If you save the Ocean You save the Planet

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti- Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile. Crediamo che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo con la speranza che la classe politica comprenda l'emergenza in cui siamo, speriamo con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

La Maritime Superiority del futuro non potrà esimersi dalla ricerca scientifica in mare

livello elementare
.
ARGOMENTO: GEOPOLITICA

PERIODO: XXI SECOLO
AREA: OCEANI
parole chiave: Maritime superiority, marine militari, oceani

da https://www.navy.com/careers/meteorology-oceanography

Leggendo sulle riviste internazionali che parlano di armamenti, si leggono spesse notizie curiose che denotano un trattamento dell’informazione quanto meno poco accurato. Titoli sensazionalistici come l’aereo invisibile, l’arma finale, ed altre diavolerie (che sembrano provenire da vecchi libri di fantascienza) riempiono i giornali e talvolta i discorsi di alcuni politici. Di fatto qualunque comandante militare sa che stiamo parlando di tecnologia, certamente sempre più all’avanguardia che però trova poca applicazione pratica se non supportata da adeguate conoscenze dell’ambiente in cui questi mezzi dovranno operare. Lo sforzo deve quindi essere duplice, sia nello sviluppo di nuove tecnologie sia nella ricerca delle caratteristiche oceanografiche dei mari.

La protezione delle rotte e degli ancoraggi è compito delle marine militari che necessitano di continui miglioramenti tecnologici per ridurre i costi di esercizio e aumentare la loro efficienza. In sintesi, le conoscenze scientifiche sono fondamentali per poter operare negli oceani. Anche l’uso di sistemi apparentemente obsoleti, come le mine navali, necessita di conoscenze profonde oceanografiche delle zone in cui esse dovranno essere posate. Non a caso la storia ci ha insegnato che il loro impiego e, soprattutto, la loro reale efficacia fu limitata solo dalla non conoscenza degli ambienti operativi di impiego. La domanda che ci si dovrebbe porre e come acquisire queste informazioni. Nel caso delle mine, i parametri da considerare vanno da quelli fisici (temperatura dell’acqua, salinità, conducibilità dell’acqua, variazioni di pressione, magnetismo locale, etc.) che influenzano significativamente la propagazione delle onde del sonar sott’acqua a quelli biologici e geologici/sedimentologici/oceanografici che ne favoriscono l’occultamento.

Anche per i mezzi subacquei, le conoscenze scientifiche hanno la loro importanza. Agli studi per lo sviluppo di nuove soluzioni strutturali, per ridurre le loro segnature acustiche (ovvero la rumorosità), vanno perseguiti studi per costruire mappe dettagliate delle strutture morfologiche degli abissi, sulle correnti profonde, e su quei parametri fisici che vanno ad influenzare la scoperta acustica. Queste informazioni consentono al sottomarino di potersi nascondere negli strati acustici caratterizzati da scarsa propagazione, diventando acusticamente invisibile. Da qui la necessità delle Marine di raccogliere conoscenze scientifiche sulle proprie coste e mari e nelle aree operative. Facile a dirsi  ma difficile da realizzarsi. La ricerca oceanografica è costosa e molte Marine non hanno le capacità finanziarie ed i mezzi per poter effettuare ricerche di questo tipo. Negli Stati Unisti il binomio Università e US Navy iniziò nel secolo scorso ed ha permesso lo sviluppo di nuovi sistemi poi utilizzati anche in campo civile. Una soluzione vincente che ha prodotto migliaia di posti di lavoro e ricadute economiche sostanziali sul Paese. In questi ultimi anni, in molti Paesi come la Cina si è notato un aumento degli investimenti nei laboratori marini e nella ricerca oceanografica e nelle navi di rilevamento idrografico. Questo interesse verso gli Oceani nasce dalla constatazione che il mare è fondamentale per il progresso sociale ed economico per cui deve essere preservato, compreso e protetto. 

Nave Galatea, Marina Militare Italiana

L’acquisizione di navi di rilevamento idrografico e oceanografico e dei sempre nuovi sistemi autonomi subacquei (AUV) per il monitoraggio ed esplorazione dei fondali marini sono un sintomo di questa nuova tendenza che dovrebbe interessare l’industria ma anche quelle fasce della ricerca scientifica che potrebbero trarne vantaggio per superare la cronica mancanza di risorse. 

sommergibile cinese type 93

La protezione delle risorse sottomarine ed il loro sfruttamento saranno elemento strategico nel III millennio
Recentemente, The Diplomat, una rivista di attualità e geopolitica dell’Asia, ha pubblicato un interessante articolo di Steven Stashwick, un ufficiale della riserva della Marina statunitense che lavora come analista a New York. In estrema sintesi  egli afferma che l’equilibrio militare tra Cina e Stati Uniti sarà legato in gran parte legato alla capacità  di sfruttare le risorse giacenti sulle profondità oceaniche. Uno scontro politico militare che non si giocherà su terra e aria ma sott’acqua. I sottomarini saranno quindi protagonisti delle politiche di deterrenza del futuro e, non a caso, dopo anni di chiusura, sembrerebbe che nei corridoi del Pentagono ci sia in corso una rivalutazione sulla necessità di costruire nuovi mezzi subacquei.

