If you save the Ocean You save the Planet

Eventi

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti- Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile. Crediamo che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo con la speranza che la classe politica comprenda l'emergenza in cui siamo, speriamo con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

L’ordine naturale di Andrea Mucedola

.

livello elementare
.
ARGOMENTO: ECOLOGIA
PERIODO: NA
AREA: OCEANI E MARI 
parole chiave: ordine naturale
.

Posidonieto – photo credit andrea mucedola

La Biodiversità nell’ordine naturale
La biodiversità, sia marina che terrestre, può essere definita come la descrizione delle innumerevoli varietà di animali, piante e microorganismi che convivono sul nostro Pianeta. Per nutrirsi e riprodursi, ogni organismo vivente interagisce con gli altri organismi e sopravvive solo se le condizioni dell’ambiente ne consentono la sua sopravvivenza. Dove le condizioni sono favorevoli la biodiversità è alta e l’ambiente è sano. Per questo motivo è necessario studiare e monitorare gli ecosistemi per prevenire sconvolgimenti che possono avere conseguenze gravi sull’habitat e le interazioni fra le varie specie animali e vegetali.

Ecologia
Tassonomicamente, ogni organismo appartiene a ordini, specie, sottospecie ed altre suddivisioni che riflettono le similarità che ognuno ha con gli altri organismi. Quando diciamo che un pesce fa parte di una specie significa che possiede delle caratteristiche che lo accomunano ad altro organismi  della stessa specie. Capire come  “funziona” la natura è il compito di una scienza che si chiama Ecologia (dal greco antico Oikos, che significa casa, ovvero studio della casa). Essa viene studiata dagli ecologi la cui funzione è fondamentale per comprendere i meccanismi di vita delle specie viventi e valutare l’impatto delle stesse in altri domini sociali (ad esempio sulle economie locali o sul benessere delle popolazioni). Questa scienza entra di diritto in una visione multidisciplinare della valutazione dell’ambiente in senso generale. 

IMG_0697 16-9

meraviglie nel coralligeno – photo credit andrea mucedola

Ogni organismo vivente presente sul pianeta, che sia una pianta, un animale o un batterio, ha una precisa funzione e tutti, compresa la specie umana, abbiamo una dipendenza diretta o indiretta reciproca. Questo concetto è molto importante e che ci fa capire come la riduzione della biodiversità possa causare effetti a catena nell’ambiente che possono influenzare economie locali e la sopravvivenza di altre specie. Talvolta le interazioni reciproche tra specie diverse possono essere critiche comportando la scomparsa delle specie più deboli e variazioni locali significative delle biodiversità. E’ il caso di specie animali che, a causa di variazioni nelle condizioni dell’ambiente, emigrano verso altre zone che possono offrire una migliore qualità di sopravvivenza e talvolta possono prendere possesso del nuovo ambiente sostituendosi ad altre specie. Una delle emergenze più assurde è la rapida diffusione in Atlantico dei Pterois, ovvero i come pesci scorpione o pesci leone. 

0100,0,538,6455,553,3317,558,2,1,=,1,2694,0802,3907,498,738,:,018,05,01,25,13,212,6,518,439,145,CAWB,00,000,242,185,29,29,CAE,066,0015000,0639,1,016,090,036,060,STR,1,1,015,015,160,071,5000,000,144,PAWB,29,165,242,185,29,29,PAE,020,0030000,1628,1,212,000,062,Rec,036,000,000,000,0,0,0210,0194,0167,0180,0197,0,05000,05000,3,

Pterois, Fujaira, Oceano Indiano photo credit andrea mucedola

.
Queste specie sono soprattutto diffuse nelle aree tropicali dell’Indo-pacifico ma si stanno diffondendo, a scapito di altre specie, anche in tutti i Caraibi e la costa orientale del Nord America fino a sud in Venezuela e Colombia, a causa del rilascio, accidentale o colpevole, in mare (si pensa dovuto ad un acquarista) di alcuni esemplari. Questo atto  ha portato alla distruzione di molte specie native divorate dal nuovo arrivato.

Ma cosa rende questi bellissimi pesci così dannosi? Direi la loro aggressività favorita dal fatto di non avere di fatto predatori e di essere in grado di rilasciare fino a 300 milioni di uova all’anno, che non sono mangiate dagli altri pesci a causa di un deterrente chimico che le protegge. Ricorderete che ne abbiamo parlato diffusamente in un altro nostro articolo.

A volte queste variazioni sono indotte dall’Uomo che per superficialità (ad esempio con il rilascio di specie contenute negli acquari domestici) o per profitto (mal calcolato) catalizzano questi cambiamenti ecologici. Sono situazioni frequenti, spesso drammatiche, rese note solo da annunci mediatici che trovano un effettivo proseguo solo nelle comunità specialistiche perché spesso non comprese nella loro gravità.
In realtà, la scomparsa di specie naturali è purtroppo molto più frequente di quanto si pensi e non dipende dalle dimensioni dell’animale o della pianta; in certi casi l’annientamento di una specie può causare effetti discendenti catastrofici per le economie locali comportando il crollo di attività lavorative.

pesce persico del Nilo da wikipedia

Un esempio di un errore di valutazione da parte dell’Uomo, legato ad una non completa valutazione degli ecosistemi locali, fu l’introduzione del “pesce persico del Nilo” nelle acque del lago Vittoria, in Africa orientale. Il pesce introdotto per fini ovviamente economici si rivelò un terribile predatore che distrusse le popolazioni di ciclidi endemiche. I ciclidi subirono quindi un rapido declino causando un danno significativo per i poveri pescatori locali.

