If you save the Ocean You save the Planet

Eventi

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti- Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile. Crediamo che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo con la speranza che la classe politica comprenda l'emergenza in cui siamo, speriamo con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Ritrovamento di tre nuovi rostri della battaglia delle Egadi – Assessorato dei Beni culturali e dell’identità siciliana

livello elementare 
.
ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA DELLE ACQUE
PERIODO: III SECOLO a.C.
AREA: MAR MEDITERRANEO – SICILIA
parole chiave: Levanzo, battaglia delle Egadi, Romani, Cartaginesi, rostri

Nuova importante scoperta archeologica nei fondali dell’isola di Levanzo. A ottantacinque metri di profondità sono stati rinvenuti altri tre rostri in bronzo risalenti alla Battaglia delle Egadi di cui uno è stato già ripescato. Il ritrovamento è frutto della collaborazione tra la Soprintendenza del Mare, braccio operativo dell’Assessorato regionale dei Beni culturali, e la statunitense ‘Rpm Nautical Foundation‘, mirata all’approfondimento della ricerca subacquea nell’area prospiciente l’arcipelago trapanese.

Rostri
Le tre micidiali armi da guerra, montate nella parte anteriore dell’imbarcazione per speronare le navi nemiche e provocarne l’affondamento, si aggiungono ai tredici rostri già recuperati nelle campagne precedenti. Le ricerche archeologiche strumentali in alto fondale, iniziate nel 2004, hanno consentito fino a oggi l’individuazione e il recupero di undici rostri romani, due cartaginesi e ben ventuno elmi romani del tipo montefortino, oltre a un grande numero di anfore e dotazioni di bordo. Lo scontro, avvenuto nel 241 a.C., vide opporsi la flotta cartaginese a quella romana, con la vittoria di quest’ultima.

Per completezza su questo evento storico ecco un estratto del resoconto  dell’assessore Sebastiano Tusa, presentato alla scuola di specializzazione dei beni archeologici NESIOTIKA di Oristano, degli antefatti storici della battaglia delle Egadi (241 a.C.).  Per la sua esaustività suggerisco la lettura integrale del documento a tutti coloro che vogliano  approfondire maggiormente questo evento storico che cambio gli equilibri del Mediterraneo.

Sebastiano Tusa ci racconta come a quel momento la situazione militare fosse in fortissimo stallo. I due eserciti si fronteggiavano senza esiti positivi determinanti da entrambe le parti. Collegando le fonti storiche ed archeologiche emerge che i Cartaginesi avevano il controllo della costa con Drepanum (la falce portuale) e l’approdo di Crocifissello; inoltre tenevano le pendici settentrionali del monte Erice da cui assediavano i Romani asserragliati sull’acropoli della città.

 

Se ne deduce quindi che era la costa nord-occidentale e settentrionale del territorio sovrastato dal Monte San Giuliano a costituire l’unico potenziale arco costiero per eventuali rifornimenti dal mare. L’approdo di Crocifissello era verosimilmente ottimale per eventuali operazioni di sbarco. Era questa la meta di Annone quando, all’alba del 10 marzo del 241 a.C., diede l’ordine di salpare da Marettimo alla volta della Sicilia.

Tuttavia vi era un ulteriore elemento che induceva gli storici a porre Favignana al centro del teatro dello scontro tra le due flotte. Le fonti citano sempre il termine “Aegussa” o “Aegussai” quale luogo ove il generale romano Lutazio Catulo sposta la flotta per l’attacco alla flotta cartaginese. Il suddetto toponimo indicava generalmente Favignana. Levanzo era, invece, denominata Phorbanthia, antico nome di origine rodiota.

