If you save the Ocean You save the Planet

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti- Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile. Crediamo che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo con la speranza che la classe politica comprenda l'emergenza in cui siamo, speriamo con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Computer, sicurezza e pianificazione – parte II – di Luca Cicali

livello elementare
.
ARGOMENTO: SUBACQUEA
PERIODO: ODIERNO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: computer subacquei, modelli, sicurezza, pianificazione

Malgrado la sua elevata diffusione in campo tecnico e ricreativo, l’uso dei computer è ancora considerato con una certa sufficienza e sospetto da parte di alcuni, i quali vedono nel suo utilizzo un limite all’autonomia decisionale del subacqueo in immersione. Essi rivendicano in un certo senso la supremazia dell’uomo sulla macchina, alla quale non si vorrebbe delegare tutto il potere decisionale.  A volte sono proprio i subacquei più esperti ad essere dubbiosi o radicalmente contrari, ma le spiegazioni sul perché non si fidino troppo dello strumento elettronico ritengo non sembrano poi molto convincenti.

Le riserve più frequenti riguardano la rigidità degli algoritmi, l’incapacità del computer di interpretare al meglio situazioni anomale, la possibilità di guastarsi, i criteri non chiari su vari dettagli dell’algoritmo utilizzato, il considerarli talvolta troppo conservativi, troppo permissivi, troppo poco flessibili, troppo… qualcosa, senza però esser sufficientemente convincenti su come un subacqueo dovrebbe in tempo reale correggere le indicazioni di computer senza ridurre il tasso di sicurezza dell’immersione.  A volte queste motivazioni sembrano ricordare le diffidenze verso le nuove tecnologie che hanno dovuto scontare tutte le realizzazioni innovative,  che hanno rivoluzionato il modo di fare qualcosa, dalla locomotiva a vapore al compact disk, per finire con le fotocamere digitali. E’ tuttavia innegabile, in base ai riscontri disponibili, che il grande vantaggio dell’uso dei computer sia di proprio di aver incrementato la sicurezza in immersione, riducendo la probabilità di commettere errori che è invece sempre in agguato utilizzando tabelle.   Che poi a questo risultato si aggiunga maggiore versatilità e comodità di utilizzo è qualcosa di molto utile ma non determinante. 

Quindi anche le immersioni con decompressione possono essere gestite, nelle modalità operative che abbiamo descritto, utilizzando un computer subacqueo.   Ciò nonostante, nell’elenco delle attrezzature ritenute indispensabili per ottenere i brevetti ricreativi o decompressivi o nitrox avanzati è difficile trovarlo,  o per lo meno vederlo indicato come strumento alternativo per la gestione dell’immersione.

La strumentazione standard indicata per il controllo del profilo di immersione pianificato è immancabilmente la stessa: profondimetro e timer. Ed è bene comunque utilizzare questi strumenti durante i corsi, per passare al computer in un secondo momento. Se quindi siamo in grado di pianificare l’immersione con un applicativo software dedicato al computer subacqueo di cui disponiamo, (o con il computer stesso in modalità di pianificazione), possiamo fare di esso lo strumento primario da utilizzare in immersione per l’esecuzione del profilo programmato. 

A questo proposito, in alcuni dei più moderni computer, è disponibile una caratteristica particolarmente vantaggiosa: la possibilità di “esportare” la pianificazione appena realizzata al personal computer verso lo strumento subacqueo.    Questo significa che tutti i parametri impostati per l’immersione, molti dei quali opzionali o personali, come il consumo minutale medio, il livello di conservatività richiesto all’algoritmo, la presenza o meno di tappe profonde, la percentuale di ossigeno nella miscela decompressiva, etc., possono essere direttamente salvati nel computer subacqueo da utilizzare per l’immersione, assieme al piano di immersione, senza la necessità di effettuare manualmente alcun settaggio.   Non resta poi che tuffarsi e lasciarsi guidare dallo strumento, che si occuperà non solo di elaborare i dati in tempo reale, ma anche di indicare al subacqueo, minuto per minuto, il profilo da seguire, in modo perfettamente conforme a quanto programmato a tavolino.    E’ una soluzione estremamente pratica e vantaggiosa, che annulla definitivamente anche la possibilità di commettere errori nei diversi settaggi manuali da effettuare prima del tuffo, per “allineare” il computer subacqueo a quanto pianificato.   Resta soltanto, come sempre, la lavagnetta subacquea a ricordarci i limiti dell’immersione che stiamo svolgendo; max profondità, tempo di fondo, etc.,  ai quali dobbiamo attenerci per raggiungere gli scopi dell’immersione e restare nei range di sicurezza desiderati.   

