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NO PLASTIC AT SEA

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Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

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Immergersi con consapevolezza di Giorgio Caramanna

livello elementare
.
ARGOMENTO: DIDATTICA
PERIODO: na
AREA: SUBACQUEA
parole chiave: metodo

Keep calm and Dive
Immergersi è un’esperienza meravigliosa: grazie alla tecnologia subacquea abbiamo il privilegio di visitare un mondo per noi alieno e condividerne le bellezze. Dobbiamo comunque sempre ricordarci che l’ambiente subacqueo è potenzialmente ostile e che essere troppo presi dalle sue attrattive, dimenticandoci di mantenere sempre la dovuta vigilanza sui parametri dell’immersione, può comportare dei rischi. Per questo motivo è importante che i subacquei mantengano un livello elevato di “situational awareness(S.A.) che si potrebbe tradurre come “consapevolezza dell’ambiente circostante”.

La prime idee circa la necessità di essere consapevoli dell’ambiente circostante furono sviluppate durante la Prima Guerra Mondiale dall’asso dell’aviazione Tedesca Oswald Boelke, il “padre” delle tattiche di combattimento aereo e mentore di Manfred Von Richtofen, il famigerato “Barone Rosso”. Acquisire informazioni circa lo stato del nemico era considerato da Boelke un punto chiave per garantire un vantaggio strategico. Verso il finire degli anni ottanta il termine “Situational Awareness” incominciò ad essere  impiegato in ambito aeronautico per descrivere il processo di attenzione, percezione e decisione usato dai piloti per generare un modello mentale dell’ambiente di volo. In generale la S.A. può essere definita come la capacità di inquadrare gli elementi che ci circondano nel contesto evolutivo della situazione. Tale capacità è cruciale quando si devono prendere decisioni importanti in breve tempo ed in un ambiente complesso e dinamico.

I tre livelli di Endsley
In un classico lavoro di Mica Endsley del 1995 furono identificati tre livelli consecutivi di S.A. :

Livello 1: in cui si è in grado di identificare gli elementi dell’ambiente pertinenti alle nostre azioni.

Livello 2: fase seguente nella quale gli elementi considerati al livello precedente vengono correttamente interpretati nel contesto operativo.

Livello 3: fase decisionale in cui si è in grado di proiettare nel futuro la probabile evoluzione della situazione.

Cerchiamo di comprenderli meglio attraverso un esempio comprensibile a tutti i subacquei.

Un giovane subacqueo alle prime armi è talmente concentrato nel mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti che vede solo se stesso (potremmo chiamarlo livello zero). In seguito, acquistando una maggiore sicurezza ed esperienza,  durante l’immersione il subacqueo impara a monitorare i suoi strumenti (ad esempio il manometro per controllare il livello del gas respiratorio nelle bombole) portandosi al livello 1. Successivamente al livello 2 sarà in grado di capire l’impatto di queste variazioni (i.e. autonomia legata al suo consumo ovvero se è nella norma o meno). Con l’esperienza sarà finalmente in grado di comprendere come queste variazioni influenzeranno la sua attività in una visione di insieme o di ambiente in cui svolge l’immersione (ad esempio prevedere se ha abbastanza gas per terminare l’immersione come programmata oppure se, a seguito di un incremento del consumo, dovrà ridurre il tempo di immersione o la sua profondità) raggiungendo quindi una SA di livello 3.

La Situational awareness è una caratteristica dinamica il cui stato cambia in funzione della situazione e delle necessità dell’individuo. Sono stati identificati cinque livelli:

  • Assente: è lo stato tipico di chi si trova in un ambiente protetto e familiare effettuando operazioni di routine. Ad esempio un subacqueo che prepara tranquillamente l’attrezzatura nella propria casa.
  • Rilassata: un buon livello di S.A. è ottenuto senza sovraccaricare la capacità di attenzione dell’individuo. Questo stato può essere mantenuto indefinitamente. Questo livello di S.A. è quello ideale per un subacqueo con l’attenzione ben distribuita nel controllare i parametri dell’immersione.
  • Concentrata: è quella tipica di una situazione impegnativa che richiede un elevato livello di attenzione. Le riserve mentali e fisiche dell’individuo vengono consumate in breve tempo. Subacquei impegnati in operazioni complesse possono mantenere questo livello di S.A. solo per periodi di tempo limitati.
  • Elevata allerta: è una situazione estrema che richiede l’immediato utilizzo di tutte le capacità dell’individuo e può essere mantenuta solo per un breve periodo di tempo. E’ la situazione tipica di un’emergenza in immersione dove il subacqueo deve utilizzare tutta la sua capacità ed esperienza per sopravvivere.
  • Comatosa: l’individuo è “congelato” dalla paura incapace di reagire e facile preda del panico. Un subacqueo in questa situazione è molto esposto al rischio di incidenti anche dagli esiti fatali.