Tuttavia anche questo elemento apparentemente contraddittorio fu ampiamente chiarito dall’esame storico-toponomastico che rivela che in questo caso il termine poteva indicare Levanzo e non Favignana. Il primo indizio che fece scattare l’interesse di intraprendere indagini sistematiche alla ricerca del luogo esatto della battaglia venne nel corso di uno degli incontri culturali ideati e condotti dal compianto Nino Allegra, entusiasta direttore dell’Azienda Provinciale per il Turismo di Trapani, a Favignana nell’ambito delle Settimane delle Egadi.

Il leggendario pioniere della subacquea siciliana – Cecè Paladino – narrò che lui ed altri suoi amici avevano trovato centinaia di ceppi d’ancora in piombo, con relative contromarre, a profondità regolare lungo la ripida costa orientale di Levanzo tra Punta Altarella e Capo Grosso.

Tusa continua – Si tratta di una costa inospitale, priva di qualsiasi possibilità di approdo, battuta da forti correnti e nota per i repentini mutamenti del moto ondoso. Un luogo, pertanto, assolutamente inidoneo all’approdo e al ricovero che soltanto per una motivazione particolare avrebbe indotto all’ancoraggio di centinaia di navi simultaneamente a giudicare dalla regolare posizione riferita delle ancore. Andammo a perlustrare quei fondali e trovammo ancora qualche decina di ceppi presso Capo Grosso ed uno scandaglio in piombo. Lo stesso Paladino aveva adombrato la possibilità che quei ceppi si riferissero ad una flotta ancorata presso quella inospitale falesia in attesa di un agguato e fu il primo ad aver collegato tale rinvenimento alla Battaglia delle Egadi ipotizzando che la flotta romana fosse ancorata al riparo dell’alta e ripida costa orientale dell’isola di Levanzo. Tuttavia all’epoca ancora si pensava che l’agguato ed il luogo dello scontro fossero avvenuti tra Levanzo e Favignana.


Tusa continua – … lo spazio di mare a nord di Levanzo dove, invece, sempre più mi convincevo fosse avvenuta la battaglia era caratterizzato da fondali oscillanti intorno ai cento metri  e pertanto impossibili da perlustrare con i mezzi della tradizionale immersione subacquea. Si attendeva, quindi, la possibilità di reperire risorse onde poter impiantare una ricerca sistematica mediante strumentazioni elettroniche adeguate. Il 2004 fu l’anno che ci diede ulteriori indizi ad avvalorare la nostra ipotesi nonché la reale possibilità di intraprendere ricerche sistematiche nella zona di mare in questione.

elmo montefortino ritrovato alle Egadi. Di provenienza celtica fu chiamato Montefortino dal nome di una necropoli in provincia di Ancona. Presentava un coppo allungato, che garantiva maggiore resistenza ai colpi dall’alto. Nella parte più alta dell’elmo era collocato un apex (a volte fabbricato a parte e poi aggiunto, Venne utilizzato fino al I secolo a.C.  dai classiarii (fanteria di marina) del periodo augusteo, come è possibile vedere nelle rappresentazioni di lapidi, sarcofagi del periodo.

Dapprima vi fu la consegna spontanea da parte di un pescatore di un elmo in bronzo del tipo Montefortino in uso proprio in quella battaglia da parte dei militi romani. Egli affermò di averlo trovato nello spazio di mare a poche miglia a Nord-Ovest di Levanzo. Poi venne l’elemento decisivo per darci la convinzione che la nostra ipotesi era esatta e che, pertanto, avrebbe avuto ottime possibilità di essere provata da auspicate ricerche. Fu la “scoperta” del primo rostro delle Egadi nello studio di un dentista trapanese ad opera del nucleo tutela patrimonio culturale dei Carabinieri. Chi lo deteneva ed era in procinto (su sua dichiarazione) di consegnarlo agli organi di tutela, ci diede la conferma che il luogo di rinvenimento era a poche miglia a Nord-Ovest del Capo Grosso di Levanzo.