Ci serve un computer semplice da utilizzare, robusto, affidabile, che visualizzi in immersione  pochi dati essenziali inseriti in un display ampio e ben leggibile, con un sistema di retro-illuminazione e pochi comandi semplici ed affidabili.   Può essere utile che sia collegabile al primo stadio con una frusta di alta pressione ed attacco rapido al fine di leggere sul display anche il dato di pressione delle  bombole, ma questa non è una caratteristica indispensabile, da molti è considerata scomoda, e tende a scomparire nei computer offerti attualmente sul mercato. Inoltre questa soluzione non consente di portarlo al polso e questo potrebbe essere un inconveniente nella velocità e praticità di lettura dei dati, e nell’avere una frusta in più da assicurare da qualche parte.   

Migliore a questo proposito, ma più costosa, è la soluzione che prevede una sonda di alta pressione da accoppiare all’uscita HP del primo stadio, che trasmetta via radio il dato di pressione al computer da polso.  Ma questa soluzione, anche se molto comoda, non ha l’affidabilità di una frusta HP connessa ad un manometro, che per questa ragione andrebbe preferita.   E’ molto utile che lo strumento consenta lo switch in immersione tra miscela di fondo (aria o nitrox) e miscela decompressiva (nitrox), secondo una percentuale di ossigeno di entrambe le miscele che possa essere impostata prima dell’immersione, variabile fino al 100%. 

In conclusione
Anche se non siamo avvezzi ad immersioni con decompressione e con bombole di stage, prima o poi ci verrà voglia di fare un corso avanzato. I moderni computer consentono molte funzioni, anche quelle particolarmente poco utili come la visualizzazione del profilo di immersione durante l’immersione stessa. Spendere dei soldi (tanti) per queste caratteristiche non mi pare molto saggio.  

Ciò che invece ci è molto utile è:

  • robustezza e semplicità d’uso,
  • grandi dimensioni del display,
  • pochi comandi, con pulsanti comodi e morbidi,
  • predisposizione per nitrox fino al 100% di ossigeno,
  • possibilità di effettuare lo switch in immersione per il cambio aria – nitrox o nitrox con differenti percentuali di ossigeno, (2 gas oltre quello di fondo),
  • possibilità di scegliere tra più livelli di conservatività,
  • indicazione delle soste profonde, non penalizzanti se non eseguite,
  • disponibilità di un applicativo software di pianificazione dotato dello stesso algoritmo da installare sul proprio personal computer;
  • indicazione del tempo totale di risalita, “ascent time”, (ASC);
  • buona retroilluminazione, possibilmente con durata programmabile,
  • aggiungo, opinione molto personale, l’impiego dell’algoritmo RGBM.

Ridondanza
Abbiamo detto che molte didattiche subacquee non inseriscono neppure il primo computer come elemento indispensabile per l’attrezzatura di un sub decompressivo, preferendo considerare il solo profondimetro-timer, da utilizzare con le tabelle e il piano di immersione. Ma se siamo in condizione di usare il computer al posto di profondimetro-timer e tabelle, allora l’ideale è di non fermarsi ad un solo strumento, ma averne due, per motivi, come al solito, di ridondanza.  Un computer si può  guastare, anche se non si tratta di un evento frequente. In particolare la batteria può soccombere all’improvviso lasciandoci nei guai, anche se quando essa inizia a essere un po’ debole viene sempre segnalato il problema con congruo anticipo. Questo rischio è maggiore con computer alimentati da una batteria ricaricabile, la quale subisce una variazione molto repentina di tensione quando si trova vicina alla condizione di scarica, ed ha prestazioni che risultano sensibilmente ridotte alle basse temperature.  Il fenomeno è molto più accentuato che nel caso di una normale batteria non ricaricabile, e può causare lo spegnimento del computer in modo quasi improvviso.

Per garantirci un semplice passaggio al computer di riserva in caso di necessità è utile disporre di due computer identici. Questo ci evita l’obbligo di tenere a mente le regole di utilizzo, visualizzazione e programmazione di due strumenti diversi, e consente l’impiego del medesimo identico algoritmo decompressivo, lo stesso set di parametri configurabili, etc.  

Un ultimo consiglio, solo apparentemente banale: meglio leggere bene il manuale operativo del computer prima di utilizzarlo per la prima volta in immersioni impegnative.
A presto.

Luca Cicali

PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE

print
(Visited 470 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Translate:

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della stessa

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro e la pubblicazione e qualunque altro utilizzo del presente articolo e delle immagini contenute è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore che può essere contattato tramite

infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettimi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

12 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
marine militari
Materiali
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia Navale
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

For English readers

 


Do you like what you read and see on our site? OCEAN4FUTURE is a free blog, totally  independent, followed by million of people every year. Although mostly written in Italian Language,  ALL posts may be read in English, and other 36 languages.


We consistently publish Ocean news and perspectives from around the World that you may don’t get anywhere else, and we want to be able to provide you an unfattered reading.

Support us sharing our post links with your friends and, please consider a one-time donation in any amount you choose using one of the donation link in the portal.

Thanks  and stay with us.

OCEAN4FUTURE

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

Share