Passare da un livello di S.A. “rilassata” a quello di emergenza in breve tempo e sotto la pressione degli eventi può essere difficile. 
Un subacqueo colto di sorpresa da un evento imprevisto può entrare in panico divenendo incapace di gestire la situazione. Avere familiarità con l’ambiente di immersione, essere ben preparato nella gestione delle procedure di emergenza ed avere un atteggiamento calmo nei confronti degli imprevisti sono elementi chiave per reagire in modo veloce ed efficace a situazioni di pericolo. In altre parole si passa da una situazione in cui non ci si rende conto della situazione, all’accorgersi della situazione, fino al riconoscimento di un pericolo e quindi ad una azione-reazione.

Come subacquei ci troviamo quasi sempre ad operare come parte di un team. Avere una buona S.A.  a livello del team è più complesso perché non solo i singoli elementi del team devono mantenere un livello adeguato di S.A. ma occorre anche garantire una opportuna comunicazione all’interno dello stesso condividendo un “comune modello mentale della situazione” e della sua probabile evoluzione. Per questo motivo immergersi con nuovi compagni è più stressante che farlo con subacquei ben conosciuti con i quali si è già sviluppata una familiarità ed unità di visione.  

Tipologie di Situational awareness
Esistono varie tipologie in funzione di cosa è oggetto di attenzione:

  • Ambientale: attenzione all’ambiente circostante. Per un subacqueo questo include le condizioni meteo-marine, visibilità, correnti, etc.
  • Spaziale: attenzione alla propria posizione in relazione allo spazio circostante. Un subacqueo dovrebbe esser sempre consapevole della propria profondità e posizione in relazione ai punti di entrata e di uscita dall’acqua. In attività specifiche, come la speleo subacquea, questo diviene ancora più rilevante  poiché perdere l’orientamento in grotta è tra le cause principali di gravi incidenti e fatalità.
  • Sistema: consapevolezza del corretto funzionamento di tutti i sistemi usati. Durante l’immersione il subacqueo deve essere in grado di monitorare attivamente le varie componenti dell’attrezzatura usata con particolare attenzione ai manometri per il controllo del gas respiratorio, le informazioni fornite dal computer subacqueo e gli erogatori.
  • Comunicazione: attenzione alla qualità della comunicazione. I subacquei devono essere in contatto visuale tra di loro in modo da poter comunicare chiaramente. In operazioni più complesse la comunicazione può includere anche il personale di superficie.
  • Orizzonte temporale: consapevolezza dello scorrere del tempo. In immersione è fondamentale essere sempre consapevoli del tempo di immersione, rimanente tempo di non decompressione o, nel caso di obblighi decompressivi, gestione delle tappe di decompressione.

Quando si crea una divergenza tra la percezione che abbiamo dell’ambiente ed il suo reale stato la nostra S.A. è compromessa e siamo esposti a potenziali incidenti.
Più la situazione e l’ambiente operativo divengono complessi più è difficile mantenere una buona S.A. La nostra memoria e capacità di attenzione sono inevitabilmente limitate e se superiamo questi limiti allora perdiamo S.A. Esperienza ed addestramento in condizioni simili a quelle nelle quali operiamo aiutano a rinforzare la S.A. L’uso di automatismi facilita il mantenimento della S.A. ma se la routine prende il sopravvento la capacità di reagire a cambiamenti imprevisti dell’ambiente può essere compromessa.