Stashwick riporta che, secondo il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, mentre gli Stati Uniti mettono in campo una flotta di quasi 50 sottomarini d’attacco a propulsione nucleare avanzati,  la Cina possiede cinque sottomarini di attacco nucleare e 54 sottomarini diesel e la sua flotta potrebbe arrivare a circa 80 sottomarini entro il 2020. Una minaccia in rapida crescita che ha già avuto delle avvisaglie. Dopo alcune intrusioni all’interno delle formazioni navali statunitensi, nel gennaio di quest’anno, è stato identificato un sottomarino di attacco nucleare nella zona contigua delle isole Senkaku nel Mar Cinese orientale; isole che il Giappone amministra ma che la Cina rivendica come proprie. Ma non finisce qui: sembrerebbe che la Cina stia pianificando una rete oceanografica in tutto il Mar cinese al fine di raccogliere dati preziosi per l’impiego delle sue forze.

Un modulo cinese di sorveglianza e ricerca dei fondali marini sviluppato dall’Università di Tongji (Photo : Université Tongji)

In una recente analisi della sua struttura organica, la US Navy ha dichiarato un fabbisogno di 66 sottomarini d’attacco – quasi il 40 percento in più rispetto ad oggi. Un passo indietro rispetto ai piani di vent’anni fa quando la marina americana ne prevedeva una riduzione numerica. Sebbene sembri essere un controsenso, il loro alto costo loro aveva richiesto la riduzione e la ricerca di soluzioni alternative per mantenere il controllo delle rotte. Da qui la necessità di investire maggiormente sulle capacità di surveillance subacquea con una comprensione dettagliata dell’acustica e della morfologia del fondo oceanico.

I laboratori di ricerca oceanografica e le navi idrografiche diventeranno quindi mezzi strategici perché senza il controllo dell’oceanografia dei mari, nessuna delle due parti potrà di fatto  “concedere la libertà di azione ai suoi sottomarini, negandola agli avversari“, ha aggiunto Stashwick.

Ma come si scoprono i sommergibili?
La sorveglianza sonar coinvolge tipicamente una nave o un battello che impiega un sonar attivo. genericamente composto da un trasmettitore e un ricevitore. Questo approccio, noto come sonar monostatico, ha però delle limitazioni nel localizzare sottomarini silenziosi in acque poco profonde.

concetto di sorveglianza subacquea marittima

 Un’alternativa promettente è il sonar attivo multistatico, che coinvolge più entità o nodi, che trasmettendo segnali e ricevendone gli echi di ritorno può fornire una rappresentazione accurata del bersaglio. Naturalmente i nodi comunicano tra loro e un sofisticato software di elaborazione dei segnali (data fusion) effettua il data merging. Questa rete di sistemi può essere composta da satelliti, aerei, navi o mezzi autonomi come gli AUV e i glider. Fantascienza? Non direi, i sistemi esistono e sono operativi anche se ancora insufficienti a coprire gli immensi oceani. Inoltre la quantità di dati raccolti è notevole per cui il loro sfruttamento richiede filosofie di analisi basate sull’intelligenza artificiale per elaborare rapidamente i dati e produrre, in tempo reale, un’underwater picture dell’ambiente sottomarino. La ricerca si muove quindi per lo sviluppo di sistemi di monitoraggio e ricerca ambientale abbinati a sistemi di missione con architetture aperte ed integrate. Inutile dire che anche sott’acqua i protagonisti del futuro saranno i sistemi autonomi. Droni, AUV e glider (un tipo di droni autonomi auto-alimentati) come il Wave Glider della Liquid Robotics, possono offrire un monitoraggio per mesi trasmettendo i dati a terra via satellite.

Costruito dalla  Liquid Robotics, il  wave glider, classificato come drone autonomo marittimo  o Unmanned Maritime Vehicles (UMV), rappresenta una delle più moderne tecnologie di ricerca scientifica subacquea. 

In sintesi, il controllo dei mari del futuro potrà essere acquisito solo grazie ad una wide knowledge superiority ottenuta attraverso lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale avanzata in grado di processare rapidamente enormi quantità di dati per individuare anomalie che potrebbero indicare la presenza di sottomarini o altri mezzi subacquei in grado di interferire nel traffico commerciale.

Una corsa contro il tempo per i centri di ricerca oceanografica e scientifica di tutto i mondo. Come vedete sarà sempre il mare a monopolizzare il nostro futuro.

 

PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE

print

(Visited 90 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Translate:

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 37 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della stessa

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro e la pubblicazione e qualunque altro utilizzo del presente articolo e delle immagini contenute è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore che può essere contattato tramite

infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettimi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

2 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
marine militari
Materiali
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia Navale
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

For English readers

 


Do you like what you read and see on our site? OCEAN4FUTURE is a free blog, totally  independent, followed by million of people every year. Although mostly written in Italian Language,  ALL posts may be read in English, and other 36 languages.


We consistently publish Ocean news and perspectives from around the World that you may don’t get anywhere else, and we want to be able to provide you an unfattered reading.

Support us sharing our post links with your friends and, please consider a one-time donation in any amount you choose using one of the donation link in the portal.

Thanks  and stay with us.

OCEAN4FUTURE

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

Share