Si stima che più di 300 specie native siano state condotte all’estinzione da parte di questi predatori (Schofield, 1999). Sebbene il veloce incremento del pesce persico niloticus sembrò avere un impatto iniziale favorevole per lo sviluppo dell’industria della pesca, la conseguenza finale fu un calo significativo della biomassa ittica globale del lago (Goudswaard and Witte, 1984). L’incremento numerico della specie causò il declino della biodiversità, compromettendo le catene alimentari esistenti. Inoltre, la crescita degli insediamenti umani, dovuta allo sviluppo della pesca del persico, schiacciò  le popolazioni locali determinando ricadute socio-economiche significative (Kitchell and Schindler, 1997). In sintesi, il degrado del lago Vittoria  portò conseguenze antropiche sempre maggiori, anche nel lungo termine, per il benessere delle comunità rivierasche, incidendo pesantemente sul social welfare degli stati limitrofi (Verschuren & Johnson, 2002).

IMG_4501

ricercatrice subacquea scientifica che sta valutando la salute di una prateria di posidonia. Tale valutazione in situ è ancora fondamentale per avere un quadro ecologico significativo photo credit  andrea mucedola

.
Posidonia  oceanica, un bene da proteggere

Un altro problema, al quale si sta cercando di mettere rimedio in ambito marino, è la recessione delle praterie di Posidonia oceanica, una pianta fanerogama endemica del Mediterraneo. E’ stato provato che la loro morte, oltre a causare una diminuzione di molte specie ittiche va ad accentuare gli effetti dell’idrodinamismo costiero. Il moto ondoso non più frenato dalle praterie di posidonia, aggredisce letteralmente le spiagge e gli arenili provocando danni ambientali significativi.
 Le spiagge vengono quindi letteralmente inghiottite dal mare e la linea di spiaggia arretra significativamente spazzando via le costruzioni antropiche. Ovviamente questi disastri costringono l’Uomo a costose opere di ripascimento degli arenili e di ricostruzione.

Cosa fare? Questi danni possono evitati studiando con maggiore attenzione l’habitat costiero e prevenendo tali cause con scelte oculate. L’Uomo può essere artefice di cambiamenti ecologici anche attraverso l’inquinamento chimico dovuto al versamento di liquami tossici che alterano gli equilibri chimici-fisici dell’ambiente e provocano la morte degli organismi. Talvolta, la natura riesce a sopravvivere, creando un nuovo equilibrio ed in questi casi gli interventi dell’Uomo, se non sufficientemente valutati, possono essere controproducenti. Ad esempio, la bonifica di materiali abbandonati in mare ma ormai ricolonizzati può provocare una nuova movimentazione del sedimento che, essendo altamente tossico, può creare danni ancora maggiori all’habitat.

Il padre dell’ecologia
Parlando, seppur brevemente, di ecologia è d’obbligo citare Charles Darwin (1809-1882), il naturalista inglese padre della teoria dell’evoluzione.

 

Charles Darwin (1809-1882)

Darwin, dopo un viaggio di cinque anni intorno al mondo, a bordo della HMS Beagle, studiando i campioni raccolti, formulò una teoria rivoluzionaria che sconvolse i concetti naturalistici precedenti. Secondo Darwin le specie naturali si modificano a causa di una selezione naturale legata alle caratteristiche intrinseche dei soggetti che poi trasmettono alle nuove generazioni. La selezione avviene attraverso un lento adattamento all’ambiente per cui le specie in possesso di caratteristiche particolari (in quel momento le più adatte a quel tipo di habitat) hanno maggiori probabilità  di sopravvivere. Inoltre, se la lotta per la sopravvivenza delle specie avviene nella ricerca di un appagamento dei bisogni primari (riproduzione e nutrimento), l’evoluzione è legata alle caratteristiche genetiche favorendo quegli individui che riescono ad adattarsi meglio all’ambiente. 

La scienza dell’Ecologia moderna si sviluppa attraverso vari campi come l’analisi degli ecosistemi, le comunità e le popolazioni, la conservazione ed il reinserimento di specie scomparse in alcuni habitat.

Va compreso che l’ecologia e le scienze ambientali non hanno niente a che fare con l’ambientalismo che fa parte dei movimenti sociali e  politici.

 

PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE

print

(Visited 109 times, 1 visits today)
Share

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Translate:

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 37 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della stessa

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro e la pubblicazione e qualunque altro utilizzo del presente articolo e delle immagini contenute è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore che può essere contattato tramite

infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettimi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

8 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
marine militari
Materiali
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia Navale
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

For English readers

 


Do you like what you read and see on our site? OCEAN4FUTURE is a free blog, totally  independent, followed by million of people every year. Although mostly written in Italian Language,  ALL posts may be read in English, and other 36 languages.


We consistently publish Ocean news and perspectives from around the World that you may don’t get anywhere else, and we want to be able to provide you an unfattered reading.

Support us sharing our post links with your friends and, please consider a one-time donation in any amount you choose using one of the donation link in the portal.

Thanks  and stay with us.

OCEAN4FUTURE

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

Share