La S.A. può essere affetta da errori ad ognuno dei suoi livelli:

  • Livello 1 – è il più colpito dagli errori specialmente da parte di operatori inesperti. Ad esempio un subacqueo alle prime esperienze può dimenticare di controllare il manometro con la giusta frequenza durante l’immersione rischiando di rimanere senz’aria.
  • Livello 2 – distrazione, eccessivo carico di lavoro, inesperienza possono compromettere la capacità di correlare le informazioni acquisite con un valido modello concettuale. Ad esempio un subacqueo pur controllando frequentemente il manometro potrebbe non essere in grado di capire che il suo consumo d’aria è eccessivo.
  • Livello 3 – per fare previsioni occorre avere un’ottima conoscenza dei modelli concettuali utilizzati. Un uso incompleto o inappropriato di tali modelli porta a conclusioni errate. Ad esempio un subacqueo, pur essendosi accorto di avere un consumo d’aria superiore a quello usuale, potrebbe non capire come questa situazione, se non corretta, causerà una risalita d’emergenza per esaurimento d’aria.

Individuare gli errori nella S.A. è complesso; molte volte un’incongruenza tra il nostro modello mentale e l’ambiente reale può essere indicativa di errori. Ad esempio un subacqueo convinto di nuotare verso costa, che in realtà si sta allontanando da questa, potrebbe rendersi conto dell’errore osservando che la profondità non diminuisce come dovrebbe. In un ambiente dinamico come quello sommerso il carico di lavoro interferisce con la nostra S.A. in vari modi.

Se il carico di lavoro è molto modesto e la S.A. è ridotta, la distrazione e noia subentrano aumentando la probabilità di errori. Se il carico di lavoro è moderato e abbiamo una buona S.A. allora siamo in controllo della situazione con relativo poco sforzo. Se il carico di lavoro è elevato ma la S.A. è bassa siamo stimolati da troppe informazioni ed il rendimento si abbassa. Per cui mantenere una elevata S.A. con carichi di lavoro pesanti è possibile solo per brevi periodi di tempo. Un esempio di quest’ultima situazione è un subacqueo che reagisce ad un’emergenza.

Per evitare o ridurre potenziali errori nella S.A. un buon addestramento è fondamentale e dovrebbe concentrarsi su una serie di punti essenziali:

Pianificazione per identificare situazioni che richiedono maggiore attenzione.
Dividere il carico di lavoro tra più persone o diluirlo nel tempo.
Avere una visione d’insieme della situazione.
Monitorare in continuazione i cambiamenti per essere in grado di prevedere futuri sviluppi.
Essere capaci di stabilire priorità nella sequenza di eventi.

Durante un’immersione applicare questi principi permette di mantenere un buon livello di S.A. In particolare si possono seguire alcune strategie:

Dividere mentalmente l’immersione in fasi, ad esempio discesa, permanenza sul fondo, risalita e concentrarsi sugli elementi chiave di ogni fase.
Considerare sia le azioni da fare immediatamente sia quelle che seguiranno.
Durante il briefing indicare chiaramente gli obiettivi e le procedure da adottare sia come singoli che come team.
Discutere i risultati dell’immersione alla fine in modo da evidenziare eventuali problemi e migliorare la S.A. nelle immersioni future.

Come subacquei avere un buon livello di S.A. è quindi fondamentale per costruire un sistema di sicurezza che includa accumulo di esperienza progressiva, ottima conoscenza delle procedure, attitudine mentale positiva e riconoscimento obbiettivo dei nostri limiti.

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Giorgio Caramanna
geologo oceanografo

Giorgio Caramanna è un geologo italiano specializzato in idrogeologia e geochimica, con oltre quindici anni di esperienza come subacqueo scientifico in una varietà di ambienti e attività di ricerca. Svolge anche il ruolo di delegato nel Comitato europeo di immersioni subacquee. Ha lavorato come ricercatore presso molte istituzioni internazionali e ha esperienza multidisciplinare in diverse università. Ha fondato nel 2015 GeoAqua consulting con il desiderio di condividere la sua esperienza di ricercatore e subacqueo scientifico con il desiderio di sensibilizzare l’opinione pubblica sui principali problemi ambientali. È autore di oltre cinquanta articoli ed è revisore per riviste internazionali. Giorgio Caramanna, dal 2015, è anche collaboratore ed inviato dagli Stati Uniti di Ocean4future. Per maggiori dettagli sulle sue attività seguire il link.

 

 

 

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