. Nelle aree a minor profondità è diffusa la Posidonia mentre in zone più profonde o solcate da forti correnti predominano alghe quali Cystoseira e Laminaria (Cinelli, 1980). I sedimenti presenti sono costituiti da sabbie medie e grossolane, scarsamente classate e quasi completamente organogene (Colantoni et al. 1985).

CONCLUSIONI
I sedimenti delle praterie di Posidonia costituiscono un aspetto peculiare di molte piattaforme del Mediterraneo. Il rapporto tra la componente biogena e quella terrigena varia da luogo a luogo, ma è sempre molto importante e talora condiziona la dinamica sedimentaria di interi bacini. La granulometria dei sedimenti è inoltre molto diversa e non si presta a considerazioni sulla energia del trasporto che in generale è molto modesta. Le Posidonie mal sopportano la sedimentazione di materiale fine, ma la loro presenza regola la diffusione del particellato sospeso e contribuisce notevolmente alla stabilità dei fondali marini poco profondi. Le regressioni in atto nelle praterie del Mediterraneo può essere in parte anche imputata di torbidità delle acque e quindi alle discariche e alle opere ingegneristiche lungo la costa. E’ necessaria pertanto una maggior attenzione alla salvaguardia delle praterie quali elementi di equilibrio sedimentario che si ripercuote sulla difesa delle spiagge e di molti biotopi sommersi.

Paolo Colantoni, tridente d’oro, già professore ordinario di Geologia Stratigrafica e Sedimentologia dell’Università di Urbino, dopo essere stato per due volte Preside della Facoltà di Scienze MM. FF.e NN., dal 2006 fu Professore Onorario per nomina del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca Scientifica. Ha utilizzato tra i primi in Italia l’immersione subacquea nella ricerca scientifica ed in particolare nell’ambito delle Scienze Geologiche, ottenendo diversi riconoscimenti in campo nazionale ed internazionale. La sua intensa attività di ricerca è documentata da numerosissime pubblicazioni scientifiche riguardanti diversi aspetti dell’Oceanologia che lo hanno portato a significative collaborazioni internazionali. In particolare è stato Direttore di Ricerca in Geologia Marina del CNR, Presidente del Comité de Penetration de l’Homme sous la Mer della Commissione per lo studio scientifico del Mediterraneo con sede a Moaco, ospite di J.Y. Cousteau a bordo della N/O Calypso, e osservatore scientifico nei sommergibili IFREMER per ricerche fino a 3000 metri di profondità.

      

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