Fu una “scoperta” eccezionale poiché oltre al valore storico-topografico legato all’evento bellico, il primo rostro delle Egadi era il secondo in assoluto rinvenuto fino ad allora seguendo cronologicamente quello di Athlit rinvenuto nelle acque israeliane qualche decennio prima. Restava, quindi, soltanto la prova definitiva da reperire nell’ambito di ricerche archeologiche subacquee sistematiche da effettuare in quello spazio di mare designato.

Fu a questo punto che avvenne il felice incontro con la fondazione statunitense RPM Nautical Foundation che, senza alcun onere finanziario per la Regione Siciliana, ha messo a disposizione, in regime di regolare convenzione, uomini e mezzi d’avanguardia dal 2005 ad oggi per realizzare quella ricerca auspicata.

L’incontro fu agevolato dalla stretta e sincera amicizia con Peter Colosimo, storico subacqueo calabrese e, soprattutto, da George Bass cui va tutta la nostra riconoscenza per aver patrocinato la ricerca. Questi gli antefatti di una felice intuizione che ha portato a questa eccezionale scoperta.

Sono particolarmente felice di questa scoperta – ha dichiarato l’Assessore dei Beni culturali Sebastiano Tusa – poiché dimostra ancora una volta la validità dell’intuizione che abbiamo avuto sull’identificazione del luogo della Battaglia delle Egadi.” Il governo Musumeci ha intenzione di sviluppare sempre più la cooperazione internazionale nella ricerca archeologica che sta dando grandi risultati in termini di arricchimento del nostro patrimonio culturale e di visibilità della Sicilia nel mondo, con ricadute turistiche molto importanti. Fino agli anni 2000, al mondo erano stati ritrovati solamente due rostri. Grazie all’intuizione che ha permesso il ritrovamento dell’esatto luogo della Battaglia delle Egadi, l’Isola detiene un record mondiale: sedici rostri e ventuno elmi. Un primato che pone la politica dei Beni culturali siciliani ai vertici dell’archeologia mondiale, così come riconosciuto da prestigiosi enti di ricerca e università di tutto il mondo». «L’obiettivo del mio governo – evidenzia il presidente della Regione Nello Musumeci – è quello di portare le nostre scoperte come modello di ricerca scientifica in tutto il mondo. Un modello creato con risorse siciliane grazie alle sinergie con organizzazioni di livello internazionale. La nuova politica dei Beni culturali nell’Isola passa anche da eccellenze come queste che sono certamente volano di sviluppo scientifico, turistico e culturale“.

Dei tre rostri individuati in quest’ultima campagna, che è stata coordinata dal Soprintendente del Mare Adriana Fresina, uno è stato recuperato dai subacquei alto-fondalisti dell’associazione Global Underwater Explorer (GUE) in collaborazione con il reparto aeronavale della Guardia di Finanza. Un recupero non semplice considerando le profondità in gioco. 

A differenza degli altri, questo è di dimensioni più grandi avvalorando il racconto dello storico Polibio, che riporta la presenza di navi quinquereme nella battaglia. Si tratta quindi di un rinvenimento di grande rilievo che aggiunge preziosi dati per la conoscenza di uno degli episodi più importanti della storia del Mediterraneo.

recupero del rostro da parte del GUE

 
La ricerca naturalmente continua.

 

         

PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE

print
(Visited 609 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Translate:

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 37 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della stessa

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro e la pubblicazione e qualunque altro utilizzo del presente articolo e delle immagini contenute è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore che può essere contattato tramite

infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettimi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

12 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
marine militari
Materiali
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia Navale
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

For English readers

 


Do you like what you read and see on our site? OCEAN4FUTURE is a free blog, totally  independent, followed by million of people every year. Although mostly written in Italian Language,  ALL posts may be read in English, and other 36 languages.


We consistently publish Ocean news and perspectives from around the World that you may don’t get anywhere else, and we want to be able to provide you an unfattered reading.

Support us sharing our post links with your friends and, please consider a one-time donation in any amount you choose using one of the donation link in the portal.

Thanks  and stay with us.

OCEAN4FUTURE

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

Share